Archinto
«Questa stupida faccia». Un carteggio nel segno di Eugenio Montale
Irma Brandeis, Gianfranco Contini
Libro: Libro in brossura
editore: Archinto
anno edizione: 2015
pagine: 53
Quando Franco Contorbia le scrive con la richiesta di "una fotografia degli anni Trenta per il libro di immagini" della vita di Eugenio Montale che stava preparando e che Gianfranco Contini avrebbe introdotto, Irma Brandeis non esita a rivolgersi all'amico "di lunga fedeltà" del poeta. Nella lettera del 18 marzo 1985, Clizia si affida alla mediazione di Trabucco per onorare Eugenio: "Se lei veramente approva, avrà la bontà di trasferire al Signor Contorbia questa stupida faccia? Sarà irriproducibile, ma tutte le altre sono peggiori". L'immagine di questo volto impreziosì in extremis il volume che sarebbe uscito di lì a poco (Immagini di una vita). E proprio nelle righe d'introduzione alla biografia fotografica del poeta troviamo un passo dedicato dal critico alla musa più importante e influente: "Senza che nessuna indiscrezione l'avesse sollecitata, ricevetti un giorno la visita di colei che continuerò a chiamare Clizia. L'ammirazione per questa persona di eccezionale valore umano, di squillante intelligenza e di ilare, nonostante tutto, umorismo è stata immediata". Queste prime impressioni "fotografano" non soltanto l'incontro tra Brandeis (1905-1990) e Contini ( 1912-1990) ma anche il breve e intenso carteggio tra due persone di profondo intelletto e di grande umanità che si erano trovate indissolubilmente legate, dall'inizio alla fine della loro vita, ai e dai versi di Montale. Prefazione di Domenico De Martino.
La profezia di Sciascia. Una conversazione e quattro lettere
Nico Perrone
Libro: Copertina morbida
editore: Archinto
anno edizione: 2015
pagine: 104
Questo volumetto contiene la trascrizione di una conversazione con Leonardo Sciascia, durata due intere giornate, nel 1978, quando lo scrittore aveva raggiunto il massimo successo letterario e partecipava anche alla vita politica. Gli argomenti sono i più vari: il potere segreto delle donne in Sicilia, la mafia, la vicinanza dello scrittore al Partito comunista clandestino, l'emigrazione, la crisi dei partiti, la sinistra che va verso destra; Moro, Andreotti; il "suicidio nella stupidità" dei giorni nostri, la pietà per i giovani in un mondo senza prospettive; i giornali e le false notizie, un contesto che non è più democratico, la crisi d'un intero sistema; i premi letterari, le riviste pornografiche. Nel libro, anche quattro lettere inedite di Sciascia degli ultimi mesi della sua vita, che videro lo scrittore isolato e oggetto di una campagna di stampa ostile. Si tratta di un omaggio a Sciascia, dal quale emerge un ritratto inedito, che colloca l'intellettuale e il militante politico nella sua "verità", a lungo travisata.
Lettere dal fronte a Mario Puccini
Giuseppe Ungaretti
Libro: Libro in brossura
editore: Archinto
anno edizione: 2015
pagine: 68
Tra le migliaia di soldati italiani impegnati nel 1917 sul fronte isontino, si trovano due scrittori già amici da qualche anno: Mario Puccini, ufficiale in servizio presso il Comando supremo della III armata, e Giuseppe Ungaretti, soldato semplice nel 19° reggimento, dove milita sin dal novembre del 1915 e dove ha maturato le drammatiche esperienze militari ispiratrici delle poesie del "Porto sepolto", pubblicato sul finire del 1916. E dell'accoglienza critica ricevuta da questo libriccino scrive Ungaretti in una delle prime lettere indirizzate a Puccini tra l'aprile e il dicembre di quell'anno funesto; come pure scrive, polemicamente, di d'Annunzio, che fa "le pose plastiche in ginocchio davanti ai feretri dinanzi al fotografo sempre immancabile". Ma in queste lettere Ungaretti racconta anche la sua vita difficile al fronte "macerato di malinconia" e tanto in cattiva salute da essere dichiarato inabile alle fatiche di guerra; per questo sarà avviato a un corso per diventare ufficiale contro la sua volontà di rimanere soldato tra i soldati, ritenendosi inadeguato a comandare e a dare ordini. E poi arriva Caporetto, che in una lettera di novembre Ungaretti racconta in tutta la sua drammaticità: "buttato via come una pietra da una violenza bruta" dopo aver visto "schiantati" tanti "docili, poveri compagni".
Roberto Lepetit. Un industriale nella Resistenza
Susanna Sala Massari
Libro: Copertina morbida
editore: Archinto
anno edizione: 2015
pagine: 298
Roberto Lepetit (1906-1945), è stato un noto imprenditore milanese titolare dell'omonima ditta chimico-farmaceutica. Di sentimenti antifascisti, dopo l'armistizio frequenta l'ambiente del Partito d'Azione e organizza una rete personale di solidarietà con ebrei, ex internati e perseguitati politici: in questo ambito finanzia il Comitato di Liberazione Nazionale, lo rifornisce di medicinali prodotti dalla sua stessa azienda, organizza incontri clandestini nei suoi uffici. Il 29 settembre 1944 viene catturato dalle SS e imprigionato a San Vittore. Internato nel campo di concentramento di Bolzano, Lepetit vi svolge una preziosa attività clandestina, in contatto coi referenti milanesi, e riesce ad organizzarvi una farmacia interna. Deportato a Mauthausen nell'ottobre, viene destinato a lavori forzati che ne compromettono la salute e ne determinano la morte, avvenuta il 4 maggio 1945 nel sottocampo di Ebensee. Lascia la vedova Hilda e i due giovani figli Emilio e Guido. Hilda, appresa la morte del marito, raccoglie con meticolosa cura documenti e testimonianze. Questo materiale, insieme ad ulteriori fonti (scritte e orali) sull'esistenza e sull'attività dell'imprenditore milanese, costituisce il retroterra della ricostruzione biografica, restituendo il quadro di un'avvincente storia aziendale, sociale e politica che vede recuperata la memoria di un "eroe borghese", un filantropo che ha anteposto l'idealismo ai propri interessi familiari ed economici.
The New Yorker. Lo humour in ufficio
Libro: Copertina morbida
editore: Archinto
anno edizione: 2014
pagine: 189
La segretaria al giovanotto in cerca di assunzione: "Il signor Dyer ha detto che non gli interessa parlare con qualcuno che può restare in attesa così a lungo"; un manager, al telefono: "No, giovedì non riesco. Veramente non posso mai... Facciamo per mai?"; il magnate: "Temo, figlio mio, che tutto questo non sarà mai tuo. Ho deciso di farmi clonare". Nell'ormai consolidato appuntamento con le vignette del magazine "The New Yorker", il tema di quest'anno è l'ufficio. In tutte le sue declinazioni: dal bacio di congedo mattutino della moglie ("Non tornare a casa finché la borsa non è piena di banconote") al miraggio di un aumento ("L'aumento non glielo do, ma le concedo di sbattere la porta quando esce dall'ufficio"), dalle riunioni ("Edgerley, abbia la cortesia di aprire la seduta con la barzelletta di rito") alla crudeltà del capufficio ("Ah, il profumo degli impiegati falciati di fresco!").
The New Yorker. Lo humour dei libri
Libro
editore: Archinto
anno edizione: 2014
Dal 1925, senza interruzioni, il settimanale "The New Yorker" diletta i suoi esigenti aficionados con vignette umoristiche che, disseminate fra pezzi di costume, inchieste, rubriche culturali, cronache mondane e inediti letterari, ne rappresentano perfettamente lo spirito elegante, mordace, sofisticato, acuto e cosmopolita. Dopo l'antologia del 2011 dedicata ai gatti e ai gattofili, il tema prescelto sono i libri, e in particolare i loro lettori e il variegato mondo dell'industria intellettuale, bersaglio su cui si cimenta a beffardi colpi di matita il gotha degli umoristi degli ultimi novant'anni, da William Steig a Robert Mankoff, da Leo Cullum a Charles Barsotti.
Lettere sul brodo
Aldo Buzzi, Mario Nicolao
Libro: Libro in brossura
editore: Archinto
anno edizione: 2014
pagine: 144
Gli anni incalzano, gli anni pesano, e la vita di Aldo Buzzi sta per toccare il secolo. Aldo Buzzi, il cantore dell'"Uovo alla kok", e della Matriciana, il grande scrittore minimo che Federico Fellini temeva per i suoi consigli sui calzini, incontra Mario Nicolao, il biografo inattendibile di Gioachino Rossini, il surrealista moderato. Buzzi e Nicolao abitano in città diverse, entrambi coltivano il mito dell'irreperibilità e dell'invisibilità. Entrambi affidano alle donne la cura delle loro anime. Per stanare Nicolao l'astuto Buzzi ricorre a uno stratagemma: una quartina del poeta francese Stéphane Mallarmé che contiene un indirizzo, 22 Boulevard de Courcelles. Nicolao cade nella trappola e comincia così un epistolario, sempre più serrato, eccentrico e un poco inquietante, in cui i due si scambiano opinioni sul vivere, sulla letteratura, sulla società, ma anche ricette, indirizzi. E, soprattutto, si affrontano sulla terapia del brodo come terapia di vita.
Destini. Testimonianze di un mondo perduto
Corrado Stajano
Libro: Libro in brossura
editore: Archinto
anno edizione: 2014
pagine: 182
"'Destini' di Corrado Stajano è una raccolta di scritti su personaggi che l'autore ha incontrato nel corso della sua vita e che hanno in qualche modo segnato il percorso sociale e culturale italiano. Dal grande banchiere al militante rivoluzionarlo al regista al frate ribelle allo scrittore, una serie di ritratti di uomini (famosi e non) che hanno contribuito a creare un'immagine migliore del nostro paese: con la scrittura sobria e secca che lo caratterizza, l'autore di 'Un eroe borghese' ci offre uno spaccato della vita italiana del secolo scorso raccontata con profonda sensibilità e conoscenza, senza tralasciare l'umanità semplice del 'mondo degli umili'".
Amicizia e passione. Giacomo Leopardi a Napoli
René De Ceccatty
Libro: Libro in brossura
editore: Archinto
anno edizione: 2014
pagine: 281
"Amicizia e passione", dello scrittore René de Ceccatty, racconta, commenta e interpreta gli ultimi anni di Giacomo Leopardi, quei famosi ultimi sette anni in cui il poeta visse insieme al giovane scrittore Antonio Ranieri (che li racconterà in un suo libro di memorie). Quello che appassiona lo studioso e scrittore francese, al punto da coinvolgerlo in una sorta di speculare riflessione psicologica, è l'intrecciarsi delle motivazioni sentimentali e psichiche - il legame col contorno familiare, soprattutto con la sorella Paolina - con l'evolversi del pensiero e della poetica leopardiana. De Ceccatty analizza con estrema acutezza la fascinazione, in questo rapporto casto e appassionato, di entrambi, e ne coglie le ombre e i riflessi nell'opera del grande poeta, non solo nella poesia ma soprattutto nell'asistematico universo della sua prosa, nelle riflessioni e nei pensieri che, secondo lo scrittore francese, avvicinano Leopardi ai grandi filosofi moderni, da Nietzsche a Cioran.
Cosa trovi nell'acqua
Vittorio Orsenigo
Libro: Libro in brossura
editore: Archinto
anno edizione: 2014
pagine: 135
"'Andar di palo in frasca' caratterizza questo nuovo libro di Vittorio Orsenigo, bizzarro e divagante secondo una tradizione umoristica che, con Porta e Rajberti, ha avuto fecondi sviluppi nella cultura milanese e nella letteratura italiana dall'Ottocento in poi. In nome dell'acqua, sul filo di un curioso itinerario narrativo Orsenigo ci prende in un vortice di ricordi, note e divagazioni scientifiche che includono la rete idrica di Milano e il Wadi Rum, il parco di Yellowstone e il Gange, le Cascate del Niagara e il Madagascar. All'insegna dell'eteroclito e delle più buffe divagazioni, ci troveremo così nel gioco di quella specialissima 'drammaturgia dell'acqua', di cui tutti - a partire dalle acque del grembo materno - siamo protagonisti, spesso senza accorgercene o neanche immaginarlo." (Daniela Marcheschi)
Ed è subito Martini
Lowell Edmunds
Libro: Libro in brossura
editore: Archinto
anno edizione: 2014
pagine: 169
Il cocktail che Roosevelt offrì a Stalin, che Krusciov definì "l'arma più micidiale degli Stati Uniti", che costò al candidato Jimmy Carter una serie di perfide battute e corsivi ironici, che fu citato da Cole Porter in una sua celebre canzone, che ispirò designer quali McConnico e Lalique, senza contare gli scrittori (da Pearl Buck a Maugham, da Jack London a Hemingway) e il cinema, è stato a buon diritto definito da qualcuno "un elemento imprescindibile nel quotidiano e nell'immaginario degli americani". In questo libro, documentatissimo eppure lieve e ironico, l'autore ci accompagna nella lettura e nell'interpretazione di un fenomeno intrigante, che "offre scelte a trecentosessanta gradi a chiunque voglia guardare dentro (o attraverso) il proprio bicchiere". Prefazione di Umberto Eco.
A proposito di capolavori
Charles Dantzig
Libro: Libro in brossura
editore: Archinto
anno edizione: 2014
pagine: 265
Chi ha letto "Enciclopedia capricciosa di tutto e di niente" ha già avuto modo di apprezzare lo stile originale e inconfondibile con cui Dantzig affronta l'argomento della sua indagine: rifuggendo anche qui dal trattato sistematico, l'autore cerca di definire il concetto di "capolavoro" in letteratura (soprattutto, ma non solo, perché vengono chiamati in causa anche dettagli pittorici o sequenze cinematografiche) attraverso un'opera colta e briosa, composta di brevi capitoli, meditati e divertiti allo stesso tempo, in cui confluiscono analisi letterarie, squarci autobiografici, umorismo e passioni personali. Dispiegando la sua vivace erudizione, lo scrittore ci guida in una passeggiata fra le opere della letteratura cinese, greca, latina, francese, italiana, inglese, russa, portoghese, americana ecc. per mostrarci come definire un capolavoro sia operazione paradossale, poiché l'essenza del capolavoro è sottrarsi a ogni tentativo di definizione.

