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Solfanelli: Arethusa

L'ipseità e il «quasi-niente»

L'ipseità e il «quasi-niente»

Vladimir Jankélévitch

Libro: Libro in brossura

editore: Solfanelli

anno edizione: 2017

pagine: 88

In questa preziosa raccolta sono contenuti due scritti di filosofia teoretica di Vladimir Jankélévitch, tradotti per la prima volta nel nostro paese e curati da Gianluca Valle, che vanno ad arricchire e a completare la già ampia conoscenza del filosofo francese, veri e propri turning points all'interno della sua produzione filosofica, centri d'irradiazione di tutta la sua meditazione. Nel primo scritto, del 1939, Jankélévitch si sofferma sul concetto di «ipseità», intesa come unicità e irripetibilità di ogni individuo, come la sorgente stessa di ogni bene e valore. Inviolabile e impossedibile, non ha nulla a che vedere con il merito ed è la dignità pura e semplice di esistere. Rappresenta, in breve, «la grande uguaglianza degli ineguali». Se il singolare non è comparabile con gli altri, questo però non nega il suo originario essere-con-gli-altri. Nel secondo scritto, del 1954, il filosofo si sofferma sul «quasi-niente», un concetto che non appartiene all'ordine dei fatti empirici.
9,00

Intervista con Ionesco. L'inconveniente di essere nati

Giuseppe Grasso, Eugène Ionesco

Libro: Libro in brossura

editore: Solfanelli

anno edizione: 2017

pagine: 88

Nella primavera del 1985 Roma accoglie, fra le sue mura, Eugène Ionesco. Proprio in quell'occasione Giuseppe Grasso ha la fortuna e l'onore d'intervistare il noto commediografo, all'epoca settantaseienne. Come una nuvola che si rompe, dalle loro parole viene fuori un temporale di sollecitazioni che sono anche riferimenti, nomi e luoghi di una geografia che è una mappatura del composito orizzonte culturale ioneschiano. Se oggi quella lunga conversazione vede qui la luce in una versione più estesa, non è per un capriccio dell'autore, che vi ha rimesso mano riprendendo le registrazioni originali, ma in risposta a una peculiarità che ne giustifica la riproposizione sotto forma di libro: l'intervista è un documento e le pagine di cui si compone fanno «testo», cioè danno vita a un rapsodico saggio parlato sul teatro e sulla poetica di Ionesco. L'intervistatore parla con un gigante e lo fa con grande devozione, tenendosi comunque alla larga da complessi d'inferiorità. È sicuro del fatto suo e pone domande precise. Sa dove guardare, come prendere la mira, cosa aspettarsi.
9,00 8,55

Il sadismo di Baudelaire

Il sadismo di Baudelaire

Georges Blin

Libro: Libro in brossura

editore: Solfanelli

anno edizione: 2017

pagine: 120

Per penetrare in queste dense pagine, arricchite dalla Presentazione di Jérôme Thélot, bisogna apprezzare la voce singolare di cui era dotato Georges Blin: una nitidezza un po' fiera nella padronanza della forma, un'altezzosità asciutta ma distinta, una compostezza severa. Il saggio principale del volume spiega la tesi indicata dal titolo. Esiste effettivamente un «Sadismo di Baudelaire», una corrispondenza di vedute e di esperienze fantasmatiche, a proposito del desiderio erotico, fra il poeta e il romanziere. Combinando antropologia e psicoanalisi, l'autore svolge una tematizzazione articolata del sadismo baudelairiano, esaminato alla luce dei lavori degli specialisti più accreditati dell'epoca, da Freud a Havelock Ellis, da Krafft-Ebing a Klossowski, ritrovando fra i due autori alcune identiche attestazioni di una stessa relazione col carnale - fatta di crudeltà, di godimento sacrificale e di cosificazione dell'altro - che dimostrano la fondatezza dell'accostamento istituito. Il critico si sofferma poi, in un dialogo mai interrotto col pensiero di Sartre, sull'ontologia di ognuno dei due. Se il «sadismo del marchese de Sade tende a servire e a magnificare la natura», quello di Baudelaire «mira a correggerla e a soffocarla». Georges Blin distingue il «positivismo» naturalista del primo dallo «spiritualismo» del secondo, che trova nell'eredità di Agostino e di Pascal una morale gravata dalla colpevolezza, a indicare che siamo lontani dall'autore di Justine e sulle terre del conte de Maistre. I due saggi posti alla fine, L'impurità del nido e Note per un'erotica del riso, proseguono quella conoscenza di sé alla cui ricerca Georges Blin si era dedicato fin da giovane. Sono due riprove delle sue capacità ermeneutiche e soprattutto della sua arte nella trasfigurazione letteraria. Il pensatore vi affronta il lato più oscuro delle nostre mozioni segrete, le tentazioni dell'«impurità» e dell'«eroticità», sottomettendo i sentimenti più sfuggenti a un controllo rigoroso e sempre vigile.
10,00

Introduzione all'influenza dell'abitudine sulla facoltà di pensare

Maine de Biran

Libro: Libro in brossura

editore: Solfanelli

anno edizione: 2017

pagine: 102

10,00 9,50

Sofferenza e dolore. Intorno a Paul Ricoeur

Paola Bianchini, Silvia Peronaci

Libro: Libro in brossura

editore: Solfanelli

anno edizione: 2016

pagine: 112

10,00 9,50

L'equivalenza estetica. Con altri scritti di arte e di economia

Paolo Pullega

Libro: Libro in brossura

editore: Solfanelli

anno edizione: 2016

pagine: 104

10,00 9,50

Da Sartre a Baudelaire

Georges Blin

Libro: Libro in brossura

editore: Solfanelli

anno edizione: 2016

pagine: 112

Il presente lavoro di Georges Blin, curato da Giuseppe Grasso, è l'intervento più importante pubblicato in risposta al Baudelaire di Sartre del 1946, un punto di riferimento imprescindibile per capire i termini di un confronto che ha fatto epoca e che appartiene alla storiografia letteraria del Novecento. L'autore vi s'interroga sull'opportunità di esprimere un giudizio morale su Baudelaire solo sulla base dei Journaux intimes. Se è vero che il Baudelaire di Sartre nasce come introduzione a una raccolta di pensieri autobiografici, i giudizi del filosofo restano viziati dal ritratto che vuole imporre a priori all'autore delle Fleurs du Mal. Il libro, utilizzando il metodo della "psicoanalisi esistenziale" che chiama in causa la "scelta originaria" di Baudelaire, finisce per svilire l'uomo visto da sempre come il prototipo del "poeta maledetto". Quella di Sartre, spiega l'autore, è una "requisitoria abusiva" in cui il filosofo indossa i panni dell'"inquisitore" più che dell'"indagatore", interessato soprattutto a sostenere le proprie tesi faziose, a verificare le categorie ontologiche dell'esistenzialismo più che a ricercare nell'intimo l'autobiografia dolorosa del poeta.
10,00 9,50

Di un certo consenso al dolore

Georges Blin

Libro: Libro in brossura

editore: Solfanelli

anno edizione: 2015

pagine: 104

Il trattato "Di un certo consenso al dolore" di Georges Blin, curato da Giuseppe Grasso, viene presentato qui per la prima volta in versione italiana. Si tratta di un testo del 1944 dove l'autore ricostruisce una personale "teoria del dolore" di cui percorre i territori con estrema abilità. Si tratta di un lavoro pionieristico, non privo di una sua utilità sperimentale oltre che dimostrativa. Il dolore, visto come un'esperienza inalienabile, è attivo e volontario e deve essere distinto dalla sensazione. Questa la tesi di Blin per il quale la sofferenza, che non è solo un patire ma è anche un agire, presuppone attenzione e interpretazione intellettuale e perciò, effettivamente, "un certo consenso". A sostegno delle proprie idee egli si ricollega a René Le Senne che interpreta il dolore come "contraddizione", un'incrinatura non insuperabile e che anzi deve essere superata. Pagine interessanti sono dedicate allo stretto legame che unisce conoscenza e sofferenza, la cui "fitta" altro non è che il "pungolo" dell'intelletto. A confermare il carattere "intellettivo" del dolore è il "dialogo" che intrecciamo con esso. Più conosciamo, dunque, più soffriamo.
10,00 9,50

Alcune osservazioni sul pensiero di Leopardi

Alcune osservazioni sul pensiero di Leopardi

Sebastiano Timpanaro

Libro: Libro in brossura

editore: Solfanelli

anno edizione: 2015

pagine: 88

Il presente lavoro di Sebastiano Timpanaro, che si avvale nelle sue argomentazioni della svolta critica segnata dagli studi di Walter Binni e di Cesare Luporini, è una serrata indagine, filologica e filosofica insieme, che porta in primo piano la sostanza concettuale dell'opera di Leopardi, il quale fece della poesia un passaggio testimoniale per la definizione del suo pensiero. La particolarità della posizione leopardiana, ancorata a una tradizione classicistico-illuministica, risiede nella rappresentazione del rapporto uomo-natura che esclude ogni metafisica consolatoria. Il critico, tenace avversario della linea idealista ottocentesca e poi crociana, vede nell'umana infelicità di cui ragiona il Leopardi materialista non già un romantico mal du siècle, né un'angoscia esistenziale, ma un'afflizione soprattutto fisica che egli converte in strenua strategia conoscitiva.
9,00

L'artificio contro la natura nel mondo di Baudelaire

Francesco Orlando

Libro: Libro in brossura

editore: Solfanelli

anno edizione: 2014

pagine: 104

Il presente saggio di Francesco Orlando, riproposto in forma autonoma, è un contributo per comprendere il poeta delle "Fleurs du Mal". Secondo il critico è la psicoanalisi a fornire gli strumenti per interpretare e comporre il sistema di "costanti" in cui è scomposto il testo, sistema che viene messo in rapporto con la realtà storica successiva al 1848. La sfida del critico consiste nel pensare che alcuni elementi ricorrenti contengano il senso del tutto. Il saggio, diviso in sezioni, affronta alcune costanti quali il satanismo, il culto della luce occidua, il "vegetale irregolare", il maquillage e l'esotismo. L'autore muove dall'opposizione fra artificio e natura che viene ricondotta a un dato d'ordine biografico: il "trauma infantile" del poeta letto in polemica con Sartre. Scritte nella seconda metà degli anni Sessanta, queste penetranti pagine su Baudelaire costituiscono anche un significativo esperimento di metodo. Nel momento in cui in Italia il crocianesimo è al tramonto e lo strutturalismo alle porte, Orlando cerca una propria via personale, gettando le basi della sua futura teoria della letteratura.
10,00 9,50

Manualetto di filosofia contemplativa

Ran Lahav

Libro: Libro in brossura

editore: Solfanelli

anno edizione: 2014

pagine: 96

Il "Manualetto di filosofia contemplativa" di Ran Lahav, che viene qui pubblicato per la prima volta in italiano a cura di Silvia Peronaci, è il copione originario di un intenso laboratorio di vita filosofica tenutosi nel 2005 in Spagna, dove l'autore organizzò, come si legge nella Premessa alla presente edizione, il Primo Ritiro Internazionale di filosofia contemplativa. Se meditare in occidente è pratica ormai sfruttata per tenere in corsa quei clienti che la modernità mette a dura prova, prevenire lo stress stando alla finestra sembra però una proposta troppo comoda. Contemplare, tradizionalmente, rimanda all'idea dello spettatore disinteressato. Nella filosofia contemplativa di Ran Lahav, invece, volta a elevare il senso della nostra esistenza ordinaria, significa l'esatto contrario. Questo Manualetto, quasi un biglietto con le istruzioni scritte a penna per la casa che l'amico ci ha prestato, contiene quelle rare chiavi levigate che aprono bene. Pochi istanti e capiamo, con gradita meraviglia, che l'interno silenzioso dove siamo entrati non è una casa altrui ma il luogo da sempre ricercato, quello di cui siamo protagonisti indiscussi - la nostra stessa vita.
9,00 8,55

La difesa della poesia

Percy Bysshe Shelley

Libro: Libro in brossura

editore: Solfanelli

anno edizione: 2014

pagine: 88

"La Difesa della Poesia", scritta da Shelley nel 1821, un anno prima della prematura scomparsa, rappresenta il suo testamento spirituale. Il poeta vi confuta la tesi dello scrittore Thomas Love Peacock, che aveva profetizzato il declino dell'arte sotto l'incalzare della scienza, sostenendo la superiorità della poesia, vista come qualcosa di divino, su tutte le altre forme di conoscenza. Sviluppando il saggio alla maniera di Bacone, egli porta gradualmente sotto gli occhi del lettore i vari aspetti del tema affrontato. Accanto alle valutazioni delle varie epoche storiche in cui la poesia ha trovato forma, troviamo intuizioni sulla natura del linguaggio, esplorazioni degli effetti sociali dell'esercizio poetico e, soprattutto, un intensa profusione d'immagini liriche. La mancanza della poesia nella vita umana crea un vuoto incolmabile; per questo Shelley ne reclama l'esistenza nei secoli deplorando il divario fra l'etica mercantile ottocentesca e l'esercizio disinteressato dell'immaginazione, che per lui è l'"organo" della natura morale dell'uomo.
8,00 7,60

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