Edizioni di Pagina: Due punti
I "tessuti" della memoria. Costruzioni, trasmissioni, invenzioni
Libro
editore: Edizioni di Pagina
anno edizione: 2018
pagine: XVI-272
Il volume miscellaneo «I tessuti della memoria. Costruzioni, trasmissioni, invenzioni» rappresenta l'esito editoriale di un convegno nato in seno ai corsi di Dottorato attivati nel Dipartimento di Scienze Umane dell'Università degli Studi della Basilicata e voluto dagli stessi dottorandi, che ne hanno curato l'impianto e l'organizzazione, con l'obiettivo di creare un'occasione di confronto in cui fornire un'idea concreta del valore che la ricerca assume in ambito umanistico, ma anche superare gli specialismi scientifici in una prospettiva di mutuo confronto. I contributi presenti nel volume sono stati redatti da dottorandi e dottori di ricerca, afferenti a più cicli e coinvolti in progetti di ricerca riguardanti diverse discipline umanistiche (filologia, storia, linguistica, archeologia, filosofia, storia dell'arte, storia del cinema, antropologia). Il tessuto connettivo di fondo è rappresentato dalla memoria (individuale e sociale) intesa quale strumento di costruzione della tradizione e mezzo di perpetuazione culturale. In quanto tale essa è capace di comprendere tanto il ricordo (riferimento collettivo al passato) quanto l'identità (immagine politica di un popolo), e trova significato soprattutto rispetto alle condizioni sociali e culturali che da un lato la determinano dall'altro ne sono influenzate. L'organizzazione del testo prevede quattro macro-sessioni, ognuna delle quali è introdotta da: Luciano Canfora, Aldo Masullo, Romano Lazzeroni e Guido Clemente.
Aristotele teorico dello spettacolo
Manlio Marinelli
Libro
editore: Edizioni di Pagina
anno edizione: 2018
Gli studi sullo spettacolo antico sono stati per lungo tempo prigionieri di alcuni nessi storiografici a aprioristici che ne hanno marcato una sorta di ritardo rispetto alle altre civiltà teatrali considerate fondanti dai nostri canoni culturali. Per un verso hanno pagato una ineguagliabile resistenza delle ipotesi di studio di marca testo-centrica, dall'altro, a questa prima ipotesi, si è aggiunto il luogo comune che il teatro antico sarebbe connotato da una insanabile mancanza documentale. Da decenni tuttavia la storia del teatro si è costituita come una disciplina ce non intende restituire una ricostruzione di una serie continua di spettacoli ma cerca di rivedere di volta in volta la definizione di una categoria, di tutte le sue pratiche e dei suoi saperi nei diversi contesti della storia. Tale nozione, il teatro, non è un'idea pre-ordinata, ma una categoria fluida, i cui connotati variano e si ridefiniscono di continuo. Questo studio intende mostrare alcuni specifici caratteri dell'idea teatrale dei greci a partire da un'analisi stringente del pensiero teatrologico di Aristotele. Ripartendo da tale figura, da sempre considerata centrale nella definizione dell'estetica teatrale, il libro offre uno sguardo diffuso sulle premesse e i precedenti teorici dello stagirita e quindi sui connotati della cultura e della civiltà teatrale greca tra V e IV secolo a.C. Pur impegnato in un'analisi accurata dei testi e delle fonti, il saggio mantiene costantemente vivo l'occhio verso le strategie di analisi della nuova teatrologia, proponendosi al contempo al pubblico degli antichisti e degli storici del teatro.
«L'Italia» e altre commedie
Carmelo Greco
Libro
editore: Edizioni di Pagina
anno edizione: 2016
pagine: XII-148
L'Italia è una commedia. Lo è, in senso letterale, nel testo drammatico da cui prende il titolo questo libro. Lo è, metaforicamente, nel significato dantesco di comedia e, applicato al Belpaese, allude anche alla sua presunta capacità di condurre tutto a lieto fine, a "tarallucci e vino" si direbbe con un'accezione spregiativa e forse ingenerosa. Perché l'Italia sarà pure una commedia, ma di sicuro non è una farsa. Le tre pièce contenute nel volume questo lieto fine lo prevedono, sia per gli scopi che le ha viste nascere sia per le persone a cui sono state destinate. "I conigli di Fibonacci" è stata scritta nel 2009 come parte di un progetto di inclusione sociale, sostenuto da Fondazione con il Sud, a beneficio di un gruppo di ragazzi magrebini che vivevano in Sicilia. "La maratona" e "L'Italia" sono state messe in scena, rispettivamente nel 2008 e nel 2011, tra le mura della Casa circondariale di Siracusa. I detenuti, in entrambi i casi, hanno vestito i panni degli attori, confrontandosi con i temi a cui le opere rimandano: identità, diversità e senso di appartenenza. E scoprendo che il lieto fine è sempre possibile.
Innovazioni sceniche nella Parigi del primo Novecento
Giovanni Isgrò
Libro
editore: Edizioni di Pagina
anno edizione: 2012
Tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo Parigi vive la sfrenata corsa al divertimento di una società aperta ad ogni forma di novità, fra "café chantants" e atmosfere "éclatantes" offerte da teatri gestiti da impresari dal piglio internazionale o dagli spettacoli di "foire" dei grandi eventi fino al gusto del "guiness". Su un altro piano c'è il bisogno di garantire dignità artistica al teatro a fronte della banalità e della routine del teatro commerciale, ma anche di proiettarlo verso prospettive di radicale rinnovamento dei criteri di messinscena. In questo variegato panorama si intrecciano percorsi diversi, persino contrapposti, che vedono coinvolti artisti ed esperienze provenienti da tutta Europa, da Appia a Meyerhold, da D'Annunzio ai Balletti Russi a Fortuny. Insieme a questi, una schiera di innovatori e sperimentatori francesi, da Lugné-Poe a Rouché, da Copeau a Gémier, senza trascurare gli apporti dei promotori del "théâtre du peuple" con in testa Romain Rolland, fanno di Parigi un crocevia importante nella storia della cultura per molteplicità e varietà di contributi. Di questo articolato scenario, si è ritenuto opportuno, oltre che offrire una visione d'insieme, evidenziare apporti interessanti rimasti tuttavia nell'ombra o poco valorizzati rispetto al lavoro dei padri fondatori riconosciuti della scena europea del Novecento.
Il teatro negato. Le invenzioni dello spettacolo in Sicilia dal Cinquecento all'Ottocento
Giovanni Isgrò
Libro
editore: Edizioni di Pagina
anno edizione: 2011
pagine: X-146
Sfidando l'equivoco della 'municipalità" questo saggio intende illustrare le dinamiche che, dopo aver bloccato sul nascere il mestiere del comico in Sicilia nel tempo in cui questa professione stava per prendere avvio come nel resto del continente italiano, favorirono lo svilupparsi di altre idee di teatro destinate, tuttavia, a rimanere ai margini degli statuti consolidati della storiografia. Lungi dal proporsi come défense fine a se stessa di un territorio, questo studio punta da un lato a fare chiarezza su una cultura diversa da quella dominante, dall'altro a stimolare riflessioni utili per una visione più ampia del panorama del teatro dell'età moderna, al tempo stesso proiettata verso gli sviluppi di quella contemporanea.
Ibsen, poeta del diavolo tra Marx e Freud
Roberto Alonge
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni di Pagina
anno edizione: 2026
pagine: 360
La definizione di Ibsen quale “poeta del diavolo” è del suo compatriota norvegese Jon Fosse, recente Premio Nobel per la Letteratura, dunque non sospetta. Basta peraltro scrutare uno qualunque dei 12 diabolici drammi per accertarne la bontà esegetica. Solness, figlio di contadini, sposa un'ereditiera di cui violenta le aspirazioni materne e sfrutta la ricchezza per diventare un grande costruttore edile, benché privo di studi da architetto. Abusa quindi di una bimba di 12-13 anni, Hilde, che ne resta non traumatizzata ma sedotta, tanto da andare a ricercarlo, dieci anni dopo, per strapparlo alla moglie. Ibsen ha tratti patriarcali e persino maschilisti, e in Hilde anticipa taluni accenti crudeli delle ninfette di Balthus e della Lolita di Nabokov, ma è anche lui (prima ancora di Pirandello e Čechov) unfemminista a sua insaputa, per il quale il maschio è sempre peggio della femmina. È però il solo a muoversi tra Freud e Marx, dunque l'unico in grado di cogliere anche la violenza di classe del protagonista della società del capitale di fine Ottocento, sebbene affascinato dalle sue doti di lavoro energia dinamismo. Sembra esaltare la trasgressione ma sa che delitto chiama castigo, e punisce con la morte Solness e gli altriself-made men del suo teatro, tutti spiriti infernali, che commerciano con i demoni al servizio dei loro desideri. L'ambiguità è la cifra della sua scrittura, auto-tutela per chi vive dentro la civiltà vittoriana, torbida di pulsioni inconfessabili, ma repressa e ipocrita.
Tutto era musica. Il teatro della scrittura secondo Franz Kafka
Antonio Attisani
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni di Pagina
anno edizione: 2026
pagine: 204
La bibliografia su Franz Kafka è sterminata, ma questo è probabilmente il primo libro scritto da uno studioso di teatro per dimostrare come la sua produzione letteraria tragga ispirazione dall'osservazione delle attrici e degli attori, soprattutto quelli di una poveratroupe yiddish ucraina, del loro essere corpi musicali, corpi teatro. Frequentandoli, Kafka scopre che lì tutto è musica, ovvero che tutte le arti sono teatrali e musicali e che ognuna di esse contiene tutte le altre. Una realtà, questa, ancora da comprendere e dalla quale si dovrebbero trarre alcune conclusioni riguardanti ogni campo del sapere e dell'agire umano. La sua avventura conoscitiva e la definizione del suo peculiare stile grottesco è qui oggetto di un racconto che ripercorre i diversi “movimenti” del suo pensiero, della sua vita e della sua opera.
Albori. Don Giussani nel Sud America di lingua spagnola (1973-1987)
Alver Metalli
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni di Pagina
anno edizione: 2025
pagine: 312
Albori intercetta, segue e annoda i tanti fili che hanno dato forma alla spinta di Comunione e Liberazione, il movimento di don Giussani, verso l'America Latina, e ai suoi primi passi. Ne risulta un affresco dove emergono figure, pubblicazioni, reti di amicizie, grandi eventi politici ed ecclesiali che accompagnano le visite di Giussani nell'America del Sud di lingua spagnola dal 1973 al 1987. Un periodo storico relativamente recente, dunque, che ha reso necessario il ricorso a testimonianze di persone (oltre un centinaio) tuttora viventi, senza trascurare articoli, corrispondenze, appunti e memorie sconosciute fino ad ora o poco conosciute.
La biblioteca salvata. Classici greci e latini tra i libri di Luca de Samuele Cagnazzi
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni di Pagina
anno edizione: 2025
pagine: 180
In questo volume si ricostruisce la vicenda del ritrovamento della biblioteca privata di Luca de Samuele Cagnazzi (Altamura, 1764 - Napoli, 1852), eminente protagonista della cultura meridionale tra Sette e Ottocento. Riemersa nel 2014 all'interno delle dimore di famiglia ad Altamura e a Napoli, la raccolta comprende circa duemila volumi di straordinario valore, restituiti alla memoria grazie all'impegno e alla passione degli eredi. La biblioteca riflette l'eccezionale ampiezza degli interessi del Cagnazzi: dalle scienze naturali alla filosofia, dal diritto all'economia, dalla letteratura moderna a quella antica. Proprio a quest'ultimo ambito è dedicato un inventario descrittivo, curato da Paola Monno e Annalisa Divincenzo, che censisce le opere degli autori greci e latini presenti nella raccolta, in cui figurano anche incunaboli, edizioni rare e testi di pregio. A tale sezione segue un approfondimento di Nunzio Bianchi sul ruolo che i classici ebbero nella formazione e nella produzione intellettuale del Cagnazzi. Il volume si completa con appendici e un apparato iconografico, che mettono in luce aspetti librari e documentari di particolare rilievo (incunaboli,ex libris, note di possesso, testi inediti), offrendo così una testimonianza preziosa e un'occasione unica di riscoperta.
Danza e scienze cognitive. Pratiche, ricezione e cura
Andrea Zardi
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni di Pagina
anno edizione: 2025
pagine: 288
Quando osserviamo la danza – o quando noi stessi danziamo – cosa accade nel nostro cervello? In che modo il movimento di un corpo può provocare emozioni, memorie, processi cognitivi? Partendo dalla prospettiva degli studi teatrali e di danza, in questo volume si traccia un percorso esplorativo attraverso discipline diverse: scienze cognitive, performance studies, filosofia e neuroscienze diventano riferimenti, chiavi di lettura, sconfinamenti di matrice estetica e fenomenologica per analizzare il rapporto tra corpo, movimento e percezione dello spettatore. Questa indagine si rivela come una sorta di attraversamento precario da una ricognizione dello stato dell'arte negli studi umanistici e in quelli neuroscientifici, fino all'analisi di sperimentazioni che hanno coinvolto artisti, spettatori, ricercatori provenienti da contesti artistici, sanitari e sociali. I fattori culturali, storico-antropologici e psicologici sono elementi necessari per formulare una nuova epistemologia in questo ambito, al fine di chiarire come l'esecuzione e la percezione della danza non si possano definire processi a senso unico, ma aspetti di un percorso che si interseca con la storia della disciplina e con le sue complessità.
Roger Planchon et ses théâtres (1949-1987). Enquête sur un metteur en scène, directeur et auteur de théâtre
Tommaso Zaccheo
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni di Pagina
anno edizione: 2025
pagine: 556
Quest'opera è un'inchiesta storico-critica sul percorso di Roger Planchon, strutturata intorno alla complessa articolazione tra le funzioni di regista, di autore drammatico, di direttore di compagnie teatrali e di istituzioni di servizio pubblico che ha progressivamente assunto. L'analisi multicontestuale, multiscopica e analitica di questo itinerario singolare e collettivo fa emergere lo specifico legame tra l'azione di un artista di teatro e la progressiva assunzione di una forma di responsabilità autorale da parte dei registi del XX secolo.
Una, nessuna, centomila. Le capitali «italiane» della cultura
Lucia Cappiello
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni di Pagina
anno edizione: 2025
pagine: 148
Una, nessuna, centomila propone una riflessione sul tema dei grandi eventi culturali. Da diversi anni si sta affermando una generale tendenza verso le politiche di place branding che vedono le città in competizione per attrarre flussi turistici, investimenti economici e nuovi residenti. Le capitali culturali rappresentano un'occasione per riflettere sui temi della partecipazione, nelle sue diverse e ambivalenti forme, dell'identità territoriale, legata a doppio filo alla narrazione dei luoghi, e della rigenerazione urbana, troppo spesso confusa con la mera riqualificazione edilizia. Questo lavoro, attraverso la presentazione di casi esemplificativi di Capitali italiane della Cultura, si concentra sui processi e le dinamiche che animano il percorso di costruzione della candidatura e di attuazione del programma di eventi.

