Meltemi: Linee
Un pensiero anarchico. Filosofia, azione e storia in Reiner Schürmann
Alberto Martinengo
Libro: Libro in brossura
editore: Meltemi
anno edizione: 2021
pagine: 196
Il rapporto tra Martin Heidegger e la politica è un tema al centro della discussione da molti decenni ed è tornato di grande attualità dopo la pubblicazione dei primi Quaderni neri, dal 2014 in poi. Tuttavia, non si tratta soltanto di una questione biografica, ma di un insieme di domande relative al suo pensiero, alla riflessione filosofico-politica che ne è derivata e, da ultimo, alle fortune della tradizione ermeneutica cui Heidegger ha dato i natali. Questo libro propone un percorso nell’intreccio – talvolta labirintico – del dibattito, ricostruendo le posizioni di Reiner Schürmann (1941-1993). Interprete tra i più originali della tradizione heideggeriana, Schürmann indaga la relazione con l’orizzonte problematico della politica e della filosofia pratica, ben prima dell’uscita dei Quaderni neri, con posizioni che si riveleranno particolarmente feconde. Il cuore della sua riflessione è l’idea che la realtà sia retta da fondamenti metafisici che determinano il pensiero, l’azione e gli edifici valoriali: fondamenti che possono però essere sovvertiti in chiave anarchica. Quello di Schürmann è insomma un “pensiero dell’anarchia”, intesa in senso etimologico come assenza di fondamento o, meglio, come scoperta dei punti di rottura presenti in ogni paradigma assoluto. In questo vasto programma Schürmann riserva il primo posto alla prassi: all’attiva decostruzione dei principi che crediamo immutabili, ma che in realtà sono storicamente condizionati. Più che la teoria, è proprio la pratica a offrire una prospettiva liberante ed emancipativa che combatte la violenza della metafisica.
Il burrone e il salto. Racconti di arte urbana nelle fotografie di WallsOfMilano
Amodeo Candida, Clara Amodeo
Libro: Libro in brossura
editore: Meltemi
anno edizione: 2021
pagine: 128
Ripercorrere a ritroso quasi quindici anni di amicizie, luoghi e storie cittadine attraverso quello che i muri hanno da raccontare: questo l‘obiettivo dei due autori in questo testo di Arte Urbana, la più interessante tra le forme di comunicazione nello spazio pubblico. In questo viaggio spazio-temporale ogni foto narra un momento del rapporto che lega WallsOfMilano alla comunità artistica, la stessa di cui il fotografo è diventato parte e narratore ufficiale. Nel libro si susseguono spazi occupati, quartieri, gallerie d‘arte ed eventi dove l‘Arte Urbana ha trovato la sua naturale collocazione e dove gli artisti che hanno reso possibile la nascita e lo sviluppo di questa produzione/azione hanno avuto modo di conoscere WallsOfMilano, di apprezzare la sua poetica fotografica, di vivere esperienze condivise e di stringere vere e proprie amicizie.
Black noise. Tecnologie della diaspora sonora
Brian D'Aquino
Libro: Libro in brossura
editore: Meltemi
anno edizione: 2021
pagine: 288
Qual è la consistenza della linea che divide il suono dal rumore? Con quali armi si combatte la battaglia per lo spazio acustico nelle città? In che modo il sound di una piccola isola dei Caraibi è riuscito a esercitare un'influenza tanto profonda sulla musica pop ed elettronica del nuovo millennio? Amplificando il concetto di rumore nella sua dimensione estetica e politica, il testo intende ripensare il legame tra suono, tecnologia, razza e potere a partire dalla specifica impronta sonora della musica giamaicana: reggae, dub e dancehall. Il risultato è una critica culturale scritta "con le orecchie sull'altoparlante", radicale e rigorosa, che registra il modo in cui altre epistemologie, provenienti dalla periferia globale, possono interrompere la narrazione occidentale della modernità.
Erdogan. Storia di un uomo e di un Paese
Cristoforo Spinella
Libro: Libro in brossura
editore: Meltemi
anno edizione: 2021
pagine: 208
Era il ragazzino di un quartiere popolare di Istanbul che faceva il venditore ambulante ed è diventato il leader più longevo della Turchia. È cresciuto imbevuto di sentimenti religiosi in un Paese radicalmente laico e l'ha trasformato in un'avanguardia internazionale della politica islamica. È salito al potere come paladino delle minoranze e si è trasformato in un presidente autoritario. È il governante che ha avviato i negoziati per l'ingresso di Ankara nell'UE e quello che più l'ha allontanata dall'Europa. Ma chi è davvero Recep Tayyip Erdogan? Come si è compiuta la sua formidabile ascesa? E fin dove potrà spingersi il nuovo "Sultano"? Intrecciando interviste ai protagonisti e documenti, testimonianze dirette e ricostruzioni storiche, il libro racconta la storia di Erdogan dall'infanzia tra i vicoli di Kasımpasa fino ai vertici del potere, tracciandone un profilo personale e politico che si delinea in modo inscindibile dalla storia contemporanea della Turchia. Prefazione di Alberto Negri.
I confini contano. Perché l’umanità deve riscoprire l’arte di tracciare frontiere
Frank Furedi
Libro: Libro in brossura
editore: Meltemi
anno edizione: 2021
pagine: 316
Nel dibattito pubblico è sempre più ricorrente l'appello ad “abbattere le frontiere” e brulicano i commentatori che, in epoca di globalizzazione e migrazioni di massa, ritengono i confini irrilevanti, discriminatori o reazionari. Non si tratta solo dei cosiddetti 'no borders', e non sono solo le frontiere tra gli Stati a essere sotto attacco, ma il concetto stesso di confine. Nelle società occidentali, infatti, anche le tradizionali linee di demarcazione tra pubblico e privato, uomini e donne, adulti e bambini, esseri umani e animali, cittadini e non cittadini sono spesso condannate come arbitrarie, innaturali e ingiuste. E ciò mentre imperversa la politica dell'identità, che paradossalmente non fa che tracciare nuovi confini simbolici. Frank Furedi mette in guardia da una società culturalmente alla deriva, che fatica a produrre senso e significato e che, a livello individuale e collettivo, tende a svalutare la facoltà di esprimere giudizi. Anche per questo è fondamentale che l'umanità riscopra l'arte di tracciare confini.
Il capitalismo spiegato a mia nipote. Nella speranza che ne vedrà la fine
Jean Ziegler
Libro
editore: Meltemi
anno edizione: 2021
pagine: 124
Come tutti i sistemi di oppressione, il capitalismo globalizzato non può essere migliorato, umanizzato o riformulato. La dittatura del mercato contemporaneo inasprisce le disuguaglianze, soffoca nella miseria più di un miliardo di persone, esaurisce le risorse del pianeta e genera conflitti, fomentando le chiusure identitarie. Le multinazionali sfidano gli Stati e le istituzioni internazionali, calpestando il bene comune, delocalizzando la produzione per massimizzare i profitti e sfruttando senza riserve il lavoro minorile. In uno scambio dialogico appassionante con la nipote, Jean Ziegler manifesta il triplice intento di ripercorrere la storia di questo sistema cannibale, di analizzarne gli effetti devastanti che alienano gli umani e di rivendicarne l'urgente e radicale abolizione. E ciò allo scopo di offrire un'arma per l'insurrezione delle coscienze in grado di alimentare un mondo nuovo, basato su reciprocità, complementarietà e solidarietà. Prefazione di Valdimiro Giacchè.
La città di Atlantide. Arte ambientale, processi di democratizzazione e ornamento urbano
Massimo Bignardi
Libro
editore: Meltemi
anno edizione: 2021
pagine: 190
La città di Atlantide di Bignardi offre nuovi contributi allo studio dell’Arte Ambientale, soffermandosi sia sui luoghi della contemporaneità che conservano le impronte di processi di democratizzazione dell’arte, sia su quelli segnati dall’omologante autoreferenzialità di una creatività che si fa ornamento, propria dei nostri giorni. È un percorso di scritture che documenta esperienze poco note: dalle ornamentali sculture accolte nei centri direzionali delle nascenti capitali dell’economia europea agli interventi di operatività ambientale della Spagna moresca, al Jardin des Arts della moderna Marrakech, agli ‘interni’ luoghi della memoria mediterranea, all’iperrealismo del graffiti writing contemporaneo che ha invaso le periferie italiane. È anche l’occasione di un aperto dialogo con protagonisti della scultura contemporanea, sulle prospettive di una rinnovata operatività ambientale e sul destino della città.
Vent'anni e poi. Conversazioni con Michel Foucault su amore e rivoluzione
Thierry Voeltzel
Libro: Libro in brossura
editore: Meltemi
anno edizione: 2021
pagine: 176
Pubblicato per la prima volta nel 1978, questo libro raccoglie una serie di conversazioni tra un ventenne sconosciuto, militante di sinistra attivo nei movimenti omosessuali, e un interlocutore molto più grande di lui, che all’epoca aveva preferito mantenere l’anonimato per evitare che la sua fama eclissasse le parole del ragazzo. La presente edizione, arricchita da uno scritto dello stesso autore redatto quarant’anni dopo quei dialoghi, getta una nuova luce su un testo che inizialmente non riscosse successo. Quell’interlocutore appassionato, che senza posa incalzava Thierry Voeltzel su temi quali la sessualità, la politica, il lavoro, l’amore, la droga, il piacere e la famiglia, era Michel Foucault. Da qui la duplice importanza del libro: da un lato, la vertiginosa distanza che ci separa dall’esperienza pur così prossima di Thierry; dall’altro, l’occasione per inattese e inedite incursioni nel pensiero di uno dei più grandi teorici del Novecento.
Dopo il neoliberalismo. Indagine collettiva sul futuro
Carlo Formenti
Libro
editore: Meltemi
anno edizione: 2021
pagine: 298
Quale potrebbe essere l’esito del tormentato processo di transizione che stiamo vivendo? Quale blocco sociale si dovrebbe o potrebbe costruire per marciare verso una civiltà postcapitalista? Quali forme dovrebbe o potrebbe assumere il socialismo del XXI secolo? Dopo il tramonto dell’egemonia americana ci aspettano la rivoluzione o il caos sistemico? Quali idee per una nuova alleanza tra ambientalismo e socialismo? Perché rivendicare la sovranità nazionale non implica regredire ai nazionalismi del secolo scorso? A questi e altri interrogativi cercano di rispondere i dieci autori – Pierluigi Fagan, Carlo Formenti, Carlo Galli, Manolo Monereo, Piero Pagliani, Onofrio Romano, Raffaele Sciortino, Alessandro Somma, Alessandro Visalli e Andrea Zhok – che hanno collaborato alla stesura di questo volume sugli scenari ipotetici di un futuro che potrebbe ridisegnare la geopolitica mondiale e rivoluzionare i rapporti di forza tra classi sociali, popoli e nazioni.
Aging girls. Identità femminile, sessualità e invecchiamento nella cultura mediale italiana
Libro: Libro in brossura
editore: Meltemi
anno edizione: 2021
pagine: 260
Nel 2017, la serie antologica Feud: Bette and Joan (FX), firmata da Ryan Murphy, ha fornito un'occasione importante per riflettere sulle discriminazioni di genere – in particolare quelle legate all'età delle attrici – nell'evoluzione del sistema audiovisivo statunitense. Nella serie, a distanza di oltre cinquant'anni da "Che fine ha fatto Baby Jane?" (1962), Jessica Lange (68 anni) e Susan Sarandon (71 anni) rimettono in scena i celebri ruoli che furono di Joan Crawford e Bette Davis. A quali età si collocano, socialmente e culturalmente, le “soglie” della vecchiaia? Come distinguono la “mezza” dalla “terza” età? Come queste stesse soglie vengono diversamente negoziate e rappresentate in rapporto alle identità di genere, in particolare a quella femminile? Come si caratterizza e muta la relazione tra processi di aging e sessualità? Come quella tra aging e canoni della bellezza femminile? E, ancora, come si caratterizza e cambia il rapporto tra aging e celebrity? In stretto dialogo con l'ambito internazionale degli Aging studies, il volume intende sfruttare la preziosa occasione di riflessione offerta da Feud per rilanciare l'indagine nel contesto della cultura e dei media italiani e analizzare i rapporti tra aging, identità femminili, sfera sessuale e sistemi industriali nella cultura mediale contemporanea ampiamente intesa: cinema, televisione, stampa, pubblicità, social media. Contributi di: Luca Barra, Sara Casoli, Clementina Casula, M. Elena D'Amelio, Paola De Rosa, Danielle Hipkins, Veronica Innocenti, Giacomo Manzoli, Roy Menarini, Dalila Missero, Marica Spalletta.
Light art paradigma della modernità. Luce come «oper-azione» di arte relazionale
Jacqueline Ceresoli
Libro
editore: Meltemi
anno edizione: 2021
pagine: 296
La luce artificiale comprende i concetti di miracolo “laico” della modernità e di progresso tecnologico, con specifiche premesse di reversibilità che questa materia dell’effimero, fluida e ambivalente, include. La luce nell’arte è metafora, simbolo, concetto visibile dell’invisibile, è carica di diversi significati che si materializzano attraverso le possibilità combinatorie tra forma e colore dei supporti luminosi: dal neon a sofisticati sistemi digitali per ambienti immersivi e multimediali dall’appeal scenografico, in cui la partecipazione dello spettatore è parte strutturale dell’opera che si fa relazione. Il libro analizza l’attitudine “umanistica” della Light Art italiana, evidenziando come e perché si differenzia da quella americana o anglosassone, più pragmatica nel linguaggio. La Light Art è indagata in maniera trasversale, unendo l’aspetto tecnico con quello cognitivo-estetico-poetico, in quanto l’uno comprende l’altro, come la notte insegue il giorno, l’ombra la luce e l’arte la rivelazione di alterità di impatto emotivo.
Filosofia de logu. Decolonizzare il pensiero e la ricerca in Sardegna
Libro
editore: Meltemi
anno edizione: 2021
pagine: 232
Undici saggi tra filosofia, storia, sociologia e architettura. Undici autori e autrici di generazioni diverse, che hanno analizzato alcuni aspetti delle relazioni di subalternità e dipendenza cui la Sardegna è sottoposta. L’impiego del concetto di subalternità si richiama esplicitamente all’uso che ne è stato fatto negli Studi postcoloniali e che gli è stato attribuito da Antonio Gramsci. Questo lavoro collettivo mira a decolonizzare il pensiero e a decostruire la ragione coloniale, ossia quella visione complessiva della realtà sarda che esclude dal suo campo le varie forme di subalternità, giustificandole sino a darle per scontate e alimentando nel senso comune visioni essenzialiste dell’identità e dell’arretratezza dei sardi. Questa critica è anche filosofica, perché si propone come pratica teorica che lacera le certezze del senso comune e introduce la mediazione critica nell’immediato che governa il fare e il pensare di tutti, ma anche perché rivendica il carattere necessariamente situato di qualsiasi attività di ricerca e intellettuale.

