Cronopio
Walter Benjamin e la moralità del moderno
Bruno Moroncini
Libro: Libro in brossura
editore: Cronopio
anno edizione: 2009
pagine: 423
Per Walter Benjamin non esistono epoche di decadenza, epoche popolate solo da epigoni e da stanchi imitatori. Anche in un'epoca storica come la modernità, in cui a causa dell'avvento della tecnica e delle forme di vita massificate la crisi della cultura si presenta nel modo più esplicito e generalizzato, sono possibili invenzioni artistiche e scoperte concettuali specifiche, forme originali della vita associata e legittime attese di giustizia. La vita nella modernità non è quindi fatalmente destinata alla disperazione e al non senso, ma anche ad essa va riconosciuto il kantiano diritto di sperare nella realizzazione della comunità morale in cui l'uomo sia sempre trattato anche come fine e mai più soltanto come mezzo. Ricostruendo le tappe della produzione teorica benjaminiana fino alla cosiddetta svolta materialistica, seguendo quindi un itinerario che si snoda dal saggio sulle Affinità elettive di Goethe alla dissertazione sulla critica romantica e dai grandi testi sulla lingua e sulla traduzione, sulla violenza e sul mito, alla fondamentale riflessione sul Trauerspiel barocco, questo libro tenta di far emergere le coordinate concettuali, le strategie interpretative, le ascendenze culturali e infine le pratiche di scrittura di una possibile moralità del moderno.
Ideologia, verità e politica
Libro: Libro in brossura
editore: Cronopio
anno edizione: 2009
pagine: 280
Verità della democrazia
Jean-Luc Nancy
Libro: Libro in brossura
editore: Cronopio
anno edizione: 2008
pagine: 68
"La democrazia non ha sufficientemente capito che doveva essere anche "comunismo" in qualche modo, perché altrimenti non sarebbe stata che gestione delle necessità e dei compromessi, priva di desiderio, cioè di spirito, di soffio, di senso. Non si tratta quindi solamente di afferrare uno "spirito della democrazia", ma innanzitutto di pensare che la "democrazia" è spirito prima ancora di essere forma, istituzione, regime politico e sociale. Ciò che in questa affermazione può apparire inconsistente, "spiritualistico" e "idealistico" contiene invece la necessità più reale, più concreta e più pressante." (Jean-Lue Nancy)
Trattato dei vincoli. Conoscenza, comunicazione, potere
Rino Genovese
Libro: Copertina morbida
editore: Cronopio
anno edizione: 2008
pagine: 312
Illuminismo e questione ebraica
Hannah Arendt
Libro: Libro in brossura
editore: Cronopio
anno edizione: 2008
pagine: 47
In questo breve e lucido testo, Hannah Arendt, che ha solo ventisei anni, si confronta per la prima volta con la cosiddetta questione ebraica, la cui origine viene rintracciata nell'illuminismo e nell'universalità del suo concetto di ragione e di tolleranza religiosa. Ripercorrendo le analisi di Lessing e di Mendelssohn, ma anche dei fautori dell'assimilazione, e dei primi romantici come Herder e Schleiermacher, Arendt delinea la posizione fin da principio paradossale che viene attribuita al popolo ebraico: stretto fra l'universalità astorica dell'illuminismo che ne fa un popolo uguale a tutti gli altri, anche a costo di sacrificarne la specificità, e lo storicismo romantico che sottolineandone l'eccezionaiità lascia intravedere la strada dell'antisemitismo.
Sessantacinque sogni di Franz Kafka e altri scritti
Félix Guattari
Libro: Libro in brossura
editore: Cronopio
anno edizione: 2008
pagine: 89
Nel suo "Carteggio" e nei suoi "Diari" Kafka racconta spesso i suoi stranissimi e bellissimi sogni. È a partire da qui che nasce il volume di Felix Guattari che raccoglie tre saggi sul tema del sogno e la sceneggiatura di un film che il filosofo-psicanalista francese progettava di fare sullo scrittore di Praga. Scritti tutti negli anni '80, i testi raccolti, sorta d'inventario di sessantacinque sogni presenti nell'opera di Kafka, costituiscono una appendice alla famosa monografia scritta in collaborazione con Gilles Deleuze nel 1975.
Manifesto per la filosofia
Alain Badiou
Libro: Libro in brossura
editore: Cronopio
anno edizione: 2008
pagine: 110
"Il mio "Manifesto per la filosofia" tiene, in forma esoterica e polemica, questa convinzione: la filosofia è possibile. Non siamo nell'epoca del suo declino, siamo di fronte alla difficoltà di dover fare, nelle condizioni concrete della nostra epoca, il passo in avanti necessario perché la filosofia continui. Diremo anche che il Manifesto è sostenuto dalla certezza - che anima tutto L'essere e l'evento - di disporre di una categoria assolutamente nuova della Verità, sottratta al sospetto nietzscheano. Diremo infine che il Manifesto annuncia che la questione del linguaggio, per quanto importante sia, dev'essere rimessa al suo giusto posto, e che non è vero che il linguaggio sia la condizione trascendentale del pensiero. È dal percorso di una verità che procede l'invenzione linguistica, e non l'inverso. Si tratta quindi proprio di un manifesto per la filosofia. Si tratta di dire che la diagnosi di Nietzsche è errata, che la terapia di Wittgenstein uccide il "malato", che il montaggio storico di Heidegger dà della storia del pensiero una visione troppo sintetica per essere onesta, che il positivismo logico di Carnap è un'impostura, e così via".
Figurazioni del possibile. Sul contemporaneo tra arte e filosofia
Romano Gasparotti
Libro: Libro in brossura
editore: Cronopio
anno edizione: 2008
pagine: 230
Si fa sempre più urgente l'esigenza di capire in che epoca stiamo vivendo. Non più nel vecchio mondo, ma nemmeno in un "altro mondo" o in un "nuovo mondo" (dal momento che il '900 ha visto imporsi e poi dissolversi sia l'idea di rivoluzione, sia quella di alternativa). Ormai tramontata, con la seconda metà del XIX secolo, anche l'epoca delle grandi teorie estetiche, è accaduto che da un lato il pensiero filosofico abbia avvertito in maniera sempre più vitale il bisogno di guardare alle espressioni dell'arte e a quanto continua ad affiorare nell'arcipelago dell'arte contemporanea, mentre, nel contempo, l'arte ha sempre più riscoperto ed esibito il suo essere vita pensante, che si figura nell'epifania di un'opera, la quale mantiene una sua insopprimibile aura. Per questo, la via migliore per impostare rigorosamente la domanda sull'odierno modo di abitare lo spazio/tempo sembra essere la pratica pensante di un "guardare attraverso" (come sosteneva E. Garroni) - onde evocare il mistero dell'invisibile sfondo in cui è immerso il mondo - il quale cerca di collocarsi "tra" la riflessione filosofica propriamente detta e l'ascolto del "linguaggio delle cose mute" proprio dell'opera d'arte. Un tale esercizio di dialogo tra filosofia e arte, in cui questo libro si cimenta, si sviluppa attraverso l'interrogazione di alcune parole-guida, decisive tanto per la riflessione filosofica quanto nelle pratiche artistiche del contemporaneo. Esse sono: opera, materia, colore, violenza, comunicazione, negazione.
Lezione di tenebra
Luigi Trucillo
Libro: Libro in brossura
editore: Cronopio
anno edizione: 2007
pagine: 92
"Lezione di tenebra" è un libro di poesie sulla violenza e le conseguenze simboliche del terrorismo. Partendo dall'attentato di due anni fa nella metropolitana di Londra, il libro evoca gli scenari etici, archetipici ed esistenziali scatenati da ogni gesto distruttivo. Seguendo un itinerario drammatico attraverso la morte e la ferocia, le poesie si interrogano sulla nuova centralità attribuita dall'epoca attuale alla figura della vittima, scoprendo tra le pieghe della sua esistenza depredata un nucleo di radicalità fondante che ne fa il vero oggetto di indagine del testo.
Tre saggi sull'immagine
Jean-Luc Nancy
Libro: Libro in brossura
editore: Cronopio
anno edizione: 2007
pagine: 90
"L'immagine pura è, nell'essere, il terremoto che apre la falla della presenza". Questa frase riassume il nucleo della nuova teoria dell'immagine che da qualche anno si va delineando con sempre maggiore chiarezza nel pensiero di Nancy e che accompagna il suo progetto di una decostruzione del cristianesimo. Attraverso tre punti di vista o tre angolature diverse l'immagine nel suo rapporto con la violenza e con la verità, nel suo rapporto con il sacro, nel suo rapporto con la rappresentazione possibile o impossibile della Shoah - si critica la concezione dell'immagine come mimesi o copia della cosa per attribuirle invece una "presenza reale", una presenza che non è in alcun modo quella dell'empiria, ma che anzi ne attraversa e ne incrina la compattezza opaca.
Che cos'è un dispositivo?
Gilles Deleuze
Libro: Libro in brossura
editore: Cronopio
anno edizione: 2007
pagine: 42
Noi - sostiene Deleuze - apparteniamo a dei dispositivi e agiamo in essi. La novità di un dispositivo rispetto a quelli precedenti, la chiamiamo la sua attualità, la nostra attualità. Il nuovo è l'attuale. L'attuale non è ciò che siamo, ma piuttosto ciò che diveniamo, ciò che stiamo divenendo, cioè l'Altro, il nostro "divenir-altro". In ogni dispositivo, bisogna distinguere ciò che siamo (ciò che non siamo già più) e ciò che stiamo divenendo.
L'odio per i partigiani. Come e perché contrastarlo
Valerio Romitelli
Libro: Libro in brossura
editore: Cronopio
anno edizione: 2006
pagine: 122
Non può stupire l'accoglienza che alla storia partigiana riserva il nostro tempo, dominato com'è dalla sensibilità neoliberale. Che interesse può avere oggi ricordare quell'esperienza di accettazione e disprezzo della sofferenza individuale, di coraggio, del dare, subire e rischiare la morte come normalità quotidiana? Sembrerebbe impossibile evitare che tale esperienza sia catalogata tra gli orrori di cui il Novecento avrebbe il primato. Se con i primi anni Novanta i partiti storici fondati sul mito della Resistenza antifascista si sono disfatti, non si può certo dire che le conseguenze di questo evento siano state tratte: né sul piano politico, né su quello storiografico. L'incertezza sulla numerazione della Repubblica (Prima, Seconda, dimezzata?) non è diversa dall'incertezza in termini di bilancio del passato. In rapporto al passato dell'esperienza partigiana, qui ci si sforza di individuare gli aspetti per cui i partigiani sono stati e sono ancor oggi una figura invisa: in tempo di guerra sono riusciti a fare una loro guerra, per bande armate, in cui ha preso corpo una grande passione politica "non governativa".

