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La forma delle fonti, la sostanza dei diritti. È possibile una «teoria delle fonti» nella pluralità delle «carte dei diritti»?

La forma delle fonti, la sostanza dei diritti. È possibile una «teoria delle fonti» nella pluralità delle «carte dei diritti»?
Titolo La forma delle fonti, la sostanza dei diritti. È possibile una «teoria delle fonti» nella pluralità delle «carte dei diritti»?
Curatori ,
Collana Annali diritto costituzionale
Editore Bologna University Press
Formato
Formato Libro Libro
Pagine 304
Pubblicazione 2026
ISBN 9791254777961
 
35,00 €

 
Ordinabile
Nel trionfo di "Carte" e "Corti" che riconoscono diritti e si occupano di tutelarli, il costituzionalismo del XXI secolo ha ancora bisogno di una teoria delle fonti? È possibile che delle sue esigenze si faccia interamente carico una teoria dei diritti? La "forma" delle decisioni politico-normative ha lasciato il posto alla "effettività", garantita dalla "sostanza" dei diritti? La Costituzione (e il progetto di società che prefigura) sta perdendo la capacità di ordinare il reale (la sua capacità ordinante) in favore delle "Carte dei diritti"? Il quadro dei poteri democratico-sociali ha rinunciato a sorreggere il progetto ordinante della Costituzione per affidarlo al "dialogo tra le Corti"? Tra le "Corte dei diritti" esiste un soggetto egemone in grado di ordinare il diritto della giurisprudenza? Insomma: abbiamo ancora bisogno di una teoria delle fonti e di un sistema delle fonti - in una parola di un ordine giuridico-costituzionale - di fronte al "costituzionalismo dei bisogni" sollecitato dalle "carte" e dalle "corti" dei diritti? Al fondo di queste domande sparse stanno le questioni salienti, perfino esistenziali, del diritto costituzionale: quelle che definiscono i margini del
 

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