Mondadori: Lo specchio
Conglomerati
Andrea Zanzotto
Libro: Libro in brossura
editore: Mondadori
anno edizione: 2009
pagine: 201
Umanissimo e saggio, sapientissimo e deluso, Andrea Zanzotto prosegue nel suo ineguagliabile percorso poetico, frustrato dalla contemporanea demenza diffusa e portando con sé un irrinunciabile desiderio di sublime; o meglio, con un sorriso ironico e autoironico, di "sublimerie". Nell'estasi del luccicante kitsch pervasivo della nostra rumorosissima epoca, cerca ancora abbandoni e amati silenzi, è ancora capace di aspettare e invocare il fiorire di un "maggio [...] che trabocca d'invenzione", o di cercare il più elevato senso di una "beltà" ideale. È, insomma, ancora vitalmente lacerato dagli opposti e dunque capace d'indignazione e amore. Tutto questo in virtù della sua mente poetica, della sua strenua fiducia nella capacità di osservazione e penetrazione acuta che offre la poesia, l'"ostinazione di quell'ipnosi chiamata poesia". Non c'è dubbio: non si è spenta, in Zanzotto, la voglia di potersi aggirare nel verde dei suoi colli con il senso di armonia serena e malinconica del poeta elegiaco, o di spingersi verso più elevate e gelide vette, mosso dal "sentimento di un eterno vero". Ma il solo gelo reale che oggi avverte è quello del nulla di un mondo che brucia solo di "commerci", dove "le notti fremono di ladri e di ghiacci", e dove, in fin dei conti, solo "nelle immondizie" potrà trovare "tracce del sublime / buone per tutte le rime".
District and circle
Seamus Heaney
Libro: Copertina morbida
editore: Mondadori
anno edizione: 2009
pagine: 179
C'è un luogo che costituisce per Seamus Heaney l'ambiente ideale per la sua scrittura, un cottage a lui caro, al quale è legata e nel quale nasce la composizione di questi versi. Perché Glanmore Cottage è il luogo dove rigermoglia per lui il ricordo e dove si intreccia con la visione della realtà circostante, quotidiana o già assorbita dalla storia, come ad esempio accade in quella libera versione da Orazio in cui si afferma, con evidente riferimento all'11 settembre: "Tutto può accadere, le torri più alte // essere abbattute". Quel cottage è il luogo del ritorno, nel segno di una circolarità dell'esistenza indicata anche dal titolo di questo libro, "District e circe", appunto. Ed è il luogo in cui l'occhio del poeta ancora una volta si sofferma con attenzione e cuore sulle cose, sugli stessi umani meccanismi che appartengono alla sua storia di lavoro e dedizione, di civiltà e fatica, che rimandano a "tempi di mani nude / e ghisa". Seamus Heaney, dunque, ha uno sguardo particolare e vivissimo su ciò che è materia, su ciò che appartiene al tempo. Ma come dice bene il suo traduttore, Luca Guerneri, nella postfazione, questo poeta "sa impastare il peso del tempo" con ciò che invece si pone come "fuori dal tempo". E sa dunque coniugare peso della materia e leggerezza, realizzando momenti di "una levità simile a quella trovata da Constable in certi suoi studi di nuvole o negli appunti sempre dedicati alle nuvole nei diari dell'amatissimo Hopkins".
Vite pulviscolari
Maurizio Cucchi
Libro: Copertina morbida
editore: Mondadori
anno edizione: 2009
pagine: 105
Condotta su vari temi, questa raccolta parte da un dialogo con la madre scomparsa e si conclude con la cronaca di un breve viaggio per mare, dove l'autore riflette su una sorta di strana coincidenza tra la teoria astrofisica dei buchi neri e il racconto "Una discesa nel Maelstrom" di Edgar Allan Poe. Nelle parti centrali, meditazioni liriche sugli affetti e sull'amore, sul riaffiorare di immagini dalla memoria, sulla presenza viva eppure mutata degli oggetti nel nostro tempo.
Voi
Umberto Fiori
Libro: Copertina morbida
editore: Mondadori
anno edizione: 2009
pagine: 90
Il protagonista, il soggetto narrante di questo particolarissimo monologo o poemetto in versi, è come pervaso da un'ossessione: quella del confronto con la realtà esterna degli umani, con la pluralità totale di ciò che non è il suo io, e che lo turba, lo mette in relazione con ciò che definisce "la mia infinita mancanza". Vorrebbe infatti compiutamente appartenere a questo immenso "voi" che gli sta di fronte, vorrebbe esserne parte, anche perché sa bene che nel profondo di se stesso, dove più viva e vera è la sua natura, a sua volta appartiene al destino di questa moltitudine da cui - come ognuno quando dice "io" - si sente inevitabilmente diviso. "Voi" è dunque la cronaca minuziosa di un'avventura intellettuale, una cronaca fedele e un po' stranita che progredisce lentamente per frammenti su se stessa realizzando un affascinante continuum, una sorta di poemetto al tempo stesso coerente e disarticolato, nel quale il tradizionale io lirico subisce un contraccolpo, o viene colto da vertigine, da senso della propria colpevole insufficienza e angoscia del vuoto.
Paesaggi inospiti
Giampiero Neri
Libro: Libro in brossura
editore: Mondadori
anno edizione: 2009
pagine: 76
C'è un grande, maestoso silenzio che avvolge la scena di questi "Paesaggi inospiti". Una scena che è in prevalenza quella di una natura in cui possiamo osservare il volo e l'ombra, la rapida intelligenza animale, l'impassibile economia che la governa. Giampiero Neri, l'autore di "Teatro naturale", una delle opere di poesia più singolari e giustamente amate del secondo Novecento, ci reintroduce nella sua dimensione ambientale, che è quella di una realtà sempre insidiosa e attraente, con la fermezza di una pronuncia classica e inconfondibile, che nulla sottolinea, che nulla concede all'enfasi, ma che riesce prodigiosamente incisiva in virtù della svia esattezza e insieme del risentito risalto dei suoi umori. Nei suoi paesaggi Neri ci presenta le tracce residue di antiche battaglie, osserva i lenti e spesso misteriosi cambiamenti della storia e delle epoche, registra a distanza di tempo barlumi di vicenda come se fossero brandelli di racconto. O meglio ancora, come rapide successioni di fotogrammi che ci mostrano situazioni e personaggi colti in un momento chiave: i cavallanti, l'attrice adolescente, il vecchio bevitore, l'amico del paradosso. Ma anche personaggi chiave nella cultura del Novecento, come Rossellini, Terragni, Sironi. L'insieme ci rappresenta per frammenti un incessante lavorio naturale e umano dove agiscono fazioni in guerra, o dove regna una pace molto provvisoria.
La parte in ombra
Sergio Zavoli
Libro: Copertina morbida
editore: Mondadori
anno edizione: 2009
pagine: 125
C'è come un senso di pace assorta, quasi uno stupore interiore, tra gli intensi spessori di questi versi. Sergio Zavoli interpella il proprio esistere, tra rimembranza e sogno, muovendosi in un campo ormai gremito di affetti, personaggi, luoghi, eventi legati a tempi diversi, ma tutti qui uniti sulla mobile scena del suo testo. E poi le seduzioni adescanti dell'adolescenza, negli scenari marini così cari al poeta; la dolce figura della figlia, le immagini del padre e della madre risalite dalle trasparenze del ricordo; il riapparire da un remoto Novecento della figura di Mario Luzi in uno storico caffè fiorentino e l'emergere di altre presenze, come Eugenio Montale o Federico Pellini. Accanto a tutto questo, la continua attenzione alla realtà civile e incivile della nostra epoca, con i suoi anche tragici emblemi. Nello strenuo, composto rigore del suo procedere, Zavoli sa bene osservare se stesso anche quando afferma di voler dare un sotteso valore persino al silenzio, cioè a una sintassi di parole mute. Perché la parola, racchiusa nella sua necessità, sa imporsi in virtù del rapporto proprio con il suo contrario, il silenzio. Si tratta di una parola che esce dalla sua esperienza umana senza traccia alcuna d'enfasi o di letterario compiacimento.
Condominio delle soprese
Nicola Vitale
Libro: Copertina morbida
editore: Mondadori
anno edizione: 2008
pagine: 108
Un'umanissima, delicata pazienza attraversa questi nuovi versi di Nicola Vitale, osservatore acuto dell'esserci, poeta capace di cogliere in profondo, eppure al tempo stesso con semplicità, il manifestarsi complesso di un reale tanto veloce e assurdo, nel nostro tempo, tanto apparentemente spettacolare e rumoroso. E in questa strenua attenzione a ciò che si nasconde dietro il fragore della superficie, Vitale riesce a scandire - oltre a un felice succederei di immagini concrete eppure lievissime, di ambienti tra i più diversi, dalle gabbie dei condomini cittadini all'apertura della luce nei paesaggi - soluzioni di pacata saggezza, a volte vere e proprie sintesi definitorie della nostra condizione: "Siamo qui / corpi di una specie incredula / rinnovata all'infinito", oppure: "ogni progetto / non è che desiderio d'altro", "certi oggi di essere / cose tra le cose". I percorsi di questo pensiero sottile e acutissimo sono vari e suggeriti nelle loro fasi da alcune parole chiave, come "corpo" e "casa", "tempo" e "sentimento". Vitale, come già dai suoi esordi, come nel precedente Progresso nelle nostre voci, tende a ridefinire realtà e linguaggio secondo un'esigenza fortissima di ritorno a una limpidezza dello sguardo e del dire che sappia riacquistare un'armonia originaria, una possibilità di rilettura del mondo diretta e incondizionata.
Pitture nere su carta
Mario Benedetti
Libro: Copertina morbida
editore: Mondadori
anno edizione: 2008
pagine: 107
La forma compatta ed essenziale di questa nuova fase della poesia di Mario Benedetti (Udine, 1955) offre la continua sorpresa di immagini che si aprono come in squarci improvvisi e violenti, come apparizioni sensibili e a volte ossessive dall'interno di un dormiveglia faticoso e cupo. Sono forse queste le pitture nere del titolo, le presenze sinistre o beffarde che rimandano alla grandissima arte di Goya. Eppure, nulla di astratto si affaccia in queste visioni, che provengono direttamente dalla materia e dalla sua sofferenza, in una sorta di "tempo senza tempo", di ambigua sospensione resa dal poeta con una vigorosa energia espressiva. Ma nel buio, nel "mondo nero" di queste sospensioni, di queste allucinazioni ipnagogiche o oniriche, agisce costante la spinta vitale alla ricerca del colore, dei colori troppo spesso negati nell'opacità del corpo, di una luce che possa trionfare, e che si manifesti oltre il corpo, al di fuori di un corpo e di una carne già troppo abitata nel dolore. Benedetti aveva imposto la sua voce originale nel 2004, con il suo primo libro importante e riassuntivo, "Umana gloria", uno degli esiti maggiori della nostra nuova poesia distinti dal fiato largo, dalla quotidianità e dalla "prosa" di quei versi aperti, carichi di senso vivo dell'esistere. Queste liriche si presentano invece quasi come l'aspro e tagliente rovescio di quella tessitura. Una strada di una concisione estrema che esprime nella tensione senza pausa gli umani sfondi drammatici del nostro esistere.
Apocalisse amore
Davide Rondoni
Libro: Copertina morbida
editore: Mondadori
anno edizione: 2008
pagine: 155
Questo libro rappresenta la piena consacrazione di una delle figure di maggior spicco della poesia italiana d'oggi. La poesia di Rondoni si caratterizza per il suo vigoroso realismo, per la densità e varietà del sentimento, per la limpida chiarezza compositiva. In questa raccolta si muove veloce nei più disparati luoghi della terra: dalla Sierra Leone al Nicaragua, da Berlino a Caras a Rabat. Ma i suoi percorsi comprendono anche un'Italia meticcia: Milano, Roma, Firenze, Bologna.
Il postino fedele
Rosita Copioli
Libro: Copertina morbida
editore: Mondadori
anno edizione: 2008
pagine: 172
"II postino fedele" è tra le opere di maggiore importanza di Rosita Copioli. È infatti il libro della sua piena maturità, che la impone come una delle figure più rappresentative della generazione di mezzo, in virtù di una notevole apertura tematica e di un controllo della forma frutto, anche, di una solidità culturale e di una naturale abilità compositiva. I paesaggi e i luoghi, gli animali e le piante, le figure del mito, la luce del mondo e la sua tenebra, le stagioni, l'amore e il pensiero: tutto questo rientra in un ricco canzoniere d'ampio respiro, composto nell'arco di un lungo tempo, di oltre un decennio, che costituisce un'ininterrotta meditazione per immagini sul senso dell'esistere.
Poesie
Paul Muldoon
Libro: Copertina morbida
editore: Mondadori
anno edizione: 2008
pagine: 406
Finora pressoché inedito in Italia, Paul Muldoon è una delle figure di maggior spicco della vitalissima poesia irlandese del nostro tempo, ed è stato proprio il premio Nobel Seamus Heaney a sostenerne calorosamente l'opera fin da primi esordi. In seguito, l'affermazione di Muldoon, che risiede e insegna da tempo negli Stati Uniti, è andata sempre crescendo, e nel 2003 gli è stato conferito il premio Pulitzer. "Grande creatore di miti", come dice Luca Guerneri nella sua postfazione a questo volume da lui curato e tradotto, Muldoon è poeta di ampio respiro, capace di comporre vere e proprie epopee su personaggi anche legati alla sua esperienza o alla realtà storica contemporanea. Personaggi insoliti e al tempo stesso esemplari e coinvolgenti. Basti pensare a quello strano terrorista braccato dalla polizia in "The More a Man Has the More a Man Wants" o al curioso protagonista della ricerca di un padre scomparso, condotta in un'atmosfera da romanzo chandleriano, in "Immram".
Né il giorno né l'ora
Nelo Risi
Libro: Copertina morbida
editore: Mondadori
anno edizione: 2008
pagine: 83
Una raccolta scritta in tempi brevi, come se le poesie che la compongono fossero spinte da un lampo, un chiarore, una "vertigine", mettendo in campo altre prospettive dettate da un unico tempo capace di riassumerli tutti nel punto dantesco "a cui tutti li tempi son presenti". Nell'ultimo stadio della sua poetica si può osservare come lo stilista dell'usuale lasci il posto allo stilista dell'universale. La vita, la morte, il tempo, i rapporti con la scienza e i problemi filosofici e letterari che a essi si legano sono un tema che scorre come un fiume sorgivo, un lungo ragionamento che, come una goccia d'acqua nel fondo di una grotta, si fa lago, fiume, stalattite. Tutto resta cristallizzato nel vero di un pensiero che s'irradia sul presente, giorno dopo giorno, ora dopo ora, fino al punto finale, oltre al quale esiste solo "la memoria del futuro". In un mondo "abbrunato a mezz'asta", Nelo Risi offre così il suo silenzio ricco di sonorità, lasciando una traccia di un suo presente aeternitatis, di un attimo fuggente che Orazio aveva celebrato come un momento irripetibile, eterno, libero dalla prospettiva del futuro. Questa visione laica dell'ineffabilità reca il marchio di una forma letteraria che sprigiona un'energia radiante senza ricorrere a orpelli linguistici. Queste sono le note che Nelo Risi ha sentito vibrare, giorno dopo giorno, nel comporre questa sua sonata, "per cogliere l'istante di vero che talvolta mi da luce". (Dal saggio introduttivo di Giovanna Ioli)

