CEDAM: Problemi attuali della giustizia penale
La riforma di Eurojust e i nuovi scenari in materia di cooperazione giudiziaria
Luigi Palmieri
Libro: Libro in brossura
editore: CEDAM
anno edizione: 2019
Il sistema delle misure cautelari nel mandato d'arresto europeo
Guido Colaiacovo
Libro: Libro in brossura
editore: CEDAM
anno edizione: 2019
pagine: 956
L'introduzione del mandato d'arresto europeo nel sistema della cooperazione giudiziaria dell'Unione Europea ha consentito di superare il modello estradizionale attraverso l'adozione di un meccanismo finalizzato a conferire efficacia e rapidità alle procedure di consegna tra Stati membri. Anche in questa nuova dimensione, il tema della tutela della libertà personale è centrale, cosicché meritano certamente di essere oggetto di indagine scientifica le regole che governano l'applicazione di misure cautelari nei confronti della persona richiesta in consegna. Il lavoro si propone di analizzare questo particolare aspetto dell'istituto seguendo tre passaggi fondamentali.
Le intercettazioni e i controlli preventivi. Riflessi sul procedimento probatorio
Wanda Nocerino
Libro: Libro in brossura
editore: CEDAM
anno edizione: 2019
pagine: 618
Le intercettazioni e i controlli preventivi sulle comunicazioni rappresentano uno degli istituti più ermetici nel panorama giuridico attuale. Sono strumenti magmatici e multiformi, i cui connotati essenziali vengono di volta in volta tratteggiati dalla prassi investigativa che illumina le "zone grigie" lasciate da una lacunosa disciplina normativa e dall'assenza di interventi "chiarificatori" della dottrina e della giurisprudenza. Consistono in operazioni di natura tecnica eseguite dalle Forze di polizie e dai Servizi di intelligence al fine di raccogliere informazioni utili per la prevenzione di gravi reati e non per l'acquisizione di elementi funzionali all'accertamento della responsabilità per singoli fatti delittuosi.
La motivazione della decisione dibattimentale di primo grado
Angelo Zampaglione
Libro: Libro in brossura
editore: CEDAM
anno edizione: 2018
pagine: 525
Il presente lavoro offre una disamina della motivazione della decisione dibattimentale di primo grado, soprattutto alla luce dell'intervento normativo con il quale è stato implementato il contenuto della lettera e) dell'art. 546 c.p.p. La legge n. 103 del 2017, meglio nota come riforma Orlando, infatti, al fine di evitare motivazioni contorte, logicamente discontinue e inutilmente prolisse, ha individuato un "nuovo modello" di motivazione che impone all'organo giudicante una puntuale e scandita illustrazione dei punti affrontati in sentenza. L'apparato argomentativo, in forza del principio di completezza, oltre a documentare lo sviluppo logico che ha portato alla decisione, deve principalmente dare una risposta alle deduzioni prospettate dalle parti nel corso del giudizio. Uno schema questo che costituisce il portato del metodo accusatorio al quale si ispira il sistema, soprattutto se si considera che nel processo penale le parti dialogano tra loro attraverso la produzione dei mezzi probatori con i quali sostengono le proprie ragioni.
Dai decreti attuativi alla legge «Orlando» alle novelle di fine legislatura
Libro: Libro in brossura
editore: CEDAM
anno edizione: 2018
pagine: 544
In prossimità del suo traguardo naturale, la XVII Legislatura ha portato a compimento alcuni importanti interventi di riforma del sistema penale, sia sostanziale, che processuale. È ben difficile ravvisare nel prodotto normativo finale l’espressione di un progetto unitario, trattandosi di un potpourri di contenuti eterogenei. Non si può negare, tuttavia, l’importanza complessiva dell’impatto riformatore. Sul piano sostanziale, accanto a innovazioni, forse pretenziose - come il tentativo di restaurare, attraverso la riserva di codice, un modello di normazione disarcionato dall'entropia imperante - spiccano l’introduzione di nuove figure di reato (come quella della tortura, lungamente reclamata), il potenziamento delle misure di prevenzione antimafia e, nella direzione deflattiva, la sinergia tra l’estensione della procedibilità a querela e l’estinzione per condotte riparatorie. Non meno incisive sono le riforme processuali, che spaziano dalle intercettazioni alle impugnazioni, dalla cooperazione giudiziaria all'ordine europeo di indagine penale. Molte altre ancora sono le novità, di dettaglio o meno, che per via del numero non possono adesso ricordarsi. Quale che sia il giudizio (difficilmente esso potrà essere unitario), si tratta di innovazioni complesse, che impongono all'operatore un onere di aggiornamento ineludibile e impegnativo. Temi affrontati nel volume: riserva di codice; modifica della procedibilità; intercettazioni; impugnazioni; condotte riparatorie; tortura; crimini domestici; misure di prevenzione; cooperazione giudiziaria; ordine europeo di indagine; testimoni di giustizia.
La rifusione delle spese legali sostenute dall'assolto. Un problema aperto
Lucia Parlato
Libro
editore: CEDAM
anno edizione: 2018
A prescindere dai suoi esiti, il processo penale può generare per chi ne è il protagonista una serie di conseguenze pregiudizievoli. Le dinamiche che esso sottende originano, in certi casi, un sacrificio capace persino di snaturare le funzioni dell'accertamento, trasformandolo da strumento per l'applicazione della sanzione in elemento, esso stesso, afflittivo. Nel quadro dei "danni da attività giudiziaria" – riconducibili al noto paradigma del "processo come pena" – si inscrivono le spese sostenute dall'accusato per la propria difesa tecnica. Rese più onerose dalla durata e dalla struttura del rito penale, tali spese rimangono a carico della persona sottoposta al procedimento, anche qualora risulti innocente. Possono essere coperte, in alcune ipotesi, dagli "antagonisti" privati dell'assolto, senza che tuttavia in favore di quest'ultimo sia contemplato un intervento pubblico in chiave "riparatoria". Ne deriva una contraddizione che non può essere risolta sul piano del patrocinio a spese dello Stato, necessariamente riferito a un ambito circoscritto. Andrebbe, invece, affrontata alla luce di diversi canoni costituzionali, tra i quali spicca il principio di solidarietà. Il peso economico del processo, per molti versi inevitabile, in caso di proscioglimento dovrebbe, infatti, essere distribuito anche parzialmente sulla collettività. Una lacuna del nostro ordinamento, evidenziata negli ultimi anni da un crescente dibattito, può essere colmata traendo spunto dalle scelte normative adottate in vari Paesi, dove sono regolati strumenti di rifusione delle spese ad opera dello Stato. Il confronto con la disciplina di altri sistemi processuali, in particolare quelli tedesco e austriaco, si rivela prezioso per assumere maggiore consapevolezza del problema e prospettarne de iure condendo possibili soluzioni.
Diritto e procedura penale degli enti negli USA
Gaetano Galluccio Mezio
Libro
editore: CEDAM
anno edizione: 2018
pagine: XIV-331
L’introduzione della responsabilità da reato delle imprese organizzate in forma societaria appare il fattore di più incisiva innovazione dei sistemi penali contemporanei. Dalla prospettiva dell’ordinamento italiano, il profilo di maggiore risalto di questo processo evolutivo va individuato nella responsabilità dipendente da reato prevista dal D. Lgs. 8 giugno 2001, n. 231, la cui introduzione costituisce non soltanto una rivoluzione del tradizionale modo di concepire la funzione stessa del diritto penale ma, altresì, una vera e propria sfida per lo studioso del diritto processuale. Muovendosi in un orizzonte di tale ampiezza, il lavoro propone uno studio sul processo penale contro gli enti nell’ordinamento statunitense, con l’obiettivo di guidare il lettore alla scoperta di un’esperienza giuridica più consolidata nel settore della responsabilità ex delicto delle persone giuridiche e del procedimento de societate, nella consapevolezza che, in un mondo sempre più integrato, nulla di quel che accade oltreoceano, a maggior ragione nel settore della procedura penale d’impresa, può dirsi ininfluente nel disegnare gli assetti futuri del diritto e della cultura europei.
Convincimento giudiziale e ragionevole dubbio
Gaspare Dalia
Libro: Libro in brossura
editore: CEDAM
anno edizione: 2018
Ad oltre dieci anni dalla introduzione nel nostro ordinamento, la clausola dell'"oltre ogni ragionevole dubbio" continua a porre delicati problemi ermeneutici con i quali il giurista e l'operatore del diritto sono chiamati a confrontarsi, anche alla luce di una prassi interpretativa che persevera nel voler quantificare, secondo criteri matematici o addirittura probabilistici, il criterio di giudizio inserito nell'art.533 c.p.p. Muovendo dalle origini storiche e culturali di una "formula" che, nel delicato equilibrio tra autorità e libertà, assume chiara matrice garantista, gli esiti della ricerca inducono a sostenere che soltanto la massima valorizzare della regola assicura un'autentica protezione della presunzione d'innocenza. E per tale motivo, la clausola dovrebbe operare in ogni momento del procedimento in cui il giudice è chiamato ad esprimere un giudizio sull'imputazione, al fine di restituire alla giurisdizione – se ben dosata – il suo valore di effettiva garanzia.
Il contraddittorio dopo il giudicato
Francesco Trapella
Libro: Libro in brossura
editore: CEDAM
anno edizione: 2018
pagine: 529
Obiettivo dell'indagine è comprendere quali spazi l'ordinamento assicuri alla dialettica inter partes nei frangenti successivi al giudicato. Tradizionalmente associato al processo di cognizione, quello dell'audiatur et altera pars va, invece, concepito quale principio ispiratore (anche) dei giudizi sull'impugnazione straordinaria, di esecuzione e di sorveglianza: tema centrale è, quindi, il giudicato, inteso come attributo di una pronuncia da sovvertire - per il gravame non ordinario - o come punto di partenza, necessario ad applicare una pena rispettosa dei principi costituzionali. Ogni prassi che tradisca un assunto siffatto riduce il dialogo attorno al giudicato ad un semplice simulacro di contraddittorio, con successivo svilimento delle prerogative dell'interessato e dei caratteri più autentici del momento applicativo della sentenza penale. Il taglio prescelto si propone di esaminare le previsioni di codice che regolano il coinvolgimento dell'interessato nel dialogo sulle quaestiones post rem iudicatam, comprendendone i limiti effettivi e gli altri, derivanti da prassi giurisprudenziali che deviano gli effetti di un testo normativo non sempre chiaro e talora foriero di esegesi problematiche.
Principio di proporzionalità e misure cautelari
Giuseppe Tabasco
Libro: Libro in brossura
editore: CEDAM
anno edizione: 2017
Il principio di proporzionalità integra un principio di teoria generale, che impone che ogni misura adottata dai poteri pubblici sia proporzionata, ossia idonea al perseguimento dei risultati conseguiti, garantendo un adeguato bilanciamento di valori, di guisa che le libertà, i diritti e gli interessi di privati siano incisi nella misura minima possibile. Nel campo del diritto viene applicato in quasi tutti i settori, trovando, tuttavia, il suo campo di elezione nel diritto pubblico. Nel sistema delle cautele disciplinato nel codice di rito penale il legislatore precisa che la misura da applicare al singolo soggetto deve essere correlata all'entità del fatto per cui si procede ed alla sanzione che è stata o si ritiene possa essere irrogata. Nell'esercizio del potere cautelare, personale o reale, rappresenta, pertanto, per l'autorità giudiziaria, un ineludibile canone ermeneutico affinché vi sia sempre la necessaria corrispondenza tra le ragioni cautelari del caso concreto e la misura adottata, onde evitare o ingiustificate restrizioni della libertà personale dell'imputato, o, al contrario, l'applicazione macroscopicamente sproporzionata ed inadeguata alle esigenze di cautela, di guisa che la sua connotazione principale può trasfondersi nella identificazione con un giudizio di valore sul merito cautelare. Il volume affronta le delicate problematiche afferenti alla formulazione del giudizio di proporzionalità cautelare ed alle conseguenze processuali della sua inosservanza.
La cooperazione investigativa in ambito europeo
Giovanni Barrocu
Libro: Libro in brossura
editore: CEDAM
anno edizione: 2017
Il tema della cooperazione investigativa all'interno dello spazio giudiziario europeo è un argomento la cui rilevanza e attualità derivano dal notevole aumento delle esigenze collaborative riconnesse ai fenomeni criminali trasnazionali. I recenti interventi normativi europei e nazionali, che hanno modificato il quadro esistente sia con riferimento ai "soggetti" sia per quanto attiene agli "strumenti" investigativi, rendono necessaria un'analisi rivolta ad approfondire le competenze attribuite agli organismi europei, l'impatto delle nuove modalità di indagine con le regole processuali interne, nonché sino a che punto gli Stati membri abbiano realmente rinunciato a porzioni della propria sovranità, nella prospettiva del riconoscimento reciproco e dell'attribuzione di reali funzioni a Eurojust ed Europol.
Accertamenti medici coattivi legalità e proporzionalità nel regime della prova
Carlo Bonzano
Libro: Libro in brossura
editore: CEDAM
anno edizione: 2017
Il tema degli accertamenti coattivi sulla persona continua a restare privo di una disciplina organica ed esaustiva, tant'è che perdurano preoccupanti incertezze persino in ordine alle operazioni legittimamente praticabili (ivi compreso il prelievo ematico): a fronte delle recenti modifiche aventi ad oggetto le attività da compiersi in caso di omicidio stradale e lesioni stradali, le divaricazioni esegetiche finiscono per tradursi nelle disomogenee indicazioni operative fornite al riguardo dalle circolari delle Procure. In attesa di un intervento legislativo autenticamente calibrato sulla rilevanza dei valori in gioco, l'interprete resta obbligato al rispetto dei princìpi cardine dell'ordinamento, potendosi giovare delle indicazioni offerte in tal senso dalla Consulta e dalla Corte europea. Ad agevolare il tentativo di un riordino sistematico (rispondente anche alle sollecitazioni indotte dalla nuova disciplina sull'ordine europeo di indagine) contribuisce il canone della proporzionalità: colto nell'imprescindibile dimensione della legalità, esso appare idoneo tanto a valorizzare il necessario rapporto tra autorità giudiziaria, medico e "paziente" nella individuazione dell'atto da compiere e delle relative modalità esecutive, quanto a definire l'intimo legame funzionale tra la cosiddetta diagnostica strumentale (cui vanno ricondotti pure i prelievi di materiale biologico) e la categoria "tipica" degli accertamenti medici. Dal microsistema di riferimento, ovviamente, resta esclusa ogni surrettizia elusione delle garanzie comunque poste dal legislatore a tutela dell'individuo.

