CartaCanta
La forma di tutti
Nicola Bultrini
Libro: Copertina morbida
editore: CartaCanta
anno edizione: 2020
pagine: 76
«Leggendo 'La forma di tutti' (...) quello che mi arrivava era anche (se non principalmente) il contegno che emana dalla pagina, e rimane impresso a libro chiuso. Lo so, il termine contegno sembra inappropriato, quando si parla di un'opera di poesia; ma non ne trovo un altro che esprima - o cerchi di esprimere - la mia esperienza di lettura. L'atteggiamento implicito nella scrittura di questo autore è quello della discrezione, della sobrietà, direi quasi della mansuetudine, e in genere rimanda a una totale mancanza di arroganza (anche letteraria) e a una grande apertura verso gli altri, verso l'umano. Ciò non significa che gli aspetti formali siano trascurati, o rimossi: l'impressione morale di cui parlo non potrebbe manifestarsi senza un accurato lavoro sul linguaggio, sul ritmo, sul tono. La lingua di Bultrini è una lingua chiara, limpida, prossima al parlato ma senza cedimenti alla blaterazione corrente.» (dalla prefazione di Umberto Fiori)
Se scendevi per strada
Daniele Giustolisi
Libro: Libro in brossura
editore: CartaCanta
anno edizione: 2019
pagine: 96
«Daniele Giustolisi ha un'anima musicale e uno sguardo che mantiene una fanciullezza che ai nostri tempi - abitati da europica vecchiaia, da culturame stanco - parrebbe quasi abnorme. Una musica e una fanciullezza tutt'altro che ingenue, ma calibrate al fuoco della vita e dello studio. Una poesia che traversa luoghi interiori ed esteriori senza fingere di non vedere la malora che li abita, la disperanza che li corteggia, i contrasti. Ma una poesia che non viene meno all'unico suo vero compito: il canto della umana condizione, mai fissata in un'unica opzione o tensione, ma drammatica, viva, esposta. Giustolisi è un osservatore, in una sospensione che sta trovando il suo tono, tra i battiti ormai classici della beat generation e quelli della più duratura lirica italiana. E non separa mai sé stesso in modo netto dall'andare delle cose. È dantesco ed è blade runner, insomma. E abbiamo bisogno di poeti così per evitare all'arte della parola umana la chiusura in accademiette, piccoli circuiti mentali e sentimentali, asfissie del ritmo. La sfida che lo attende è grande. Ma lui lo sa». (Davide Rondoni)
Fuoco bianco
Irene Ester Leo
Libro: Copertina morbida
editore: CartaCanta
anno edizione: 2019
pagine: 106
"Ecco una voce che deve arrivare al candore, al fuoco bianco, al candido. Ci arriva per violenza e trattenimento, per fuga ed eccedenza e per misura. Arrivare deve alla luce che, lo sappiamo, arde nel Salento interiore e in quello manifesto di una terra e di una poetessa che in quella accensione si interpretano a vicenda. La voce di Irene Ester Leo, esagerata, ovvero eccedente l'azione propria che ci si attende dalla poesia e dunque, proprio per questo, poesia che provoca e chiama, si è da subito qualificata come potente e infera. Nutrita da vaste linfe dell'arte della parola, dai grandi del Novecento (che compaiono in citazioni di apertura) fino alla conterranea Claudia Ruggeri, la voce di Irene Ester dà conto di una situazione limite, sofferta eppur cercata, come luogo dove il mondo «non accade due volte/ se ci sono i tuoi occhi». Il suo tendere a una fusione con gli elementi della natura, sospinta dalle varie esperienze, dalle diverse vie dell'amore, nutrito parimenti da furori e malinconie, non è dunque un panismo, e nemmeno un facile estetismo. Lo segna un senso di creaturalità, dovuto anche all'esperienza della maternità, una ricerca dell'Origine, di quel fuoco bianco che si fa uno con la rosa, come vide Thomas Stearns Eliot. E proprio questo nome di poeta, pur così lontano dalle sensibilità di una poesia mediterranea, greca, da finibus terrae, suggerisce l'ampiezza della sfida della Leo, di una poesia che nasce ma non resta più nel Novecento." (Davide Rondoni)
Testardissime esistenze
Matteo Greco, Daniele Vitali
Libro
editore: CartaCanta
anno edizione: 2019
pagine: 40
Il canto dell'Aquila. Versi e melodie del post sisma
Roberto Biondi
Libro: Copertina morbida
editore: CartaCanta
anno edizione: 2019
pagine: 102
«Non si sorride del terremoto qui, sarebbe ingiusto per ogni tremenda sofferenza o anche minimo disagio causato da un evento con cui il Mistero della vita ha segnato l'Aquila e i suoi figli. Ma si sorride della vita, delle persone, della storia con la maiuscola e con la minuscola, e delle cose speciali e feriali. E quando si sorride in modo intelligente e fine, come in queste pagine, di una cosa o di una persona si testimonia la sua importanza, la sua presenza rilevante. "Solo la sventura è muta", diceva una grande filosofa, Simone Weil. Riprendersi la parola, anche nel modo della satira, del bozzetto sapido di colore, dell'epica detta in modo profondo e lieve, è un cazzotto alla sventura. È un segno che non ha lei, mai, l'ultima parola o l'ultimo silenzio per chi crede che l'Aquila è una grande città, e che terra e cielo sono la patria degli uomini. Uomini così riprendono la parola, raccontano, sorridono.» (Davide Rondoni)
Inondazioni
Valeria Cagnazzo
Libro: Copertina morbida
editore: CartaCanta
anno edizione: 2019
pagine: 96
"Una voce d'esordio, ricca e movimentata, abitata da una notevolissima tensione di stile e di volontà di rappresentazione. La storia, il mondo, colto in alcuni suoi luoghi emblema di una contemporaneità segnata da dolori, guerre e nuove forme di migrazione, di fuga, di precarietà. Brillano di luce screziata incontri, illuminazioni, gesti. La poesia di Valeria è un vasto, dolente e fiero, inno, un allarme e un gesto d'amore che coinvolge nel farsi della storia gli acquisti di una maturità personale, affettiva e morale. Una poesia che sa toccare molti registri, in un andamento poematico, quasi in forma di marea che, nel modo che ha la vera poesia, si oppone a una marea di dolore e non-senso con la ricchezza e la forza della parola che calibra la giustizia dello sguardo. Libro stratificato e pensoso, vitale nel gesto artistico che offre con sfrontato pudore." (Davide Rondoni)
Non vogliono morire questi canneti
Andrea Galgano
Libro: Libro in brossura
editore: CartaCanta
anno edizione: 2019
pagine: 92
"La voce di Andrea Galgano ci arriva da una forza doppia, ma non opposta. Da un lato la forza di un radicamento tanto beato quanto duro in una realtà, la Lucania, che già ha nutrito la voce di poeti come Sinisgalli, Scotellaro, Pierro, e la remota vivissima Morra, o il romanizzato Salvia; dall'altro una viandanza tra voci e luoghi che costituiscono non solo un elemento biografico, o un accumulo culturale, ma una necessità del suo poetare. Troviamo e scopriamo con lui dunque paesaggi e ambienti e colori e odori, vie e vicoli di una città, Potenza e di un territorio che toglie le parole da cuori e menti concentrate e serrate, e troviamo e scopriamo, ritratti con la stessa forza, panorami interiori dettati da esperienze e dalla frequentazione dei luoghi sempre altrove cari alla poesia, in fondo all'anima o in fondo ai tunnel di viaggi e ferrovie. Galgano è uno scultore e cesellatore delle parole, ama sentirne la forza fisica, potente o delicatissima, che evoca la viva presenza del vivente, i suoi entusiasmi, i suoi abbandoni. Perché di questo in fondo, nella ambivalente forza che la anima, si nutre la sua poesia, lettore e animatore vivace: lo stupore di fronte all'esistente, al rilievo che prendono le cose e le presenze, nella continua alba del mondo creato." (Davide Rondoni)
Passio. Con gli occhi degli altri
Alessandro Pertosa
Libro: Copertina morbida
editore: CartaCanta
anno edizione: 2019
pagine: 79
"Si unisce, estrema, questa Passio di Pertosa, con il suo timbro e la sua fame, a uno strano corteo di poeti che negli ultimi anni a quel teatro che rompe ogni scena si è avvicinato. Pertosa, filosofo poetante, convoca sulla via dolorosa le questioni di una necessità personale ed epocale, la necessità di un Vangelo, un annuncio, radicale e attuale e sproporzionato alle pretese del pensiero moderno. (Davide Rondoni)
Dal ventre
Mario Ventura
Libro
editore: CartaCanta
anno edizione: 2019
pagine: 244
Quando Gianguido, scrittore mancato, comincia una nuova vita come agente immobiliare a C., immaginario paese toscano, insieme a Lea, atleta dalla brillante carriera tragicamente interrotta, una serie di singolari eventi ha inizio. Una casa in vendita è invasa da lettere inquietanti del precedente proprietario scomparso, brandelli di vite sciupate che sembrano presagire una fine imminente. Un'ambigua donna americana, Josepha, compare in paese con l'infernale amante e due gemelli silenziosi. Una stele funebre nei pressi di una decadente villa di campagna infesta gli incubi di Gianguido e Lea con creature fungiformi. Quando poi un brutale omicidio sconvolge C., Gianguido dovrà calarsi nella gola dell'abisso, braccato da revenant dal fosco passato e luridi abitatori di un mondo trasfigurato dal peccato. Fra luoghi fantasmagorici e sagome di zolfo, attraverso un cammino di redenzione che coagula intorno a sé streghe e circensi, veggenti e falliti, "Dal ventre" analizza il dramma dell'umanità perduta e ritrovata con effervescenza alchemica, in una tela nera di rimandi che da Landolfi raggiunge Topor.
Il segreto di Pirandello
Pietro Mignosi
Libro: Libro in brossura
editore: CartaCanta
anno edizione: 2019
pagine: 144
Riedizione di un testo del 1937, "Il segreto di Pirandello" indaga l'opera del grande autore siciliano attraverso la lente del pensiero cristiano-cattolico. I temi del peccato, del perdono, della morale e della carità vengono rintracciati nelle pagine dell'intera produzione pirandelliana. In appendice quattro importanti testimonianze: due estratti di interviste a Pirandello del 1936 e due lettere dello stesso Pirandello a Mignosi, nelle quali confessa di aver «letto con crescente commozione» questo libro. Prefazione di Andrea Caterini.
L'alito delle ombre
Michele Miniello
Libro: Copertina morbida
editore: CartaCanta
anno edizione: 2019
pagine: 121
C'è in queste pagine scabre, tese e pur traversate da una musica ferma, la scena della dimissione di un uomo dalla vita, o meglio una specie di estrema scoperta: «qualche volta mi sono sentito re di Roma/ ed ora sono un passeggero senza biglietto e senza meta». Oppure, come dice altrove: «forse ho capito cos'è la demenza». Spinta da varie forze, tra cui il lutto e altri neri disincanti, la vita che il poeta ritrae addosso a sé, e che ha «incontrato il suo destino», non è più che muta vanvera, nessuna attesa, nessuna preghiera (anche se l'esergo biblico di Bob Dylan, che indica lo stesso vento di cui parla Leopardi ne l'Infinito...), bestemmie silenziose. E però una necessità, ancora, di dirsi. Come in un osso di seppia che rechi un messaggio fossile, come uno strappare ancora il silenzio che è sola voce della sventura. La poesia di Miniello sa spogliarsi di ogni vanità in questo diario illacrimato, micidiale e crudo, senza cessare d'esser poesia. Perchè la poesia in fondo è la scoperta della vanità di ogni vanità. «Il cuore dell'uomo ha sempre fame/ ma si perde nell'intrico dei sentieri». (Davide Rondoni)

