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Orthotes

Studi jaspersiani. Rivista annuale della società italiana Karl Jasper. Volume Vol. 12

Libro: Libro in brossura

editore: Orthotes

anno edizione: 2024

pagine: 420

Le tematiche della politica, dal Novecento sino ai nostri giorni, hanno impegnato molti pensatori, nel tentativo di rinvenire legami duraturi fra le dimensioni del reale e della vita civile e le riflessioni mirate ad incidere sulle pratiche sociali. Karl Jaspers, che ha attraversato i drammi e le speranze dell’Occidente dopo le due guerre mondiali, non ha mancato di offrire il suo prezioso contributo, soprattutto indagando sulle dinamiche perverse del totalitarismo, oltre che sulle fragilità della democrazia. A questi temi è dedicato il numero XII della Rivista di studi jaspersiani, che si è mosso su due linee principali: la prima, volta a rintracciare alcune idee jaspersiane attraverso le numerose opere dedicate a questo tema, seguendo la tradizionale linea storiografica, nel tentativo di farne emergere l’originalità e l’attualità. La seconda, ben più complessa e innovativa, ha inteso approfondire alcune linee guida di questo pensiero, cercando di aprire nuovi percorsi della ricerca, grazie ad alcuni paradigmi che richiamano ai contesti contemporanei e ai mutamenti geopolitici in atto. Alcuni temi rimangono anche oggi intatti e urgenti: la possibilità e la necessità della filosofia di fronte ai poteri dei sistemi totalitari, il nesso di diritti e libertà nella democrazia, la responsabilità come virtù etica; ed ancora, i rischi dei conflitti bellici e il pericolo delle armi nucleari. Ne è risultata una armonia polifonica di riflessioni che invitano a soffermarsi su prospettive inedite, necessarie ad un momento storico come il nostro, soffocato da venti di guerra e da ideologie politiche. Autori: Elena Alessiato, Luca Alici, Laura Bazzicalupo, Francesca Brezzi, Sabrina Cardone, Pio Colonnello, Giovanna Costanzo, Alfredo Galdi, Antonino Giannetto, Roberto Garaventa, Beatrice Magni, Maria Teresa Pacilè, Chiara Pasqualin, Rosalia Peluso, Paola Ricci Sindoni, Anna Pia Ruoppo, Tilo Schabert, Malte Unverzagt, Eugénie Vegleris, Bernd Weidmann.
35,00 33,25

Marx e la questione delle macchine

Jean Fallot

Libro

editore: Orthotes

anno edizione: 2024

pagine: 256

Le domande che Fallot si pone in questo libro mirano all’individuazione delle leggi sociali che regolano la concezione e l’uso della scienza in quanto questione di classe che, all’interno di una situazione determinata, ricava (e può trasformare) il proprio significato materiale. Per questa via, non speculativa bensì politica, accade che il marxismo non si ponga come «filosofia del dominio della natura per mezzo della tecnica, ma della trasformazione dei rapporti sociali di produzione per mezzo della lotta di classe». Perché, come dice Marx, è partendo da qui (e dai compiti rivoluzionari relativi) che «le scienze naturali comprenderanno la scienza dell’uomo così come la scienza dell’uomo comprenderà le scienze naturali», cosicché «non ci sarà più che una scienza». Il comunismo che altro sarà – se saprà esserlo – se non questa sintesi che dovrà rendere non più antagonistiche le contraddizioni, ancora ben presenti e sempre più visibili, fra umanità e natura? Tuttavia va segnalato che Fallot non arriva a questo finalismo non ultimativo con una proiezione utopistica basata sulle speranze di riscatto del proletariato dolente e bistrattato, bensì attraverso l’uso del marxismo come scienza, e quindi come critica della scienza “borghese” del nostro tempo, nei suoi presupposti teorici e nei suoi svolgimenti pratici.
22,00 20,90

L'erba che cresce tra le cose. L'idea di spazio nell'empirismo trascendentale di Gilles Deleuze

Carlo Molinar Min

Libro: Libro in brossura

editore: Orthotes

anno edizione: 2024

pagine: 338

Da un punto di vista storico-filosofico l’itinerario di Gilles Deleuze è segnato da una peculiarità: i concetti cardine di questo autore non sono riferibili in maniera rigida a determinate fasi o a specifiche opere. Non si tratta di una evoluzione lineare, bensì di una tessitura continua che, già a partire dagli esordi, opera secondo sviluppi non omogenei, come «l’erba che cresce tra le cose». Tra i nodi teorici fondamentali quello dello spazio non fa eccezione, esibendo sin da Empirismo e soggettività (1953) una straordinaria densità, nonché un’intima complicità con la questione – ancora in nuce – dell’empirismo trascendentale. Il saggio qui proposto mira a fornire una ricostruzione dettagliata di questo tema, a partire dagli sviluppi e dalle articolazioni che tale nozione ha assunto all’interno del percorso filosofico deleuziano. Si intende mostrare come, attraverso una rilettura radicale della filosofia trascendentale, il pensatore francese giunga a un’idea di spazio estremamente elaborata – un «polisistematismo» direbbe Jean Wahl – capace di miscelare l’eredità kantiana con istanze prossime alla filosofia empiristica. Prefazione di Sandro Palazzo.
28,00 26,60

Alterità, critica, intersoggettività. Il contributo della «Scienza della logica» di Hegel alla Teoria critica

Giovanni Andreozzi

Libro: Libro in brossura

editore: Orthotes

anno edizione: 2024

pagine: 382

Gli esiti del pensiero contemporaneo pongono la necessità di ripensare la relazione tra i soggetti in modo da conservare sia l’istanza individuale – l’autorealizzazione – sia la reciprocità universale – ciò che impedisce a quell’istanza di convertirsi in irrigidimento e chiusura del sé. In termini propriamente speculativi, ci troviamo di fronte al problema di “comprendere l’alterità” e dunque, al contempo, il suo rapporto con la dialettica. Dialettica e alterità possono esser pensate solo nel loro rapporto e quindi nella reciproca limitazione. La logica speculativa intende offrire una configurazione di questo rapporto mostrando come la realizzazione di ogni singola determinazione logica-ontologica possa avvenire solo nella relazione-ad-altro. Comprendere l’alterità attraverso la Scienza della logica significa situarsi a un livello diverso da quello delle prospettive anti-dialettiche – l’esplosione delle differenze – o dalle prospettive dialogiche – l’alterità come sfondo reiterativo dell’argomentazione. Significa comprendere l’alterità come strutturazione logico-ontologica delle determinazioni, che Hegel denomina negatività autoriferita. Prefazione di Christoph Menke.
30,00 28,50

Della grammatologia

Jacques Derrida

Libro: Libro in brossura

editore: Orthotes

anno edizione: 2024

pagine: 438

Quando, nel 1967, Jacques Derrida pubblica "Della grammatologia", il panorama filosofico europeo viene attraversato da un sisma che oggi, a quasi sessant'anni di distanza, non ha ancora cessato di rilasciare la sua energia tellurica. Salutato da Foucault come "il testo più radicale che abbia mai letto", o da Levinas come un insieme di "pagine incandescenti, arborescenti", Della grammatologia può essere considerato, a tutti gli effetti, come la "matrice" di quanto sarà poi chiamato – con non pochi fraintendimenti – "decostruzione", e che consiste nell'individuazione delle condizioni di possibilità dell'esperienza di quanto viene chiamato, spesso con poca chiarezza, mondo o realtà. L'opera di Derrida si sviluppa in tre parti consacrate prevalentemente (ma non esclusivamente) a Saussure, a Lévi-Strauss e a Rousseau, assunti quali "emblemi" di una tradizione "logocentrica", vale a dire di una secolare storia del pensiero che ha trovato nella metafisica (e in tutto ciò che ne scaturisce: politica, cultura, scienze umane), nella sovranità del logos, il rifugio e la protezione rispetto a quanto può inquietare l'unità e l'ordine del pensiero. Dopo la prima, storica traduzione italiana del libro apparsa nel 1969 e coordinata da Gianfranco Dalmasso, oggi viene presentata una nuova edizione che ha potuto fare tesoro degli approfondimenti e degli ulteriori percorsi di Jacques Derrida.
30,00 28,50

Post-Scarcity Anarchism. L'anarchismo nell'età dell'abbondanza

Murray Bookchin

Libro: Libro in brossura

editore: Orthotes

anno edizione: 2024

pagine: 256

Post-Scarcity Anarchism è composto da una serie di saggi in cui Murray Bookchin focalizza l’attenzione su un'idea di società non gerarchica, ecologica e anticapitalista, che possa soddisfare equamente i bisogni umani attraverso l’uso della tecnologia e di forme di amministrazione autonoma. Per Bookchin, nella misura in cui la tecnologia viene utilizzata in modo ecologicamente sensibile, essa mostra un potenziale rivoluzionario che può liberare la società dallo sfruttamento capitalistico. La libertà deve essere concepita quindi in termini di vita e non di sopravvivenza, perché l’umanità non accede alla propria dimensione più politica ricorrendo a ideali astratti, ma deve soprattutto affrancarsi dai bisogni materiali, dalla schiavitù del lavoro salariato e dalla lotta per la sopravvivenza.
20,00 19,00

Democrazia e etica sociale

Jane Addams

Libro: Libro in brossura

editore: Orthotes

anno edizione: 2024

pagine: 188

"Democrazia e etica sociale" (1902) è con ogni probabilità il volume più celebre di Jane Addams, filosofa, riformatrice sociale, attivista politica, leader femminista e pacifista americana. Nei sei capitoli che compongono il saggio Addams – con sguardo realistico, concreto, e allo stesso tempo mai cinico o disincantato – attraversa temi come: la denuncia dei rapporti oppressivi tra genitori e figlie; l’analisi senza sconti delle ambiguità e delle sofferenze legate al lavoro domestico e di cura; la spietata disamina del paternalismo del capo d’azienda; la lucida ricostruzione delle profonde ambiguità e contraddizioni delle attività caritatevoli; la critica dei modelli educativi sottomessi alle logiche del mercato; le provocatorie riflessioni sul rapporto tra corruzione e democrazia. Pur essendo profondamente radicate nel contesto sociale e politico dell’epoca, le riflessioni e le analisi contenute in Democrazia e etica sociale hanno molto da dire sui problemi fondamentali degli uomini e alle donne di oggi: dal lavoro alle questioni sessuali e di genere, dai fenomeni migratori al difficile e necessario rapporto tra democrazia e progresso morale.
18,00 17,10

Persone oltre la mente. Neuroetica dei disordini della coscienza

Federico Zilio

Libro: Libro in brossura

editore: Orthotes

anno edizione: 2024

pagine: 326

Un paziente in stato vegetativo non è più una persona o è pur sempre una persona? Tale domanda può sorgere legittimamente di fronte a pazienti con disordini della coscienza che, nonostante i recenti sviluppi neurotecnologici, sono ancora oggetto di uno studio molto complesso e pregno di implicazioni etiche cruciali. Un’indagine sui cardini concettuali alla base di questo tema è ancora parzialmente manchevole – soprattutto rispetto all’antropologia di fondo che ispira la neuroetica; il volume propone perciò una riflessione sul concetto di persona in senso morale, ontologico e storico, per poi declinarlo all’interno dell’ambito dei disordini della coscienza, con attenzione particolare alle questioni neuroetiche e bioetiche dello stato vegetativo. Che cosa intendiamo quando parliamo di persone? I pazienti con disordini della coscienza sono persone? Può un’indagine analitica e storico-concettuale guidare la neuroetica nella cura e nella gestione clinica di tali pazienti? Si tratta di interrogativi che non riguardano solo il campo teoretico-filosofico, ma che si agganciano direttamente a un’esigenza pratica di ripensamento del significato del concetto di persona, sia attraverso un approccio etico-ontologico sia alla luce dei recenti studi neuroscientifici.
30,00 28,50

Frontiere del lavoro. Esternalizzare la frontiera reclutando lavoro agricolo, tra Stati Uniti, Messico e Centro America

Anna Mary Garrapa

Libro: Libro in brossura

editore: Orthotes

anno edizione: 2024

pagine: 148

Il testo esplora il concetto di “frontiera del lavoro”, presentando criticamente alcuni programmi di reclutamento per lavoro temporaneo attraverso le frontiere nord e sud del Messico: il programma statunitense H-2A nell’ambito del “modello agricolo californiano” e i programmi messicani di regolarizzazione migratoria nel contesto del cosiddetto “esodo centroamericano”. Grazie alla ricerca svolta in California, Bassa California e Chiapas, tra il 2016 e il 2021, l’Autrice analizza le strategie economiche perseguite dalle multinazionali agroalimentari, le politiche di vari governi in carica, le pratiche di resistenza messe in atto dalle persone migranti e solidali. La ricerca dimostra come l’uso politico del reclutamento di lavoro agricolo temporaneo contribuisce di fatto alla progressiva chiusura delle frontiere e all’esternalizzazione delle operazioni di controllo e contenzione migratoria da parte degli Stati Uniti verso il sud del Messico e altri paesi dell'America Centrale. Il libro intende contribuire con una prospettiva internazionale al dibattito esistente tra organizzazioni sociali e politiche impegnate nella disputa con governi e reti di trafficanti sulle numerose frontiere della Fortezza Europa.
18,00 17,10

Lukacs in questione. Storia e coscienza di classe cento anni dopo

Libro: Libro in brossura

editore: Orthotes

anno edizione: 2024

pagine: 172

Pubblicata nel 1923, in un periodo storico di forti turbolenze sociali e animato da grandi speranze di cambiamento dell’assetto politico mondiale, Storia e coscienza di classe di György Lukács è l’opera di filosofia marxista che ha maggiormente segnato la cultura del Novecento, suscitando vivaci dibattiti e influenzando numerose generazioni di intellettuali con il suo innovativo apparato concettuale, a partire dalla categoria della reificazione (Verdinglichung). I saggi qui raccolti per celebrarne il centenario intendono focalizzare i temi e i motivi più qualificanti dell’eredità di questo capolavoro filosofico del ventesimo secolo: la rivalutazione del pensiero di Hegel, il ritorno all’originaria prospettiva di Marx per rinnovare il marxismo al di là dei fraintendimenti della Seconda Internazionale, l’innalzamento della nozione di totalità a ratio essendi della dialettica marxista. Osservato da diverse prospettive, il volume di Lukács si rivela così un laboratorio filosofico, politico, culturale di primaria grandezza, il cui disegno programmatico di valorizzare la dialettica come chiave di comprensione della realtà storica oltrepassa l’epoca della sua genesi e raggiunge il presente dell’attuale società capitalistica. Saggi di: Attilio Bruzzone, Gianluca Garelli, Roberto Morani, Gaetano Rametta, Salvatore Tinè.
20,00 19,00

L'albero del veleno. Dalla genesi alla catarsi dell'ira

Diego Lanzi

Libro: Libro in brossura

editore: Orthotes

anno edizione: 2024

pagine: 184

L'effetto dell'albero del veleno, che rende l'anima incurabile e tutto inaridisce, è quello di scatenare una passione primordiale e furente: l'ira. Ira capace di generare comportamenti al di fuori del controllo della ragione. Ira alimentata dal peccato. Ira che, in qualità di daimòn socratico, finisce per uccidere se stessa come rappresentato in un capitello di Notre-Dame du Port a Clermont-Ferrand. Ira se occidit. Il libro ricostruisce la storia filosofica dell'ira partendo dalle civiltà dell'onore e della vergogna dell'età classica, ovvero un lasso temporale più o meno ricompreso tra la data genericamente ascritta all'Iliade (750 a.C.) sino all'anno della conversione di Costantino (312 d.C.). Da quel momento in poi inizierà la narrazione delle civiltà della colpa, la cui epopea si protrarrà dal IV secolo d.C. sino alla Rivoluzione francese. Quindi, le logiche e i valori dell'Illuminismo, e l'avvento della società dei consumi e dell’affluenza soverchieranno quanto della passione funesta non fosse compatibile con la modernità. Infine, la progressiva e subdola catarsi dell'ira grazie alle retoriche dell'inconscio, capaci di trasformarla in un vizio pubblico, latente e rinnegato. Una catarsi come simultaneo perseguimento di sentimenti di paura e pietà, come ricercato piacere di sublimare tensioni e stimoli eccessivi dovuti a ira svuotata, ridicolizzata e inesprimibile.
19,00 18,05

L'inconscio algoritmico e l'amore

Marco Focchi

Libro: Libro in brossura

editore: Orthotes

anno edizione: 2024

pagine: 264

Cos’è l’inconscio? Forse la domanda stessa è mal impostata. L’inconscio non è qualcosa. Pensarlo in modo ontologico, come un ente, vorrebbe dire farne un oggetto, considerarlo come qualcosa che sta da qualche parte. L’esperienza della psicoanalisi mostra che non è così. Marco Focchi apre un’ampia riflessione sull’inconscio, sull’impossibilità di ridurlo a un determinismo, a storie che vengono dal passato. Come sarebbe possibile altrimenti l’amore con la sua apertura al nuovo, alla vita che spinge avanti? A partire dal modo di concepire l’inconscio derivano poi le linee per dare una direzione alla pratica clinica. È l’orientamento ampiamente esposto nelle parti finali del libro, dedicate alla clinica dell’adolescenza e alla clinica della psicosi. Con la psicoanalisi affiora un approccio diagnostico che decostruisce le classificazioni, perché ogni caso è singolare, e la vera questione di fondo è: «Qual è lo specifico problema di questa persona?» — «Quali vie si possono tracciare per aiutarla a uscire dai labirinti in cui è intrappolata?».
22,00 20,90

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