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Gammarò Edizioni

La mia RAI

Vito Molinari

Libro: Libro in brossura

editore: Gammarò Edizioni

anno edizione: 2022

pagine: 468

«Vito Molinari è il regista che ha diretto la trasmissione inaugurale della televisione italiana, il 3 gennaio del 1954. Basterebbe questo per fare di lui uno dei padri fondatori della nostra televisione, per aver cambiato, da quel fatidico giorno, la nostra vita quotidiana, i nostri destini. [...] Con il suo alto artigianato – che significa saper fare bene le cose, impegnarsi con coscienza professionale, dimostrare sempre uno spiccato senso del gusto –, Molinari ha vissuto l’intera evoluzione della regia televisiva, dalle fasi pionieristiche alle sperimentazioni seriali. E la sua qualità la si apprezza maggiormente oggi in un frangente storico in cui la regia televisiva è praticamente sparita, soffocata dalle rigide regole dei format e dalla sciatteria formale che attraversa quasi tutte le trasmissioni» (Dalla presentazione di Aldo Grasso).
24,50 23,28

Salve, libertà. Foscolo, Calvo, Solomòs e il risveglio della coscienza nazionale

Salve, libertà. Foscolo, Calvo, Solomòs e il risveglio della coscienza nazionale

Alessandra Cenni

Libro: Libro in brossura

editore: Gammarò Edizioni

anno edizione: 2022

pagine: 199

In questo saggio della studiosa ligure Alessandra Cenni viene raccontata la vita dei tre massimi poeti provenienti dalle isole Ionie, con l'apporto di scritti e testimonianze che documentano i momenti e i luoghi della convergenza culturale tra la Grecia e l'Italia, nella prima metà del sec. XIX, in vista di rivoluzioni che portarono alla liberazione dei due paesi dalla sudditanza alle potenze europee della Restaurazione postnapoleonica. Abbiamo definito del risveglio questo periodo, perché esso effettivamente coincide, non solo con la nascita e l'affermazione di una coscienza nazionale, ma con un vero e proprio rinascimento culturale e artistico per le due più antiche civiltà del Mediterraneo. Per comprendere i motivi e gli aspetti di tale rinascita e conoscere i movimenti, gli autori e le opere che la determinarono, aprendo all'età successiva, è parso opportuno inquadrarli storicamente per tracciare a grandi linee la vicenda europea e greca, in particolare, in quei primi due decenni del secolo XIX, dai primordi della rivoluzione all'affermarsi del nuovo stato greco e della sua partecipazione agli eventi europei coevi. Non si può, infatti, comprendere il significato e il contributo di questi tre autori alla libertà greca e italiana, se non si è sufficientemente delineato il cammino dell'idea di libertà di cui sono stati portatori. La poesia e la storia, infatti, si intersecano su percorsi che bisogna compiere, seguendo le orme delle posizioni etiche, culturali, politiche degli autori di cui ci si occupa. Nel XIX secolo, i contatti tra gli intellettuali italiani e greci sono numerosi e rilevanti, in particolare tra i poeti provenienti dalle Isole Ionie (Eptaniso) che si sono formati nelle scuole e università italiane. La storia delle relazioni tra Italia e Grecia è cominciata appunto con il dominio della Repubblica di Venezia sulle isole Ionie dal XVI secolo fino al Trattato di Campoformio del 1797 che determinò la scelta dell'italiano come lingua ufficiale. Tali relazioni anche personali devono essere inserite nel contesto storico e ambientale che le condiziona e le alimenta, per l'intreccio tra la lotta politica per la libertà e l'autonomia nazionale che vede in questi anni protagoniste l'Italia e la Grecia, grazie al pensiero e ai gesti generosi di molti intellettuali sull'esempio che sarà di Lord Byron e di altri europei filelleni, che si sono sacrificati per la causa della indipendenza della Grecia.
17,00

Di crepuscoli a settembre tutta la rovina

Di crepuscoli a settembre tutta la rovina

Lina Galli

Libro: Libro in brossura

editore: Gammarò Edizioni

anno edizione: 2022

pagine: 151

Gli scritti della grande poetessa triestina Lina Galli qui raccolti, per cura dello storico Roberto Spazzali, si fondano principalmente sulle note autografe dell'autrice raccolte minuziosamente tra il 1945 e il 1957 attraverso lo spoglio della stampa, interviste, memorie, testimonianze, annotazioni. Tutto questo materiale è stato donato all'Istituto Regionale per la Cultura Istriana, Fiumana e Dalmata da Luigi Galli e Maria Pia Galli il 22 febbraio 2006, suoi eredi, ed è stato riordinato dallo storico Roberto Spazzali pochi mesi dopo per interessi di studio e ricerca. Questi testi colmano un vuoto testimoniale per i fatti accaduti in Istria nell'autunno del 1943, nel senso che mancava del tutto il percepito dall'interno della società istriana e in particolare tra gli italiani delle località più funestate. Probabilmente molti episodi erano noti, ma molti altri non lo sono, così da costituire un documento prezioso per gli storici che curano in modo preciso e minuzioso le memorie e le storie delle comunità istriane in esilio. Più ancora sono testi scritti con l'intensità propria di una testimone d'eccezione come Lina Galli, tanto da rappresentare anche un testo di grande valore letterario.
16,00

L'ultimo nostro treno

L'ultimo nostro treno

Bruno Rombi

Libro: Copertina morbida

editore: Gammarò Edizioni

anno edizione: 2022

pagine: 64

16,00

Lo sguardo di Ungaretti

Lo sguardo di Ungaretti

Carla Boroni

Libro: Libro in brossura

editore: Gammarò Edizioni

anno edizione: 2021

pagine: 198

Gli scritti della poetessa triestina Lina Galli qui raccolti, per cura dello storico Roberto Spazzali, si fondano principalmente sulle note autografe dell'autrice raccolte minuziosamente tra il 1945 e il 1957 attraverso lo spoglio della stampa, interviste, memorie, testimonianze, annotazioni. Tutto questo materiale è stato donato all'Istituto Regionale per la Cultura Istriana, Fiumana e Dalmata da Luigi Galli e Maria Pia Galli il 22 febbraio 2006, suoi eredi, ed è stato riordinato dallo storico Roberto Spazzali pochi mesi dopo per interessi di studio e ricerca. Questi testi colmano un vuoto testimoniale per i fatti accaduti in Istria nell'autunno del 1943, nel senso che mancava del tutto il percepito dall'interno della società istriana e in particolare tra gli italiani delle località più funestate. Probabilmente molti episodi erano noti, ma molti altri non lo sono, così da costituire un documento prezioso per gli storici che curano in modo preciso e minuzioso le memorie e le storie delle comunità istriane in esilio. Più ancora sono testi scritti con l'intensità propria di una testimone d'eccezione come Lina Galli, tanto da rappresentare anche un testo di grande valore letterario.
18,00

La morte in pantofole

Enrico Morovich

Libro: Libro in brossura

editore: Gammarò Edizioni

anno edizione: 2021

pagine: 165

Nel panorama piuttosto uniforme della narrativa italiana, per lo più oscillante tra rappresentazione del vero, voli di fantasia e sperimentazione, il nome del troppo poco conosciuto Enrico Morovich (Fiume 1906-Lavagna 1994) spicca per una sua indiscussa originalità come autore di racconti brevi giocati tra l’ironico e il macabro. Con le sue brevi prose, dove i protagonisti sono spesso oggetti animati o animali parlanti, aveva conosciuto un periodo di grande successo negli anni Trenta, quando la sua firma appariva frequentemente su numerosi quotidiani e settimanali di grande diffusione. Il massimo riconoscimento le ebbe da uno dei maggiori critici italiani, Gianfranco Contini, che nella sua antologia di racconti surreali (Italie magique, 1946 poi tradotta nel 1988) lo inserì affianco a narratori di grande successo come Bontempelli, Palazzeschi e Moravia. Nel dopoguerra Morovich continuò a scrivere i suoi straordinari racconti brevi e anche alcuni romanzi come Piccoli amanti che nel 1991 fu finalista al premio Strega. In questo libro si ripropongono ora, a cura di Francesco De Nicola, i cinque racconti inclusi da Contini nella sua antologia e altri scritti nella seconda metà del Novecento che ribadiscono la forte originalità della sua narrativa breve. Nel 1993 raccolse nel volume Un Italiano di Fiume le sue memorie giovanili ambientate in quella terra istriana dalla quale fu esule dal 1950.
17,00 16,15

Un tetto di radici. Lettere italiane: il secondo Novecento a Fiume

Corinna Gerbaz Giuliano, Gianna Mazzieri-Sankovic

Libro: Libro in brossura

editore: Gammarò Edizioni

anno edizione: 2021

pagine: 697

Con l’occupazione da parte delle truppe del maresciallo Tito di Fiume la Storia della città volta pagina. Da quel giorno, 3 maggio 1945, non sarà più quella di prima: neppure la più straordinaria quanto discussa avventura dannunziana era riuscita a portare sul corpo della città, dei suoi abitanti, nel fluire delle sue tradizioni cosmopolite, multietniche, multilinguistiche, multiculturali, multireligiose, un cambiamento così radicale e profondo come quello monocratico, rigido, indiscutibile, intervenuto in seguito alla violenta imposizione comunista. Ne risentiranno l’anima stessa della città che si vedrà abbandonata da gran parte dei suoi cittadini che preferiranno la strada dell’esilio piuttosto che vivere sotto una dittatura che imponeva un ordine del tutto avulso dalla vita civile, sociale, culturale e storica della città. Di quegli abitanti, sostituiti da genti provenienti da altri siti, anche lontani, della ex Jugoslavia, è rimasta una minoranza, nel tempo divenuta sempre più sparuta, ma che, nonostante tutto, ha saputo coraggiosamente resistere con le sole armi della lingua e della cultura alla forzata colonizzazione. È cresciuta così una letteratura fiumana autoctona, originale, che le autrici di questo libro, Gianna Mazzieri Šanković e Corinna Gerbaz Giuliano, hanno saputo brillantemente raccogliere, analizzare, sviluppare, mettendo a fuoco e connettendo tra loro gli autori e le opere che di quel grande, violento iato avvenuto al termine della seconda guerra mondiale sono la testimonianza, tra quanti di lingua italiana, nati a Fiume prima della guerra (Enrico Morovich, Franco Vegliani, Paolo Santarcangeli) sono poi stati costretti all’esilio, tenendo sempre ferme le loro origini e la loro formazione, così come quelli che sono rimasti (Osvaldo Ramous, Elvio Mestrovich); oppure sono arrivati o nati e cresciuti a Fiume dopo la guerra (Mario Schiavato, Giacomo Scotti, Alessandro Damiani, Laura Marchig e altri) mantenendo viva la lingua italiana, che, nel contesto multilinguistico, era poi la lingua franca storica di tutti i fiumani, qualsiasi fosse la loro etnia. Ma il libro prende in esame anche quegli autori di origine fiumana vissuti lontani dalla loro città, nati in esilio o in prossimità di esso, ma sentimentalmente e letterariamente legati ad essa (Marisa Madieri, Valentino Zeichen, Diego Bastianutti, Diego Zandel, Nirvana Ferletta). Il tutto preceduto da un’ampia e approfondita sintesi che offre al lettore il quadro storico d’insieme della letteratura fiumana, nelle sue diverse fasi, dal Medioevo a oggi. Il risultato è un’opera unica, sicuramente la prima e la più completa, che le autrici, entrambi docenti presso la cattedra di italianistica all’Università di Fiume, offrono agli studiosi, prima di tutto, e più in generale a quanti sono interessati all’universo articolato, complesso, vivo, ricco di influssi, che si cela dentro il microcosmo di una città di frontiera.
29,50 28,03

L'ossessione delle Brigate Rosse

L'ossessione delle Brigate Rosse

Curzia Ferrari

Libro: Libro in brossura

editore: Gammarò Edizioni

anno edizione: 2021

pagine: 153

Come scrive l’autrice nella sua premessa: «Se oggi decido di riesumare le visioni legate in modo intramontabile agli anni Settanta – i cortei, i volantini nelle piazze, i subbugli studenteschi, la radicalità degli scontri politici e sociali tesi a far saltare le cerniere di istituzioni sempre più vulnerabili – è per la lunga e collaudata realtà che i conflitti per un qualcosa di diverso non si sono mai sedati. Dall’evolversi delle BR in Lotta Continua, in Potere Operaio e nella sua stessa seconda fase di sanguinosa guerra criminale allo Stato passata sotto la famosa sigla Anni di Piombo – fino alla strage di Piazza Fontana, al sequestro Moro e oltre – nella continua erosione delle tradizionali certezze, siamo giunti alla jihad profetizzata da Oriana Fallaci, una più totale guerra dell’uomo contro l’uomo – ovvero la metafora della destabilizzazione generale che sta avendo il XXI secolo».
16,00

Dalle parole allo schermo. La fiction d'indagine in Italia

Dalle parole allo schermo. La fiction d'indagine in Italia

Massimo Carloni

Libro: Libro in brossura

editore: Gammarò Edizioni

anno edizione: 2021

pagine: 187

Questo saggio di Massimo Carloni sulla fiction televisiva d'indagine in Italia, dagli albori, ai primi anni Settanta, a oggi, con un'attenzione particolare al lavoro di due sceneggiatori, Massimo Felisatti e Fabio Pittorru e del successo della loro serie televisiva “Qui Squadra Mobile”, costituisce il primo ampio studio su un fenomeno che oggi sta godendo il suo momento di maggior popolarità, sicuramente anche perché favorito dalla pandemia di Covid 19 che costringe il pubblico a stare molte ore chiuso in casa. L'attenzione alla fiction, in particolare italiana, accompagna quella al giallo italiano, che nel corso degli anni è cresciuto, non solo sul piccolo schermo e nel cinema ma anche nella narrativa di genere, spesso ispiratrice delle stesse serie (si pensi a “Romanzo criminale” di Giancarlo De Cataldo o a “I delitti del BarLume”, tratto dai gialli di Marco Malvaldi). Lo studio non trascura neppure i fumetti che, sempre negli anni Settanta, con la nascita di Diabolik, Kriminal e Satanik finirà per surclassare i prodotti d'oltreoceano. Insomma, con questo "La fiction d'indagine in Italia” Massimo Carloni, già autore di altre opere sulla storia del giallo, offre al pubblico italiano un'occasione per capire un fenomeno che, da opera d'intrattenimento ha finito, inevitabilmente, per condizionare la nostra vita.
18,00

Martinus Scriblerus. Vita straordinaria, opere e scoperte. Memorie e altri testi scribleriani

Martinus Scriblerus. Vita straordinaria, opere e scoperte. Memorie e altri testi scribleriani

Libro: Libro rilegato

editore: Gammarò Edizioni

anno edizione: 2021

pagine: 215

Agli inizi del Settecento un gruppo di begli ingegni soliti riunirsi la sera intorno a una bottiglia di chiaretto ebbero un’idea geniale: scrivere a più mani una serie di opere che fossero la parodia di quanto la cultura moderna sfornava e la nascente industria editoriale smerciava al pubblico. Opere – poetiche, teatrali, narrative, scientifiche, critiche etc. – che sarebbero state attribuite a un autore fittizio dal nome di Martinus Scriblerus, vale a dire Martino Scribacchino, figura di misconosciuto genio universale che ci si proponeva di rivelare al mondo scrivendone la biografia e pubblicandone poi i numerosi manoscritti «a beneficio dell’umanità». Per quanto realizzato solo in parte, il progetto – che seppure a fasi alterne durò una trentina d’anni e vide la partecipazione, fra gli altri, di Swift e Pope – rappresenta una delle più singolari imprese satiriche settecentesche ed esercitò un’influenza notevole sugli autori successivi, da Fielding a Sterne e oltre. Il volume che qui si presenta include, oltre a una nuova traduzione delle Memorie della vita straordinaria, delle opere e delle scoperte di Martinus Scriblerus, alcuni dei più significativi testi usciti dalla fucina scribleriana e mai prima d’ora editi in Italia.
39,00

Lorenzino e l'Apologia del tirannicidio

Lorenzino e l'Apologia del tirannicidio

Vincenzo Gueglio

Libro: Libro rilegato

editore: Gammarò Edizioni

anno edizione: 2021

pagine: 374

«… e tiranni, in qualunque modo si ammazzino e spenghino, sien ben morti». Così, secco, decide Lorenzino nella stupenda Apologia – «esempio di eloquenza grande e perfetta da ogni parte» (Leopardi) – scritta per rivendicare l'uccisione del cugino Alessandro, tiranno di Firenze. Al lettore curioso offriamo oggi, assieme a questo testo meraviglioso, un'ampia messe di documenti difficilmente reperibili, che consentiranno non solo di approfondire la conoscenza di un personaggio geniale e per tanti aspetti indecifrabile come Lorenzaccio, ma di penetrare nel clima del nostro inquieto Rinascimento: caratterizzato dall'affermazione di Signorie feroci quanto splendide e tuttavia ancora pervaso dalla nostalgia per la bella libertà perduta e dal desiderio di ripristinarla: nel culto umanistico della virtus romana. Abbiamo concepito questo volume come una cronaca a più voci, quasi un romanzo alla Rashomon. O come un'indagine poliziesca: l'autore si è limitato a convocare personaggi e testimoni e a farli parlare astenendosi da interventi personali se non nelle note esplicative e in qualche didascalia. La ricca galleria di immagini collabora, senza alcun compiacimento ornamentale, a moltiplicare gli indizi che metteranno il lettore – giudice unico – nella condizione di emettere il proprio verdetto. L'inquadramento storico della vicenda è affidato al saggio introduttivo di Francesca Russo "In morte del tiranno".
49,00

A trent'anni dal «congedo» di Giorgio Caproni. «Scendo, buon proseguimento»

A trent'anni dal «congedo» di Giorgio Caproni. «Scendo, buon proseguimento»

Libro: Libro in brossura

editore: Gammarò Edizioni

anno edizione: 2021

pagine: 150

A trent’anni dalla scomparsa, Giorgio Caproni viene ricordato con questa originale raccolta di scritti che esplorano alcuni aspetti sinora pressoché trascurati nella pur vasta bibliografia critica su di lui. Francesco De Nicola, già docente di Letteratura italiana contemporanea all’Università di Genova, ripercorre gli anni compresi tra la morte del poeta ed oggi, riferendo sulle pubblicazioni postume di pagine di e su Caproni con alcune riflessioni sulla sua ancora limitata notorietà. Angela Siciliano, dottoranda dell’Università di Pisa, approfondisce gli anni della formazione del poeta trascorsi a Livorno sulle tracce che quel periodo ha lasciato nei suoi versi. Maria Teresa Caprile, professore a contratto di Letteratura e cultura italiana per stranieri all’Università di Genova, approfondisce la componente lessicale dei primi quattro libri di Caproni in una serie di tabelle puntualmente commentate. Francesca Irene Sensini, professore di Letteratura Italiana all’Università di Nizza, prende in considerazione la componente naturalistica dell’ambito campestre nella poesia di Caproni e infine Valentina Colonna, dottoranda nell’Università di Torino, compie un’indagine sugli echi musicali nella poesia di Caproni con le osservazioni derivatele dalla sua esperienza di musicista e studiosa di prosodia nella poesia. Il libro è chiuso dal vivace racconto di Federico Marenco, dirigente del settore parchi della Regione Liguria e grande appassionato di letteratura, sulla genesi del ritratto di Caproni eseguito da Costantini riportato sulla copertina del libro.
16,00

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