La Casa Usher
Andrea Rauch. Ai margini del teatro. Manifesti 1980-2018
Walter Sardonini, Massimo Schuster, Andrea Mancini
Libro: Libro rilegato
editore: La Casa Usher
anno edizione: 2019
pagine: 78
La mostra Andrea Rauch. Ai margini del teatro – Manifesti 1980-2018, curata da Walter Sardonini, responsabile dell’identità visiva della Fondazione, rivela tutta la forza con cui Rauch riesce a sottolineare l’importanza dei testi, della scena, con “la spada” dell’autore, non con “il bisturi” del decoratore. È un acrobata dello spirito e della penna, in una continua opera di intellettuale, l’uomo di cultura sempre a guidare la mano dell’artista.
Teatri del suono. Terzo teatro: ieri, oggi, domani. Culture teatrali 2018
Libro: Libro in brossura
editore: La Casa Usher
anno edizione: 2018
pagine: 302
L'annale 2018 di «Culture Teatrali» presenta due sezioni monografiche. La prima, a cura di Enrico Pitozzi, ha l'obiettivo di analizzare, in ambito internazionale e secondo un approccio metodologico interdisciplinare, i territori della scena contemporanea, mettendo in luce le pratiche riconducibili alla nozione di Teatri del suono. Al centro di quest'indagine, articolata a partire dalla testimonianza di compositori e sound artists, oltre che di teatrologi e musicologi, c'è il pensiero sonoro che la scena elabora discostandosi dal mero utilizzo della musica come corollario al regime della visione. Da un punto di vista compositivo, assistiamo dunque ad un processo che si dispone attorno ad un doppio regime delle immagini, vale a dire l'"immagine sonora" — che comprende, inoltre, il registro vocale e il teatro d'opera — e l'"immagine visiva", determinata a partire dalle qualità della precedente. In altri termini, il suono agisce in scena in modo discreto, latente, stabilisce il senso di ciò che appare in scena e orienta la percezione dello spettatore. Segue una sezione intitolata Terzo Teatro: ieri, oggi e domani, che raccoglie i contributi degli studiosi intervenuti al convegno conclusivo dell'omonimo progetto svoltosi presso il Centro "La Soffitta" dell'Università di Bologna con il proposito di rintracciare — a quarant'anni dalla proposta di Eugenio Barba —, oltre che gli elementi storicamente caratterizzanti, anche i nodi di persistenza di una delle esperienze distintive del Nuovo Teatro. Completano l'annale due studi — uno dedicato a una ricognizione fortemente critica delle pratiche partecipative e dell'ideologia che le sottende; il secondo, incentrato su di un'analisi storica delle origini del teatro amatoriale in Italia — e la trascrizione della lectio magistralis tenuta da Marco Baliani al Dipartimento delle Arti ad aprile 2018.
In Kantor... Un piccolo pugno di dolenti commedianti
Maurizio Buscarino
Libro: Libro rilegato
editore: La Casa Usher
anno edizione: 2018
pagine: 216
Al suo arrivo in Occidente, nel 1978, Tadeusz Kantor comprese le straordinarie qualità di Maurizio Buscarino che, in quegli anni, si avviava a diventare un grande e singolare fotografo nel teatro contemporaneo. Tra i due si stabilì una profonda intesa dalla quale sono nati libri e mostre di grande pregio. Kantor colse dentro le immagini di Buscarino il senso di un atto drammatico della mente e dello sguardo, che gli corrispondeva e anche lo inquietava. Le sue fotografie mostrano come Kantor «annunciava il rischio quotidiano dell’entrata in scena e l’angoscia che prende quando davvero ci rendiamo conto di essere vivi: vivi, nella luce del patetico e incantevole percorso tra il nero da cui sbuchiamo e il nero verso cui andiamo». È Buscarino stesso a chiarire come il suo intento sia di conservare «i tratti illuminati, prima del buio, della traiettoria di Tadeusz Kantor, dei suoi attori e, insieme, della mia stessa vita». Le 200 lastre della memoria pubblicate In Kantor costituiscono l’esito maturo e centrale dell’amplissimo lavoro del grande fotografo.
Una educazione intellettuale. Saggi su di sé, su Foucalt e su altro
Alessandro Fontana
Libro: Libro in brossura
editore: La Casa Usher
anno edizione: 2018
pagine: 160
Il volume nella prima parte configura una vera e propria autobiografia intellettuale di Alessandro Fontana, sullo sfondo di una ricostruzione storico-genealogica di vicende e vicissitudini teoriche e politiche che potrebbero essere valide per un'intera generazione. Prosegue con una selezione di scritti distribuiti nell'arco di circa quarant'anni, che mantengono una grande validità pedagogica. La seconda parte infatti comprende gli scritti su Foucault, del cui progetto filosofico e storico, teorico e genealogico, Fontana ha dato conto criticamente, senza tradirne la complessità e la problematicità. Nella terza parte sono selezionati testi dedicati a Deleuze e ad altro. Leggere i testi che Fontana ha dedicato a Foucault e a Deleuze ci pare un'urgenza in un tempo in cui il loro pensiero viene sempre più assimilato alle regole dei saperi e dei discorsi dominanti, da quelle dell'Accademia a quelle della comunicazione giornalistica.
Canovacci di iconografia. La regia pensata: lezioni aperte verso una nuova disciplina teatrale
Arnaldo Picchi
Libro: Libro in brossura
editore: La Casa Usher
anno edizione: 2017
pagine: 458
Come descrivere e condividere il lavoro teatrale? Parlarne è difficile. Ma nei suoi 35 anni in scena e in cattedra Arnaldo Picchi mira proprio a questo: a immaginare la regia. Sceglie l'iconografia - il dialogo con le immagini - come prassi per disciplinare il lavoro teatrale, dotandolo di un lessico, sistemi di ricerca e criteri di scelta. Con Picchi l'iconografia diventa teatrale perché "tutte le immagini sono teatrali"; tutti i testi sono "immagini in potenza"; ogni allestimento nasce da "un immaginario in comune". L'iconografia teatrale è la regia pensata: non più mera documentazione del teatro già fatto, bensì strumento di orientamento nel Bilderatlas del teatro da farsi - modo di prepararsi, allenamento alla visione, sapere/vedere.
Pensare il teatro. Nuova teatrologia e performance studies. Culture teatrali 2017
Libro: Libro in brossura
editore: La Casa Usher
anno edizione: 2017
pagine: 291
Esistono molte differenze fra la nuova teatrologia, ossia gli studi teatrali contemporanei di matrice europea-continentale, e in particolare italiana, e quelli anglosassoni-nordamericani arruolabili sotto le insegne dei "performance studies". Tuttavia si rintracciano anche numerosi punti di contatto, sui quali è interessante approfondire un dialogo che si è già timidamente avviato sulle due sponde dell'atlantico: uno di questi consiste sicuramente nel privilegiare in entrambi i casi i processi rispetto ai prodotti, da un lato, e ai sistemi astratti, dall'altro. Potremmo dire, per essere più precisi, che la nuova teatrologia considera le opere, siano esse testi o spettacoli, soprattutto dal punto di vista processuale e delle pratiche che le fondano, ovvero dal punto di vista performativo. Il che la porta a mettere l'accento, come fanno appunto anche i performance studies, sugli aspetti performativi dei fenomeni teatrali. Il presente numero di "Culture teatrali" è dedicato in gran parte alla documentazione del convegno "Thinking the theatre - New theatrology and performance studies", promosso proprio intorno a questi temi dalla CUT - Consulta Universitaria del Teatro e svoltosi presso l'Università di Torino nel maggio 2015. La sezione monografica ospita i contributi presentati al convegno da alcuni studiosi internazionali e una serie di rapporti sulle diverse sessioni di lavoro, a firma dei rispettivi curatori. Completa il volume una sezione di saggi, alcuni dei quali si pongono anch'essi nell'orizzonte dell'indagine sui metodi e le teorie caratterizzanti gli studi internazionali di teatro e performance: fra questi, una riflessione sulla nuova centralità dello spettatore, all'insegna del primato dei processi e delle pratiche; un'indagine sulla importanza decisiva delle abilità mimetiche nell'evoluzione della mente umana, a partire dalle teorie del neuroscienziato Merlin Donald; un excursus sulla storia della disciplina in Argentina; una ricognizione della teatrologia canadese dal punto di vista dell'intermedialità e dell'interdisciplinarità. Infine, vengono pubblicati uno studio sulle modalità d'approccio espresse dalla critica rispetto al fenomeno del teatro sociale d'arte e una indagine sulla persistenza dei processi narrativi all'interno della scena post-drammatica.
Carte semiotiche. Le immagini del controllo. Visibilità e governo dei corpi
Libro: Libro in brossura
editore: La Casa Usher
anno edizione: 2017
pagine: 255
Visibilità e controllo. Nella loro interazione si dispiegano molte delle pratiche quotidiane, delle ossessioni securitarie e delle tattiche di resistenza che attraversano il mondo contemporaneo, punto estremo di quell'ideale disciplinare ottocentesco al quale Michel Foucault ha dedicato celebri pagine. Un tema che, oltre le pieghe dell'attualità cogente, ben si presta a saggiare l'efficacia diagnostica delle scienze della significazione e a valutare l'orizzonte epistemologico dell'interazione tra semiotica, estetica e teoria critica. Il volume si articola in tre sezioni, che individuano altrettanti ambiti di indagine: il plesso disciplina-sorveglianza come chiave di lettura delle politiche del controllo, le pratiche che ne sostanziano le funzioni nel quotidiano, le rappresentazioni che di esse ci forniscono le arti. La suddivisione non designa distinte aree tematiche o tipologie discorsive, ma gli snodi di una complessa mappa di problemi, oggetti e messe a fuoco sul rapporto fra il soggetto, le costrizioni esterne che determinano la sua condotta e il regime di visibilità e conoscibilità in cui questa si staglia. I contributi qui raccolti compongono dunque una costellazione variegata ma coesa nelle metodologie e nel campo d'indagine, all'interno della quale le posizioni si compenetrano e si completano reciprocamente attraverso un percorso che contempla oggetti (dal web ai flussi migratori, dal cinema alla topografia urbana, dalle pratiche corporee a quelle riabilitative), tempi e spazi differenti.
La regia teatrale in Italia, oggi. Culture teatrali 2016
Libro: Libro in brossura
editore: La Casa Usher
anno edizione: 2017
pagine: 299
Al termine di una sfolgorante parabola artistica di oltre cinquant'anni, il 21 febbraio 2015 Luca Ronconi ci ha lasciato. Proprio in ragione dell'influenza esercitata dal grande regista sui processi di trasformazione della scena italiana di fine millennio, questa scomparsa sembra caricarsi di un forte valore simbolico. Cadendo, di fatto, in concomitanza col processo di profonda revisione critica delle pratiche registiche oggi in atto nel segno di un superamento o quanto meno di un indebolimento della nozione classica di regia, l'uscita di scena del Maestro par quasi diventare una metafora del tramontare di un mondo e del parallelo schiudersi di nuovi orizzonti. Pensato come omaggio alla "ricerca infinita" di Ronconi, questo numero di «Culture Teatrali» si propone così di tracciare un bilancio delle esperienze registiche nazionali odierne, interrogando il passato e il presente della regia italiana nel tentativo di indovinarne il futuro. Sul filo degli interventi qui raccolti, la crisi e le trasformazioni della regia contemporanea sono esplorate nei loro risvolti più disparati: la storicizzazione e l'analisi teorica del trasmutarsi delle pratiche sceniche odierne dialoga con la ricognizione delle corrispondenze tra regia e coreografia, con la mappatura delle emergenze registiche al femminile elette a campo di indagine privilegiato per lo studio dei nuovi codici di messa in scena e soprattutto con una analitica inchiesta intorno ai modi contemporanei della regia nel teatro per musica. Le interpretazioni degli studiosi cedono quindi il passo alle testimonianze degli artisti: in un intreccio vertiginoso di intuizioni, presagi e ricordi, ventitré campioni del nostro teatro, giustapponendo le loro impressioni, ci consegnano un suggestivo ritratto a più mani della regia oggi secondo gli uomini di scena. In perfetta continuità con le "anatomie registiche" della sezione monografica, la parte extramonografica della rivista ospita due preziosi contributi pensati per far luce sull'esperienza de reenactment e sul processo di rifondazione degli studi teatrali italiani.
Vado a prendermi gioco del mondo. Dal folle in Cristo a Bisanzio e in Russia al performer contemporaneo
Tihana Maravic
Libro: Libro in brossura
editore: La Casa Usher
anno edizione: 2016
pagine: 239
Il folle in Cristo è una figura complessa. È allo stesso tempo un buffone, un profeta, un guaritore, un convertitore, un visionario. Il folle prende alla lettera le parole di san Paolo della Prima lettera ai Corinzi: si finge matto cercando l'insulto e il disprezzo, gira nudo e affamato per le vie della città, cerca di essere schiaffeggiato e maltrattato e fa di tutto per passare come "spazzatura del mondo". Abbandonata la vita solitaria e ascetica del deserto, decide di recarsi in città per "prendersi gioco del mondo" e smascherarne le falsità. In questa "antologia della sacra follia", il lettore viaggerà nel Medioevo bizantino e russo, tra i deserti dell'Egitto e della Siria, arriverà a Costantinopoli e terminerà il suo percorso a Kiev e a Mosca. Maravic mette in relazione la contraddittoria e paradossale figura del folle in Cristo con il teatro contemporaneo. I vari aspetti tipologici del 'salos' e dello 'jurodivyj' (forme della sacra follia nel Cristianesimo Ortodosso) sono avvicinati a immaginari strettamente teatrali: nel Teatro iconico viene studiata l'immagine del santo folle come entità passiva, simile a un attore-figura dotato di un corpo kenotico che si fa icona; nel Teatro come epifania dell'Altro il santo folle è messo in relazione con il trickster e con il buffone sacro; nel Teatro come trasformazione si scopre la sua natura apocalittica e filosofica. Questo studio restituisce vitalità a un custode di una conoscenza antica e dimenticata e serve da veicolo per una lettura filosofica e antropologica dell'arte attoriale e della funzione del performer.
Carte semiotiche. Strategia dell'ironia nel web
Libro: Libro in brossura
editore: La Casa Usher
anno edizione: 2016
pagine: 180
Le cosiddette "pratiche ironiche" sono sempre più diffuse in rete e costituiscono un aspetto ormai peculiare della comunicazione. Queste prendono forma dagli utenti generatori di contenuti e contagiano (si tratta di pratiche virali) i vari ambiti del web. In esse si annidano nuove strategie di significazione e di produzione di senso che interessano la ricerca in campi disciplinari contigui come l'estetica, la filosofia del linguaggio e la semiotica. In questi ultimi anni le forme dell'ironia nel web si stanno trasformando in un vero e proprio modello retorico-comunicativo, una strategia che basa la sua efficacia sulla potenzialità semplificatoria nel lavoro intertestuale e sulla facilità con cui offre nuove prospettive di lettura, capaci di porre in risalto aspetti impliciti e non rilevati degli stessi fenomeni che "aggredisce" ironicamente. Le prospettive di analisi e i casi scelti dagli autori nei diversi interventi portano un contributo decisivo per l'interpretazione non solo del fenomeno dell'ironia, ma del sistema web nel suo complesso, delle pratiche comunicative attuali che si caratterizzano per nuovi paradigmi e nuove modalità espressive. L'intento è quello di delineare i fattori che caratterizzano l'uso dell'ironia in rete, di indagare le forme in cui si palesano questi contenuti e, soprattutto, di mostrare come la strategia dell'ironia rappresenti una linea di tendenza davvero preponderante nelle pratiche web.
La terza avanguardia. Ortografie dell'ultima scena italiana. Culture teatrali 2015
Libro: Libro in brossura
editore: La Casa Usher
anno edizione: 2015
pagine: 301
Questo numero si apre con un'ampia sezione monografica dedicata ai nuovi linguaggi della scena attuale: il teatro degli anni Dieci del nuovo millennio o, più comunemente, degli "anni Zero". Un teatro difficilmente classificabile, malgrado le etichette coniate per tentare di mettere ordine nel rutilante presente artistico. In questo senso gli interventi e gli studi di caso qui raccolti non si limitano a indagare le tendenze in atto, tanto meno enunciano dei meri orientamenti estetici, bensì articolano un percorso storico-critico in grado di restituire una rappresentazione plastica dei teatri presenti. Esito di un monitoraggio costante e di un tenace affiancamento di gruppi e artisti, questa raccolta ambisce a fornire coordinate che intreccino differenti piani e discorsi, tra cui quello strettamente organizzativo, con particolare interesse per quei luoghi di produzione e invenzione del nuovo che fanno di certi festival vere e proprie factories. Gran parte dell'interesse per quest'ultimo decennio di teatro riguarda infatti la storiografia della contemporaneità e i suoi rapporti con quello che è stato chiamato il Novecento teatrale. Da qui il titolo proposto, non senza un pizzico di deliberata provocazione: la terza avanguardia. Dopo le prime avanguardie storiche e la ripresa postbellica del filo interrotto con le seconde, la terza avanguardia apre a un nuovo, imprevedibile tempo del teatro.
Il senso del gioco. Riconoscere la bellezza del calcio
Francesco D'Arrigo
Libro: Libro in brossura
editore: La Casa Usher
anno edizione: 2015
pagine: 170
Perché il calcio italiano è in crisi di risultati da anni? Come mai non siamo riusciti a stare al passo con le innovazioni di gioco prodotte nei Paesi europei che in questi anni stanno dominando lo scenario internazionale? In questo libro si propone una nuova prospettiva, per certi aspetti rivoluzionaria, sulla metodologia di allenamento: è un'illusione comandare lo sviluppo del gioco attraverso moduli e schemi rigidi, come si usa fare da anni in Italia. La causa delle sconfitte e delle vittorie non va ricercata nella scelta del 4-4-2 o del 4-3-3, dal momento che la vera natura del calcio, imprevedibile e sorprendente, non può essere rinchiusa in sistemi di gioco. Al contrario, il compito di un allenatore consiste nel far sviluppare ai propri giocatori quelle competenze tattiche e tecniche che permettano di ricercare col gioco "qualcosa di straordinario". L'obiettivo è "andare a vedere che cosa succede dietro le linee avversarie" in modi sempre nuovi e affidati alla fantasia, al pensiero e alle scelte di ogni singolo interprete del gioco. Per spiegare al lettore il suo "senso del gioco", l'autore si serve di esempi e introduce argomenti "popolari": dalle linee guida del settore giovanile del Bayern Monaco alle discussioni con Zeman sull'utilità della preparazione fisica, dalle lezioni di Spalletti alle parole di Löw, allenatore campione del mondo con la nazionale tedesca nel 2014.

