DeriveApprodi: Narrativa
Un'idea di libertà. San Vittore '79-Rebibbia '82
Alberto Magnaghi
Libro: Libro in brossura
editore: DeriveApprodi
anno edizione: 2014
pagine: 204
"Paura dell'ignoto? Paura dell'autorità? Della violenza potente dello Stato? Mostruosità del deterrente di violenza della divisa sulla persona nuda? Non so. Forse tutto ciò investe il concetto di sicurezza: ciò che all'esterno del carcere è introiettato nelle regole e nei rapporti sociali che rendono 'sicura' la vita quotidiana. Il carcere è sottrazione totale del concetto di 'sicurezza'. Non si dà contratto. Non si danno punti di fuga. Forma di dominio allo stato puro, non mediato da finalità produttive, né culturali, né di consumo. La reazione emotiva si attenua solo quando, dopo lungo tempo, lo stimolo esterno viene introiettato nella quotidianità. Come un evento 'normale', come la battitura delle sbarre quando inizia a far parte di un paesaggio conosciuto, a suo modo rassicurante. Così mi appresto a desiderare l'introiezione del paesaggio umano, sonoro e dello spazio coatto come normalità. Si desidera - perversione totale dell'istinto di sopravvivenza! -l'annullamento di sé, il non provare emozioni; poiché le emozioni sono comunque dominate dal panico, dalle necessità di difesa, dallo stato di allarme. Forse qui si verifica allo stato puro, entro un rapporto sociale non mediato dalle istituzioni e dal lavoro, ciò che in altre istituzioni avvolge il rapporto di dominio e di annientamento in forme più complesse e accattivanti..." Prefazione di Alberto Asor Rosa. Postfazione di Rossana Rossanda.
La gamba del Felice
Sergio Bianchi
Libro: Libro in brossura
editore: DeriveApprodi
anno edizione: 2014
pagine: 125
"L'affastellarsi veloce di capitoli, il ritmo serrato, la sintassi precipitosa rendono con un'efficacia retorica straordinaria l'incalzare degli eventi. Trent'anni d'Italia in tre ore di lettura. Il lessico (ma anche la sintassi, i suoi deragliamenti, la sua irresistibile velocità da montagne russe del periodare) è quello degli umili (penso alla scoperta dell'alfabeto di Malerba) ma con una virulenza che già denota una tensione nuova, quella dell'italiano televisivo e dell'italiano che arriva da altre, popolari fonti di linguaggio, di letteratura." (Aldo Nove)
Un fiume in piena. Storie di un altra Scampia
Gianluca Arcopinto
Libro: Libro in brossura
editore: DeriveApprodi
anno edizione: 2014
pagine: 123
Gianluca Arcopinto fa il produttore cinematografico. Per alcuni mesi è stato l'organizzatore generale della serie tv Gomorra, tratta dal libro di Roberto Saviano. Dopo 5 mesi di lavorazione e 16 settimane di riprese, Arcopinto ha lasciato il set. Non ha, invece, lasciato Scampia, scegliendo di mettersi dalla parte di una cittadinanza attiva che rifiuta di essere ostaggio dell'economia camorristica e che non vede nella risposta dell'ordine pubblico l'unica alternativa. Arcopinto arriva alle Vele di Scampia con il mondo scintillante delle riprese televisive, coi suoi problemi di costi di produzione, di organizzazione, insieme agli attori, ai registi, agli sceneggiatori e lì inciampa su una realtà fatta di persone e associazioni che resiste alla droga, che si sottrae al controllo camorristico del territorio, che denuncia l'abbandono da parte delle istituzioni, che immagina un altro sistema economico e che dà forma alla speranza di una vita decente. Che rifiuta di riconoscersi nella parabola narrativa di una famiglia di boss e chiede che si racconti un'altra storia. Di questa realtà la serie Gomorra non parla, il libro di Gianluca Arcopinto sì.
Nel ventre della bestia
Jack H. Abbott
Libro: Libro in brossura
editore: DeriveApprodi
anno edizione: 2014
pagine: 189
La storia di questo libro inizia con l'amicizia tra Abbott e il romanziere Norman Mailer, alla fine degli anni Settanta, quando Abbott si trova in prigione nello Utah per rapina a mano armata e durante la detenzione uccide un altro carcerato. Nasce una corrispondenza con Mailer che assume fin da subito un tono letterario e che viene pubblicata sulla prestigiosa rivista "New York Review of Books", riscontrando un enorme successo di pubblico. Ne segue la pubblicazione del libro "Nel ventre della bestia" che diventa un best seller. Successo e clamore consentono ad Abbott di ottenere la libertà condizionata. Rimesso in libertà nell'81, si stabilisce a Greenwich, il quartiere radical di New York, e diventa il beniamino della high society. Ma a placarlo non bastano né la fama né i soldi. Sei settimane dopo il suo rilascio, in un alterco davanti a un ristorante, pugnala a morte un cameriere di 22 anni. Arrestato di nuovo, Abbott viene condannato ad altri 15 anni di prigione e a pagare oltre 7 milioni e mezzo di dollari ai familiari della vittima. Nel febbraio del 2002, a 58 anni, si suicida impiccandosi alle sbarre della sua cella.
Lascia che il mare entri
Barbara Balzerani
Libro: Libro in brossura
editore: DeriveApprodi
anno edizione: 2014
pagine: 104
Tre donne nello scenario del secolo delle guerre e delle rivoluzioni. Ultime tracce di un mondo di relazioni cancellato, di un'umanità di cui il denaro che produce denaro può fare a meno. Storie che provano a restituire voce alle ragioni ammutolite dalla Storia scritta. Storie del tradimento di saperi, dell'inganno del progresso mercantile, del grande affare delle guerre, della rottura del patto con la vita e del prezzo per non averne difeso le condizioni. Storie di sfiduciata resistenza, di subordinate aspettative, di imprevidenza di morte per vanagloria di crescita illimitata. Tre donne che si passano il testimone nel racconto del rapido consumarsi della civiltà dell'illimitato sfruttamento di ogni risorsa. La stessa che continua a promettere futuro, felicità e benessere, a vendere il proprio modello a chi oggi ne sta seguendo le orme, dopo aver brutalmente compromesso con i suoi punti di non ritorno la riproduzione di un'impronta umana nella vita del pianeta. Dopo aver sterilizzato nei registratori di cassa libertà, diritti, comunanze e mascherato la sua offerta di ogni miseria con gli ammiccamenti alle virtù della sudditanza.
Compagna luna
Barbara Balzerani
Libro: Libro in brossura
editore: DeriveApprodi
anno edizione: 2013
pagine: 128
Compagna luna, l’autobiografia di Barbara Balzerani, tra i massimi dirigenti delle Brigate rosse, è stato pubblicato per la prima volta nel 1998 da Feltrinelli riscuotendo un grande successo di pubblico, quindi di critica. Condannata a sei ergastoli, dal fondo delle celle dei carceri speciali, Barbara Balzerani riflette incessantemente sulla propria esperienza esistenziale arrivando a elaborare uno stile narrativo del tutto originale. A un profondo e intenso dialogo interiore riesce infatti ad alternare un’analisi asciutta e lucida del contesto politico che ha riguardato lei come altre migliaia di persone coinvolte nei conflitti politici degli anni Settanta.
Faccia al muro
Cesare Battisti
Libro: Libro in brossura
editore: DeriveApprodi
anno edizione: 2012
pagine: 285
"La si rispetta, in prigione, la passione oscura. A volte qui è così densa da poterla toccare. Parlo di quel recluso che fissa il soffitto nell'attesa che il rumore secco dell'acciaio contro l'acciaio arrivi ad annunciargli una visita, gli dia un segno di vita. Parlo anche del fischiettio ripetuto, ritornello incessante di una canzone; della foto di una donna incollata vicino al cuscino, del gettarsi voraci sul cibo, tanto per riempire il vuoto con qualcosa di concreto; di occhi senza sguardo; di parole evase e immediatamente riprese con un sospiro; di lei che viene al colloquio in compagnia di un altro e di me che sorrido a entrambi; del gatto che ormai fa le fusa su ginocchia altrui; e ancora di me, che mi rifletto in tutto questo; di una domanda sospesa nell'aria e della sua risposta idiota; dell'ennesima richiesta rifiutata; del sorriso dimenticato di una moglie; di una rabbia esibita e di un pianto dissimulato male; di una lettera riletta al contrario; di un tatuaggio bruciato con la sigaretta; di un dolce che passa da una cella all'altra e delle mani avide che lo aspettano al varco; di una discussione violenta che finisce in una risata; di un sussurro che odora di morte; di uno spazzolino da denti a cui le guardie hanno rasato le setole e di Zeca che ne ha ricostituito il manico con della plastica fusa; della gloria di essere infelice come nessun altro; del sonno, elemento prezioso; di tutto quello che è sempre altrove; delle storie di libertà mai vissute."
Memorie di Giulio Bonnot. Raccolte da un «copain» e autenticate da Paolo Valera. I clamorosi rossi dell'automobile grigia
Libro: Libro in brossura
editore: DeriveApprodi
anno edizione: 2011
pagine: 96
Questo libro, pubblicato per la prima e unica volta nel 1913, è la storia delle avventurose gesta della famigerata "Banda Bonnot", narrata dal suo unico anonimo sopravvissuto. La banda - composta da un gruppo di militanti anarchici in bilico tra criminalità comune e attivismo politico - in una manciata di mesi del 1912 mise in atto a Parigi una clamorosa serie di rapine in banche e abitazioni di ricchi borghesi. Il gruppo si costituì intorno alla figura carismatica di Jules Bonnot, anarchico, operaio e autista di Arthur Conan Doyle, ideatore del personaggio di Sherlock Holmes, per il quale aveva lavorato in Gran Bretagna nel 1910. Tornato a Parigi, Bonnot fu introdotto negli ambienti del giornale "l'anarchie" e con altri giovani scelse di intraprendere una lotta illegale - disperata e suicida - contro l'ordine sociale capitalistico, colpendo i borghesi in ciò che stava loro più a cuore: il denaro. La banda, che agiva in pieno giorno con lo scopo di indurre il massimo terrore, sorprese tutti per la propria audacia. Fu ad esempio la prima a usare automobili di grossa cilindrata - appositamente rubate per le rapine con un notevole vantaggio sulla polizia. Parte dei soldi "espropriati" vennero utilizzati per sostentare gli ambienti radicali dell'anarchismo parigino. Dopo mesi di smarrimento, la polizia riuscì a reagire e in poco tempo sterminò il gruppo e la sua vasta rete di sostegno.
Caccia al Cristo
Paolo Morelli
Libro: Libro in brossura
editore: DeriveApprodi
anno edizione: 2009
pagine: 91
Dalle macerie di un paese sfinito come il nostro riaffiorano dal silenzio vicende che hanno dell'inverosimile. Leggende post-moderne che si barcamenano tra una tradizione svilita e una linearità logica ormai svuotata di senso. In questo caso la vicenda di un pastore che da anni viene scelto per fare il Cristo alla Processione del Venerdì Santo, e a nulla valgono le sue richieste di non volerlo fare, di essere lasciato in pace. Il meccanismo della tradizione è ormai così ben collaudato che ogni anno lui si vede costretto a tentare la fuga sulle sue amate montagne. La fuga innesca una caccia che diventa a sua volta parte di una tradizione accanita e sempre più folle, come in un circolo vizioso che somiglia a un cappio e di cui nessuno ormai è vero gestore e padrone.
Le cose non sono le cose
Paolo Nori
Libro: Libro in brossura
editore: DeriveApprodi
anno edizione: 2009
pagine: 166
"E quel concerto, finalmente, viene a vederlo la mia amica Giovanna e finalmente viene a vederlo con un ragazzo nuovo di fianco e un nuovo languore nelle sue braccia lunghe. Giovanna, dopo che si dibatteva da tempo in una storia di quelle che ti dibatti, che improvvisamente mentre parlava con me smetteva di parlare e le veniva da piangere, adesso viene con questo ragazzo nuovo e con lui ha tutti dei gesti di tenerezza, lo fa passare davanti quando entrano nel locale, lo regge per la schiena, gli accarezza le braccia, come se avesse una scorta di gesti da morosa che aveva accatastato per anni e non era mai riuscita a usarli. E quella sera, che per il resto è stata una sera memorabile, quando esco dal locale con Bassotuba vedo un poliziotto e di fianco una macchina con su scritto polizia, tutta piena di poliziotti, e mi vien da sputare tre volte. Bassotuba mi chiede Cos'hai da sputare? Mi succede sempre così, le rispondo, che quando vedo un poliziotto o un carabiniere, delle volte anche un vigile urbano, mi vien da sputare tre volte per terra. Come facevano i russi nel secolo scorso col diavolo, le dico, e secondo me è un'altra forma di profilassi morale, oltretutto, che bisognerebbe insegnarla ai bambini quando son piccoli."
Il pecchione
Francesco Tripodi
Libro: Libro in brossura
editore: DeriveApprodi
anno edizione: 2006
pagine: 156
Il pecchione, detto anche fuco, è il maschio dell'ape domestica. Nell'economia di un alveare la sua funzione consiste nel fecondare l'ape regina, nient'altro. Nel periodo primaverile vola, insieme a centinaia di altri esemplari, in attesa dei voli nuziali durante i quali accoppiarsi. Non ha pungiglione. Muore durante l'accoppiamento perché per estroflettere l'endofallo effettua una contrazione muscolare che lo paralizza. Al centro di questo romanzo di Francesco Tripodi sta la vita di un alveare, con le sue api operaie e guardiane, bottinatrici e regine, uova e cellette esagonali. I suoi protagonisti sono Hans il fuco; Zina la falsa ape regina; Clara l'esperta nutrice, Tuscia l'esploratrice, la vera ape regina e un apicoltore. Ognuno ha la responsabilità di un piccolo segmento di quell'intrico di compiti e funzioni indispensabili alla sopravvivenza di un alveare. Ognuno ha un compito necessario eppure è sempre sostituibile, perché così va la natura: l'insieme viene sempre prima delle parti. Filo conduttore del romanzo è la strana relazione sessuale tra un'ape regina, che consuma i propri amori a costo della morte dei suoi pretendenti, e un apicoltore sessualmente impotente, deciso a "farsi fuco". Il racconto di un amore paradossale dal quale scaturisce un'ironia dissacrante che trascina il lettore pagina dopo pagina.
Vivere malgrado la vita. Sguardi di un disabile sul mondo
Pino Tripodi
Libro: Libro in brossura
editore: DeriveApprodi
anno edizione: 2004
pagine: 205
Un libro coraggioso che volge uno sguardo spietato ma lucido su una condizione esistenziale comune a moltissime persone. La vicenda di un ragazzo di diciotto anni che nel 1977 diviene gravemente disabile in seguito a un terribile incidente stradale. Il protagonista del libro narra un'esperienza sempre sospesa tra la vita e la morte, tra il dolore e l'amore. In questo libro sulla vita vengono demoliti molti luoghi comuni e ipocrisie intorno alle disabilità e agli handicap. Vivere risulta una residenza all'inferno nella quale si passano in rassegna l'esperienza, i pensieri, gli affetti, i sentimenti, le stupidaggini e le genialità dell'intera esistenza senza alcuna indulgenza al buonismo imperante.

