Donzelli: Virgola
Storia dell'emigrazione italiana. Volume Vol. 1
Libro: Libro in brossura
editore: Donzelli
anno edizione: 2017
pagine: XV-703
L'emigrazione italiana nel mondo ha rappresentato uno dei tratti più peculiari dell'intera storia dell'Italia contemporanea. Il fenomeno migratorio non ha inciso solo sull'economia italiana, ma sulla costruzione stessa della cultura e dell'identità del paese. L'intento di quest'opera, commissionata dal Comitato nazionale di celebrazione "Italia nel mondo", è quello di sintetizzare l'intera vicenda della nostra emigrazione all'estero.
Storia dell'emigrazione italiana. Volume Vol. 2
Libro: Libro in brossura
editore: Donzelli
anno edizione: 2017
pagine: XVI-864
L'emigrazione italiana nel mondo ha rappresentato uno dei tratti più peculiari dell'intera storia dell'Italia contemporanea. Il fenomeno migratorio non ha inciso solo sull'economia italiana, ma sulla costruzione stessa della cultura e dell'identità del paese. L'intento di quest'opera, commissionata dal Comitato nazionale di celebrazione "Italia nel mondo", è quello di sintetizzare l'intera vicenda della nostra emigrazione all'estero.
Grande guerra e Novecento
Angelo Ventrone
Libro: Libro in brossura
editore: Donzelli
anno edizione: 2015
pagine: X-276
Per l'inedita combinazione tra guerra e tecnica, la prima guerra mondiale rappresenta una vera e propria svolta epocale nel XX secolo: nel volgere di pochi anni, un numero impressionante di straordinarie invenzioni modifica radicalmente non solo lo stile di vita e i comportamenti collettivi, ma anche la concezione e la pratica stessa della guerra. Nella Grande guerra si uccide da lontano. Per questo, se diventa sempre più normale veder morire le persone, è nello stesso tempo sempre più difficile vederle nel momento in cui le si uccide. È in questo contesto che muta anche la vita al fronte, caratterizzata dall'angoscia dell'assalto alle trincee nemiche protette da muri di filo spinato e mitragliatrici, dai bombardamenti incessanti e da una disciplina militare spietata. Alla solidarietà tra soldati e ufficiali, si affianca e si contrappone così il dramma degli ammutinamenti e dell'autolesionismo. Ma non c'è soltanto la prima linea. Ci sono anche le retrovie, c'è il "fronte interno". E ci sono tutti coloro che sono stati rapidamente "dimenticati" dalla storia: i civili delle zone di frontiera, i prigionieri di guerra nei campi di internamento, i soldati mutilati o sfigurati nel corso dei combattimenti.
Il senso dei luoghi. Memoria e storia dei paesi abbandonati
Vito Teti
Libro: Libro in brossura
editore: Donzelli
anno edizione: 2014
pagine: XIV-593
Contro ogni apparenza, i luoghi abbandonati non muoiono mai. Si solidificano nella dimensione della memoria di coloro che vi abitavano, fino a costituire un irriducibile elemento di identità. Vivono di una loro fisicità, di una loro corposa e materiale consistenza. Si alimentano di uno spessore doppio e riflesso. Pretendono non la fissità, ma al contrario il movimento, il percorso fisico e mentale di una loro continua riconquista. In questo libro, scritto con la sapienza fine e distillata dell'antropologo, con la tenacia del testimone e con la passione dello scrittore, Vito Teti porta ad evidenza e ricompone per intero tutti i suoi percorsi di vita. L'oggetto - ma sarebbe più proprio dire "il soggetto" - sono i paesi abbandonati di Calabria, ripercorsi col passo lento e misurato della riappropriazione in ogni loro più densa e nascosta sfumatura: case capanne e grotte, alberi sabbie e pietre, acqua nuvole e vento. Ma si sbaglierebbe a chiudere questo libro entro una dimensione angustamente geografica. I paesi abbandonati, osserva Predrag Matvejevic´ nella presentazione del volume, "sono un luogo assai più vasto della regione a cui questo libro è dedicato. Sono il luogo di una poetica". Presentazione di Predrag Matvejevic.
Il miracolo scippato. Le quattro occasioni sprecate della scienza italiana negli anni Sessanta
Marco Pivato
Libro: Libro in brossura
editore: Donzelli
anno edizione: 2010
pagine: 208
Agli inizi degli anni sessanta, l'Italia vantava alcuni poli di eccellenza scientifico-tecnologici che il mondo le invidiava in quattro settori strategici: informatico, petrolifero, nucleare, medico. Oggi, in pieno terzo millennio, è il fanalino di coda tra i paesi più sviluppati proprio per scarsità d'innovazione e ricerca. Perché? Un libro-inchiesta ricostruisce la storia di quattro casi emblematici del modello di sviluppo avviato e smantellato in quegli anni a tempo di record, evidenziando il filo rosso che li lega e che spiega perché ciascuna di quelle esperienze è fallita. Il caso Olivetti, il caso Mattei, il caso Ippolito e il caso Marotta, vale a dire nascita e morte della rivoluzione informatica che ha portato alla progettazione del primo pc e dei primi microprocessori del mondo; inizio e fine dell'autonomia energetica del paese, oltre che della competizione col monopolio angloamericano del petrolio; soppressione del Cnen, che ci aveva portato al terzo posto per produzione di energia elettrica di origine nucleare; decapitazione dell'Istituto superiore di sanità, che fece dell'Italia uno dei primi tre produttori di penicillina grazie anche all'invenzione del microscopio elettronico. Quattro incubatrici di un modello di sviluppo economico e sociale basato sulla ricerca scientifica, gettate alle ortiche tra le faide politiche interne e le pressioni e i sabotaggi internazionali in piena guerra fredda.
Il genio femminile: Hannah Arendt-Melanie Klein-Colette
Julia Kristeva
Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio
editore: Donzelli
anno edizione: 2010
pagine: 1050
Il cofanetto raccoglie i volumi della trilogia dedicata al genio femminile di una delle scrittrici più significative della nostra epoca. Nella Introduzione al primo volume, così Kristeva riassume il senso della sua ricerca: "Riconoscere il contributo di alcune donne straordinarie che, attraverso la loro vita e le loro opere, hanno segnato la storia dell'ultimo secolo, è un appello all'individualità di ciascuna. Naturalmente, le tre donne di cui mi occuperò in questa trilogia non sono le uniche ad aver lasciato il segno. È per affinità personale che ho letto, amato e scelto Hannah Arendt (1906-1975), Melanie Klein (1882-1960) e Colette (1873-1954). Queste tre esperienze, queste tre opere della verità rivelatrice si sono prodotte nel bel mezzo del secolo XX e insieme ai suoi margini. La vita, la follia, le parole: queste donne se ne sono fatte esploratrici lucide e appassionate, illuminando per noi di una luce singolare i rischi e le opportunità maggiori della nostra epoca. Quei geni atipici sono dovuti alla femminilità, del resto assai diversa, di queste tre persone? La domanda è legittima, e il titolo di quest'opera lo lascia intendere. Una musica fatta di particolarità, di dissonanze, di contrappunti. Sarà forse quello, il genio femminile. Se esiste".
Storia della bellezza. Il corpo e l'arte di abbellirsi dal Rinascimento a oggi
Georges Vigarello
Libro: Libro in brossura
editore: Donzelli
anno edizione: 2007
pagine: VIII-286
I canoni della bellezza variano di epoca in epoca e la storia della loro metamorfosi è anche lo specchio delle trasformazioni delle società nel corso dei secoli. In questo libro, Georges Vigarello accompagna il lettore attraverso una minuziosa inchiesta sul concetto di bello dal Rinascimento ai giorni nostri. Come si è passati da un ideale di bellezza assoluta, quasi religiosa, alla democratizzazione della bellezza, diritto inalienabile dell'uomo nel mondo industriale? Al centro del percorso di Vigarello vi è l'estetica del corpo, l'arte di abbellirlo e la sua evoluzione nel tempo. Una storia avvincente, che racconta l'emancipazione del corpo dalle antiche costrizioni e il passaggio a una nuova disciplina, che è ormai vissuta, nell'epoca contemporanea, come un imperativo morale: esercizio fisico, ventre piatto, muscoli scolpiti. Se è il Rinascimento a rivelare per primo la bellezza del corpo, essenzialmente femminile, il XVIII secolo, invece, annuncia il recupero della voluttà: è bello quel che piace. Al mito delle donne floride e in carne, della pancia e dei gilet dei borghesi dell'Ottocento, si aggiunge la figura del dandy di importazione britannica. Il XX secolo è l'era del trionfo del corpo: Vigarello ne segue le evoluzioni, dai grandi magazzini dedicati alla moda e alla cosmesi di inizio Novecento, ai primi concorsi di bellezza, al mito delle dive biondo platino, agli ultimi anni dominati dal trionfo della chirurgia estetica.
Scritti sull'arte 1934-1969
Mark Rothko
Libro
editore: Donzelli
anno edizione: 2007
pagine: XVIII-254
La pubblicazione degli scritti di Mark Rothko - uno dei più grandi artisti del XX secolo -, inediti fino a pochissimi anni fa, ha rappresentato un vero e proprio evento nel mondo dell'arte contemporanea. Il volume si presenta come un'insostituibile guida all'opera di Rothko, seguendone l'itinerario artistico dal debutto, nel 1934, fino al 1969, un anno prima della morte. Si tratta di documenti di straordinario interesse: dalle lettere ai suoi amici pittori alle memorie del viaggio in Europa - in particolare a Paestum, dove Rothko scopre di «aver sempre dipinto templi greci senza saperlo» -, dai quaderni di note sul surrealismo, su Picasso o Miró, alle amare confessioni sul mondo dei mercanti e dei critici d'arte. Emergono così le ambizioni e lo spessore teorico di una personalità artistica che ha rivoluzionato la pittura del Novecento.
La costruzione delle Alpi. Il Novecento e il modernismo alpino (1917-2017)
Antonio De Rossi
Libro: Libro in brossura
editore: Donzelli
anno edizione: 2024
pagine: 650
Il grande affresco di Antonio De Rossi su La costruzione delle Alpi, iniziato con la pubblicazione del volume "Immagini e scenari del pittoresco alpino (1773-1914)", trova pieno compimento in questo secondo volume dedicato al modernismo alpino (1917-2017), qui pubblicato in una nuova edizione. L’opera rappresenta un inedito sguardo sull’universo delle Alpi, indagato nel suo emergere come autonomo soggetto di storia e inteso come l’insieme delle sue componenti materiali e simboliche, delle sue «trasformazioni» e delle sue «rappresentazioni». Lo spazio montano è analizzato a partire dai due fenomeni che ne hanno occupato la scena durante il Novecento: da un lato, l’esplosione del turismo, con i suoi processi di infrastrutturazione e urbanizzazione, con l’invenzione delle stazioni invernali e dell’architettura moderna alpina, con il consumo sciistico e automobilistico della montagna e la nuova idea di salute e di organizzazione del tempo libero; dall’altro, lo spopolamento, con la dissoluzione dei modi di vivere storici e l’abbandono delle aree vallive, e con il tentativo di determinare nuove funzioni e progettualità. Al centro della scena, nella fase ascendente, l’immagine e le pratiche di quello che l’autore definisce il modernismo alpino, con la creazione di una nuova e inedita civilizzazione d’alta quota, strettamente connessa alle città fordiste della pianura, che appare configurarsi come una declinazione specifica, a partire da un luogo estremo, dei topoi della modernità. Alla fine degli anni settanta del Novecento, il modernismo conoscerà la sua fase discendente, portatrice di una crisi profonda e di una radicale rimodulazione, con l’emergere di nuove sensibilità ambientali e di una diversa idea della montagna, che porrà al centro il tema della sua patrimonializzazione.
Etica in laboratorio. Ricerca, responsabilità, diritti
Fabrizio Rufo
Libro: Copertina morbida
editore: Donzelli
anno edizione: 2022
pagine: 160
Gli avanzamenti nel campo della biologia e della medicina di questi ultimi anni si propongono come laboratorio culturale per la lettura dei processi di riorganizzazione in chiave democratica del rapporto tra scienza e società. In particolare, se la vita è la dimensione che l'essere umano percepisce come più inerente a sé, riteniamo legittimo il giudizio personale rispetto a essa. Ne consegue la difficoltà ad accettare che sia qualcun altro a decidere rispetto a dimensioni tanto umane e personali come la procreazione, la fine della vita, la cura. Si tratta di un cambiamento pervasivo che incide sulla vita di ognuno e sul funzionamento della sanità, ridefinendo uno dei terreni principali su cui si strutturano i processi di socializzazione. Quello che muta in profondità è l'insieme dei riferimenti pratici e simbolici che accompagna l'intero arco della vita degli individui, dalla generazione alla morte. E questo soprattutto alla luce delle implicazioni e degli stravolgimenti determinati dalla pandemia causata dal virus Sars-CoV-2 che, come si rileva in questa nuova edizione, ci ha messo di fronte alla necessità di dare vita a forme condivise e regolate di responsabilità individuale e collettiva. In particolare, il libro si sofferma sui nodi propri della riflessione etica e bioetica, come la responsabilità, la giustizia e i diritti, per collocare questi temi anche al di fuori di una dimensione esclusivamente legata all'autonomia delle scelte individuali e porli all'interno di una più ampia, e imprescindibile, dimensione collettiva e politica; una visione nella quale il rapporto tra scienza e società sia fondato sulla centralità della democrazia e sulla responsabilità.
Storia (quasi) vera del milite ignoto. Raccontata come un'autobiografia
Emilio Franzina
Libro: Copertina morbida
editore: Donzelli
anno edizione: 2021
pagine: 192
Storico per mestiere, narratore per passione, Emilio Franzina in queste pagine narra la storia del Milite ignoto camminando sul filo tra storia e letteratura, dipingendo un quadro vivido di ciò che accadde quando la salma del soldato fu seppellita all'Altare della Patria, il 4 novembre del 1921, e di tutti gli eventi che portarono a quelle celebrazioni. Attingendo a una miriade di documenti del periodo 1914-18 - lettere, autobiografie e resoconti ufficiali raccolti in anni di ricerche - Franzina ricostruisce in modo immaginario la biografia di un soldato morto nella Grande guerra e mai identificato, ricompone la storia verosimile, o quasi vera, di un combattente, attraversando tutte le fasi del conflitto. Dopo aver portato più volte a casa la pelle da valoroso, il suo soldato sconosciuto muore appunto da ignoto non in battaglia, ma fuggendo il 23 ottobre 1918 da una casa di piacere per salvare una ragazza, che si era innamorata di lui, da un bombardamento nemico. Per una circostanza fortuita sarà proprio la sua salma a essere sepolta nell'Altare della Patria a emblema e memoria di tutti i caduti nel conflitto.
Storie di lotte e di anarchia in Calabria
Libro: Copertina morbida
editore: Donzelli
anno edizione: 2021
pagine: 240
I saggi che compongono questo volume offrono uno spaccato vivo ed eloquente della Calabria novecentesca, scossa da plurisecolari conflitti sociali e solcata da movimenti e lotte dotati di una dirompente potenzialità trasformatrice. Frutto di un lavoro di ricerca di un gruppo di studiosi guidati da Piero Bevilacqua, il libro ricostruisce in dieci storie, in gran parte ignote al grande pubblico, alcuni importanti episodi tragici del nostro passato per rendere giustizia ai protagonisti e consegnare alle generazioni che verranno una memoria anche emotiva delle vicende che hanno come protagonisti gli umili della nostra terra. Sono storie di ribelli, di donne coraggiose, di emarginati e sconfitti, da cui emerge la durezza delle condizioni di vita e di lavoro dei subalterni, ma soprattutto l'enormità dello sforzo di emancipazione e di riscatto che uomini e donne calabresi hanno dovuto sostenere nel corso del tempo per pervenire a una condizione mai definitiva di benessere e di dignità umana. Con una ricerca musicale di Francesca Prestìa.

