Controluce (Nardò)
Gli animali parlanti. Favole di autori serbi in versi e prosa
Libro: Libro in brossura
editore: Controluce (Nardò)
anno edizione: 2018
pagine: 270
Dopo i due volumi di "Favole e leggende dai Balcani" e la raccolta di "Favole e leggende dall'est Adriatico", con "Gli animali parlanti" Giacomo Scotti continua il suo lavoro di ricerca nell'universo della favolistica di area balcanica. In questa nuova opera il focus è sulla Serbia, con il recupero di un nutrito corpus di favole scritte da autori serbi vissuti tra la fine del Settecento e i giorni nostri. Il volume si struttura in diverse sezioni tematiche, ciascuna delle quali raccoglie testi che hanno per protagonista un certo animale: troviamo così il leone, la volpe e il lupo, rane e ranocchi, volatili e insetti, animali giganti e altri più piccoli, tutti eletti a simbolo di specifici tratti della personalità umana, dall'avidità alla furbizia, dalla forza all'intelligenza. Scorrendo le pagine, di favola in favola, fra avventure e ironia, si costruisce una sorta di dialogo con noi stessi, un diario intimo dei sentimenti che guidano gli uomini di tutti i tempi. Adatto a nonni, adulti e bambini, "Gli animali parlanti" è un libro di grande interesse anche per chi ama conoscere le culture di popoli diversi ma a noi vicini. Chiude il volume una favola a firma dello scrittore Premio Nobel per la letteratura Ivo Andric, bosniaco per terra d'origine ma serbo per la lingua usata nelle sue opere.
I sette peccati nazionali (cubani)
Yoss
Libro
editore: Controluce (Nardò)
anno edizione: 2018
pagine: 188
Consigli ai giovani scrittori
Charles Baudelaire
Libro
editore: Controluce (Nardò)
anno edizione: 2018
pagine: 124
"Consigli ai giovani scrittori" è un breve e agile saggio in cui Baudelaire – con la sua proverbiale e spesso tagliente ironia – guida le giovani penne nell'intricato mondo delle lettere, dove l'ispirazione e il talento devono fare i conti con la disciplina del lavoro giornaliero, la fortuna e la sfortuna, le simpatie e antipatie che si possono suscitare, le stroncature e non da ultimo i compensi, i creditori e le amanti. Apparso nell'aprile del 1846 su "L'Esprit public" con il titolo "Conseils aux jeunes littérateurs", questo libretto conferma la potente attualità del più noto dei poeti maledetti, in un vortice di riflessioni folgoranti, giocate sul gusto del paradosso.
L'imperativo categorico
Jean-Luc Nancy
Libro
editore: Controluce (Nardò)
anno edizione: 2018
pagine: 160
Opera che segna una svolta nel pensiero del filosofo Jean-Luc Nancy, "L'imperativo categorico" è una raccolta di saggi che l'autore mette insieme all'inizio degli anni Ottanta, riprendendo testi scritti in occasione di alcune conferenze. I temi trattati sono in primo luogo quelli della legge e del giudizio, ma vengono affrontati anche la questione del soggetto (da cui prenderà avvio il poststrutturalismo) e il problema della funzione etico-politica della filosofia. L'imperativo categorico rimanda a qualcosa che riguarda l'assunzione di una responsabilità dinanzi al mondo, perché significa che il concetto di un mondo è indissociabile da quello di un imperativo, e allo stesso tempo il concetto di un imperativo puro è indissociabile dal concetto di un mondo: "Ciò che deve essere è un mondo e nient'altro che un mondo deve, assolutamente, essere messo in opera".
Europa sul dorso del toro
Vladislav Bajac
Libro: Libro in brossura
editore: Controluce (Nardò)
anno edizione: 2018
pagine: 142
Al centro di questi racconti di Vladislav Bajac ci sono l'Europa, quella del mito e quella di oggi, i suoi poli culturali e la gente che li abita. Le storie qui raccolte indagano le connessioni esistenti tra il destino del singolo e il destino dell'umanità tutta e sono narrate con una prosa scorrevole e di facile lettura, ma al tempo stesso complessa. Per cogliere la bellezza e i riferimenti di cui si nutrono queste pagine è infatti necessario fare un tuffo nella storia delle civiltà e lasciarsi affascinare dalla mitologia, dall'intreccio di culture, dalla magia.
I grandi occhi del mare
Leonard Guaci
Libro: Libro in brossura
editore: Controluce (Nardò)
anno edizione: 2017
pagine: 277
Mezzo secolo di storia dell'Occidente scorre attraverso la televisione, osservato con gli occhi di Mao, Stalin, Lenin, Gramshi e Partizan, un gruppo di ragazzi di Valona che si attaccano ogni giorno al piccolo schermo, unico diversivo nell'isolamento fisico e morale cui li ha costretti la dittatura. È così che i ragazzi conoscono Adriano, Gianni, Corrado, La Tigre di Cremona, Pippo, Lucio, Eros e altri miti, ma anche le Brigate Rosse, il commissario Calabresi, i Beatles, la Juventus, il Vietnam, Kissinger, Coppi, la Thatcher, Aldo Moro, Ustica, la P2, Paolo Rossi, Chernobyl, il muro di Berlino e tanti altri personaggi ed eventi che hanno fatto la storia del secolo scorso. La televisione italiana diventa una grande finestra attraverso cui guardare il mondo e cercare di capirlo. Parallelamente a questo scorre la vita quotidiana dei protagonisti, fra mille difficoltà e divieti, arresti e scontri generazionali. Con la voglia di non restare imprigionati nel grande bunker in cui è stata trasformata la loro patria, Mao, Stalin, Lenin, Gramshi e Partizan imparano a parlare italiano e a suonare la chitarra, organizzano concerti clandestini, leggono libri proibiti, combattono a modo loro la dittatura, sognando di varcare un giorno la linea dell'orizzonte che li separa dalla libertà.
Romanzo meridionale
Sergio D'Amaro
Libro: Libro in brossura
editore: Controluce (Nardò)
anno edizione: 2017
pagine: 71
Tra la fine dell'Ottocento e il primo trentennio del Novecento centinaia di barconi e di trabaccoli attraversarono l'Adriatico per portare i frutti delle terre affacciate sulle sue sponde verso Venezia, Trieste, la Dalmazia, inoltrandosi via terra fino alle grandi capitali come Vienna, Budapest e Mosca. Venivano commerciati soprattutto arance e limoni, ma anche pece, manna, olio, frutta secca, tartaro di botte, bacche di lauro, in cambio di tessuti pregiati, legno, prodotti artigianali in ferro, vetro, cristallo, ecc. L'epopea commerciale del Gargano si spinse fin negli Stati Uniti, richiamando sulla sua scia, all'esplodere della crisi economica di fine Ottocento, frotte sterminate di emigranti. Questo libro narra la vita e le speranze di coloro che furono protagonisti e comprimari di quelle vicende, utilizzando uno stile che risente del tragico verismo verghiano e della contaminazione di lingue e di culture giunte alla confluenza tra grande e piccola storia.
Quarant'anni dopo De Martino. Il massimo ricercatore del tarantismo. Atti del Convegno. Volume Vol. 2
Libro: Libro in brossura
editore: Controluce (Nardò)
anno edizione: 2017
pagine: 287
Il volume, frutto del convegno "Quarantanni dopo de Martino", costituisce una raccolta di saggi nell'ambito del dibattito che da decenni impegna la comunità scientifica internazionale nella decifrazione del misterioso e controverso fenomeno del tarantismo. Gli scritti qui raccolti vedono le firme di eminenti studiosi nell'ambito della musicologia, antropologia, storiografia e medicina.
Quarant'anni dopo De Martino. Il massimo ricercatore del tarantismo. Atti del Convegno. Volume Vol. 1
Libro: Libro in brossura
editore: Controluce (Nardò)
anno edizione: 2017
pagine: 277
Nell'ottobre del 1998 a Galatina si tenne il Convegno Internazionale di Studi sul Tarantismo "Quarant'anni dopo de Martino", un evento che mise a confronto alcuni fra i maggiori esperti sul tema, con l'obiettivo di fare il punto sullo stato delle ricerche dopo quattro decenni dalla spedizione di de Martino nel Salento. Questo volume contiene una parte degli Atti di quel Convegno: fra i temi affrontati nei diversi saggi, il legame possibile fra tarantismo e stregoneria, il riferimento all'acqua miracolosa del pozzo della chiesetta di San Paolo in un manoscritto del Seicento e i richiami al tarantismo nella pittura di Diego Velàzquez.
La parabola della vecchia tartaruga
Pepetela
Libro: Libro in brossura
editore: Controluce (Nardò)
anno edizione: 2017
pagine: 160
"Parlo di una terra che non esiste. I fiumi, le montagne, le pianure possono anche avere nomi angolani. Ma la loro collocazione nello spazio è stata sovvertita dalla forza degli spiriti, nessuna cosa si trova dove dovrebbe. Sono impotente contro la volontà degli spiriti. Parlo di gente che non esiste. Parlo di Ulume, che in una lingua significa l'Uomo, ma non l'ho mai incontrato, in nessun posto. Né Munakazi, che in un'altra lingua significa la Donna, ha mai messo piede su questa terra. Parlo di un amore e di una trasgressione. Chissà, forse la trasgressione non è mai stata possibile. Ma la granata è esistita, quella granata che delineò nel cielo spaventato dell'altopiano l'immagine della donna amata. Ma una granata, anche se con tale magia, può materializzare un Mondo? Parlo di lotte e di guerre che non sono mai esistite, perché anche solo evocarle può far tornare la barbarie. Perciò questo libro dev'essere letto e dimenticato appena chiuso. Perché non svegli spiriti malvagi dell'intolleranza e della follia. I più vecchi lo sanno, non dobbiamo ricordare quello che non è mai accaduto". In “Parabola della vecchia tartaruga” emergono il dialogo e lo scontro fra le tradizioni angolane africane e i modelli portati dagli ex colonizzatori e ormai parte integrante della cultura della nuova Africa. Al centro della narrazione ci sono l'amore bigamo fra Ulume e Munakazi, il disastro della guerra che sconvolge la vita delle comunità rurali e l'immagine di una città utopica (Calpe), incarnazione del sogno, più o meno illusorio, rincorso dalle nuove generazioni.
Lo stesso fiume
Zdravka Evtimova
Libro: Libro in brossura
editore: Controluce (Nardò)
anno edizione: 2017
pagine: 237
Sara, Pirina e Ljuba: tre sorelle, tre storie singolari in un villaggio ai confini della Bulgaria. Sara, la primogenita, è la ragazza più bella di Staro Selo, gli uomini per lei farebbero qualunque cosa e uno di loro, un giorno, decide di costruire una chiesa in suo onore, affinché qualunque cuore solitario, andando lì a pregare Santa Sara, possa trovare presto l'amore della propria vita. Pirina ama cantare, soprattutto quando si sente sola e disperata: le sue sono canzoni senza parole, canzoni senza melodia e con molta tristezza. Ljuba, invece, non fa altro che leggere libri uno più polveroso dell'altro: lei non parla con la gente, ma solo con quella carta talmente ingiallita da poter avvelenare, e dorme sulle pagine di Bulgakov o di Notre-Dame de Paris. C'è un fascino senza tempo nelle vite di queste giovani donne alle prese con amori fallaci, violenze brutali e desiderio di riscatto. Dopo il successo mondiale del capolavoro Sinfonia, in questo nuovo romanzo Zdravka Evtimova racconta un mondo crudo di miseria e di oppressione, in cui -però sopravvive ancora l'ingenua magia delle storie e dell'immaginazione: nei libri di Ljuba e nel suo grembiule azzurro come il riflesso della luna sull'acqua, nei draghi che abitano le canzoni di Pirina e nelle formiche che David osserva muoversi accanite in direzione della Spagna c'è la bellezza di chi non smette di sognare un mondo diverso da quello che vive. "Non puoi entrare due volte nello stesso fiume" recitava una massima di Eraclito, "perché non è più lo stesso fiume e tu non sei lo stesso uomo che eri prima": in queste pagine, i fiumi non scorrono mai nella direzione che il destino aveva previsto per loro.
Il morto consanguineo
Thanássis Hatzópoulos
Libro: Libro in brossura
editore: Controluce (Nardò)
anno edizione: 2017
pagine: 97
“Il morto consanguineo” è un poema composto di tre unità contraddistinte da uno sviluppo circolare che si dipana da un centro mitico tradizionale: quello del canto popolare “Il ponte di Arta”. Nel mito, affinché il ponte si consolidi è necessario il sacrificio della moglie del capomastro, figura che il poeta rielabora per trasformarla in quella di una madre che dev'essere sacrificata perché la vita proceda e perché possa essere creata l'opera d'arte. Lirismo, limpide immagini mutuate dalla natura ellenica, profonda meditazione: ecco gli elementi compositivi di questo poema che costituisce una delle opere più significative della poesia greca contemporanea.

