Milieu
Teoria del lavoro reputazionale. Saggio sul capitalismo artistico
Vincenzo Estremo
Libro: Libro in brossura
editore: Milieu
anno edizione: 2020
pagine: 176
La rivoluzione informatica ha segnato in maniera evidente la vita contemporanea, conducendo l'umanità verso un radicale ripensamento del concetto di lavoro. I soggetti, per la prima volta nella storia, diventano a loro volta prodotto finito e valore aggiunto del ciclo produttivo. Un processo in cui il lavoro ha subito una riconversione da professionale a reputazionale. Più che entrare nell'era della 'fine del lavoro', ci si sta avviando verso una trasformazione virtuosa e artistica del lavoro stesso. Il sistema dell'arte contemporanea diventa il campo di ricerca all'interno del quale prende corpo un'analisi che mostra il modo in cui le emozioni di quello stesso sistema, contribuiscono allo sviluppo del tardo capitalismo. Teoria del lavoro reputazionale guarda ai modi in cui le entità instabili dell'arte hanno anticipato tendenze di sfruttamento e autosfruttamento, denunciando i legami tossici e coercitivi tra il sistema capitalistico e il mercato del lavoro. Da un punto di vista strutturale, il libro affronta attraverso la prospettiva dell'arte contemporanea, alcune tematiche sensibili delle società ad alto tasso di ingerenza digitale: dalla questione della nuova temporalità del lavoro, alla necessaria connivenza con i media, alla condizione di effimerità fino alla dimensione depoliticizzata dei movimenti di protesta. Un libro che pur non offrendosi sistematicamente ad analisi di tipo sociale, guarda dall'interno le avanguardie di sfruttamento di una nuova leva di lavoratori. Un saggio atipico in cui l'osservazione dei meccanismi di responsabilizzazione dei lavoratori e autolegittimazione artistica, fa il paio con delle riflessioni sulla perdita di potere contrattuale in una nuova e sempre più frastagliata lotta di classe.
Io per Bruno Brancher non ho mai pagato
Roberto Farina, Elfo
Libro: Copertina morbida
editore: Milieu
anno edizione: 2020
pagine: 120
Ricorre il decennale della morte di Bruno Brancher, il poeta galeotto che imparò a leggere e a scrivere in carcere. Le guardie venivano tre volte al giorno a controllare le sbarre della finestra della cella: ci facevano risuonare sopra il manganello, per assicurarsi che non fossero limate. Non immaginavano che il manganello avrebbero dovuto passarlo sui libri e i manoscritti di Brancher, accatastati sul tavolo. Era da lì che lui evadeva. Uscito dal carcere, era già scrittore. Fu Mauro Rostagno ad accorgersene, leggendo alcuni suoi racconti, scritti con una grafia piccola e nervosa. Rostagno passò il manoscritto a Nanni Balestrini, il quale lo pubblicò nelle edizioni Area. Il libro si intitolava Disamori, aveva la copertina di Andrea Pazienza e fu il primo di una serie di scritti autobiografici nei quali il protagonista, oltre a Bruno, con le sue vicissitudini tra carceri e miseria, è Milano, una città leggendaria, raccontata dagli anni della guerra fino alla fine del secolo. Come disse Oreste del Buono: Bruno ha perso tutto, tranne che la vita. È doveroso oggi ricordarne la vita e l'opera. Che il decennale della sua morte passi nel silenzio è inaccettabile: la casa editrice Milieu fa la sua parte pubblicando un piccolo ma vivido ricordo di Roberto Farina, che di Brancher fu amico e lettore. Attraverso le pagine di Farina, illuminate e arricchite dai disegni di Elfo, si racconta la storia di un'amicizia, che con rapide accelerazioni racconta la vita di Bruno, dall'infanzia in povertà, alla tortura del carcere, alla liberazione attraverso la letteratura. Bruno Brancher era orgoglioso che sulla carta di identità ci fosse scritto "Professione: artista". "Anche se avrebbero dovuto aggiungere: d-d-del grimaldello" balbettava sorridendo.
Professione criminale. La Londra dei gemelli Kray
John Pearson
Libro: Libro in brossura
editore: Milieu
anno edizione: 2020
pagine: 256
Londra, anni sessanta, i due gangster gemelli Reggie e Ronald Kray governarono sulla parte più a est della città con una spietatezza e una crudeltà che scioccano ancora adesso. Pugili semiprofessionisti e malavitosi di strada, i Kray hanno costruito un impero criminale come nessuno era riuscito a fare in precedenza, e che nessuno riuscirà più a eguagliare. Hanno governato una gran parte di Londra per un decennio attraverso truffe, intimidazioni, estorsioni e brutali assassinii. Invitato dagli stessi Kray a scrivere la loro “biografia ufficiale”, John Pearson ha frequentato i due gemelli quando ancora si muovevano con un profilo pubblico riconosciuto, gestendo locali alla moda e incontri di pugilato e ha continuato a seguire la loro storia anche quando l’impero è crollato con la condanna all’ergastolo nel 1969. Da allora ha lavorato alle varie edizioni di questo libro aggiornandolo e facendolo diventare un classico di true crime, il miglior libro mai scritto sui criminali di East London. Prefazione di Mario Maffi.
Béla Guttmann. Il grande ritorno. Dall'Olocausto alla Coppa dei Campioni: storia del primo grande allenatore di calcio
David Bolchover
Libro: Copertina morbida
editore: Milieu
anno edizione: 2020
pagine: 199
Prima di Pep Guardiola e prima di José Mourinho, c'era Béla Guttmann: il primo allenatore superstar del calcio. Sorprendentemente, Guttmann era anche un sopravvissuto dell'Olocausto. Suo padre, sua sorella e la sua famiglia allargata furono assassinati dai nazisti. Del folto nucleo di allenatori ungheresi, che giunse in Italia per arricchire il nostro calcio, Guttmann fu l'ultimo ad arrivare nell'immediato secondo dopoguerra e l'unico a morire di vecchiaia. Già calciatore del MTK Budapest e della compagine ebraica di Vienna, l'Hakoah, poi allenatore giramondo, Guttmann sbarcò in Italia nel 1949 allenando Padova e Triestina e poi, dal 1953, il Milan, dove portò oltre al fuoriclasse Schiaffino, il futuro capitano Cesare Maldini. Allenatore già strapagato, strappò un ricco contratto al Benfica nel 1959. A Lisbona vinse due campionati e due Coppe dei Campioni, lanciando un giovane del Mozambico: la "Pantera nera" Eusebio. La cesura con i lusitani avvenne proprio dopo l'ultima grande vittoria nella finale contro il Real Madrid. Guttmann chiese un ulteriore riconoscimento al rinnovo del contratto, questo gli fu negato. La sua profezia fu memorabile: "Da qui a cento anni il Benfica senza di me non vincerà mai una Coppa dei Campioni". Era il 1962. Di tutta la sua vita era rimasta misteriosa solo una fase, quella terribile relativa alla Shoah. Per la prima volta David Bolchover ricostruisce anche quella vicenda, come Guttmann sia riuscito a sfuggire al genocidio. Una storia tragica e avventurosa, come la sua vita.
Il Gobbo del Quarticciolo. Una storia di Resistenza, dal fascismo alla guerra fredda
Massimo Recchioni, Paola Polselli
Libro: Libro in brossura
editore: Milieu
anno edizione: 2020
pagine: 192
Un libro costituito da due livelli. Il primo è un'introduzione storica, più generica, che racconta gli anni dalla fine della prima guerra mondiale all'inizio della guerra fredda: quelli del fascismo, del secondo conflitto e della Resistenza del popolo italiano. Simile solo in apparenza a un libro di testo di storia, perché include, a differenza di questo, anche episodi del Novecento che sono spesso dimenticati o mal raccontati, e ai quali invece va data la giusta considerazione. La seconda parte è una «storia nella storia». All'inizio della seconda guerra mondiale, giunse a Roma un ragazzino calabrese. Costretto ad arrangiarsi nelle misere e affamate borgate romane, visse, come tanti altri, di espedienti. Dopo l'8 settembre '43, Giuseppe Albano - noto come il «Gobbo del Quarticciolo» - si riscattò ampiamente, partecipando alla Resistenza romana e rendendosi protagonista di azioni di grande temerarietà. Fu per questo, a un certo punto, anche imprigionato nelle celle di via Tasso. Dopo la liberazione di Roma, Giuseppe Albano tornò però a essere coinvolto in imprese di criminalità comune: estorsioni, collaborazioni con la polizia, doppi giochi tra partiti della sinistra e associazioni paragolpiste. Manovre che già allora (la guerra al Nord non era ancora finita) cercavano di riportare la dittatura fascista nel nostro Paese. II Gobbo si trovò suo malgrado al centro di trame troppo difficili per un ragazzo che, nonostante fosse considerato a Roma il «nemico pubblico numero uno», aveva soltanto diciotto anni. Una ricostruzione fedele della sua vita, che racconta le sue due «facce»: quella «criminale» e quella di cittadino il quale - nel momento del bisogno - seppe riconoscere il suo dovere. Prefazione di Alessandra Kersevan.
Chiese in fiamme
Escuela moderna
Libro: Copertina morbida
editore: Milieu
anno edizione: 2020
pagine: 185
Nel caldo luglio del 1909, a Barcellona, vennero dati alle fiamme oltre 139 edifici tra chiese, conventi e collegi cattolici. Era la Settimana Tragica, forse la più violenta insurrezione iconoclasta del XX secolo. Una "rivoluzione di quartiere", la cui testimonianza è custodita nelle immagini stampate sulle cartoline di viaggio e nelle colonne di fumo che torreggiavano sul cielo di una Barcellona di ieri. Escuela Moderna/Ateneo Libertario presenta in questo volume la prima raccolta completa delle cartoline catalane prodotte subito dopo l'insurrezione. Fotografie il cui portato storico e rivoluzionario non cessa di riecheggiare nella storia moderna, nelle statue deturpate, nei templi saccheggiati e negli edifici bruciati, dove si ritrova lo stesso spirito insurrezionalista che animò quella settimana di luglio. A mettere in discussione la nozione di sacro, ieri come oggi, sono le fiamme delle insurrezioni, il fumo e le braci delle città. Ma è anche nella distruzione stessa che le icone trovano la possibilità di riemergere: è il sacrificio necessario dei simboli, la tabula rasa, il vuoto della sacralità. Chiese in fiamme ripercorre il ruolo dell'iconoclastia nella storia recente, delle sommosse e dei movimenti che mossero guerra alla rappresentazione. Attraverso le immagini della Settimana Tragica e i testi dell'intellettuale Joan Maragall i Gorina, passando per la storia dell'anarchico libertario Francisco Ferrer i Guardia con la sua Escuela Moderna e l'ingiusta condanna, il volume inquadra le vicende e le pulsioni della distruzione in chiave contemporanea. Un tragitto tra ricerche storiche, testi critici e documenti che racconta un evento capace di racchiudere la storia di un'epoca, la nostra, dove ancora fuochi e fiamme giocano con le altezze vertiginose delle città.
Milan, gli eroi della bombonera. Storia e protagonisti di una partita epica
Libro: Libro in brossura
editore: Milieu
anno edizione: 2019
pagine: 191
Cinquant'anni da Estudiantes-Milan, cinquant'anni dalla partita più violenta della storia del calcio rossonero. Le celebrazioni si portano sempre dietro un carico di nostalgia. Si toglie la polvere dall'album dei ricordi, si sorride amari e sardonici. Ma raramente un anniversario come questo, i cinquant'anni dalla partita più violenta della storia del Milan, si rivela più azzeccato per guardarsi indietro e vedere come siamo cambiati. In peggio.
Figli delle catastrofi. Ribelli e rivoluzionari
Giorgio Panizzari, Tino Stefanini
Libro: Libro in brossura
editore: Milieu
anno edizione: 2019
pagine: 256
"Eravamo quelli della Comasina. I più compatti, uno per tutti, tutti per uno. Solidali, con le regole della vecchia ligera, pronti a essere pestati a sangue nelle camere di sicurezza, senza proferire una parola. Non c'era posto per i deboli: chi se la cantava, era destinato a sparire." Scritto a quattro mani da due figure di spicco del mondo che si muoveva oltre il limite della legalità negli anni settanta, alternando un racconto milanese con uno torinese, Figli delle catastrofi affronta spaccati di vita segnati fortemente dalla ribellione: Stefanini è stato un bandito e ha fatto parte della più importante batteria di quagli anni: la banda Vallanzasca, protagonisti di rapine e conflitti a fuoco che hanno segnato in maniera indelebile la cronaca. Panizzari è stato uno dei fondatori dei Nuclei armati proletari, il suo nome era nell'elenco dei 13 prigionieri di cui le Brigate rosse avevano chiesto la liberazione in cambio del rilascio di Moro. Alternando le due voci, in un dialogo di ricordi serrato e veloce come il più accattivante dei noir, "Figli delle catastrofi" narra gli enormi cambiamenti nel sottobosco della malavita, con tanta azione e le riflessioni profonde di chi quel mondo lo ha attraversato. Uno spaccato di cronaca e di storia recente che è al tempo stesso una lettura di vite condotte sul margine, a cui è difficile rimanere indifferenti.
Oltre i muri. Storie di comunità divise
Christian Elia
Libro: Libro in brossura
editore: Milieu
anno edizione: 2019
pagine: 144
Pubblicato in occasione del trentennale dalla caduta del muro di Berlino (novembre 1989-2019), "Oltre i muri" raccoglie anni di reportage in giro per il mondo di Christian Elia, giornalista di frontiera che in questi anni ha raccontato in presa diretta le storie al di là e al di qua dei confini, con un occhio privilegiato per l'Europa dell'est e il Medio Oriente. Una prima traccia di questo lavoro è uscita dieci anni fa in versione ridotta, ma mai come oggi, il filo rosso che univa quei muri, all'ombra della retorica vuota che celebra a livello istituzionale i fatti del 1989, è vibrante e vivo. Per questo è necessario tornare a parlare di quei muri, capendo come si sono evolute quelle situazioni, e tornare a camminare per raccontare i nuovi muri, quelli che fino a pochi anni fa sembravano impossibili e che sono tornati nel cuore della stessa Europa che oggi celebrerà stancamente dei principi che raccontava come fondanti della sua identità. Nella prima parte vengono raccontati i muri più famosi: Cipro, Belfast, Israele e Palestina, Sahara Occidentale, Ceuta e Melina, Iraq. Per ciascuno di questi vengono rivisti reportage con le storie di coloro che vanno oltre i muri, costruendo ponti e relazioni per non chiudere fuori nessuno e non restare chiusi dentro. Nella seconda parte si raccontano tre storie recenti e inedite, reportage sulle aree più calde delle rotte migratorie: Serbia-Ungheria. Bulgaria-Turchia, Grecia-Turchia.
Ultima edizione. Storie nere dagli archivi de «La Notte»
Salvatore Garzillo, Alan Maglio, Luca Matarazzo
Libro: Libro rilegato
editore: Milieu
anno edizione: 2019
pagine: 346
Ultima Edizione. Storie nere dagli archivi de La Notte è un progetto di ricerca sull’archivio fotografico di cronaca nera del quotidiano milanese La Notte, in edicola dal 1952 al 1995. Lo sguardo contemporaneo su materiali inediti, realizzati dai fotografi di redazione in decenni di grande e continua trasformazione, offre una visione corale dei linguaggi visivi della cronaca nera a Milano nella seconda metà del Novecento. L’opportunità di studiare la documentazione direttamente dalla visione dei negativi fotografici, confrontando la produzione originale con quello che ne è stato l’utilizzo razionato nelle pubblicazioni, è una peculiarità importante di questo approfondimento. L’aspetto dei luoghi e delle persone nelle fotogra e permette di approfondire l’osservazione del periodo storico attraverso i cambiamenti urbanistici e sociali, avvicinandosi alla specificità del ruolo del fotoreporter di cronaca e al suo mutamento nel corso del tempo. Dal perturbante bianco e nero delle immagini emergono le luci e le ombre della nostra stessa natura, che raccontano le contraddizioni, il dolore, la sofferenza, il tempo, la miseria dell’Italia del secondo Novecento. Oltre 300 immagini, in maggioranza inedite, per ricostruire un’epoca,con il contributo di giornalisti e fotografi che hanno lavorato per La Notte, un quotidiano che ha fatto la storia dell’immaginario legato al crimine per la sua linea editoriale spregiudicata.
Fuochi
Roberto Farina
Libro: Copertina morbida
editore: Milieu
anno edizione: 2019
pagine: 425
Memorie sperdute, rifiorite in un ciclo di racconti dove personaggi sono alla ricerca di una verità intima, romanzesca. Ogni racconto racchiude un'intera vita: un personaggio poco noto, ma colossale, o un personaggio molto noto, del quale però viene raccontato un aspetto dimenticato della biografia. Personaggi molto vicini o lontani nel tempo e nello spazio, ma legati dal filo rosso della ribellione, di una lotta per la liberazione dell'individuo, di tutta l'umanità, dalla schiavitù e dall'ignoranza.
Profondo Nordest
Maurizio Dianese
Libro: Libro in brossura
editore: Milieu
anno edizione: 2019
pagine: 261
"Profondo Nordest" è un romanzo, ma anche un reportage giornalistico. Un libro che racconta in profondità l'infiltrazione e il radicamento della camorra e in particolare del clan dei Casalesi in Veneto. Un romanzo che anticipa di un bel po' di anni l'inchiesta della magistratura veneziana che si è conclusa con una raffica di arresti. Tra gli inquisiti anche un paio di sindaci di Eraclea, sospettati di aver stretto negli anni patti con il clan dei Casalesi, un'organizzazione criminale che spaziava dall'usura alle truffe, dallo spaccio agli appalti pubblici. I Casalesi a Eraclea erano arrivati agli inizi degli anni novanta e avevano partecipato alla cementificazione del litorale, da Jesolo a Caorle, ma prima di loro la camorra si era già insediata a San Donò di Piave, nei primi anni ottanta, e lì aveva stretto accordi "commerciali" con la banda di Felice Maniero per l'importazione di cocaina ed eroina. Questo e molto altro racconta "Profondo Nordest", frutto di una inchiesta iniziata diversi anni prima che la magistratura concludesse l'indagine. I lettori potranno trovare mille indizi e mille riferimenti utili a capire meglio anche quel che l'inchiesta giudiziaria non può raccontare e cioè il contesto sociale, economico, personale e umano di una penetrazione malavitosa che è entrata a far parte integrante della vita di una intera comunità. Questo è "Profondo Nordest", un libro d'inchiesta che ha scelto la forma romanzata non per staccarsi dalla realtà, ma per poterla raccontare meglio. I nomi dei protagonisti e dei comprimari sono di fantasia, mentre quel che si racconta è vero. Tutto tremendamente vero.

