Il Poligrafo
Fondare e ri-fondare. Parma, Reggio e Modena lungo la via Emilia romana-Founding and refounding. Parma, Reggio and Modena along the roman via Aemilia
Libro: Copertina morbida
editore: Il Poligrafo
anno edizione: 2019
pagine: 400
Qual è il senso oggi di un interrogarsi sull'origine della città, intesa quale luogo comunitario in cui si vive e a cui si appartiene, soprattutto al cui futuro ciascuno presta un personale contributo? La fondazione di una città, non importa se attraverso un unico atto o una combinazione di fattori tra loro più o meno contemporanei, sicuramente ci parla dei termini di necessità dell'epifania urbana, stabilendo così le forme prime dell'essere di una città. Allo stesso tempo però l'atto fondativo non può dirsi concluso e anzi continuamente rivive rigenerandosi in quel processo di trasformazione che interpreta i successivi stati di necessità della città attraverso i secoli. Da qui il tema di un'origine che si fa strumento di caratterizzazione del divenire della città, dove al dato fondativo segue la (dis)continuità storica di quello ri-fondativo. Per cogliere ma soprattutto misurare il senso perdurante dell'origine bisognerà allora avvalersi di una fenomenologia storica di ri-fondazione della città, anche attraverso saperi eterogenei ma accomunati dal proprio interesse nella costruzione dell'identità urbana.
Marco Introini. Padova e altri paesaggi
Libro: Copertina morbida
editore: Il Poligrafo
anno edizione: 2018
pagine: 96
Gli scatti in bianco e nero che Marco Introini, fotografo documentarista di paesaggio e architettura, dedica alla città di Padova sono un tassello che si aggiunge a un lavoro itinerante intrapreso in molti luoghi del mondo, nel quale la fotografia è mezzo privilegiato per ospitare una riflessione sulla città e sulle corrispondenze ricorrenti in situazioni urbane diverse. Introini usa l'obiettivo come strumento conoscitivo della città e della sua storia, a partire dai tracciati urbani. In questi percorsi sono protagoniste tutte le architetture, del passato e del presente, che fanno da quinta all'esperienza quotidiana di abitanti e turisti: i luoghi del commercio, dell'Università, delle Istituzioni, ma anche i porticati, le chiese, le porte, i corsi d'acqua. Per Padova il fotografo ha privilegiato l'asse est-ovest, dal Portello passando per via Altinate, fino a corso Milano e porta Savonarola, descrivendo una città dalle mille facce, in cui storia e modernità coesistono fianco a fianco.
Piazze e spazi collettivi. Nuovi luoghi per la città contemporanea
Carlo Berizzi
Libro: Libro in brossura
editore: Il Poligrafo
anno edizione: 2018
pagine: 208
Gli spazi aperti rappresentano il luogo ideale dove catalizzare le aspirazioni, le istanze, le visioni che la contemporaneità ripone nel futuro delle città. Se nel ventesimo secolo le strade e le piazze hanno assunto il significato di un’unica grande infrastruttura di mobilità per il transito e la sosta dei veicoli, consentendo alla città di espandersi e accorciando i tempi di spostamento al suo interno, il terzo millennio ha avviato una fase di riappropriazione del suolo per elevare la qualità dell’abitare assegnando al vuoto nuovi valori e significati collettivi. Il volume intende riflettere sul tema attraverso la lettura di alcuni casi studio internazionali alla ricerca di nuove figure dello spazio aperto capaci di coniugare qualità urbana, nuove forme di mobilità, ecologia e socialità. In conclusione un’intervista a Cino Zucchi, uno dei più influenti architetti italiani sulla scena internazionale.
Indistinti confini
Antonella Gallo
Libro: Libro in brossura
editore: Il Poligrafo
anno edizione: 2018
pagine: 116
Il lavoro documentato nelle pagine di questo libro può contribuire a una diversa conoscenza e a una specifica interpretazione del ruolo che due concetti – la morfologia e la topologia – possono svolgere nel procedimento progettuale. La presunzione non è quella di costruire un capitolo di una “teoria dell’architettura” e men che meno di fornire un itinerario didattico nel quale queste due categorie costituiscano le basi di un metodo ad uso e consumo dello studente-architetto. Si tratta piuttosto di appunti estratti da una sorta di giornale di bordo, o meglio di un registro di cantiere, che riportano all’esperienza di un viaggio. Le opere qui pubblicate hanno in comune un aspetto: l’accentuazione delle proprietà spaziali che il luogo assume attraverso il progetto. Un vuoto residuale usato come mercato settimanale di paese, un parcheggio abbandonato, una boscaglia, l’atrio di un palazzo barocco, un’aula ricavata in un vecchio cotonificio, uno schema abitativo decontestualizzato assumono, ciascuno, una nuova identità mediante una rifondazione della natura dei confini interni ed esterni dello spazio aperto, del ritmo interno e del suo valore simbolico nella narrazione spaziale.
Abitare all'italiana. Tra la casa-fondaco e l'atelier
Giovanni Marras
Libro: Copertina morbida
editore: Il Poligrafo
anno edizione: 2018
pagine: 68
Negli ultimi decenni sempre più sono emersi nuovi modi di intersecare lavoro e vita domestica. La casa oggi non è più un remoto ricovero in cui si torna la sera; sempre più frequentemente è un luogo in cui lavoro, tempo libero, cura del corpo, si avvicendano nei medesimi spazi. La famiglia nucleare non è più il modello dominante, sostituita da un ampio spettro di differenti forme di convivenza su cui la vita domestica si riorganizza. Forme alternative di domesticità che alla fede nel funzionalismo oppongono il disordine e l'estetica accumulativa degli objets-trouvées. La casa isolata come paradigma del rapporto uomo/natura, la casa-fondaco e l'atelier come luoghi pensati per vivere e lavorare al contempo sono gli archetipi da cui ha origine una ricerca compositiva sullo spazio domestico a partire da un luogo definito: Venezia. Il tema della casa dell'uomo e la questione più ampia e generalizzata dell'abitare rimanda a studi e ricerche, modelli, invenzioni tipologiche che, tuttavia, risultano difficilmente separabili dalla "presunzione ideologica" da cui avevano tratto alimento.
Simone di Filippo detto "dei Crocifissi". Pittura e devozione del secondo Trecento bolognese
Gianluca Del Monaco
Libro: Libro in brossura
editore: Il Poligrafo
anno edizione: 2018
pagine: 352
Simone di Filippo, ribattezzato “dei Crocifissi” nel Seicento per sottolineare il valore devozionale della sua produzione, è tra i protagonisti della pittura bolognese della seconda metà del Trecento. Autore di affreschi e tavole dipinte, è una personalità tipica di artista pienamente inserito nella realtà sociale, religiosa e politica di una città comunale italiana. Nonostante la quantità di opere firmate, la valorizzazione della sua figura ha dovuto attendere il secolo scorso e la riscoperta critica del Trecento bolognese da parte di Roberto Longhi. Dopo aver ripercorso la vicenda degli studi, il volume esamina per la prima volta l’intera attività artistica di Simone, interrogandosi sulle questioni ancora aperte, dalla formazione del pittore a contatto con Vitale e gli altri protagonisti della pittura e miniatura bolognese del secondo quarto del Trecento, al dialogo con le novità neogiottesche e tardogotiche sul finire del secolo, ai problemi dell’organizzazione della bottega in vista di commissioni di diverso prestigio.
Le mafie in Veneto. Presenza e attività della criminalità organizzata
Libro: Libro in brossura
editore: Il Poligrafo
anno edizione: 2017
pagine: 120
Moderna, radicata, tenace: la mafia al nord è presente in profondità, infiltrata tra le pieghe del tessuto industriale e finanziario, nascosta tra le cifre di uno scontrino o nelle le carte di un ufficio comunale, seduta dietro la scrivania di un imprenditore. Un silenzioso condizionamento dell’economia reale, presente in Veneto e in tutto il nord-est fin dai primi anni Novanta, favorito da due elementi: da una parte il tessuto economico, costituito soprattutto da piccole e medie imprese, una forte industrializzazione e una rete diffusa di istituti di credito; dall'altra la posizione geografica al centro di importanti vie di comunicazione di traffici illeciti, in particolare di stupefacenti, armi e rifiuti. La complicità di imprenditori locali, professionisti e operatori finanziari ha reso più facile commettere reati economici e ha assicurato, per anni, consistenti guadagni illeciti a tutti i protagonisti. Il presente volume documenta con precisione le numerose attività delle mafie in Veneto negli ultimi anni, soffermandosi sui casi più importanti; analizza le modalità di gestione delle aziende criminali. Ne emerge un accurato ritratto delle mafie nel nord-est.
Invenzione della tradizione. L'esperienza dell'architettura
Libro: Libro in brossura
editore: Il Poligrafo
anno edizione: 2017
L’idea che la tradizione non sia una nozione statica ma un concetto che viene “inventato” di volta in volta fu introdotta nel 1983 da Eric J. Hobsbawm e Terence Ranger nel volume The Invention of Tradition – ma già E.N. Rogers aveva posto la questione della tradizione nell’esperienza dell’architettura, esplorando il rapporto tra invenzione e memoria al di là delle contrapposizioni ideologiche fra tradizionalismo e internazionalismo architettonico. Non è un tema astratto: la prima implicazione connessa al concetto di “invenzione” è che la nozione intrinsecamente statica della tradizione viene a cadere e con essa la netta distinzione fra tradizione e modernità. La seconda è che il concetto di “identità” può essere rivisto non più come radicamento da ritrovare e difendere ma come costruzione da realizzare. Considerando che è nella forma che l’architettura trova il suo principale veicolo di espressione, il concetto di “invenzione della tradizione” fa emergere il problema della costruzione del linguaggio dell’architettura come espressione di una cultura e come operazione di simbolizzazione di significati culturali. I saggi di questo volume vanno in quella direzione.
OMA. Office for Metropolitan Architecture
Libro: Libro in brossura
editore: Il Poligrafo
anno edizione: 2017
pagine: 292
Lo studio di progettazione OMA (Office for Metropolitan Architecture), fondatoda Rem Koolhaas nel 1976, ha tracciato e continua a tracciare in tutto il mondo una strada nuova, radicalmente innovativa.Koolhaas non esita ad applicare sperimentazioni azzardate sia sul piano tecnicoche formale. Da grande eclettico mostra però di farsi “contagiare” dai luoghiche ogni volta “riorganizza”, mostrando contemporaneamente grandeinteresse per le sedimentazioni e le emergenze. La nuova sede della Fondazione Prada a Milano, a cui questo numero di «Anfionee Zeto» è dedicato, si sviluppa in un ex complesso industriale, caratterizzatoperò da un’eccezionale pluralità di ambienti. Questo repertorio èstato integrato da tre nuove costruzioni – un’ampia struttura espositiva, unatorre e un cinema – in modo tale che la Fondazione si presenti come unacollezione di spazi architettonici originale quanto la sua proposta artistica. Vecchio e nuovo, orizzontale e verticale, ampio e stretto, bianco e nero, apertoe chiuso: questi contrasti stabiliscono la varietà di opposizioni che descrivela natura della nuova Fondazione.
L'amore al tempo della guerra. Lettere di Ottavia Arici ad Aleardo Aleardi (1848-1849)
Libro: Libro in brossura
editore: Il Poligrafo
anno edizione: 2015
pagine: 296
Ottavia, una giovane signora trentenne, figlia di Cesare Arici, noto letterato bresciano, dopo l'abbandono del marito, fuggito con un'altra donna, vive in ristrettezze con i tre figlioli ancora piccoli, a Padova, nel quartiere dei Carmini, affittando stanze agli studenti. Una sera di dicembre del 1846 una carrozza si ferma davanti alla sua casa: l'ospite è Aleardo Aleardi, il poeta già famoso che ha lasciato Verona e un amore tormentato. Tra il poeta di chiara fama per i suoi versi e per i sentimenti antiaustriaci, biondo e bellissimo, e la solitaria Ottavia nasce una passione intensa e per Ottavia fatale, destinata a segnare tutto il resto della sua vita. Quando Aleardo, coinvolto nella rivoluzione antiaustriaca, vive per due anni in esilio (1848-1849), Ottavia, dalla sua casa di Padova, gli scrive lunghe lettere quasi ogni giorno. In quei fogli c'è la loro storia d'amore, ma anche le vicende della guerra, il vissuto quotidiano, le notizie dei parenti e degli amici patrioti, quasi sempre rimasti negli annali della storia, tutti coinvolti nella tempesta che travolse l'Italia e il Lombardo-Veneto nei due anni cruciali, 1848-1849, del nostro Risorgimento. Il volume restituisce il testo originale, inedito, delle lettere di Ottavia, precedentemente ridotto ed epurato perché ritenuto troppo sincero e quindi lesivo del buon nome di una signora, facendoci ascoltare "in diretta" una delle rarissime confessioni d'amore femminili del nostro Ottocento.
Diavoli e inferni nel medioevo. Origine e sviluppo delle immagini dal VI al XV secolo
Laura Pasquini
Libro: Libro in brossura
editore: Il Poligrafo
anno edizione: 2015
pagine: 232
A quando risalgono le prime rappresentazioni del Diavolo e dell'Inferno? E come si sono evolute dalle più antiche manifestazioni meramente allusive del VI secolo sino agli esiti più maturi, per quanto a volte ripetitivi e un po' naïfs, che condussero alle innovative intuizioni del Rinascimento? Attraverso l'originale analisi di un vasto apparato illustrativo, Laura Pasquini delinea la formazione e lo sviluppo delle raffigurazioni dell'aldilà, a partire dalle prime iconografie di quello che si può definire il "bestiario del Maligno", mediante la messa in scena di parabole particolarmente significative e dedicando ampio spazio alle rappresentazioni delle tentazioni di Cristo e alle prime immagini di esorcismi. Il percorso prosegue indagando le rappresentazioni del secolo XI, in cui, con l'incremento della lotta alle eresie, il demonio e il suo regno intensificheranno le loro comparse in sistemi iconografici già noti e in soluzioni figurative fino ad allora inusitate. Ciò consente all'autrice di analizzarne le fattezze e di definirne le raffigurazioni che nel corso dei secoli XII e XIII si organizzano in composizioni complesse e articolate, nelle quali l'Inferno e il suo principe acquisiscono un rilievo sempre più imponente. È l'Inferno dantesco, di cui sono analizzate le possibili fonti ispiratrici di matrice iconografica e letteraria, a costituire lo snodo cruciale che, a partire dal terzo decennio del secolo XIV, favorisce la formazione di alcuni peculiari moduli espressivi.
Frammenti dell'aldilà. Miniature trecentesche della Divina Commedia
Chiara Ponchia
Libro: Libro in brossura
editore: Il Poligrafo
anno edizione: 2015
pagine: 352
Una veste visiva per un poema nuovo e del tutto privo di una tradizione iconografica precedente: questo l'esito cui giunsero i miniatori dell'Italia del Nord nell'elaborare l'illustrazione miniata della Divina Commedia, trasformando i codici in manufatti di gran pregio e spiccata originalità, qui indagati nella loro componente figurata. La lettura delle immagini si articola in una molteplicità di ambiti: l'analisi dello stile, la riflessione sul rapporto con il testo, l'attenta investigazione delle fonti, lo studio comparato delle soluzioni illustrative proposte e delle varie tipologie di narrazione, al fine di evidenziarne relazioni, analogie, differenze. In bilico tra le suggestioni tardoantiche e le tendenze dell'epoca, l'apparato iconografico si fa esegesi e, in alcuni casi, giunge ad assumere connotazioni filologiche. Attraverso molteplici percorsi di indagine e un approccio diversificato allo studio delle immagini, l'autrice tratteggia un quadro approfondito di come il capolavoro dantesco venne recepito e raffigurato all'epoca della sua prima diffusione.

