Quodlibet: Quodlibet Studio. Città e paesaggio. Fuori formato
Napoli super modern
Libro: Copertina rigida
editore: Quodlibet
anno edizione: 2020
pagine: 232
La sua complessa stratificazione rende Napoli una città dalle fasi di crescita quasi inestricabili, ma consente analisi trasversali capaci di individuare alcune peculiarità ricorrenti. L'ipotesi di questa indagine collettiva coordinata da LAN (Local Architecture Network) è che si possa precisare una traccia latente nell'architettura napoletana, e specificamente in quella d'epoca moderna: la rinuncia a definire modelli astratti e universali, unita alla capacità, se non addirittura alla necessità, di misurare il progetto con il contesto fisico, storico, sociale e paesaggistico. Il volume si concentra sul periodo che va dagli anni Trenta agli anni Sessanta e deroga così dalle consuete cronologie, che vedono nella guerra una cesura risolutiva, mostrando quindi gli elementi di permanenza che attraversano e oltrepassano gli eventi storici; inoltre, riunisce opere celebrate, come il Palazzo delle Poste (Giuseppe Vaccaro e Gino Franzi) e Villa Oro (Luigi Cosenza e Bernard Rudofsky), insieme con molte altre architetture di notevole interesse e con un imprescindibile radicamento nella città, quali ad esempio quelle di Marcello Canino, Renato Avolio De Martino, Stefania Filo Speziale e quelle di autori non napoletani come Cesare Bazzani e Luigi Piccinato.
Atelier Walter Angonese. The Construction of the Idea-La costruzione di un’idea
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2026
pagine: 192
Il volume documenta la lunga attività didattica dell’Atelier di Walter Angonese presso l’Accademia di architettura di Mendrisio (USI) dal 2007 al 2025, in cui esperienze e pratiche collettive assumono un ruolo centrale. Il libro si articola attorno a un nucleo principale costituito da una riflessione sul metodo di Angonese, accompagnata da fotografie dell’autore che ne delineano l’immaginario personale. I saggi introduttivi di Hermann Czech, Tommaso Fantini e Manuel Orazi affrontano il tema dell’insegnamento e del progetto; i contributi degli assistenti, che si sono succeduti nell’Atelier, evidenziano l’importanza di strumenti come il ridisegno, il modello o il viaggio e la centralità degli esercizi collegiali. Il lavoro di gruppo emerge come decisivo per comprendere che un’idea progettuale richiede un processo di costruzione tanto quanto un edificio fisico, con effetti anche sul giudizio storico dell’architettura perché, come avverte Hermann Czech, «il sapere tecnico si acquisisce realmente solo attraverso il progetto, e solo chi ha progettato può comprendere i progetti di altre epoche».
Architettura disciplina eteronoma. Temi e attori del sapere contemporaneo
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2025
pagine: 320
Se già Leon Battista Alberti nel suo trattato "De re aedificatoria" (1452) scriveva della necessità per l’architetto di dominare diversi saperi e tecniche per poter costituire una propria scienza, oggi l’intreccio delle discipline è aumentato in modo esponenziale, e perciò analizzare l’architettura attraverso l’opposizione fra autonomia ed eteronomia aiuta la comprensione delle trasformazioni in atto. L’architettura infatti deve continuamente riaffermare la propria identità, il suo manifestarsi come disciplina al contempo scientificamente rassicurante e portatrice di empatia: il suo essere rappresentata da armonie, codici e misure che la storia ci ha consegnato, e dall’impellente dovere di elaborare una loro, non rimandabile, riattualizzazione. Il volume chiama dunque a raccolta eterogenei studiosi della materia (storici, progettisti, fotografi, tecnici, filosofi ecc.) per un serrato confronto tra creatività e sapere tecnico, tra istanze immateriali e valori fisici, tra arte e scienza, a partire da alcune parole chiave: patrimonio, dialogo, luce, poesia, archeologia, formazione, costruzione, paesaggio, musica, composizione, società, cinema, fotografia, filosofia, razionalità, integrazione, estetica, materia, scienza e scultura.
Idee di città
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2025
pagine: 352
Idee di città propone un tour di alcune città italiane, a partire da Venezia, con qualche fuga oltre confine e alcune escursioni nell’immaginario, alla ricerca di convergenze e dissonanze tra quanto accade e quanto progetti e idee hanno auspicato o tentato di proiettare in altre direzioni. L’obiettivo è riaprire la discussione sul ruolo del progetto urbano, su quali desidèri e poteri muovono il cambiamento nelle città e ne definiscono la traiettoria, su quali competenze trasformano le immagini, attese o dettate, in spazi tangibili. Il libro restituisce riflessioni sugli strumenti di indagine delle condizioni esistenti, su come presenze evidenti o latenti possono essere la trama su cui impostare nuove prefigurazioni, altri modi di abitare o di convivere con le energie del presente. Il titolo al plurale sottolinea un insieme di strade ritrovate nella storia del progetto e ancora attuali e altre che attendono di essere tracciate.
Delitto e progetto. Tre concorsi, tre città
Manuela Raitano
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2025
pagine: 176
A partire dalla ricostruzione delle vicende di tre noti concorsi di architettura svoltisi negli anni Sessanta per le città di Roma, Parma e Vicenza, il libro narra di un delitto la cui vittima designata è la cultura del progetto. Una vittima, tuttavia, non sempre incolpevole. Spesso infatti, in Italia, il progetto di architettura rimane sulla carta per via di una concezione idealizzata dei suoi obiettivi, condivisa da committenti, fruitori e dagli stessi progettisti. A causa di questa idealizzazione, numerosi processi di trasformazione urbana sono stati sacrificati sull’altare di un’idea di progetto più avanzata e ottimale, sempre di là da venire, sovente lontana dal piano di realtà, assecondando l’aspirazione a ottenere l’ottimo in futuro, e non già il buono nel presente.
Come fare casa. Abitare cooperativo e architettura dei luoghi domestici
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2025
pagine: 160
Ideato in occasione della sesta edizione del concorso AAA architetticercasiTM e del settantesimo anniversario di Confcooperative Habitat il volume indaga, attraverso contributi di differenti autori, il rapporto inquieto tra modelli consolidati e innovazione, tra permanenza e metamorfosi, tra forme e usi. Un racconto in forma aperta che pone domande e spunti sulle sfide attuali dell’abitare collettivo. Confcooperative Habitat riunisce le imprese cooperative di abitazione, i consorzi attivi nell’ambito dei servizi alla casa e le cooperative di comunità all’interno di Confcooperative, la Confederazione delle Cooperative Italiane, e ne rappresenta gli interessi nei confronti di istituzioni, enti e organismi comunitari, garantendo assistenza e servizi.
Roma tra archeologia e città. Rigenerare l'area centrale attraverso la città pubblica
Tommaso Berretta, Federico Desideri
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2025
pagine: 192
Quale ruolo possono assumere gli spazi aperti nel ridisegnare il rapporto tra città e archeologia? Come la natura può farsi strumento per valorizzare, rigenerare e reinterpretare il Centro Monumentale di Roma? In un contesto in cui le rovine sono spesso ridotte a semplici quinte turistiche, questo volume esplora modalità per restituire significato, forma e funzione a uno spazio urbano stratificato, frammentato e spesso isolato. La proposta non si limita alla valorizzazione conservativa del patrimonio archeologico, ma ambisce a restituirgli centralità attraverso il progetto di paesaggio e l’intervento sui margini. L’obiettivo è lo spazio pubblico, nella sua accezione più inclusiva e plurale. Giardini, margini urbani e percorsi infrastrutturali diventano elementi fondamentali per rileggere l’identità dei luoghi e per riattivare la città in chiave civica e culturale. Il paesaggio – naturale e minerale – è qui inteso come dispositivo progettuale capace di integrare monumento e contemporaneità, memoria e riuso. Centrale è anche l’indagine sul ruolo delle “aree di bordo”, spazi di transizione spesso trascurati, ma strategici per ricucire la frattura tra città e parco archeologico. Il testo si inserisce nel dibattito attuale sulla gestione del patrimonio e sulle politiche urbane, in un momento in cui l’afflusso turistico e gli investimenti pubblici impongono una visione strategica. Non si tratta più soltanto di conservare, ma di costruire una nuova forma urbana, in grado di riconoscere e valorizzare la complessità del paesaggio storico, restituendolo a una funzione sociale e contemporanea attraverso la rigenerazione della città pubblica.
Disincanto. Paesaggio e realismo
Gianni Lobosco
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2024
pagine: 176
Con il termine “disincanto” questo saggio suggerisce una critica all’antropocentrismo dominante che tenta di ridurre il paesaggio a un semplice riflesso della volontà umana, sostenendo l’impossibilità di ricondurne i caratteri alla mera dialettica tra uomo e natura. Attraverso l’esplorazione di “luoghi comuni” come il mare, la pianura e la montagna, il testo scompone e ricostruisce la nostra esperienza dello spazio per svelarne significati nascosti e configurazioni emergenti. Affine alle posizioni dell’ontologia orientata agli oggetti di Graham Harman, l’autore invita ad accettare la forza delle cose e la loro autonomia, identificando nel medium‐paesaggio non solo il loro tramite, ma anche l’agente che le trasforma, grazie alla sua capacità di fungere da metafora attiva. Il libro stimola ad andare oltre le tendenze del processualismo e del performativismo ambientale, recuperando invece nelle forme del paesaggio una rinnovata sensibilità verso l’autonomia estetica del progetto. Lobosco individua nell’azzeramento simultaneo di forma e funzione una possibile strategia per puntare alle profondità del reale e stabilire una nuova intimità con gli oggetti. In tale prospettiva, l’esercizio del disincanto rappresenta un passaggio obbligato per superare l’apparenza esplicita delle cose e re-incantarsi del loro mistero.
Madbar. Madrid e Barcellona: progetti, teorie, immaginari
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2024
pagine: 176
Il volume presenta il lavoro di trentadue studi di architettura attivi nelle due principali città spagnole, Madrid e Barcellona, secondo otto diverse traiettorie. Ciascuna di queste è introdotta da una relazione critico-tematica: Contesto (Renato Bocchi), Effimero (Luca Molinari), Frammento (Francisco Arques), Infrastruttura (Valerio Paolo Mosco), Paradigma (Damiano Di Mele), Ricerca (Ilia Celiento), Scala (Orazio Carpenzano), Tradizione (Sara Marini); a seguire, ogni traiettoria presenta le opere di quattro giovani studi, aprendo un dialogo tra loro e con la cultura architettonica più in generale. Infine, in un atlante di opere (realizzate e idealizzate), i giovani architetti qui selezionati svelano il loro volto nascosto: una costellazione di progetti orchestrati attraverso montaggi, trascrizioni e disegni inediti. Ne emerge una visione, a tratti frammentata, delle due città dove si sono sviluppate storicamente le due scuole iberiche di architettura più importanti (Univerdad Politécnica de Madrid e Escuela Técnica Superior de Arquitectura de Barcelona), entrambe fondate sul modello dell’École des beaux-arts e con un’attenzione comune verso l’architettura italiana. Come scrive nell’introduzione Josep Maria Montaner: «Madrid e Barcellona hanno avuto influenze e obiettivi diversi nella loro architettura. A Madrid, città maggiormente segnata dal costruttivismo e dall’organicismo di Bruno Zevi, hanno predominato proposte più formaliste […] Barcellona, invece, è sempre stata più eclettica e realista, ispirandosi, ad esempio, alla Scuola di Amsterdam, all’architettura italiana del dopoguerra e all’organicismo finlandese».
GRAB Roma. Progetto per il Grande raccordo anulare delle biciclette
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2024
pagine: 192
La mobilità sostenibile è una delle sfide più importanti per le aree metropolitane. Uno dei principali obiettivi del millennio delle Nazioni Unite che, entro il 2030, prevede il massiccio incremento del trasporto sostenibile per ridurre tutte le forme di inquinamento legate al traffico autoveicolare tradizionale. Roma, da questo punto di vista, è una città con molti problemi da risolvere, una città soffocata dal traffico delle auto private. Il GRAB, la nuova ciclovia di Roma, assume in questo quadro una speciale rilevanza culturale e simbolica. Il GRAB è un progetto plurale, nato e cresciuto dal basso, che ha preso forma con il passare degli anni radicandosi nel cuore della città. Il GRAB è un filo di Arianna capace di connettere spazi profondamente differenti tra loro, dal Colosseo alle borgate storiche, oggi rinnovate e vitali, dall’Appia Antica alla Prenestina, dalle riserve naturali lungo l’Aniene a Villa Borghese, adattandosi ai contesti attraversati senza smarrire la sua funzione di “guida”. Il GRAB è una linea magica, capace di riqualificare le aree degradate che lambisce, e di valorizzare quelle sottoutilizzate rispetto alle loro potenzialità. Il GRAB infine è un’infrastruttura plurale rispetto ai suoi utenti: i turisti di Roma, che avranno finalmente la possibilità di raggiungere a piedi o in bicicletta gli straordinari siti storico-archeologici e gli abitanti di Roma, che potranno scoprire parti sconosciute della loro città facendo una salutare attività fisica. Il GRAB è uno spazio plurale, immaginato per tenere insieme le differenze.
Stanze italiane-Italian rooms
Theodor Cron
Libro: Libro rilegato
editore: Quodlibet
anno edizione: 2024
pagine: 80
«C’era qualcos’altro in queste stanze, qualcosa che non avevo mai considerato prima e che ora voglio spiegare.» Scoperto di recente negli archivi dell’architetto Theodor Cron, Stanze italiane è un testo originalissimo sulla concezione dello spazio architettonico e sulla sua continua ridefinizione. Scritto nel 1947, è il risultato di un viaggio nel Sud Italia in cui l’autore osserva anonime stanze saracene e ne confronta le qualità architettoniche rispetto ai canoni dell’architettura praticata nel Nord Europa. “Qui si abita sul pavimento, mentre noi viviamo tra quattro mura”: è l’affermazione paradigmatica che permette a Cron di proseguire con una serie di osservazioni originali, secondo una concezione dello spazio genuinamente diversa dai paradigmi spaziali del Movimento Moderno. Il saggio, ancor più che per il suo carattere storico, si caratterizza dunque per un apporto teorico che, in questo senso, ha un valore senza tempo e fa del testo una sorta di rivelazione nel panorama del contemporaneo.
Architetture di carta e grandi rivolgimenti. Raccontare e non solo
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2024
pagine: 312
"Architetture di carta e grandi rivolgimenti. Raccontare e non solo" è un progetto dell’unità di ricerca Tedea del Dipartimento di Culture del progetto dell’Università Iuav di Venezia. Il volume indaga il ruolo delle teorie quali modalità di osservazione e interpretazione della realtà: libri e strumenti di narrazione pongono il problema del racconto del tempo presente o del tempo che verrà. Strutturato in forma antologica, il libro raccoglie e commenta brani di opere che hanno segnato un punto di flesso nelle molteplici direttrici della teoria del progetto. L’obiettivo è intercettare orientamenti futuri e mettere in luce come le architetture di carta abbiano partecipato, o partecipino, ai grandi cambiamenti che interessano lo spazio della società e le direzioni del territorio. Raccontare è la forma; la forma è parte essenziale del contenuto. Per esistere, ogni oggetto, ogni scienza, ogni tecnica ha bisogno di una narrazione. Il progetto è sempre una forma di racconto i cui strumenti non sono scontati e si nutrono anche di parole.

