"Siamo a fine Seicento, inizio Settecento quando il Cocho, anonimo per modestia o discrezione, realizza il suo ricettario che permette di cogliere nel vivo la realtà gastronomica bergamasca così come compariva sulle mense borghesi e della piccola nobiltà. Chi sia il Cocho non è dato sapere. L'unico dato certo è che fu allievo di un certo Teofilo Fagacci di cui peraltro non si hanno notizie. L'anonimo cuciniere è sicuramente bergamasco. Lo si deduce dalla terminologia marcatamente dialettale: gniferi sono le carote (da gnifer), cazzuli i mestoli (da cassùl), sgotolare significa sgocciolare (da sgutulà), struccare significa spremere (da strocà), sbroiare significa scottare (da sbrojà) e così via. I termini bergamaschi da lui utilizzati sono spesso conformi a quelli riportati nel Vocabolario bergamasco italiano latino di Giovan Battista Angelini (1679-1767), nato a Strozza di Valle Imagna." (Silvia Tropea Montagnosi)
Il Cocho bergamasco alla casalinga
| Titolo | Il Cocho bergamasco alla casalinga |
| Autore | Silvia Tropea Montagnosi |
| Collana | Biblioteca di lingue e culture locali |
| Editore | Lubrina Bramani Editore |
| Formato |
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| Pagine | 80 |
| Pubblicazione | 01/2012 |
| ISBN | 9788877664723 |

