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Medusa Edizioni: Le porpore

La distanza del cielo. Leopardi e lo spazio dell'ispirazione

La distanza del cielo. Leopardi e lo spazio dell'ispirazione

Alessandro Carrera

Libro: Libro in brossura

editore: Medusa Edizioni

anno edizione: 2011

pagine: 275

Pitagora sosteneva che la ragione per cui siamo nati è la contemplazione del cielo. Più di duemila anni dopo, Leopardi ammette di non sapere quale sia il senso della nostra vita, ma non per questo cessa di contemplare la volta stellata, dal balcone di Recanati o dalle falde del Vesuvio. Lo fa da poeta, ed è forse nella sua poesia che è andata a rifugiarsi l'antica cosmologia, forma del sapere che narrava l'universo in un mito per farci sentire il più possibile a casa nell'immensità degli spazi. Se da adolescente aveva studiato la storia dell'astronomia, divenuto poeta progetta la propria opera come una descrizione dell'universo, lavoro di una soggettività eroica che misura se stessa rispetto alla distanza del cielo. Riconosce la piccolezza dell'uomo, con sincerità e senza ricorrere a consolazioni, ma cerca anche di stabilir quale sia la misura che ci è data, e come viverla con dignità. Utilizzando ampie prospettive di filosofia, mitologia e psicanalisi, questo libro ripercorre il cammino di Leopardi come poeta dello spazio, vicinanza e lontananza, infinito e indefinito. Ma in Leopardi esiste anche uno "spazio dell'ispirazione" che non si misura in termini fisici, e che il poeta attraversa nella sua duplice estensione: lo spazio "paterno", espresso dal desiderio omerico di gloria, e lo spazio "materno", acustico e orfico, ascolto di una lingua primordiale che ancora non distingue tra suono degli affetti e voce della ragione.
18,00

Scrittura e violenza. Narrazioni della guerra civile. Il caso spagnolo

Scrittura e violenza. Narrazioni della guerra civile. Il caso spagnolo

Enrico Lodi

Libro: Libro in brossura

editore: Medusa Edizioni

anno edizione: 2011

pagine: 158

La guerra civile è un fenomeno specifico, ma anche esemplare di ogni altra forma di scontro bellico. E il rapporto fra letteratura e manifestazioni della violenza è un altro luogo tipico della scrittura novecentesca. Il dato sorprendente che emerge da questo libro di Enrico Lodi è la confutazione della tesi che violenza e cultura siano nemiche irriducibili. Dal modello "eroico" dell'Iliade alla scoperta di un'impossibile "esperienza guerriera" nella modernità schiacciata dal potere devastante della tecnologia che ha dissolto ogni ordine simbolico della guerra nel Novecento, l'autore traccia un panorama del dibattito letterario suscitato dal caso particolare della guerra civile spagnola e ne evidenzia il carattere emblematico. Tra i filo-franchisti e i nazionalisti emergono poche figure di rilievo che, seguendo la propaganda ufficiale, elaborano una vera e propria "pornografia della violenza" che indulge alle seduzioni della morte e alla crudeltà. Sul fronte opposto, anche autori come Rafael Alberti e Pablo Neruda sembrano subire il fascino della violenza tipico della scrittura politicizzata. Ma esiste anche una zona di confine con autori che non cedono alla seduzione della morte: Ramon Sender, Chaves Nogales, Arturo Barea, Maria Zambrano, Miguel de Unamuno, che nella violenza vedono prevalere la "banalità del male". L'appendice finale propone vari testi inediti di questi autori sulla guerra civile.
16,00

Proust e i suoi amici

Proust e i suoi amici

Libro: Copertina morbida

editore: Medusa Edizioni

anno edizione: 2010

pagine: 119

Quando Marcel Proust muore, il 18 novembre 1922, dell'immensa opera cui si era totalmente votato negli ultimi anni, À la recherche du temps perdu, erano uscite - in cinque volumi - soltanto le prime quattro sezioni. Postume, con cadenza biennale, sarebbero poi state pubblicate le tre ultime parti. Nel gennaio del 1923 "La Nouvelle Revue Française" dedica, con formidabile tempestività, un "Hommage à Marcel Proust" in cui vengono raccolti numerosi contributi, per lo più di scrittori francesi, ma non solo: fra gli altri, quelli, splendidi, di Curtius e di Ortega y Gasset. L'unico intervento italiano è affidato a Emilio Cecchi, che della Recherche aveva già scritto più volte nei due anni precedenti, interpretandola come un grande esempio di "epica moderna". Il presente volume accoglie le voci più autorevoli dell'epoca: da André Gide a Jean Cocteau, da Jacques Rivière a Léon-Paul Fargue, da Benjamin Crémieux a Paul Valéry, e si chiude col "tombeau" di François Mauriac che così ricorda lo scrittore: "Abbiamo visto su una busta macchiata di tisana le ultime parole illeggibili che aveva tracciato. Fino alla fine, le sue creature si sono nutrite della sua sostanza, hanno esaurito la vita che gli restava... Un uomo di lettere che aveva amato le lettere fino a morirne". Introduzione di Giancarlo Pontiggia.
14,00

Cultura e nazione

Cultura e nazione

Miguel de Unamuno

Libro: Copertina morbida

editore: Medusa Edizioni

anno edizione: 2010

pagine: 142

Pubblicati in volume nel 1902, i saggi che compongono "Cultura e nazione" costituiscono un'opera fondamentale per comprendere il pensiero di Miguel de Unamuno. Il lettore vi troverà espressi con singolare bellezza i concetti portanti di quello che con Ortega y Gasset è il più importante filosofo spagnolo del Novecento. L'obiettivo che Unamuno si pone in questo libro è, d'altro canto, molto ambizioso: egli vuole capire quale sia il nocciolo dell'identità nazionale, vuole trovare il luogo in cui cercare ciò che fa di un popolo quello che è e ciò che lo differenzia dagli altri. In questa ricerca (condotta sul caso spagnolo), l'autore prova a distinguere l'eterno dal transitorio, i momenti di grandezza imperiale da quelli della decadenza. Con un viaggio affascinante tra i paesaggi castigliani e nei testi di una tradizione lunga secoli, Unamuno ci apre orizzonti nuovi in cui, con improvvise illuminazioni, ritroviamo schegge della nostra stessa esperienza. Un libro, questo, che riassume una convinzione profonda dell'autore, ovvero che "lo sviluppo dell'amore per il proprio campanile è fecondo e sano solo quando va di pari passo con quello per la patria universale umana... Non c'è idea più diabolica di quella dell'autoredenzione, gli uomini e i popoli si redimono a vicenda".
16,00

Corrente oscura. Scritti filosofici e formazione letteraria di Renato Serra

Corrente oscura. Scritti filosofici e formazione letteraria di Renato Serra

Andrea Celli

Libro

editore: Medusa Edizioni

anno edizione: 2010

pagine: 248

Renato Serra (Cesena 1884 - Monte Podgora 1915) è stato autore tra i meno prolifici del primo Novecento italiano ma forse proprio per questo tra i più capaci di influenzare profondamente le generazioni subito successive. Più di recente quell'immagine è stata sottoposta a critica e a un notevole ridimensionamento, rilevando le falsificazioni prodotte da differenti stagioni politiche e culturali: Serra è stato proposto di volta in volta come il lettore intuitivo, che affida il suo giudizio critico al taglio di un gusto classicista, come il letterato schivo ed estraneo al suo secolo, ma anche come il prototipo leggendario dell'eroe capace di dare un senso al sacrificio sui campi della prima guerra mondiale. Cosa significa leggere oggi Serra? Nelle pagine di questo volume viene documentata la continuità del suo percorso intellettuale dalla formazione giovanile, segnata da questioni di ordine scientifico e positivista, agli scritti della maturità. In particolare è proposta una lettura approfondita dei molti appunti che l'autore ha lasciato su Immanuel Kant, figura che lo accompagna, nel problematico rapporto con Croce, dai primi anni Dieci fino ai giorni della morte. Nel volume viene proposta anche una antologia di lettere, di testi inediti e un elenco dettagliato di letture della giovinezza.
21,00

Le api dell'invisibile. Poeti italiani (1968-2008)

Adriano Napoli

Libro: Copertina morbida

editore: Medusa Edizioni

anno edizione: 2010

pagine: 200

Quarant'anni di poesia. Sedici poeti di forte personalità, la maggior parte dei quali ancora felicemente operanti. Un quadro lucido, organico, coraggioso, composto e ordinato da uno dei nomi più promettenti della nostra giovane poesia: Adriano Napoli. Un titolo suggestivo, tratto da un passo di Rilke: "Noi siamo le api dell'invisibile. Noi raccogliamo incessantemente il miele del visibile per accumularlo nel grande alveare d'oro dell'Invisibile". Una prosa saggistica di forte impronta, chiara, accessibile, che si rivolge a tutti coloro che vogliono condividere, in un lavoro, il rigore dello studio e la profondità di una passione. L'antologia poetica presenta una selezione di testi poetici di: Antonella Anedda, Raffaello Baldini, Fernando Bandini, Dario Bellezza, Giuseppe Conte, Rosita Copioli, Maurizio Cucchi, Sauro Damiani, Milo De Angelis, Umberto Fiori, Franco Loi, Valerio Magrelli, Roberto Mussapi, Umberto Piersanti, Giancarlo Pontiggia, Cesare Viviani.
14,50 13,78

Viaggio a Lourdes

Viaggio a Lourdes

Émile Zola

Libro

editore: Medusa Edizioni

anno edizione: 2010

pagine: 112

Nel settembre del 1891, in viaggio verso i Pirenei, Zola compie una breve sosta a Lourdes. Subito ha l'idea di dedicare un romanzo a quella "città straordinaria": Lourdes, pubblicato nel 1894, sarà la prima delle "Tre città", a essa seguiranno Roma e Parigi, luoghi da cui il divino si è ormai assentato, sostituito da nuovi idoli, come il denaro e il potere. Ad attrarre Zola è lo spettacolo delle folle di pellegrini, il risveglio di una fede arcaica promosso dalle visioni di Bernadette: sul finire di un secolo in cui la cultura positivistica credeva di scorgere la definitiva sconfitta dell'irrazionale, ecco invece riemergere il bisogno del soprannaturale, forse inestinguibile nell'uomo. Questo diario della sua permanenza nella cittadina pirenaica costituisce una testimonianza preziosa dei contrasti scatenati dai miracoli, contrasti sotto i quali si scorge anche l'ombra dell'affaire Dreyfus. Ma il diario è un tassello importante di quel lavoro da etnografo che Zola aveva già intrapreso con i suoi Cahiers di lavoro, in preparazione dei romanzi precedenti: spaccato della Francia di fine Ottocento, ma anche del conflitto ideale e ideologico tra la cultura laica e il cattolicesimo del tempo, fra la partecipazione alle sofferenze dei malati e la degradazione estetica della nuova Lourdes e del suo mercato della fede.
14,00

Miracoli

Miracoli

Henri Alain-Fournier

Libro: Libro in brossura

editore: Medusa Edizioni

anno edizione: 2010

pagine: 144

Le liriche di Alain-Fournier raccolte nei Miracles, una sorta di salmodiare immaginifico in metro libero, sono tra le creazioni poetiche più potenti del tardo simbolismo francese. Ma nelle prose si misura esattamente il senso della "funzione Fournier", quella esattezza di disegno e perfezione di ritmo, nelle più semplici narrazioni, a cui il lettore fa quasi assuefazione nel Grande Meaulnes e che invece si rinnova sempre, come una corda ogni volta reintonata, nei brevi testi dei Miracles, da rileggere come momenti fondativi della letteratura francese moderna. Il libro dei Miracles racchiude tutti i principali scritti letterari di Alain-Fournier al di fuori del Meaulnes, il romanzo a cui è dovuta la fama dello scrittore.
15,50

La musa barbara. Scritti politici (1788-1793)

Olympe de Gouges

Libro

editore: Medusa Edizioni

anno edizione: 2009

pagine: 144

A Parigi, fuori dall'Assemblea nazionale, risuona tutto un brusio di voci escluse, che non è ancora un discorso; questa pressione dal basso, che poi deciderà le sorti della Rivoluzione francese, Olympe de Gouges ha saputo raccontarla come pochi altri. La sua è una voce che parla di umori, paure, rabbia, polvere, sofferenze e impotenze, proprie e altrui. Nei vicoli di Parigi si muore, lei lo sa e per questo li percorre, raccoglie notizie, scrive i fatti, stampa i suoi testi a proprie spese, poi li attacca lei stessa sui muri della capitale. Spinta da una straordinaria volontà di militanza umanitaria e progettuale, nei suoi pamphlets politici Olympe de Gouges riscrive la Rivoluzione alla sua maniera, inseguendo il farsi e disfarsi dei grandi eventi senza trascurare la cronaca delle sue personali disavventure di donna scomoda, la microstoria della quotidianità e della vita di strada, i suoi sogni di una società perfetta, le sue talvolta ingenue utopie. A poco a poco, la sua voce traversa Parigi, si fa udire nell'Assemblea nazionale, nel Palazzo Reale delle Tuileries, nel cuore della Costituente, nelle aule del Tribunale rivoluzionario; infine è intercettata dal Tribunale di Salute Pubblica, dove Robespierre decide di tacitarla per sempre.
17,50 16,63

Einstein e i filosofi

Einstein e i filosofi

Libro

editore: Medusa Edizioni

anno edizione: 2009

pagine: 144

Nel pensiero di Albert Einstein si può riconoscere un modello del circolo virtuoso che si instaura agli inizi del '900 tra pensiero scientifico e filosofico. Il volume documenta tale confronto, decisivo per lo sviluppo della filosofia novecentesca della scienza, presentando alcuni testi chiave del dibattito inediti in Italia: da "La valeur inductive de la relatività", saggio scritto da Bachelard nel 1929, per offrire l'analisi epistemologica della teoria della relatività, alla prima traduzione italiana del dibattito filosofico intorno alle teorie di Einstein, tenutosi a Parigi tra il grande fisico e i principali filosofi francesi ("La Théorie de la Relatività", "Bulletin de la Société française de Philosophie", 1922). In appendice figurano poi - a completare il quadro del dibattito epistemologico di inizio '900 - i saggi di Ernst Cassirer ("Sulla teoria della relatività di Einstein", 1920), di Moritz Schlick ("Spazio e tempo nella fisica contemporanea", 1917) e di Hans Reichenbach ("Relatività e conoscenza a priori", 1920). Chiude il volume un breve scritto di Einstein, "Induzione e deduzione nella fisica" (1919).
16,00

Il vampiro innominato. Il «Caso Manzoni-Dracula» e altri casi di vampirismo letterario

Il vampiro innominato. Il «Caso Manzoni-Dracula» e altri casi di vampirismo letterario

Renato Giovannoli

Libro

editore: Medusa Edizioni

anno edizione: 2008

pagine: 164

Prendendolo alla lettera, i dossier raccolti in questo libro raccontano una serie di indagini svolte, attraverso le pagine di alcuni insospettabili classici, alla caccia di un vampiro "innominato" che con il suo morso ha saputo contagiare autori come Manzoni, Kafka, Barrie e lo stesso Joyce. Alla luce tenebrosa della tradizione vampirica e in particolare del Dracula di Stoker, si manifestano così non solo le incontestabili ascendenze gotiche dell'innominato, ma anche il demonio che, nascosto tra le pieghe dei Promessi sposi, si aggira nella Milano del 1630 procurandosi adepti che trasformati in gatti penetrano per le finestre nelle abitazioni diffondendo la peste; la vampira baciatrice che ossessiona Stephen Dedalus nell'Ulisse; i fantasmi maligni di bambini morti dai quali Peter Pan ha ereditato le sue attribuzioni notturne e spettrali. Poe, dopo aver recensito il romanzo di Manzoni, ne ricavò un paio dei suoi più terrifici racconti. Nel 1922, mentre Murnau girava Nosferatu, Kafka scriveva una parodia di Dracula intitolata Il Castello. Lo stesso Dracula, grazie al confronto con I promessi sposi, finisce per rivelare a un livello esoterico un vampiro molto più temibile di quello che nomina in superficie. Alla fine dell'avventura, il canone della letteratura occidentale acquista riflessi decisamente inquietanti, ma nello stesso tempo, accorciate le distanze rispetto alla letteratura di genere, ci appare molto più divertente di quanto fossimo disposti ad amettere.
18,00

La Chiesa di Sade. Una devozione moderna

La Chiesa di Sade. Una devozione moderna

Riccardo De Benedetti

Libro

editore: Medusa Edizioni

anno edizione: 2008

pagine: 112

Il sadismo si presenta ormai come un insieme di pratiche ampiamente diffuse. Nelle forme vistose del glamour e come oggetto di forte investimento di marketing, appartiene di fatto e di diritto al nostro panorama culturale. Eppure tutto ciò ha a che fare con un nome, quello del Divin Marchese, D.A.F. de Sade; con una filosofia, il suo sistema della natura; con il suo materialismo e il suo ateismo razionalista. Il sadismo, da curiosità erotica relegata ai fondi proibiti delle biblioteche, si è trasformato in cifra identitaria del nostro presente; in marchio di fabbrica delle nostre crudeltà e della nostra violenza diffusa. Il libro descrive l'insinuarsi e il più o meno segreto lavorìo che l'opera e i personaggi di Sade vanno compiendo tra le pieghe della nostra cultura, consegnandoci un paesaggio inquietante e incognito di pericoli e degrado per l'immagine che abbiamo dell'uomo e del suo ruolo nel mondo. Il sadismo odierno si identifica con le nuove modalità politico-tecnologiche di usare del corpo altrui, di dominarlo, manipolarlo e cancellarlo una volta per tutte, rendendolo pienamente disponibile all'arbitrio e alla totale manipolazione.
12,00

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