Prova d'Autore
Vocabolario siciliano due. Siciliano-italiano, italiano-siciliano
Mario Grasso
Libro
editore: Prova d'Autore
anno edizione: 2021
Algebre e sigilli
Mario Grasso
Libro: Copertina morbida
editore: Prova d'Autore
anno edizione: 2021
pagine: 108
Aquilia delle Poiane (Approssimazioni alle realtà romanzesche di una città)
Mario Grasso
Libro
editore: Prova d'Autore
anno edizione: 2021
pagine: 176
Uno dei nomi, Aquilia, del passato remoto di Acireale, per un libro come realtà romanzesche di una città che contiene ed esprime la complessità di luci e ombre dell'umana condizione universale, con la singolare polisemia della sua anima e altrettante unicità di clima, prodotti della natura come dell'ingegno degli acesi. Una città privilegiata per la sua collocazione a mezza collina tra l'Etna e il mare, per il sole e le sue famose Terme Santa Venera, dove quella volta Riccardo Wagner ha trascorso vacanze di prolifiche cure e artistiche meditazioni. E poi il Carnevale e l'Opera dei Pupi, tradizioni, saggezze e allegria, a bilanciare ingenuità estemporanee, ozi, piaceri dei ricchi più ricchi e qualche aura, più o meno drammatica, di foschi misteri irrisolti, brevi ombre che velano ma non attutiscono il resto di limpida solarità culturale della Città dalle cento campane, luogo d'arte, artisti e genialità artigiane. Un libro, "verità di uno", dolce e amaro come la vita umana di ogni giorno, scritto da un figlio di Acireale, lontano, ma sempre vicino, per memoria dei luoghi che gli sono più cari. Un libro che esalta o disapprova, ironizza quando coglie in attualità di assopimenti, mentre, sottovoce, ricorda, contesta e rivendica. 40 foto invitano a cogliere ulteriori significati nei coinvolgenti ragguagli dello scrittore.
Il Martoglio e il d'Artagnan. Preludio di un genio
Giulia Letizia Sottile
Libro
editore: Prova d'Autore
anno edizione: 2021
Campanili Siciliani. Viaggio con Mario Grasso nella Trinacria di «Ogni testa un tribunale», dei dialetti, soprannomi, proverbi e delle isole linguistiche
Giuseppina Sciortino
Libro
editore: Prova d'Autore
anno edizione: 2021
pagine: 184
Ippolito Nievo: verismo di un precursore
Mario Grasso
Libro
editore: Prova d'Autore
anno edizione: 2021
pagine: 110
Con questo saggio, che segue lo studio analitico critico sulla personalità e l'opera narrativa Horcynus Orca di D'Arrigo: "C'era una volta un certo Stefano D'Arrigo di Alì Marina", edito nel 2020 dalla palermitana Torri del vento, Mario Grasso, coralmente riconosciuto decano dei poeti italiani contemporanei, propone, come corollario di un ampio e aperto riepilogo di inoppugnabili testimonianze dimostrative, una deduzione che assegna a Ippolito Nievo la qualifica di precursore dell'età del Verismo. Materia di confronti sono le opere di narrativa giovanili dello scrittore friulano e segnatamente il romanzo "Il conte pecoraio" e le "Novelle campagnuole". Grasso fa notare la evidenza di Verismo ante litteram nelle opere citate e aggiunge la dimostrazione della garbata presa di distanze dal capolavoro manzoniano, che Nievo esalta citando momenti e brevissimi brani de I promessi sposi, contrapponendovi, magistralmente, il positivismo-realismo nel quale sono immersi personaggi del Conte pecoraio, tra rassegnazione e assoluta disillusione rispetto a qualsiasi "Provvidenza" o altro placebo di spiritualismo. È la continuazione in Italia a opera del giovane Nievo, di quanto avveniva da un paio di decenni in Francia con la narrativa di Zola, Daudet, Sand e Flaubert. La prematura morte tra i flutti del mar Tirreno dell'autore che sarebbe divenuto noto per "Le confessioni di un italiano", il romanzo, pubblicato dopo sei anni dalla sua tragica morte, non ha giovato alla conoscenza approfondita delle sue opere giovanili, anche se, come per il "Conte pecoraio", oggetto di studi eccellenti di altrettanto eccellenti critici di prim'ordine, le cui conclusioni Mario Grasso non si sporge a contestare, proponendo, come documentata ipotesi le deduzioni dei propri confronti analitici. (L.R.)
Milo
Lorenzo D'Agata
Libro
editore: Prova d'Autore
anno edizione: 2021
pagine: 124
«Catania, fine anni Ottanta. Milo è sul treno delle 7:30 in partenza per Pisa, irrigidito e travolto da mille emozioni ma inconsapevole che quel viaggio darà uno scossone alla sua vita, ma soprattutto gli insegnerà ad avere coraggio. Una parola, che seppur assente letteralmente, racchiude il senso del motto della scuola di fanteria, a Cesano di Roma, che non dimenticherà mai: Fortior ex adversisresurgo - Risorgo più forte dalle avversità. Milo è diverso dai suoi colleghi, non accetta che si parli dell'amore e delle donne in modo apatico e volgare, piuttosto il suo essere nostalgico, riflessivo e sentimentale lo contraddistinguono, rendendolo forte e protetto dal cinismo e dalla svalutazione collettiva. Potremmo definirlo un uomo "fuori epoca". Non molto estroverso, fa fatica ad esternare ciò che prova perché le emozioni pareva ingombrassero qualsiasi spinta ad un'esternazione verbale da lui percepita come estremamente riduttiva della magnificenza e della complessità interiore. Solamente la ragazza dalle scarpe gialle, per lui un mistero difficile da comprendere, espressione di dolce malizia e di una tremenda femminilità, sarà l'unica a rendergli spontaneo il fluire delle parole e a rendere nota, con un cambio di linguaggio, una seconda personalità di Milo, e dello stesso scrittore, sul finire delle ultime pagine. Pagine in cui troviamo un Milo più uomo, più saggio, arricchito dalle mille sfaccettature che albergano nell'animo delle persone e dei luoghi incontrati tra treni in transito, Piazza di Spagna, Campo Italia a Messina e il bar di Federico in Via Umberto a Catania. Alcune cose però non cambiano mai, il senso di insoddisfazione e quella nostalgia permangono, nostalgia di ciò che è stato, di ciò che è, di ciò che sarà,quasi a voler ripescare fuori, per necessità, quei momenti, quei luoghi, quei volti, quelle espressioni, anche ciò che ha procurato dolore per poterli abbracciare, viverli ancora più intensamente e ripartire da lì, come unico svago che resta per chi è diffidente verso il futuro; cita Carlo Verdone in La grande bellezza(2013). Milo non sceglie ciò che è più semplice ma piuttosto sceglie la via libera, slegandosi da gradi e obblighi serrati come quelli a cui ha dovuto adempiere per lungo tempo. Attraverso le sue parole Lorenzo D'Agata da vita a un ritratto dalla scrittura estremamente essenziale in cui cambiano i luoghi, gli strumenti, le strutture, i protagonisti, ma i fatti sempre quelli sono, quasi a voler rivolgere un invito: quello di smuovere le proprie abitudini per dare spazio a nuovi stati d'animo e scoperte consone alla propria personalità, ma di cui forse non si è ancora consapevoli.» (Catherine Vaccaro)
La fiaba del lupo e del mago
Francesco Nicolosi Fazio
Libro
editore: Prova d'Autore
anno edizione: 2021
pagine: 120
«Potremmo definire questo libro un romanzo, il copione di una commedia, una raccolta di versi, un esperimento letterario. Una chimera. Un gioco letterario di quelli che, al di là delle mode e degli umori del lettore, spingono a riflettere sulla differenza tra mercato editoriale e letteratura, tra artigiano e artista.(...) Nicolosi Fazio è un artista, perché non somiglia a nessuno e ama divertirsi. Non si prende troppo sul serio e non si autoimpone canoni estetici. È uno sperimentatore. Questo libro racconta la storia dell'estinzione dei lupi dell'Etna, in concomitanza all'incedere della presenza umana col teatro tragicomico che essa comporta. Questa potrebbe essere un'estrema sintesi e sarebbe già abbastanza per farci annuire dinnanzi alla novità rispetto a un tema mai trattato. Ma si aggiunge il come, la scelta di stili che ci fanno immaginare l'Autore all'opera in un laboratorio amatoriale, dove è sempre presente il rischio di un'esplosione ma alla fine, per qualche ragione misteriosa, viene fuori un prodotto armonioso. Il lettore è immerso in una narrazione corale, che si sposta da una prospettiva all'altra e che, ogni volta, deve necessariamente adottare un registro e un genere letterario diverso, che possa anche formalmente rappresentare l'essenza di quel personaggio.(...)» (dalla prefazione di Giulia Letizia Sottile).
Storia di un catanese: Vincenzo Bellini
Salvatore Emanuele Samperi
Libro
editore: Prova d'Autore
anno edizione: 2021
pagine: 328
«Il tenore catanese Salvatore Emanuele Samperi con questo suo lavoro propone un resoconto divulgativo su Vincenzo Bellini. Dopo la reiterata lettura dell'epistolario belliniano e delle più apprezzate biografie, giunge ad alcune garbate riflessioni che si spingono persino a formulare una convincente teoria sulle cause che avrebbero condotto alla morte il biondo catanese in linea con le odierne conoscenze mediche. (…) A lui il merito di aver ritrovato il manoscritto della composizione giovanile di Bellini i Nove Versetti per due tenori, custodita a tutt'oggi presso collezione privata. Direttore artistico del progetto culturale "Bellini tra i giovani" da lui fondato, patrocinato dal comune di Catania in collaborazione con l'Assessorato alla Scuola, lo pone all'attenzione delle nuove generazioni di studenti attraverso un concerto lirico itinerante presso gli istituti scolastici. (…) Un volume nutrito, puntuale e definitivo sulla vita, la personalità e le opere del famoso compositore catanese. La storia della vita di Vincenzo Bellini sicuramente autentica e più completa tra quante ne sono state pubblicate, questa scritta dal tenore catanese Salvatore Emanuele Samperi. Qui viene ripercorso con precisione che rispecchia documenti inoppugnabili, amore e competenza, ogni momento del percorso biografico artistico e della critica riguardante il genio belliniano, a iniziare dall'adolescenza fino all'ultimo giorno di vita : Inoltre il lettore troverà nel corpus delle descrizioni, svolte con grazia narrativa partecipe e avvincente, una messe di informazioni che appartengono alla storia bibliografica e completano di serietà e codificazione scientifica quanto l'acribia di Salvatore Emanuele Samperi ha compendiato armonicamente per ogni lettore, da quello appassionato a quello specialistico.»
Trieste giardino delle Esperidi. Omaggio alla città
Mario Grasso, Laura Rizzo, Giulia Letizia Sottile
Libro
editore: Prova d'Autore
anno edizione: 2021
pagine: 108
Venezia Giulia e Sicilia le due regioni italiane tra loro più lontane, estremo confine Nord ed estremo confine Sud. Quest'ultimo con l'aggiunta del mare divisorio. Una realtà geografica che leggendo le dense pagine di questo libro, si manifesterà inesistente. Un documento sui generis quanto affabile e per molti suoi significati ulteriori, che giungono esemplari in questo momento di privazioni e negazioni. Buon segno e nuovo che fa augurare una proliferazione spontanea di altrettante iniziative del genere che unisce le istanze più autentiche di una civiltà, di un Paese dalle tradizioni esemplari, per la sua storia e la osmosi armonica di culture regionali, dai dialetti alla lingua della comunicazione nazionale. L'Italia della letteratura, delle Scienze, delle Belle Arti, dei valori umani, dell'amicizia. In questo sorprendente libro tre scrittori siciliani di diverse generazioni si approssimano, ciascuno a modo proprio, a cogliere momenti palesi e subliminali della città di Svevo, Saba, Cergoly, Mattioni, e oggi di Claudio Magris; la patria dei precursori italiani degli studi della psicanalisi, dell'Operetta, del lieto vivere e del cosmopolitismo. Al capitolo delle memorie storiche, delle testimonianze sull'attualità e delle dediche di Mario Grasso, il novantenne decano dei poeti italiani, segue nel secondo capitolo una empatica, puntuale quanto affabile rivisitazione storica che Laura Rizzo svolge ripercorrendo il capitolo leggendario della Trieste di Saba, e della sua "Libreria Antiquaria"; chiude il trittico dei contributi, Giulia Letizia Sottile, che ha allusivamente intitolato il proprio scritto facendo simbolicamente propria una nota e incisiva frase di Joyce. Sottile conclude con una poematica sinfonia di letterarie consonanze, spontanea esaltazione dell'anima cosmopolita, libera e gioiosa della gente giuliana. Una scelta di foto inedite, quasi tutte scattate dalla medesima Sottile, evoca atmosfere e anima le testimonianze dei tre momenti di omaggio. Singolare quanto significativa complementarità artistica è l'illustrazione di copertina, scatto del maestro fotografo triestino Pierfrancesco Fontana. Immagine di uno storico singolare evento che ha procurato a Trieste il Guinness dei primati nel 2015, (la coperta a uncinetto più grande del mondo) e che qui propizia, con i suoi colori e il riverbero delle architetture monumentali della piazza Unità d'Italia, nella quale era stata esibita, significati ulteriori a complementarità di questo omaggio alla città giuliana, moderno giardino europeo delle mitiche mele doro. (r.c.) Il testo è corredato da una scelta di 38 immagini inedite, tra fotografie, disegni e dipinti, che evocano le atmosfere della città.
I tre memorabili insulari
Grazia Dormiente
Libro
editore: Prova d'Autore
anno edizione: 2021
pagine: 68
Un approfondimento della scrittrice modicana su tre importanti voci della letteratura italiana di autori siciliani: Leonardo Sciascia, Vincenzo Consolo, Gesualdo Bufalino. «Garbo intellettuale, impronta storica e bruciante attualità rendono questo volume, come scrive Mario Grasso in prefazione, un atto di amore per la propria terra, l'ennesimo che compie Grazia Dormiente, da poetessa e operatrice culturale che è sempre stata dedita alla testimonianza e alla valorizzazione della cultura siciliana, a cominciare dall'attività per il Museo del Cioccolato di Modica.»

