CEDAM: Problemi attuali della giustizia penale
L'appello nel giudizio abbreviato
Carla Pansini
Libro: Libro in brossura
editore: CEDAM
anno edizione: 2013
pagine: 194
Nel rinnovato contesto processuale del 1988, il legislatore aveva scommesso sulle modalità alternative di giudizio, corredate da minori garanzie ma per ciò stesso più celeri. La tenuta del sistema era stata affidata in particolar modo a riti - come il giudizio abbreviato - che consentivano all'imputato di modificare le scelte strategiche dell'organo dell'accusa, evitando il passaggio alla più articolata fase del dibattimento. Per un periodo di tempo, evoluzione dell'architettura del rito e dinamiche dei controlli hanno camminato di pari passo, nel senso di una perfetta coerenza dei secondi con la prima, così come coerente con la struttura e le caratteristiche del giudizio abbreviato originario era il decalogo dei limiti all'appello contenuti nell'art. 443 c.p.p. della prima ora: la natura pattizia e acceleratoria del rito - che ruotava attorno alla consensuale rinunzia al più garantito accertamento gnoseologico dibattimentale in cambio di un riconoscimento premiale - giustificava le previste preclusioni all'appello, giacché i complessivi vantaggi conseguiti con il rito speciale (scelto e accettato dalle parti) trovavano controprestazione, tra l'altro, nella consapevole preventiva rinuncia ad avvalersi del giudizio di seconde cure.
Rilievi e accertamenti tecnici
Donatella Curtotti
Libro: Libro in brossura
editore: CEDAM
anno edizione: 2013
pagine: 384
Documenti illegali e procedura di distruzione dati personali illecitamente conseguiti
Giuseppe Tabasso
Libro: Libro in brossura
editore: CEDAM
anno edizione: 2013
pagine: 158
Il decreto - legge 22 settembre 2006 n. 259 recante «Disposizioni urgenti per il riordino della normativa in tema di intercettazioni telefoniche», convertito con modificazioni nella legge 20 novembre 2006, n. 281, ha interpolato l'art. 240 del codice di rito penale, introducendo una disciplina peculiare in materia di documenti, supporti ed atti «concernenti dati e contenuti di conversazioni o comunicazioni, relativi a traffico telefonico e telematico, illegalmente formati o acquisiti» e di «documenti formati attraverso la raccolta illegale di informazioni».
Il contraddittorio per la prova nel processo penale
Filippo Raffaele Dinacci
Libro: Libro in brossura
editore: CEDAM
anno edizione: 2012
pagine: 256
Il contraddittorio non è solo una regola giuridica che impone la formazione della prova secondo logiche confutazioniste davanti ad un giudice terzo ed imparziale, esso è anche e soprattutto un modello culturale il quale trova origine in una precisa scelta ideologica che rifiuta un sapere giudiziale illimitato per approdare a forme di conoscenza regolamentata. Nella consapevolezza di tale realtà, il presente studio propone un'analisi dell'evoluzione storico normativa attraverso cui si è prevenuti alla costituzionalizzazione di un contraddittorio per la prova, dando evidenza delle resistenze che da sempre hanno accompagnato l'evoluzione del principio. Si è quindi provveduto ad un esame congiunto del dato legislativo e delle risposte giudiziarie che ad esso venivano fornite per valutare quanto effettivamente fosse presente nella cultura degli operatori del diritto il metodo di conoscenza probatoria. Quel che emerge anche dopo la costituzionalizzazione del contraddittorio nella formazione della prova è che tanto il legislatore quanto la giurisprudenza hanno continuato a generare e confermare regole ed interpretazioni giuridiche in contrasto con il precetto costituzionale. Tale conclusione viene raggiunta all'esito di una verifica tendente ad evidenziare le "elusioni del principio". Il risultato cui si è pervenuti è stato preoccupante nella consapevolezza che il contraddittorio costituisce un modello di concretizzazione del diritto di difesa.
Testimonianza e segreti professionali
Alessandro Diddi
Libro: Libro in brossura
editore: CEDAM
anno edizione: 2012
pagine: 244
Movendo dalle implicazioni costituzionali della disciplina sul segreto ed attraverso la delimitazione dell'esatto ambito soggettivo ed oggettivo dell'art. 200 c.p.p., ora esteso a nuove categorie di professionisti, l'oggetto del segreto professionale è stato identificato in una qualunque notizia trasmessa nell'ambito di rapporti intersoggettivi qualificati. In tale prospettiva, il segreto funge da ostacolo all'acquisizione della testimonianza, superabile solo per effetto di una libera ed insindacabile scelta del professionista che ne è depositario, con esclusione, pertanto, di qualunque potere coercitivo del giudice, basato sul bilanciamento tra esigenze di accertamento del fatto e tutela dei rapporti professionali nel caso concreto. Sulle stesse premesse, è stato affrontato il tema della prova illecita, per concludere che la violazione del segreto da parte del professionista che vi fosse tenuto non possa determinare l'inutilizzabilità della dichiarazione.
La disciplina delle «contestazioni a catena»
Luigi Ludovici
Libro: Libro in brossura
editore: CEDAM
anno edizione: 2012
pagine: 254
Il principio della presunzione di non colpevolezza dispiega, nel suo risvolto trattamentale, un'efficacia performante sulla regolamentazione dei rapporti tra tempo e custodia cautelare. In diretta attuazione del paradigma costituzionale, il legislatore ha, dunque, costruito un sistema che rinviene nella previsione di invalicabili limiti cronologici alla detenzione ante iudicatum (art. 303 c.p.p.) e nel principio di compatibilità tra diversi stati detentivi (art. 297 comma 5 c.p.p.) i suoi pilastri fondamentali.
L'impugnazione inammissibile. Uno studio introduttivo
Elga Turco
Libro: Libro in brossura
editore: CEDAM
anno edizione: 2012
pagine: 204
Lo studio, dopo aver messo a fuoco la natura ambivalente dell'inammissibilità - specie di invalidità e sanzione processuale che colpisce la domanda di parte - ed averne tratteggiato la fisionomia nel sistema codicistico, rivolge la propria attenzione alle cause e al trattamento giuridico dell'impugnazione inammissibile. In quest'ultima spelonca tematica trovano posto alcune riflessioni de iure condendo sui rapporti tra l'inammissibilità dell'impugnazione e l'obbligo della immediata declaratoria di cause di non punibilità, nonché sulla condanna del soccombente alle spese processuali e al pagamento della sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende.
Il procedimento a carico di ignoti
Katia La Regina
Libro: Libro in brossura
editore: CEDAM
anno edizione: 2012
pagine: 254
Concepito all'ombra dell'omologo soggettivamente qualificato, il procedimento a carico di ignoti possiede un volto diverso da quello disegnato per esso dal legislatore. Dismessi i panni di itinerario capace di esprimere le sue peculiarità solo in occasione della chiusura, si rivela terreno ideale per sperimentazioni investigative e operazioni ad alta tecnologia che impongono una specifica riflessione sugli ambiti di tutela ritagliati a favore dei soggetti che, a vario titolo, risultano attinti dall'azione inquirente. Nel contempo, si mostra anche come un ambito gravido di insidie soprattutto nei casi in cui si svolga solo formalmente a carico di ignoti. Quando questa evenienza si verifichi, il procedimento privo di riferimenti onomastici diviene uno dei settori più fertili per lo sviluppo di prassi elusive; che si nutrono del mancato riconoscimento allo status di ignoto di una qualsiasi forma di garanzia.
L'interrogatorio investigativo
Carlo Bonzano
Libro: Libro in brossura
editore: CEDAM
anno edizione: 2012
pagine: 240
Le multiformi manifestazioni del sapere dichiarativo dell'indagato si differenziano per genesi, tempi e funzioni. Impossibile negare, dunque, come tali variabili finiscano per incidere anche sull'essenza del singolo interrogatorio: quello celebrato nel corso delle indagini preliminari su iniziativa dell'inquirente presenta una marcata valenza "accertativa", che palesa scarsi (se non addirittura inesistenti) profili di contiguità con le istanze difensive. Ne deriva la necessità di calibrare la concreta attuazione delle garanzie, indistintamente positivizzate per il compimento dell'atto in sé, sulle peculiarità di quella species connotata da un'autentica natura investigativa. D'altronde, con impatto immediato sulla tematica in esame, il legislatore sovranazionale è tornato a sottolineare come l'equilibrio del sistema vada ricercato non solo "nell'adeguatezza delle normative degli [...] Stati membri, bensì anche nella corretta applicazione" delle stesse (Direttiva 2012/13/UE del 22 maggio).
L'atto irripetibile
Leonardo Suraci
Libro: Libro in brossura
editore: CEDAM
anno edizione: 2012
pagine: 336
Scrivere sull'atto irripetibile nel processo penale significa trattare un tema delicato e complesso. Delicato perché il concetto chiama in causa un meccanismo che assicura la fruibilità in funzione decisoria di elementi conoscitivi formati per realizzare, nell'ambito del processo, finalità di tipo diverso, certamente importanti e sotto diversi profili incisive ma non rilevanti in relazione alla fase decisoria inerente al merito dell'imputazione. Complesso in quanto le fattispecie processuali incentrate sul fenomeno dell'irripetibilità constano di plurimi elementi dotati di specifica rilevanza e fonte di non poche perplessità interpretati-va. Nel corso degli anni si sono avvicendate impostazioni teoriche diverse, ciascuna delle quali pone in risalto profili - ora normativi, ora fattuali - che nel loro insieme concorrono alla ricostruzione di un concetto tra i più problematici nel contesto di una disciplina processuale ispirata alla scelta legislativa di non predisporre una definizione di irripetibilità che, in qualche modo, orientasse l'opera degli interpreti.
L'invalidità nel processo penale. Tra teoria e dogmatica
Arturo Capone
Libro: Libro in brossura
editore: CEDAM
anno edizione: 2012
pagine: X-299
"Il fenomeno dell'invalidità nel processo penale prende le mosse da una condotta difforme dallo schema previsto in una fattispecie idonea a determinare la progressione del procedimento verso il provvedimento finale. Tale condotta da un lato, com'è ovvio, risulta a tali fini inefficace; dall'altro integra nella maggior parte dei casi una fattispecie alternativa "patologica", i cui effetti sono inquadrabili nell'ambito dei rimedi processuali. Essi infatti hanno una spiccata vocazione terapeutica, nel senso che sono predisposti per condurre a termine il procedimento, impedendo però, tramite ricostruzioni, amputazioni o sterilizzazioni, che la sentenza trovi nell'atto viziato, che pure appartiene storicamente alla sequenza, un suo presupposto giuridico".
La prova decisiva
Cristiana Valentini
Libro: Libro in brossura
editore: CEDAM
anno edizione: 2012
pagine: VIII-273
La crisi da cui pare oggi colpita la Cassazione induce al tentativo di saggiarne il funzionamento in relazione ad uno dei suoi snodi fondamentali, configurato da quell'estrema forma di tutela del diritto alla prova di cui consta il caso di ricorso disciplinato dall'art. 606,1° comma, lett. d), c.p.p. Seguendo questa prospettiva, il volume prende l'abbrivio da un'analisi critica dei metodi di ragionamento utilizzati dalla Corte per giustificare le soluzioni esegetiche prescelte con riferimento al concetto di "prova decisiva", per assodare poi fino a che punto vent'anni di giurisprudenza mostrino in termini inequivocabili quante importanti disposizioni in materia di ammissione e acquisizione della prova appaiano ormai ridotte al livello di regole di rango minore, violabili senza conseguenze. Il lavoro si propone di esaminare le ragioni di siffatto svilimento e di circoscriverne gli effetti, passando attraverso quell'efficace astrazione che è l'error causalis e verificando tanto i limiti entro i quali essa deve essere contenuta perché non si trasformi in abuso, quanto gli stretti legami della medesima con la formula della "decisività" della prova omessa.

