Magog
Ottanta poetesse per Cristina Campo
Libro
editore: Magog
anno edizione: 2023
Nel 1953, per Gherardo Casini Editore, Cristina Campo scrive una scheda editoriale che promuove “Il libro delle ottanta poetesse”. L’idea è formidabile e folle: costruire “una raccolta mai tentata finora delle più pure pagine vergate da mano femminile attraverso i tempi”. Il libro – che assembla le poesie del Giappone medioevale e le lettere delle viziate dame del Settecento francese, testi di ispirate in odore di santità e di aristocratiche perdute, versi della Grecia classica e dell’Italia rinascimentale – non verrà mai pubblicato. Resta una lista, disomogenea: in forma corsiva e illuminata C.C. assume, tra Saffo e Simone Weil, Anna Comnena e Caterina da Siena, Mademoiselle Aïssé, Gaspara Stampa, Jane Austen… Nella scelta allestita, la malizia non si discosta dalla mistica, la carne dalla sua rinuncia, il pettegolezzo dalla rivelazione, la melma dal settimo cielo. Sulla base di quel canone – aggiungendo, levigando – abbiamo costruito questo libro, una sorta di breviario, in omaggio a Cristina Campo, figura elusiva e ineluttabile della letteratura italiana. Era solita dire: “Credo pochissimo al visibile, credo molto all’invisibile ed è forse la cosa che mi interessa di più”.
O il maschio o la morte
Pierre Drieu La Rochelle
Libro
editore: Magog
anno edizione: 2022
Durante la Prima guerra, Drieu La Rochelle è mobilitato a Charleroi: ne esce ferito, il 23 agosto del 1914 e si scopre poeta. Nello zaino – o meglio: nel fondo di cassetta – aveva lo Zarathustra di Nietzsche; in convalescenza leggerà Rimbaud e Verlaine; le Cinq grandes odes di Claudel gli rivelano la potenza del verso ampio, la putrefazione della vita nel gesto epico. Drieu si crede poeta, nasce poeta: nel 1917, nonostante la censura, pubblica Interrogation; nel 1920, Fond de cantine, dove la poesia si realizza in formule marziali e senza assoluzione, ebbro preludio ai grandi romanzi. Louis Aragon, l’amico-nemico, affermerà che Drieu “in politica era ambiguo, inaffidabile” e che la sua poesia, aforistica e piena di ferite, è il manifesto ingenuo, generoso, spavaldo di un uomo che “quando diceva una cosa, ne pensava almeno altre due, tra cui il contrario di ciò che diceva”. “L’ambiguo Drieu”, lo chiamava Giaime Pintor, si pone come corona di spine, problema insano, insanabile, getto d’acido contro la barbarie dell’ovvio. Se infastidisce è per eccesso di caduta. Per la prima volta in Italia sono raccolte in un unico volume le poesie di Drieu La Rochelle, l’estremista del secolo.
Vita, l'assalto
Margot Ruddock
Libro
editore: Magog
anno edizione: 2022
Pare l’abbrivio di una favola. Si rivelerà una tragedia. Il cantastorie è William Butler Yeats, poeta ineluttabile, Nobel per la letteratura nel 1923. “Mi trovavo a Maiorca, quando mia moglie annunciò l’arrivo di Margot Ruddock… Di ricercata bellezza nel viso e nei lineamenti, era venuta a Londra sperando di conquistare il palcoscenico della capitale…”. A Maiorca, insieme al maestro spirituale Shri Purhoit Swami, Yeats traduceva le Upanishad. Doveva compiere settant’anni. Neppure trentenne, Margot Ruddock irrompe nella vita di Yeats come una folgore. Estremo esempio dell’estatica, moderna menade, pura e folle, Margot ispira a Yeats alcune delle poesie più vertiginose; e scrive, nel delirio d’amore. Madre, moglie, adultera e da tutti tradita, Margot Ruddock morirà troppo giovane, nel 1951, dopo un calvario in diversi ospedali psichiatrici. Il mondo non perdona la veggente dalla bellezza inquieta. Nel 1937, sotto gli auspici di Yeats, Margot pubblica il suo unico libro in versi, The Lemon Tree. Un libro di spaventosa purezza, presto svanito dal convegno editoriale, che qui risorge in prima traduzione italiana. In appendice, una selezione dall’epistolario con W.B. Yeats.
Ho scelto l'oppio
Banine
Libro
editore: Magog
anno edizione: 2022
Figura inafferrabile, per lo più ferina, Umm-El-Banine Assadoulaeff, cresciuta nell’alcova dell’alta borghesia azera, giunge a Parigi nel 1924. Non ha neanche vent’anni, un matrimonio imposto alle spalle, una vita segreta tra i veli di Istanbul. La sua bellezza è fatale, l’intelligenza feroce: al carisma di Banine bastano pochi cenni, lievi arguzie, per irrompere nei salotti parigini. Tra gli amici – o fuggevoli amanti – figurano André Malraux, Nikos Kazantzakis, Henry de Montherlant; la passione più potente – ricambiata con il gelo degli affetti elettivi – la riservò a Ernst Jünger, a cui dedica tre libri. Sostanzialmente fanatica, d’indole estremista, Banine frequentò gli eccessi della carne e le folgori mistiche, l’eros che acceca e la ferocia dei devoti. Morì vecchia, per sempre audace, nel 1992. Il suo libro più bello, efferato, efficace, visto il nitore morale di Banine, è "Ho scelto l’oppio", il diario di un’abietta che sceglie la via del cristianesimo. Con il linguaggio carnale della mistica, della provocatrice impenitente, Banine racconta la sua ascesi verso il battesimo ma soprattutto l’epica della sua ultima impresa, la più vertiginosa: sedurre Dio.
Grida dai tetti il suo amore per me
Marina Cvetaeva, Georgij Efron
Libro: Libro rilegato
editore: Magog
anno edizione: 2022
Heidegger e Dostoevskij
Benjamin Fondane
Libro: Libro in brossura
editore: Magog
anno edizione: 2022
Nuku Hiva
Kabris Joseph, Hermann Melville
Libro: Libro in brossura
editore: Magog
anno edizione: 2022
Mozzo dall'età di quattordici anni, sodale dei corsari, amico degli oceani, nato a Bordeaux nel 1780, Joseph Kabris approda a Nuku Hiva nel 1798, diserta, si avventura nei meandri di quell'isola sperduta nel Pacifico, pressoché sconosciuta. Ha l'indole sommaria di un Dioniso, Kabris, è la prefigurazione di un Rimbaud meridiano: la tribù locale, che ha fama di divorare i propri simili, lo accoglie come una divinità. In breve, Kabris si ambienta, gli è concesso di sposare la figlia del re, viene ricoperto di tatuaggi che ne determinano il rango, nobile. Colto da un'inquietudine insana, il ragazzo, nel 1804, si imbarca – non sappiamo se volontariamente o meno – su un bastimento russo che sta esplorando le Isole Marchesi. Su quella stessa isola, vent'anni dopo la morte di Kabris, disertò il giovane Hermann Melville. L'esperienza di vagabondaggio alle Marchesi è alla base del primo romanzo del grande scrittore americano, "Typee: A Peep at Polynesian Life", edito nel 1846. Nel presente volume si pubblica il resoconto delle peregrinazioni di Kabris, finora inedito in Italia, insieme ad alcune pagine di Typee, che descrivono Nuku Hiva, specie di Eden lussureggiante e intriso di mistero.

