Jaca Book: Filosofia
L'inattingibile. Verso una filosofia della religione
Semen L. Frank
Libro: Libro in brossura
editore: Jaca Book
anno edizione: 2019
pagine: XVIII-365
Fra i testi censurati dal regime stalinista o, come il presente, prodotti durante l'esilio, spicca quest'opera di Frank, pubblicata per la prima volta in Italia da Jaca Book nel 1977. "L'inattingibile" fa parte di quella grande stagione del pensiero russo che segue la rivoluzione bolscevica ed era stata a sua volta preceduta da opere collettive dello stesso Frank, di Berdjaev, Bulgakov, Struve, come "Vechi" ("La svolta") e "Iz glubiny" ("Dal profondo"). Per Frank, che passò nei suoi anni studenteschi attraverso gli studi economici e la militanza socialista e marxista, per ritrovare poi la fede cristiana, la filosofia è testimonianza e confessione dell'esperienza. Essa, nella sua profondità ultima, è esperienza religiosa, l'esperienza di un'evidenza immediata, di un incontro personale con Dio, l'ultimo «oggetto della conoscenza» è la realtà «inattingibile».
Il senso della storia
Nikolaj Berdjaev
Libro: Libro in brossura
editore: Jaca Book
anno edizione: 2019
pagine: 186
"Il senso della storia" apparve per la prima volta nel 1923 e fu pubblicato in Italia da Jaca Book nel 1971. In quest'opera Berdjaev cerca nelle profondità dell'essere «di Dio» le origini, la ragione, le leggi, gli sviluppi, il significato e i fini del dramma della storia. Egli vede nello «storico» la manifestazione del «metafisico»; la storia ha inizio in seno alla Divinità e l'uomo partecipa nella sua storia a questo dramma «divinoumano», di modo che solo in Dío si può comprendere il tempo e l'eternità, il principio e la fine. «Il tempo — scrive Berdjaev — non contiene l'eternità e tuttavia questa entra nel tempo e ciò sfocia nell'eternità».
Quanto lucente la tua inesistenza. L'Ottobre, il Sessantotto e il socialismo che viene
Marco Maurizi
Libro: Libro in brossura
editore: Jaca Book
anno edizione: 2018
pagine: 278
In tempi in cui la perdurante crisi del capitalismo sembra produrre ovunque reazioni populiste, la questione di una rivoluzione dei rapporti sociali che risponda realmente all'esigenza di emancipazione umana torna all'ordine del giorno. Questo libro trae spunto dal centenario della Rivoluzione russa e dai cinquant'anni del '68 per trarre un bilancio teorico del socialismo. Attraverso una rilettura di Marx e dei marxisti critici (da Rosa Luxemburg a Theodor W. Adorno) il socialismo appare una risposta ancora plausibile, alternativa ai populismi imperanti. Ne emerge infatti un'analisi del capitalismo come forma sociale dinamica, negativa e auto-contraddittoria, rispetto alla quale risulta inefficace ogni tipo di risposta identitaria e moralistica. Per essere all'altezza di questa sfida occorre piuttosto rovesciare il modo in cui il lavoro e la condivisione sono stati pensati quali strumenti di emancipazione: il socialismo del XXI secolo sarà in grado di realizzare l'umano, infatti, solo nella misura in cui saprà contestualmente aprirlo verso un'alterità impossedibile.
Altrimenti che essere o al di là dell'essenza
Emmanuel Lévinas
Libro: Libro in brossura
editore: Jaca Book
anno edizione: 2018
pagine: XXXII-229
Tredici anni dopo "Totalità e infinito" Lévinas scrive "Altrimenti che essere", ove ritorna sulle tematiche di fondo lì affrontate sviluppando con una diversa profondità questioni in quella sede solo abbozzate. Interpretare la soggettività come pazienza, passività, uno-per-l'altro, esposizione, espiazione, ostaggio, come responsabilità per altri e poi come sostituzione, è questo l'oggetto di Altrimenti che essere. Lévinas mette in discussione il riferimento della soggettività all'Essenza e il «trovare all'uomo una parentela diversa da quella che lo lega all'essere». Intrecciando il tema della soggettività umana con quello della trascendenza, l'autore critica il primato dell'essere, cercando così un senso di trascendenza che sappia andare al di là dell'ontologia: tale critica viene condotta alle sue estreme possibilità, sino al punto in cui la filosofia cessa di pensare (e di ridursi) al problema dell'essere e del suo detto, per aprirsi alla dinamica dell'altrimenti e dell'ai di là, rendendo questo saggio, per il rigore argomentativo, opera fondamentale della riflessione levinassiana.
Addio a Emmanuel Lévinas
Jacques Derrida
Libro: Libro in brossura
editore: Jaca Book
anno edizione: 2025
pagine: 208
«... si potrà certo dire che il risuonare del pensiero di Lévinas ha cambiato il corso della riflessione filosofica del nostro tempo, e della riflessione sulla filosofia, su ciò che la rapporta all’etica, a un altro pensiero dell’etica, della responsabilità, della giustizia, dello Stato, ecc., a un altro pensiero dell’altro, a un pensiero più nuovo di tante altre novità perché si rapporta all’anteriorità assoluta del volto d’altri». Jacques Derrida Questo libro costituisce la terza principale tappa della lettura derridiana dell’opera di Lévinas. Sviluppatosi lungo un arco di tempo di più di trent’anni, il confronto di Derrida con il pensiero lévinassiano ha avuto un suo primo momento di sintesi nel 1964 con la pubblicazione dell’importante saggio Violence et métaphysique, è proseguito nel 1980 con la pubblicazione dell’articolo En ce moment même dans cet ouvrage me voici, giungendo così nel 1997 ai due contributi raccolti nel presente volume. Queste tre date – che separano intervalli di anni quasi simmetrici, anni durante i quali il rinvio di Derrida al pensiero di Lévinas è stato costante e sempre più profondo – ritmano un confronto intellettuale tra i più fecondi nel panorama filosofico contemporaneo. Attraverso una lettura di Totalità e Infinito e della tematica dell’ospitalità in esso trattata, tutto il testo di Derrida si muove attorno alla seguente affermazione di Lévinas: «Essa [l’intenzionalità, la coscienza di] è attenzione alla parola o accoglienza del volto, ospitalità e non tematizzazione».
Chora
Jacques Derrida
Libro: Libro in brossura
editore: Jaca Book
anno edizione: 2025
pagine: 112
La prima versione di Chora apparve in Francia nel 1987, seguita nel ’93 da una seconda che comprendeva anche altri due saggi. In un foglio volante Derrida scriveva che «si è giudicato opportuno pubblicare simultaneamente Passions, Sauf le nom e Khôra perché li attraversa il filo di una identica tematica». «Essi formano una sorta di saggio sul nome, in tre capitoli o tre tempi. Anche in tre fictions. Sulla scia dei segni che in silenzio i personaggi di tali fictions si indirizzano l’un l’altro, si può sentir risuonare la questione del nome, là dove essa esita sul bordo di un appello, di una domanda o di una promessa, prima o dopo di una risposta». Il nome: che cosa si chiama così? Che cosa si comprende sotto il nome del nome? E che cosa succede quando si dà il nome? Tale questione si articola con le questioni del segreto, del conferimento del senso e dell’eredità. Jaca Book ripubblica singolarmente i tre volumi di questa Trilogia, momento centrale del pensiero derridiano, corredandoli del testo originale a fronte e di una Prefazione all’intera tematica.
Ogni volta unica, la fine del mondo
Jacques Derrida
Libro: Libro in brossura
editore: Jaca Book
anno edizione: 2025
pagine: 384
Nuova edizione con Prefazione di Massimo Recalcati. «L’addio a chi non è più con noi rivela l’insostituibilità di chi non c’è più, ma, insieme a essa, rivela la grazia di un incontro che, al di là della morte, può non smettere di ripetersi». Massimo Recalcati La morte dell'altro, non soltanto ma soprattutto se lo si ama, non annuncia una assenza, una scomparsa, la fine di questa o quella vita. La morte dichiara ogni volta la fine del mondo nella sua totalità, la fine di ogni mondo possibile, e ogni volta la fine del mondo come totalità unica dunque infinita. Così Derrida ci porta di fronte alla fine del mondo in figure come: Roland Barthes, Paul de Man, Louis Althusser, Edmond Jabès, Gilles Deleuze, Emmanuel Lévinas, Jean-François Lyotard, Maurice Blanchot, e altri scrittori, filosofi, letterati, uomini di scienza con i quali si è accompagnato, ha dibattuto, ha vissuto. Il testo di Derrida sul lutto e sulla perdita viene qui introdotto da Massimo Recalcati, uno dei maggiori psicanalisti del nostro tempo, che a questo tema si è dedicato, nella sua pratica clinica e nella sua riflessione.
Il problema della genesi nella filosofia di Husserl
Jacques Derrida
Libro: Libro in brossura
editore: Jaca Book
anno edizione: 2025
pagine: 292
Quest’opera, scritta nel 1953-54, quando Derrida era studente di Filosofia all’École Normale Supérieure di Parigi, propone una lettura dell’opera di Husserl che assume come filo conduttore il tema della genesi. Si trattava allora di analizzare le difficoltà e i rimaneggiamenti provocati nel pensiero del fondatore della fenomenologia dalla presa in considerazione del tempo, del divenire e della storia, tanto nella costituzione del soggetto trascendentale quanto nella produzione intenzionale del senso dei suoi oggetti, e in particolare degli oggetti scientifici. Oltre a permetterci di ricostruire aspetti filosofici e persino filosofico-politici della Francia del tempo, quest’opera annuncia anche la problematica e lo stile delle questioni «decostruttrici» che il filosofo svilupperà nelle sue numerose opere tra il 1962 e il 1990. La prima opera fondamentale di Derrida in una nuova edizione.
Toccare
Federico Capitoni
Libro: Libro in brossura
editore: Jaca Book
anno edizione: 2025
pagine: 112
Il senso del tatto ha, nella filosofia, un ruolo piuttosto marginale. Così come il corpo, cui i filosofi hanno generalmente riservato scarsa considerazione speculativa. Invece il corpo è il formidabile dispositivo di riconoscimento che si serve primariamente del tatto per entrare in relazione con il mondo e a partire dal quale tutto il conoscere, e quindi il vivere, ha inizio. Così imparare a toccare significa imparare a stare al mondo. Articolato in cinque parti (come le cinque dita) e un rintocco finale (un’autorecensione, un ritoccarsi), questo libro affronta la questione del toccare in vari modi: una collocazione del senso del tatto nella storia della filosofia con un’indagine di natura estetica; una fenomenologia del tatto a partire dai suoi mezzi principali (la pelle, tatto passivo; la mano, tatto attivo; il gesto, tatto visivo); osservazioni sul contatto socio-tecnologico; una antropologia del toccare; infine una metafisica del tocco come manifestazione dell’essere in movimento che ha inevitabili risvolti etici.
Lo specchio di Dioniso. Quando un corpo può dirsi umano
Carlo Sini, Carlo Alberto Redi
Libro: Libro in brossura
editore: Jaca Book
anno edizione: 2025
pagine: 112
«Siamo di fronte a una grande sfida, che sembra richiedere una profonda revisione dei nostri concetti e dei nostri parametri fondamentali relativi alle nozioni di individuo umano e di umanità». (Carlo Sini) Il nostro è il secolo della biologia, perché la biologia, come potrebbe dire Husserl, è la scienza delle decisioni ultime ed è insieme il luogo ambiguo dell’umano e della sua verità. Le straordinarie scoperte delle scienze biologiche, gli orizzonti inusitati della biologia sintetica ripropongono oggi, in veste nuova, la domanda kantiana: che è uomo? I nuovi confini della sociobiologia, l’introduzione rivoluzionaria di nuovi concetti come quello di con-dividuo si pongono qui al centro di un appassionato dialogo nel quale un biologo e un filosofo affrontano costruttivamente la sfida principale del sapere contemporaneo. L’immagine dello specchio di Dioniso, metafora della unità della vita e della sua infinita frammentazione, suggerisce che il divenire umano dei corpi biologici è un cammino di conoscenza e di civiltà e non un presupposto dogmatico.
La metafora viva. Dalla retorica alla poetica: per un linguaggio di rivelazione
Paul Ricoeur
Libro: Libro in brossura
editore: Jaca Book
anno edizione: 2025
pagine: 456
Esistono, accanto ai linguaggi che constatano, descrivono, ordinano dei fatti, altri linguaggi − come quelli poetici, simbolici, religiosi − che ricorrono soprattutto alla metafora e sono linguaggi di ridescrizione e di metamorfosi della realtà. Una tradizione consolidata, quella retorica, considera tali linguaggi come esclusivamente rivolti alla persuasione, privi di valore informativo, di referenza alla realtà. È possibile superare questa lettura retorica della metafora e giungere a una lettura poetica, cioè considerare la metafora come strategia linguistica capace di dare conto della creazione di un nuovo significato, come linguaggio di rivelazione? Questo volume mostra che i linguaggi metaforici non sono carenti di un vero rapporto con la realtà, anzi sono portatori di una sovrabbondanza di senso. Tentare di mostrarne la legittimità vuol dire aprire al linguaggio umano, e all’uomo, altre vie che non sono quelle della dominazione: dominazione delle cose, dei segni ridotti alla loro funzione strumentale. L’esperienza metaforica rovescia il mio rapporto abituale con il linguaggio e con la realtà: non sono più io a dominare l’universo dei segni, è la parola che mi reclama e mi interpella.
Sé come un altro
Paul Ricoeur
Libro: Libro in brossura
editore: Jaca Book
anno edizione: 2025
pagine: 496
La serie di questi studi è attraversata da tre prospettive filosofiche. Nella prima, viene ricercato per il sé uno statuto che sfugga alle alternanze della esaltazione e della decadenza, che affettano le filosofie del soggetto alla prima persona: dire sé non è dire io. Ritenuto il riflessivo di tutte le persone grammaticali − come nell’espressione “la cura di sé” −, il sé postula la deviazione attraverso analisi che portino ad articolare in modo diverso la questione chi? Chi è il parlante del discorso? Chi è l’agente o il paziente dell’azione? Chi è il personaggio del racconto? A chi viene imputata l’azione posta sotto l’egida dei predicati “buono” od “obbligatorio”? Indagini essenzialmente improntate alla cosiddetta filosofia analitica, con la quale l’ermeneutica del sé entra in un dibattito molto serrato. Seconda prospettiva: l’identità suggerita dal termine “même” va scomposta in due principali significazioni: l’identità-idem di cose che permangono immutate nel tempo, e l’identità-ipse di colui che mantiene sé stesso soltanto sul modo di una promessa mantenuta. Infine l’antica dialettica del Medesimo e dell’Altro deve essere rinnovata se l’altro da sé si dice in molti modi: il “come” dell’espressione “sé come un altro” può significare, allora, un legame più stretto rispetto a qualsiasi comparazione: sé in quanto altro.

