DeriveApprodi: I libri di DeriveApprodi
Oltre la grande bellezza. Il lavoro nel patrimonio culturale italiano
Mi Riconosci? Sono un professionista dei beni culturali
Libro: Libro in brossura
editore: DeriveApprodi
anno edizione: 2021
pagine: 176
Come si lavora nel settore del patrimonio culturale dove il primo datore di lavoro è lo Stato? Quali sono le cause che hanno permesso a un comparto ad alto grado di specializzazione, e che ha beneficiato fino al 2019 di una crescita imperterrita del turismo, di divenire una fucina di sfruttamento e povertà? Perché il collasso del sistema portato dai lockdown non è stato accompagnato da una riflessione e da misure adeguate da parte delle istituzioni? Sono alcune delle domande cui risponde questo volume, nato dall'esperienza quinquennale del collettivo «Mi Riconosci? Sono un professionista dei beni culturali», oggi movimento nazionale e punto di riferimento per migliaia di lavoratrici e lavoratori del settore. Il sistema culturale italiano contemporaneo viene letto attraverso l'analisi delle condizioni di lavoro, le discriminazioni di genere e di provenienza sociale, il caos dei percorsi formativi e lo sviluppo del sistema di privatizzazioni affermatosi dagli anni Novanta, con particolare attenzione al lavoro gratuito e al ruolo delle fondazioni di partecipazione per il controllo del patrimonio culturale pubblico. Il collettivo Mi Riconosci? elabora, dunque, una proposta di riforma del sistema turistico e la creazione di un Sistema Culturale Nazionale che cambi i paradigmi di gestione dei luoghi della cultura pubblici, andando verso principi di gratuità e inclusione.
Sulla riproduzione della capacità umana vivente. L'industrializzazione della soggettività
Romano Alquati
Libro: Libro in brossura
editore: DeriveApprodi
anno edizione: 2021
pagine: 224
Romano Alquati è stato un sociologo e militante, figura centrale dell'operaismo politico italiano. Il suo nome è legato a elaborazioni teoriche capaci di leggere le trasformazioni industriali e le lotte operaie del decennio Settanta. Conosciuto per la sua «conricerca», un metodo di analisi dei processi sociali che attinge all'antropologia e alla storia orale, negli anni Ottanta e Novanta si è impegnato nella costruzione di un'interpretazione complessiva del capitalismo contemporaneo. Alquati scrive Sulla riproduzione della capacità umana vivente al giro di boa del millennio. Negli anni dell'espansione della globalizzazione capitalistica e del breve ciclo del movimento no global, dello sviluppo della new economy e della sua crisi, dei dibattiti su neoliberismo, postfordismo, fine del lavoro. In una direzione differente, Alquati propone un'ipotesi forte: la riproduzione di quella che viene chiamata forza lavoro e lui definisce capacità lavorativa umana vivente, merce principale del capitalismo, sta diventando luogo diretto della valorizzazione di capitale e di dominio. Riprodurre capacità umana è dunque un lavoro: quando riproduciamo gli altri e quando riproduciamo noi stessi. La riproduzione di cui parla l'autore non è solo lavoro di cura o lavoro delle donne: è un lavoro trasversale, sottoposto a un processo di forte industrializzazione, centrale anche per ogni ipotesi di fuoriuscita dall'esistente.
Gli autonomi. I «padovani». Dagli anni Ottanta al G8 di Genova 2001. Volume Vol. 9
Gian Marco De Pieri, Piero Despali, Max Gallob, Vilma Mazza
Libro: Libro in brossura
editore: DeriveApprodi
anno edizione: 2021
pagine: 208
Dopo il volume V della serie Gli autonomi, dedicato all'autonomia vicentina e il volume VI, concentrato sulle vicende dei collettivi politici veneti negli anni Settanta, questo è il racconto dell'evoluzione dei movimenti autonomi del Nord-Est dagli anni Ottanta agli anni Duemila, fino agli eventi delle giornate del G8 di Genova. La narrazione corale, da parte di alcuni dei protagonisti di questi decenni densi di lotte, racconta la vicenda politica di un movimento che dalla città di Padova arriva a diffondersi in Italia e in Europa, fino a intrecciarsi con il movimento zapatista del Chiapas messicano e con l'insieme delle lotte globali del nuovo millennio. Forti di una elaborazione teorica che ha le sue radici nella tradizione dell'«operaismo italiano» e dell'Autonomia operaia, gli autonomi «padovani» hanno assunto nel decennio Novanta le denominazione di «Tute bianche» prima e di «Disobbedienti» poi, arrivando alla mobilitazione internazionale del G8 di Genova con una presenza egemone nell'attivismo italiano. Gli autonomi del Veneto sono generalmente conosciuti come «i padovani». Una nominazione che qui viene orgogliosamente rivendicata, a sottolineare una storia e una tradizione rivoluzionarie che si è snodata per quarant'anni tra vittorie e sconfitte, fortunati percorsi di aggregazioni di massa e forti repressioni. Un pezzo importante della storia dei conflitti sociali del nostro paese. Con una storia a fumetti di Claudio Calia.
Da Seattle a Genova. Cronistoria della rete no global
Libro: Libro in brossura
editore: DeriveApprodi
anno edizione: 2021
pagine: 320
Questo libro ricostruisce il biennio di lotte (1999-2001) che ha preceduto la contestazione al G8 di Genova. A essere ripercorsa è la genesi del «popolo di Seattle» e, tramite un lavoro di indagine storiografica e documentaristica, l'attenzione si concentra sull'esperienza napoletana della Rete No Global, tra i nuclei fondativi del movimento in Italia. Decine di attivisti ed esponenti della società civile hanno contribuito alla costruzione di un ricco racconto corale, capace di restituire l'immagine della capillarità e della conflittualità che ha saputo esprimere il movimento no global. Oltre a un bilancio politico di quella straordinaria esperienza viene così colmato un grave vuoto di conoscenza su un pezzo importante della nostra storia recente. Prefazione di Marco Bersani.
Gli autonomi. Autonomia operaia a Genova e in Liguria. Volume Vol. 8
Libro: Libro in brossura
editore: DeriveApprodi
anno edizione: 2021
pagine: 384
Il libro, seconda parte di un'opera in due volumi, ricostruisce il contesto genovese e ligure dei primi anni Ottanta dal punto di vista di ciò che resta dell'Autonomia operaia: un vuoto sociale in cui spopola l'eroina e si accendono le controversie sulla «dissociazione» dai precedenti percorsi politici. Mentre la città, distretto industriale, perde ulteriori 25.000 posti di lavoro nelle fabbriche e le banchine del porto si svuotano. In un racconto corale, il libro ripercorre la storia della lenta ripresa del movimento a Balbi, gli interventi militanti a Voghera e a Comiso, l'avvento dei punk e la ricostruzione, a partire dal 1985, di una scena ampia di spazi sociali e collettivi. Il movimento antinucleare, le attività dei Centri sociali, il movimento universitario della Pantera, le lotte dei Cobas scuola, la costituzione dell'Associazione Città Aperta e il Movimento dei migranti, le Tute bianche sono situazioni che interagiscono con una città profondamente cambiata nella sua composizione sociale, demografica, antropologica, fino ad arrivare alle moltitudini che popoleranno le giornate di Genova durante il G8 del luglio 2001. Nonostante la discontinuità storica i nuovi movimenti reintroducono nel loro agire, rielaborandoli, i riferimenti teorici all'operaismo e lo «stile autonomo» del lavoro politico. Un percorso di vent'anni che approda agli eventi esaltanti e tragici del luglio 2001, la contestazione del G8, di cui si tenta in questo volume un primo bilancio critico nel suo anniversario.
Francesco Moranino, il comandante «Gemisto». La criminalizzazione della Resistenza
Massimo Recchioni
Libro: Libro in brossura
editore: DeriveApprodi
anno edizione: 2021
pagine: 185
Francesco Moranino, il comandante partigiano «Gemisto», fu tra i protagonisti della guerra di Liberazione e il più giovane componente dell'Assemblea Costituente. Ricoprì inoltre la carica di sottosegretario alla Difesa nel terzo governo De Gasperi, l'ultimo di «unità nazionale» prima del piano Marshall. Nel 1948 fu rieletto deputato, ma fu presto coinvolto in un'inchiesta per l'omicidio, avvenuto nell'inverno 1944, di cinque civili sospettati di spionaggio e delle mogli di due di essi. Moranino, assai poco fiducioso nella giustizia, espatriò in Cecoslovacchia. La sua travagliata vicenda animò il dibattito politico e si trascinò per molti anni tra rielezioni parlamentari, una nuova autorizzazione a procedere del 1955 e il conseguente processo con la condanna all'ergastolo. Moranino non usufruì della grazia concessa dal Presidente della Repubblica Giuseppe Saragat nel 1964, ma rientrò in Italia solo due anni dopo, quando gli eventi per cui era stato condannato furono riconosciuti come azioni di guerra. Questa nuova edizione, dopo la prima del 2013, contiene approfondimenti sul processo e sulla situazione italiana nel pieno della «Guerra fredda». Prefazioni alla prima edizione di Lidia Menapace e Pietro Ingrao.
Gli autonomi. Autonomia operaia a Genova e in Liguria. Volume Vol. 7
Libro: Libro in brossura
editore: DeriveApprodi
anno edizione: 2021
pagine: 320
Il libro, prima parte di un’opera in due volumi, ricostruisce il percorso di una federazione di comitati che nel corso degli anni Settanta, a Genova, hanno dato forma a una critica radicale al duplice conservatorismo locale: quello del ceto mercantile e redditiero e quello del Partito comunista in alleanza con il sindacato. Lo scontro, aspro e violento, si è svolto in uno scenario caratterizzato dal declino industriale di quello che era stato uno dei vertici del triangolo economico dell’Italia del Novecento, dall’egemonia del Partito comunista e dalla vicenda totalizzante delle Brigate rosse.
Brigate rosse: un diario politico. Riflessioni sull'assalto al cielo
Libro
editore: DeriveApprodi
anno edizione: 2021
pagine: 224
Il documento, corredato da un ampio apparato di note che ne favorisce la comprensione, ricostruisce, fase per fase – dal biennio 1968-69 alla metà degli anni Ottanta – i convulsi mutamenti del contesto storico-politico del nostro paese, permettendo al tempo stesso di entrare all'interno di dinamiche ancora oggi sconosciute della complessa storia delle Brigate rosse. Soprattutto il lento ma inesorabile dissidio tra la componente dei suoi fondatori storici imprigionati da anni e la direzione esterna. Dissidio insanabile che, dopo il tragico esito del sequestro Moro, sfocerà in una serie di scissioni e poi nella dissociazione e nel «pentimento» da parte di molti dei suoi militanti, preludio all'esaurirsi di quel progetto politico rivoluzionario.

