D'Amico Editore: Aletheia-svelamento
Scritti sul «romanzo storico» di Pietro Colletta
Pasquale Borrelli, Francesco Pignatelli di Strongoli
Libro
editore: D'Amico Editore
anno edizione: 2022
Pasquale Borrelli (1782-1849), politico liberale ed intellettuale controcorrente, raccolse in un libretto mordace fin dall’ironico titolo — Sul romanzo storico di Colletta — una serie di errori presenti nella Storia del Reame di Napoli di Pietro Colletta. Lo stesso fece il Principe di Strongoli, Francesco Pignatelli (1775-1853), generale che aderì alla Repubblica del 1799 e poi servì sotto Murat. Riproduciamo questo rarissimo scritto assieme ai tre Discorsi critici redatti sullo stesso argomento. Queste due testimonianze di autori non certo tacciabili di simpatie “reazionarie” servono a comprendere l’uso della storiografia falsificata come arma di propaganda.
Francesco II e la Sicilia. La guerra del 1860 nei documenti della monarchia borbonica
Libro
editore: D'Amico Editore
anno edizione: 2021
Nell'estate del 1860 la rivoluzione nazionale italiana sbarcò in Sicilia. Già bella primavera, i liberali e gli unitari isolani avevano dato il via, con il moto della Gancia, a una sequenza ininterrotta di rivolte e insurrezioni che misero in discussione, come era già stato nel 1820 e nel 1848, la legittimità della monarchia borbonica. Gli apparati dello Stato si mobilitarono, provando a contrastare la rivoluzione attraverso tutti i mezzi, gli uomini e le risorse disponibili. Per i borbonici, fu la guerra per l'indipendenza, in conflitto da cui sarebbe dipesa la sopravvivenza delle Due Sicilie e che oppose Francesco II, l'alterego, gli ufficiali, i militari e gli amministratori borbonici agli storici detrattori della monarchia.
Michele 'o Pazzo lazzaro e giacobino. Perché è fallita la Rivoluzione napoletana del 1799
Domenico Scafoglio
Libro
editore: D'Amico Editore
anno edizione: 2020
La storia di Michele Marino, un capo lazzaro passato al giacobinismo e di solito trascurato dalla storiografia, viene restituita in questo libro alla memoria della Rivoluzione napoletana, e con lui viene individuato il ruolo delle classi popolari nell'esperienza repubblicana, aprendo la possibilità di una lettura del tutto inedita dell'intera tragedia del Novantanove.
Nymph of Immortal Beauty! Napoli in testimonianze poetiche inglesi e americane del XIX secolo
Libro
editore: D'Amico Editore
anno edizione: 2019
Avvenimenti di Napoli del 15 maggio del 1848. Cause, giornata in se stessa, conseguenze
Gennaro Marulli
Libro: Libro in brossura
editore: D'Amico Editore
anno edizione: 2018
«Al disinganno dei traviati Concittadini l’autore, amico della Patria, questi ragguagli consagra». Il 15 maggio del 1848 è nell’immaginario comune una giornata assurta quasi a mito: da un lato gli scrittori filorivoluzionari ne hanno fatto un punto di volta del tentativo di “modernizzazione”, dall’altro anche gli autori “reazionari” o “conservatori” ne hanno subito il fascino. Di grande importanza è dunque il resoconto analitico dell’allora capitano dei Cacciatori della Guardia conte Gennaro Marnili, che descrive gli eventi napoletani di quella giornata attraverso un freddo resoconto militare: dall’alba al tramonto ogni singolo scontro viene descritto quasi chirurgicamente, con la massima obbiettività possibile. Prima e dopo la distaccata narrazione, però, l’autore ne indaga le cause e cerca di delincarne le conseguenze.
Klitsche de la Grange. Un colonnello prussiano contro la rivoluzione italiana
Fernando Riccardi
Libro
editore: D'Amico Editore
anno edizione: 2017
Un ufficiale prussiano, Teodoro Federico Klitsche de la Grange, che aveva combattuto contro Napoleone a Waterloo, decide di mettere la sua sciabola al servizio del papa e poi del re delle Due Sicilie per combattere i fautori della “rivoluzione italiana”. Diventato “suddito napolitano” de la Grange sposa con entusiastico ardore la causa borbonica e si distingue sia nel delicato incarico di agente segreto che nelle incombenze propriamente militari. Nell’ottobre del 1860, radunato un corpo di volontari, si inoltra nel territorio abruzzese e, dopo aver sconfitto i garibaldini a Civitella Roveto, giunge a minacciare molto da vicino L’Aquila. Ma la sconfitta di Scotti Douglas al Macerane (20 ottobre) io costringe a retrocedere ed a ritornare sui suoi passi. “Il di 6 Novembre entrai anche io nello Stato Pontificio. Fui l’ultimo a lasciare il Regno”: così commenta amaramente il colonnello nel suo “ragguaglio” sulla spedizione militare in terra d’Abruzzo. Ed è anche l’ultimo ad arrendersi dopo aver constatato che tutto era perduto e che quel Regno per il quale tanto aveva lottato era stato ormai ghermito dai “rivoluzionari dell’altra Italia”, da quelli del “paese al di là dei fiumi Uri e Tronto”.
Pozzuoli 1860-1863. Storie e controstorie del Risorgimento nei Campi Flegrei
Maurizio Erto
Libro: Libro in brossura
editore: D'Amico Editore
anno edizione: 2017
Come si presentava nel 1860 la città di Pozzuoli, capoluogo di uno dei più importanti distretti della provincia di Napoli? Come reagirono i puteolani al crollo del Regno borbonico? Quale fu il clima politico nei comuni flegrei durante l’invasione piemontese e nei primi anni dell’Unità? Basandosi su documenti d’archivio in gran parte inediti, il saggio di Maurizio Erto tenta di rispondere a questi interrogativi attraverso l’analisi di alcuni aspetti e momenti salienti della storia risorgimentale flegrea: l’assedio garibaldino del Castello di Baia; la manipolazione dei risultati del plebiscito; le reazioni legittimiste e gli episodi di brigantaggio a Ischia, Procida, Pozzuoli, Soccavo e Pianura; la situazione carceraria nel bagno penale di Nisida; le vicende dei soldati garibaldini e borbonici originari dei Campi Flegrei; la posizione antiunitaria assunta dal clero locale.
L'Europa e la «questione napoletana 1861-1870». In appendice il discorso di Lord Lennox alla Camera dei Comuni dell'8 maggio 1863
Eugenio Di Rienzo
Libro
editore: D'Amico Editore
anno edizione: 2016
L’azione diplomatica costituì, subito dopo la nascita del Regno d’Italia (17 marzo 1861), il principale campo di lavoro del governo in esilio di Francesco II. Principale attore di questa strategia sarà Pietro Calà Ulloa, capo dell’esecutivo e leader della corrente costituzionalista, liberale, federalista, sostenuta da Francesco II, che si opponeva a quella conservatrice dei «legittimisti puri» capitanata dall’ex ministro delle Finanze Salvatore Murena e dalla regina madre Maria Teresa. Il Primo ministro si dimostrò convinto fautore della necessità di spostare il tema della «Nazione napoletana» dallo scenario italiano a quello europeo, per porlo al centro del dibattito politico internazionale. Calà Ulloa era, infatti, convinto che la funzione militare del “brigantaggio”, insufficiente in mezzi, coordinamento politico e strategico, doveva subordinarsi obbligatoriamente a quella sviluppata dalla diplomazia. La guerriglia contro le forze di occupazione discese da settentrione doveva avere come principale obiettivo quello di mostrare alle Potenze europee l’incapacità del governo di Torino a mantenere il controllo delle province meridionali, se non a patto di utilizzare contro i suoi abitanti un insopportabile regime poliziesco e una spietata repressione.

