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Vita e Pensiero: Contributi di archeologia

Palazzo Pignano. Dal complesso tardoantico al «Districtus» dell'«Insula fulkerii»

Palazzo Pignano. Dal complesso tardoantico al «Districtus» dell'«Insula fulkerii»

Marilena Casirani

Libro: Copertina morbida

editore: Vita e Pensiero

anno edizione: 2015

pagine: 184

Il volume propone per la prima volta l'edizione completa della ricca documentazione storico-archeologica relativa al complesso tardoantico di Palazzo Pignano (CR), edificato intorno alla metà del IV secolo d.C. sui resti di un più antico edificio probabilmente di II secolo d.C. Situato nella porzione meridionale dell'ager bergomensis, in posizione baricentrica rispetto a città di antica fondazione quali Milano, Bergamo, Brescia, Cremona e Laus Pompeia, in un territorio fertile e ricco di acque, il complesso, formato da una lussuosa villa a padiglioni e da un edificio absidato a pianta centrale (la c.d. 'Rotonda'), si estendeva su una superficie di almeno 6 ettari. Non oltre la metà del V secolo esso fu ristrutturato nelle funzioni e nell'apparato decorativo e la 'Rotonda' venne dotata di fonte battesimale e di banco presbiteriale con seggio distinto. La natura del complesso e la qualità degli elementi decorativi, pur nella loro frammentarietà, indicano l'elevatissima condizione sociale dei committenti, da inserire nel novero di influenti possessores cristiani. In età longobarda la villa, in parziale degrado, fu trasformata - con l'integrazione di strutture in materiale deperibile - in un nuovo complesso residenziale presso il quale si rinvenne un anello sigillare in oro di VII secolo con il nome ARICHIS. La 'Rotonda', con il titolo di pieve di S. Martino, proseguì la propria vita fino all'XI secolo quando, insieme alla sua curtis, risulta dipendente dal vescovo di Piacenza.
30,00

De campanis fundendis. La produzione di campane nel Medioevo tra fonti scritte ed evidenze archeologiche

De campanis fundendis. La produzione di campane nel Medioevo tra fonti scritte ed evidenze archeologiche

Elisabetta Neri

Libro

editore: Vita e Pensiero

anno edizione: 2005

pagine: XII-252

L'arte di fondere le campane, ancora oggi tramandata di padre in figlio e custodita da poche famiglie, ha origini antiche. La ricerca dell'autrice intende recuperare la memoria di questa tradizione nei suoi aspetti tecnici e socio-antropologici, grazie ai nuovi dati forniti dall'archeologia. La rilettura dei trattati medievali e postmedievali e il riesame dei resti archeologici delle officine per la fusione di campane guidano a scoprire due tradizioni operative fissate nella scrittura a distanza di tempo ma praticate fin dall'altomedioevo, riconducibili probabilmente al diverso background etnogeografico e culturale in cui queste nascono e si sviluppano.
30,00

Ricerche archeologiche nei cortili dell'Università Cattolica. La necropoli tardoantica

Ricerche archeologiche nei cortili dell'Università Cattolica. La necropoli tardoantica

Libro

editore: Vita e Pensiero

anno edizione: 2001

pagine: XVI-258

La sede centrale dell'Università Cattolica, posta nell'antico complesso monastico cistercense di S. Ambrogio, è stata interessata dal 1986 al 1998 da una serie di campagne di scavo archeologico collegate ai lavori di ampliamento edilizio dell'Ateneo; una superficie assai ampia (mq 3.500) è stata accuratamente indagata e ha restituito una grande quantità di materiali e dati utili alla ricostruzione della storia di Milano negli ultimi duemila anni. L'area si colloca nell'ambito del suburbio sudoccidentale della città romana, che conosce in epoca medio e tardoimperiale una frequentazione prevalentemente funeraria e che nel IV secolo vede sorgere le prime basiliche cimiteriali cristiane dedicate al culto dei martiri locali. Il volume affronta lo studio di un consistente nucleo di sepolture (circa 600), databili tra il III e il V secolo, che offre un campione estremamente significativo della popolazione milanese di quel periodo, delle pratiche e dei rituali funerari utilizzati, degli oggetti preziosi e di uso comune circolanti. Con un approccio pluridisciplinare, archeologi, epigrafisti, numismatici, ma anche antropologi, paleopatologi, paleobotanici, discutono i dati restituiti dai depositi stratigrafici alla luce delle prospettive loro peculiari e concorrono alla ricostruzione di un quadro sfaccettato e sinora inedito.
50,00

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