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Jimenez

Mixtape interstellare. La storia del Voyager Golden Record

Jonathan Scott

Libro: Copertina morbida

editore: Jimenez

anno edizione: 2021

pagine: 320

Nel 1977 un gruppo di scienziati e artisti si riunì a Ithaca per realizzare una compilation visionaria, un disco fatto di immagini oltre che di suoni, per raccontare a esseri non terrestri cos'è la Terra e chi sono i suoi abitanti: in breve, si stava cercando di catturare l'anima dell'umanità in 90 minuti di musica e figure. Oggi, quasi mezzo secolo dopo, quel disco viaggia ancora nello spazio interstellare in attesa di essere intercettato da forme di vita extraterrestre. È il Voyager Golden Record, passeggero speciale delle sonde Voyager 1 e Voyager 2 che la Nasa fece decollare da Cape Canaveral per mandare un messaggio ad altri abitanti del cosmo, nel caso, in un futuro lontano, manifestino la loro esistenza. Il compito di "costruire" fisicamente il messaggio fu affidato all'astronomo Carl Sagan, il quale mise insieme una squadra composta, tra gli altri, dall'astrofisico Frank Drake, dall'artista Linda Salzman Sagan, dalla regista Ann Druyan e da Alan Lomax, uno degli etnomusicologi più importanti del Novecento. Il risultato è un "bignami della Terra" racchiuso in un disco (in realtà due, uno per navicella) che contiene musiche di Beethoven e di Bach, Johnny B. Goode di Chuck Berry, brani tradizionali dell'India, della Cina e dell'Africa. E poi, tra molte altre cose, immagini della nostra civiltà, saluti in varie lingue e un messaggio di pace del presidente Carter agli alieni. Il saggio di Jonathan Scott svela tutta la storia che sta dietro al Voyager Golden Record, dall'idea iniziale al lancio sulle due sonde. Basandosi su materiali dell'epoca e interviste ai protagonisti superstiti, oltre che sui libri dello stesso Sagan, Scott catapulta il lettore nel cuore dei fatti, delinea tutti i particolari tecnici e li rende immediatamente comprensibili grazie a uno stile narrativo da romanzo d'avventura, a una prosa incalzante e rock in cui non mancano momenti pieni di umorismo e improvvisi slanci lirici.
24,00 22,80

La notte arriva sempre

Willy Vlautin

Libro: Libro in brossura

editore: Jimenez

anno edizione: 2021

pagine: 208

Lynette ha poco tempo per non cedere alla sconfitta. Ad appena trent’anni, è già esausta. Eppure il suo sogno è modesto: comprare la casa in cui vive con la madre e il fratello e procurare loro quella sicurezza che non hanno mai avuto. Nella sua città, una Portland sempre più alla moda, i prezzi delle abitazioni in pochi anni sono più che raddoppiati, le case popolari sono state convertite in condomini prestigiosi, i negozi a gestione familiare rimpiazzati da boutique di lusso. È l’illusione del sogno americano: benessere per tutti. Ma c’è un prezzo da pagare, ed è un prezzo che non tutti possono permettersi. A Lynette sono serviti una miriade di lavori e l’aiuto della madre per poter trovare i soldi necessari all’acquisto. E quando la madre le nega i soldi promessi, è costretta a spingersi oltre i propri limiti per ottenere il denaro di cui ha bisogno. Ambientato nell’arco di due giorni e due notti, "La notte arriva sempre" segue la frenetica odissea di Lynette, una spirale di impotenza e speranza che la porta ad affrontare avidi riccastri e ambigui trafficanti, in una città nel pieno di un boom economico che la sta trasformando radicalmente. Mentre cresce l’angoscia e le sue richieste di aiuto rimangono inascoltate, Lynette fa una scelta pericolosa. Nel tentativo di salvare il futuro della famiglia, è costretta a immergersi nelle zone più oscure del proprio passato e a confrontarsi con la vera realtà della sua vita.
18,00 17,10

Il grande addio. Chinatown e gli ultimi anni di Hollywood

Sam Wasson

Libro: Copertina morbida

editore: Jimenez

anno edizione: 2021

pagine: 395

Roman Polanski, il geniale regista che aveva stregato la Mecca del cinema con le torbide ossessioni di Rosemary's Baby che stava cercando di elaborare il lutto per la tragica morte di sua moglie, Sharon Tate; Jack Nicholson, l'ineffabile attore rivelatosi con Easy Rider, qui per la prima volta impegnato in un ruolo da protagonista; Robert Evans, il visionario produttore che aveva ridato linfa all'agonizzante Paramount, trasformandola nel più fecondo e intraprendente degli studios; Robert Towne, l'angosciato sceneggiatore che voleva scrivere la storia della sua vita e non vincere un Oscar (e però lo avrebbe vinto); Hollywood, nella sua stagione più ribelle, avventurosa e creativa, dopo il classicismo ormai stantio della golden age e prima della svendita alle mega-corporazioni, Sono questi i protagonisti di Il grande addio, il volume che celebra uno dei più grandi film della storia - Chinatown, anno 1974 - e insieme reinventa un genere narrativo, più vicino alla letteratura che alla cronaca saggistica, così come il film aveva reinventato un genere cinematografico (da noir a neonoir). Sam Wasson ci guida dentro la testa fratturata di un Polanski bambino nel ghetto di Cracovia e adulto davanti alla porta insanguinata della villa di Cielo Drive; negli abiti ben stirati di Jack Nicholson, un uomo senza padre e con troppe donne destinato a grandi imprese: nell'inquieta frenesia di Robert Towne, che contemporaneamente a Chinatown scriveva due storici film di Hal Ashby (L'ultima corvè e Shampoo) e intanto dava una mano a Coppola per risolvere le scene più delicate del Padrino; nella residenza di Robert Evans, Woodland, dove tra le fontane della piscina, le ragazze in bikini e le orchidee sempre fresche si faceva la storia del cinema: e infine, ma non ultimo, nella "nascita" di Los Angeles, avvenuta sulle macerie degli abusi di potere, della corruzione, della guerra dell'acqua, dell'addomesticamento del deserto, della mercificazione del sogno americano e dell'imboscamento dei segreti più terribili, uno dei quali - il più terribile di tutti - è il motore che fa girare Chinatown a un ritmo mai più eguagliato.
20,00 19,00

Selvaggi

Katherine Johnson

Libro: Copertina morbida

editore: Jimenez

anno edizione: 2021

pagine: 352

Basato su una storia vera, Selvaggi ci fa viaggiare dall'Australia coloniale al cuore dell'Europa nel biennio 1882-83, quando tre giovani aborigeni furono fatti esibire - in lotte, danze e lancio del boomerang - davanti a un pubblico di massa nei cosiddetti "zoo umani", spettacoli etnici molto diffusi all'epoca. Bonny, Jurano e Dorondera non furono certo i soli: si stima che, tra il 1800 e il 1958, oltre 35.000 "performer esotici" furono ammirati da un miliardo di spettatori sulle due sponde dell'Atlantico. Ma in questo romanzo, per la prima volta, l'autrice predilige il punto di vista dei presunti "selvaggi", storicamente esclusi dai resoconti ufficiali di quanto avveniva nei giardini botanici, nei parchi pubblici e nelle esposizioni universali. Pur non potendo contare sulle testimonianze dirette dei tre giovani aborigeni prelevati dall'Isola di Fraser (la meravigliosa e incontaminata "isola dei dingo"), Katherine Johnson immagina la loro storia facendo interagire personaggi reali, tra cui numerosi scienziati interessati alle teorie della razza e dell'evoluzione umana, e altri di finzione; tra questi ultimi, Hilda, giovane tedesca che, dopo sei anni trascorsi nelle colonie australi della Corona d'Inghilterra, intraprende il viaggio insieme a suo padre (l'ingegnere Luis Müller, altro personaggio realmente esistito) e ai tre ragazzi aborigeni, di etnia batdjala, che ormai considera suoi amici. Ne risulta una vicenda al contempo appassionante e dolorosa, in cui si alternano l'euforia della scoperta, i palpiti amorosi e il senso di impotenza di fronte alle ingiustizie e all'atavica stupidità degli uomini.
19,00 18,05

Non fare stronzate, non morire. Un addio a Vic Chesnutt

Kristin Hersh

Libro: Copertina morbida

editore: Jimenez

anno edizione: 2019

pagine: 189

"Ciò di cui era capace quest'uomo era sovrumano. Vic era brillante, spassoso e indispensabile, le sue canzoni messaggi dall'etere privi di censura. Aveva sviluppato uno stile alla chitarra che gli consentiva di suonare il basso, la ritmica e la solista nella stessa canzone, e questo utilizzando solo due dita. Il tempo fluido della sua musica era inimitabile, la sua poesia era incontaminata da influenze. Era il mio migliore amico. Non ho mai visto la carrozzina, per me era invisibile, ma lui sì. Quando il nostro camerino era in cima a una rampa di scale, mi diceva con nonchalance che ci saremmo visti dopo, al bar. Quando entrambi contraemmo la stessa malattia, gli dissi che non avevo mai provato un dolore più forte di quello. «Io non provo dolore» mi disse lui. Ovviamente. Me n'ero dimenticata. Quando gli chiesi di farci una passeggiata sotto la pioggia sul marciapiede mi disse che le sue mani si sarebbero bagnate. Seduta sul palco con lui, gli chiedevo di suonare una canzone e lui mi faceva il dito medio, che significava "oggi queste dita non funzionano". A me sembrava inespugnabile, immenso e meraviglioso, ma credo che Vic vedesse Vic come qualcosa di piccolo, difettoso, triste. Non so se riuscirò ancora ad ascoltare la sua musica, ma so quanto è necessario che la ascoltino gli altri. Quando ricevetti la telefonata che avevo temuto per quindici anni, persi il mio equilibrio. Tutto il mio essere si spostò a sinistra. Non riuscivo a stare in piedi senza finire contro il muro, e morivo di freddo. Non credo che mi piaccia questo pianeta senza Vic. Avevo giurato che non ci avrei mai vissuto, qui, senza di lui. Ma quello che ci ha lasciato è il suono di una vita che aveva combattuto i propri limiti, come tutte le vite dovrebbero fare. È il suono di qualcuno in fiamme. Fa di questo pianeta un posto migliore. E, volendo essere onesta con me stessa, ho ancora l'impressione che lui sia qui, ma libero dalle costrizioni. Forse ora è davvero immenso. Intatto. E felice."
16,50 15,68

Camera d'albergo

Camera d'albergo

Barry Gifford

Libro: Libro in brossura

editore: Jimenez

anno edizione: 2023

pagine: 112

Nel 1993 l’emittente televisiva statunitense HBO mandò in onda "Hotel Room" ("Camera d’albergo"), miniserie in tre episodi, due dei quali diretti da David Lynch e uno da James Signorelli. Gli episodi erano tutti ambientati nella stessa camera di un albergo a New York. Per le sceneggiature, Lynch aveva interpellato lo scrittore Barry Gifford, con cui aveva già lavorato per la trasposizione cinematografica del romanzo "Cuore selvaggio" (1990), e al quale avrebbe continuato a ispirarsi portando sul grande schermo "Strade perdute" (1997). Nella versione televisiva di "Hotel Room" Lynch adattò due dei testi proposti da Gifford, realizzando gli episodi "Tricks", con protagonista Harry Dean Stanton, e "Blackout"; quei testi più un terzo, "Mrs Kashfi", furono poi pubblicati in volume, adattati per il teatro e interpretati sui maggiori palchi statunitensi ed europei. È questo che troviamo in "Camera d’albergo", tre plays dalle atmosfere chiaramente “lynchiane”: oscure, ipnotiche, in cui gli spazi ristretti costringono i personaggi a confrontarsi tra loro e con sé stessi, con le proprie paure e fragilità, ma anche con la forza che ciascuno si porta dentro. Assoluti protagonisti delle opere sono i dialoghi – veri e propri modelli di scrittura per chiunque aspiri a fare letteratura, cinema o teatro – in cui bastano poche, scarne battute a rivelare il complesso mondo interiore dei protagonisti, l’epoca e il mondo a cui appartengono. Prefazione di Sandro Veronesi.
16,00

Nessuno al posto giusto

Willy Vlautin

Libro

editore: Jimenez

anno edizione: 2026

Un romanzo struggente e delicato sulle vicissitudini del destino e sulle connessioni inaspettate: un ritratto bellissimo e amaro che illumina il potere dell'amicizia e come essa possa salvare vite in modi diversi.
19,00

Un mondo di bellezza e orrore

James Lee Burke

Libro

editore: Jimenez

anno edizione: 2026

In contemporanea con gli Stati Uniti, il nuovo capitolo - il ventiseiesimo - dell'amatissima saga del detective Dave Robicheaux, dalla penna sempre più ispirata di James Lee Burke.
22,00

Non batte il sole su quel volto

Barry Gifford

Libro: Libro in brossura

editore: Jimenez

anno edizione: 2026

pagine: 288

"Non batte il sole su quel volto" è il compagno perfetto per un viaggio nel cinema noir, e Barry Gifford è la guida ideale. La sua accurata selezione di film espone il lato minaccioso, cupo, e spesso violento di questo oscuro genere cinematografico che occupa una nicchia privilegiata nella cultura popolare americana. Gifford individua i registi e cita le molte star del noir, i grandi e non-poi-così-grandi attori che hanno recitato nei ruoli indelebili di criminali, ragazze di strada, psicopatici, truffatori, investigatori privati, orfani, sgualdrine, femme fatale, malavitosi ed ex detenuti. Nell’introduzione, i romanzieri Edward Gorman e Dow Mossman affermando che “quello che ha fatto Starris per il cinema mainstream con The American Cinema, Barry lo fa qui per il cinema crime”. Con la cultura propria di chi conosce davvero la materia e con una sensibilità fuori dal comune che si adatta perfettamente ai suoi soggetti, Barry Gifford si sofferma su un centinaio di film tra i più amati dagli appassionati del noir. Le sue impressioni raffinate, espresse in maniera spontanea e per nulla accademica, accompagnano il lettore alla ricerca dell’anima del film all’interno della trama.
20,00

Tommy the bruce. Ediz. italiana

James Yorkston

Libro

editore: Jimenez

anno edizione: 2026

Un noir divertente e crudo, a tratti commovente, ambientato nelle remote Highlands scozzesi.
19,00 18,05

La storia che visse due volte

Pierpaolo Binda

Libro: Libro in brossura

editore: Jimenez

anno edizione: 2026

Meglio il libro o il film? Domanda frequente, quasi sempre in grado di suscitare discussioni. E la risposta? Ovviamente non una sola, anzi molte. Qui si prova a proporne qualcuna. Magari emblematica degli infiniti casi possibili.
15,00 14,25

Insomnia

Robbie Robertson

Libro: Libro in brossura

editore: Jimenez

anno edizione: 2026

La leggenda del rock Robbie Robertson racconta la sua avventurosa esperienza con Martin Scorsese, come amici, amanti dell'avventura e collaboratori che hanno sfidato i limiti, con tutta la passione del suo libro di memorie "Testimony".
20,00

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