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La Vita Felice

La ruspa. InBook

Teo Cozza

Libro: Libro in brossura

editore: La Vita Felice

anno edizione: 2020

pagine: 20

A due anni i vostri bambini vogliono vedere e sentire storie di trattori, ruspe e camion? Questi sono i libriccini adatti a voi: la sera — nel lettone insieme a loro — leggeteglieli tutti, una, due, cento, mille volte. Con grande divertimento e poca fatica renderete felicissimi i vostri figli. Età di lettura: da 0 a 36 mesi.
10,00 9,50

Il trattore. InBook

Teo Cozza

Libro: Libro in brossura

editore: La Vita Felice

anno edizione: 2020

pagine: 20

A due anni i vostri bambini vogliono vedere e sentire storie di trattori, ruspe e camion? Questi sono i libriccini adatti a voi: la sera - nel lettone insieme a loro - leggeteglieli tutti, una, due, cento, mille volte. Età di lettura: da 0 a 36 mesi.
10,00 9,50

Gitanjali. Con testo Bengalese a fronte

Gitanjali. Con testo Bengalese a fronte

Rabindranath Tagore

Libro: Libro in brossura

editore: La Vita Felice

anno edizione: 2020

pagine: 367

Gitanjali, che significa "offerta di canti", è una raccolta di poesie scritte originariamente in lingua bengalese, tra il 1906 e il 1910. Le liriche qui raccolte si rivolgono sempre a un destinatario preciso — ora chiamato "maestro", ora "signore", "re", "sole" e perfino "amico" —: dio. Il dio di Tagore, identificabile con Krishna fanciullo, tuttavia, è allegro, gioviale, perfino giocoso. A lui Tagore si rivolge con un tono confidenziale, tanto affettuoso da apparire simile a una relazione amorosa. Per quanto giochi e si faccia "desiderare", il dio presente nelle poesie di Gitanjali, però, non è mai un'entità indifferente e distante: si avvicina all'uomo, questa creatura transitoria e imperfetta, per offrire il suo amore; sorride al fianco del poeta, gli chiede di cantare, gli fa percepire la sua presenza e il rumore dei suoi passi. Nelle poesie del Gitanjali sono presenti, oltre al rapporto tra il dio e il poeta, anche temi più popolari: la siccità della terra, le miserie della gente bengalese, l'arretratezza culturale del Bengala.
16,00

La mia primavera. Testo giapponese a fronte

Issa Kobayashi

Libro: Libro in brossura

editore: La Vita Felice

anno edizione: 2020

pagine: 160

Ne La mia primavera il quotidiano viene sublimato in situazioni emotive universalmente condivisibili. La presenza di bambini orfani o adottati, di madri premurose o crudeli, di esserini bisognosi di dare o ricevere affetto, finiscono per rendere quest'opera una grande metafora sull'amore genitoriale, che si declina attraverso non tanto i legami di sangue, ma piuttosto attraverso l'affetto, la protezione e la salvezza che un essere vivente può regalare a un altro.
14,00 13,30

Gaspara Stampa e altre poetesse del '500

Libro: Libro in brossura

editore: La Vita Felice

anno edizione: 2020

pagine: 205

«Non intendiamo stabilire il genere letterario "poetesse", contrapposto al genere "poeti", sebbene nella inanità critica dei generi letterari, tanto cara a chi non cerca la sostanza poetica ma si appaga dei suoi casellari notarili, esso avrebbe non minor senso dell'egloga piscatoria o della ilaro-tragedia satiro-pastorale. Chi si contenta di osservazioni generali, più o meno approssimative, dirà che la poesia femminile è sempre romantica, anche quando tocca la suprema, l'aurea perfezione, di Saffo. [...] Ma queste osservazioni non devono distrarci dall'essenziale, da quella sostanza poetica cioè che è la sola legittima ricerca della critica. Noi intendiamo valerci di uno spontaneo aggruppamento pratico, con l'intesa che ciascun poeta di quel «terribile sesso» di cui parlava, attratto e pure atterrito, Alessandro Manzoni, va considerato nella sua particolare originalità umana, e diciamo pure nella particolare virtù inventiva, espressa solamente nello stile e nel tono del suo testo. Una considerazione di storia del costume può servire a meglio spiegare questo legittimo raggruppamento, ricordando che il Cinquecento è ricco di poetesse.» (Dall'introduzione di Francesco Flora)
13,50 12,83

La sirena. Testo inglese a fronte

Herbert George Wells

Libro: Libro in brossura

editore: La Vita Felice

anno edizione: 2020

pagine: 341

Non è un caso che proprio nel 1900 (anno di stesura del romanzo, ambientato due anni prima e che verrà pubblicato a puntate nel 1901 dal "Pearson's Magazine", e poi raccolto in volume dall'editore Methuen l'anno dopo) Herbert George Wells (1866-1946) inauguri il secolo — un secolo decisivo e ambiguo — utilizzando la figura di una Sirena, "nata secoli e secoli fa in qualche orribile maniera miracolosa, in qualche luogo terribile vicino a Cipro", come simbolo della natura stessa del tempo che si rinnova per l'ennesima volta nell'eternità. Facendo ciò precede tutta una serie di grandi scrittori che scriveranno di sirene: da Kafka a Joyce a Pound, per non parlare dei nostri Malaparte e Tomasi di Lampedusa. Adottando il linguaggio della fantasia, mescolato con un pizzico di romanticismo e una buona dose di satira sociale, The Sea Lady — la cui versione italiana mancava dalla fine degli anni Venti — esplora gli argomenti della natura e del sesso, del desiderio e degli ideali, così come erano vissuti nel mondo edoardiano, un mondo in cui i vincoli morali si stavano fatalmente allentando e il perbenismo imperante cominciava a sgretolarsi.
16,00 15,20

Agesilao. Testo greco a fronte

Senofonte

Libro: Libro in brossura

editore: La Vita Felice

anno edizione: 2020

pagine: 127

L'opera, considerata uno dei primi esempi di scritti biografici, è un encomio dedicato al re e generale Agesilao II, nato a Sparta nel 444 a.C. e morto a Cirene nel 360 a.C. Senofonte conobbe Agesilao nelle piane dell'Asia nel 396 a.C. Il sovrano lacedemone era impegnato in una spedizione contro i Persiani, il gentiluomo ateniese vagava con un manipolo di mercenari da ormai quattro anni. Senofonte non si separò più da Agesilao e al suo fianco combatté nel 394 a.C. a Coronea contro la sua stessa città che aveva stretto un'alleanza antispartana con Tebe, Corinto e Argo. La sua scelta gli costò cara: il popolo ateniese lo condannò all'esilio.
10,00 9,50

Pienezza dell'occhio. Poesie scelte (1949-2001). Testo spagnolo a fronte

Blanca Varela

Libro

editore: La Vita Felice

anno edizione: 2020

pagine: 127

«La poetica di Bianca Varela supera il luogo comune, optando per la "parola elusa", quel silenzio scoperto sulla sua strada per Babele. L'enigma frena una falsa scoperta: non è il canto delle sirene a offuscarla, ma il suo ostinato silenzio, quel necessario "sgozzato splendore". Varela taglia il collo all'apparente prima luce della poesia superficiale, senza essere esageratamente oscura non crede più nella pienezza dell'occhio. Ecco i suoi fari: Paul Celan e César Vallejo. Da entrambi assimila il silenzio e la precisione, l'esigenza fondamentale di non dire tutto nella poesia, nonostante il dolore e la farsa di vincere il divenire incerto...» (Dall'Introduzione di Miguel Angel Zapata)
12,00 11,40

Il messicano. Testo inglese a fronte

Jack London

Libro: Libro in brossura

editore: La Vita Felice

anno edizione: 2020

pagine: 111

Vivere, nutrire le viscere, torcerle e magari metterle in esposizione sul piatto della scrittura. Sì, molti sono concordi nell'affermare che Jack London dovesse vivere per poter scrivere e che scrivesse per poter vivere. Per quanto riguarda Il Messicano, storia di boxe e disperato riscatto, apparsa sul «Saturday Evening Post» nel 1911, è cosa buona ricordare che il pugile dilettante London galvanizzato da quello sport primordiale, a volte non disdegnasse di avere come sparring partner Charmian Kittredge, la sua seconda moglie, e che probabilmente fu incaricato di seguire la Rivoluzione messicana di Pancho Villa e di Emiliano Zapata, proprio dai ricchi industriali nordamericani che volevano soffocarla. Nonostante London — che spesso non esitava a crogiolarsi nel suo superomismo di bianco robusto, biondo e ottusamente fiducioso —, in tale racconto si narra tutt'altro. È l'urlo dei diseredati e il tentativo folle di placarlo ad alimentare la vita vera e autentica del protagonista: il piccolo servo della rivoluzione Felipe Rivera. La sua sete di giustizia ridicolizza i gringos, persi in stupidi riti collettivi, e non si dimentica di farci osservare con sarcasmo gli intellettuali rivoluzionari e il loro fardello di desideri inconcludenti.
10,00 9,50

Io torno di notte. Lettere tra l'Italia e il Perù dal 1914 al 1947

Libro

editore: La Vita Felice

anno edizione: 2020

pagine: 232

"Io torno di notte - frammenti di un diario e raccolta di lettere tra l'Italia e il Perù dal 1914 al 1947 curata da Mario Ferrando - è una miniera di informazioni che fanno luce sulle vicende di un gruppo famigliare incentrato sulla figura di Giovan Battista Viani (detto "Giobatta" o "Baciccin": e lo citerò da qui in poi con quest'ultimo ipocoristico, bello e affettuoso), classe 1881, nato a Villa Viani frazione del Comune di Pontedassio in provincia di Imperia, ultimogenito di quattro figli maschi di una famiglia benestante. Baciccin fu in Perù in due momenti diversi: una prima volta tra il 1915 e il 1920 e poi, una seconda volta, tra il 1927 e il 1947. E il suo diario e le sue lettere raccontano moltissime cose: dal viaggio per l'Atlantico tra gente varia (ballerine spagnoleggianti, chanteuses francesizzanti, coppie distinte ma anche qualche signora "disinvolta" e perfino un prete "disinvolto"...) all'impatto con l'ambiente sudamericano, dalle condizioni di vita di emigranti nell'America Latina nei primi decenni del secolo scorso ai riflessi che grandi fatti della storia mondiale ebbero sia sulla vita della famiglia di Baciccin che, più ampiamente, sul quadro sociale italiano e internazionale: due guerre mondiali terribili, la '15-18 e la '39-45; l'eco dei regimi dittatoriali dell'Europa di quei decenni; ma anche l'eco della colonizzazione italiana nel Corno d'Africa e, più generalmente, riferimenti ai problemi economico-sociali di un mondo sconvolto da grandi mutamenti". (Emanuele Banfi)
18,00 17,10

Un volto nuovo. Prose poetiche e saggi critici degli anni '30

Antonia Pozzi

Libro: Libro in brossura

editore: La Vita Felice

anno edizione: 2020

pagine: 344

Quasi un autoritratto dell'artista da giovane. L'artista è Antonia Pozzi e questo è il racconto della sua vasta e varia formazione intellettuale nei difficili anni '30 attraverso alcune rare pubblicazioni qui raccolte da Alessandra Cenni, "storica" curatrice delle opere della poetessa. Così, attraverso la raffinata tesi di laurea in Estetica dedicata a Flaubert, relatore il grande filosofo Antonio Banfi, o l'intensa lettura di Rilke, Huxley, Dostoevskij, i suoi autori prediletti, o autoanalizzando-si spietatamente nelle pagine del Diario e nelle lettere a Vittorio Sereni, l'amico fraterno, Antonia Pozzi delinea un percorso di pensiero e di vita, troncata di sua propria mano, in accordo col destino tragico della sua generazione. Molti giovani intellettuali, infatti, cercavano nuove vie alla conoscenza, affrontando la crisi attraverso la cultura attiva, cercando di resistere con la parola per proteggerla o farla divenire, se pur fragile, l'invincibile antidoto alle pressioni autoritarie del regime e alle minacce di una incombente guerra mondiale. Rifugiandosi in una cultura che non tarda a diventare militante ed esistenziale, la ricerca di Antonia si identifica con la storia di questa generazione sacrificata e delusa, ma anche coi dubbi e il coraggio necessario a ogni giovane talento che cerca ostinatamente, e malgre' tout, di trovare la propria voce libera in un mondo impostore, che vorrebbe farle indossare un "volto nuovo", che non corrisponde alla sua più autentica natura.
24,00 22,80

Epitalamio per Massimo vir spectabilis. Testo latino a fronte

Magno Felice Ennodio

Libro: Libro in brossura

editore: La Vita Felice

anno edizione: 2020

pagine: 192

L'epitalamio è un canto nuziale, un sottogenere lirico greco imitato più tardi dai Romani, destinato a celebrare in versi un matrimonio, presso la camera degli sposi. Nelle poesie, benché una volta protesti contro le falsità degli antichi e invochi lo Spirito Santo, Ennodio non sdegna di rappresentare Apollo, Venere, le Muse: nell'epitalamio per Massimo, Amore si lamenta con Venere dell'ascetismo introdotto dal cristianesimo. Il poeta più imitato è Virgilio; i sette mediocri inni religiosi arieggiano quelli di sant'Ambrogio. Un epitalamio in chiave di conversione, quella di Massimo, dalla precedente vita ascetica a quella coniugale.
12,50 11,88

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