Odoya
Storie di Berlino
Franco Ricciardiello
Libro: Copertina morbida
editore: Odoya
anno edizione: 2020
pagine: 348
Berlino e Parigi sono le città che più hanno sofferto di protagonismo nel secolo scorso in Europa; la politica, la scienza e l'arte hanno trovato terreno fertile nelle due capitali. A Berlino non si può sfuggire dal passato: basta una semplice passeggiata in città e i monumenti, gli edifici e i musei prolungano la memoria della criminale dittatura nazista e del paranoico totalitarismo comunista. Un percorso spezzato e complesso separava la zona d'occupazione sovietica da quella alleata, sul quale le autorità della DDR costruirono il muro. La Germania, prima della crisi economica degli anni Venti, viveva una grande stagione culturale grazie ai suoi scrittori di fama mondiale, ai registi e agli attori che inventarono un nuovo modo di fare cinema e che contribuirono a creare il mito di Hollywood, ai filosofi che impressero la loro orma nella storia del pensiero, agli urbanisti che rifondarono l'architettura moderna, agli scienziati che crearono la fisica delle particelle, fino ai compositori che hanno lasciato pagine indimenticabili nella storia della musica. Questo libro, che si occupa di luoghi e storie del cinema, della musica e della letteratura, nasce dall'incrocio tra la città dell'immaginazione, fondata sui libri, i film e la musica, e quella reale, percorsa a piedi per cinque, lunghe suggestive camminate. Eppure ci sono parole, nei libri scritti da chi si trovò a vivere la crudele stagione del nazismo, che possono metterci nella predisposizione mentale per comprendere come sia stata possibile la più grande tragedia della storia in uno dei paesi socialmente e culturalmente più avanzati.
Tomahawk. Trent'anni di guerre nelle pianure
Paul I. Wellman
Libro: Libro in brossura
editore: Odoya
anno edizione: 2020
pagine: 248
Nel 1834 la "questione indiana" risultava risolta. Con la firma del trattato, gli Indiani accettavano un vasto territorio dove avrebbero potuto vivere in libertà. Poi esplosero le ribellioni, le prime battaglie. Che cosa aveva provocato la svolta nei rapporti fra i bianchi e gli Indiani? La storia non ha dubbi: i conquistatori europei non avevano rispettato i patti. La loro avidità li aveva spinti a forzare i confini, a penetrare nel territorio indiano e conquistarlo con la forza. Le tribù disseppellirono l'ascia di guerra. Le cronache individuano due eventi in particolare: il massacro del Minnesota, nel 1862, e la battaglia di Wounded Knee, nel 1890. Tra questi si snoda un sanguinolento trentennio di agguati, scontri e carneficine. Di questo periodo, l'autore ci fornisce un quadro completo, passando in rassegna le grandi battaglie, come Washita o Little Bighorn, e dedicando pagine memorabili ai leggendari capi guerrieri come Cavallo Pazzo, Nuvola Rossa, Giuseppe, Toro Seduto. Ma la miccia che diede fuoco alle polveri non fu soltanto il dominio delle terre, bensì un'antitetica concezione della vita: per i Sioux, i Cheyenne, gli Ute, i Comanche, gli Apache, i Nasi Forati o gli Arapaho, la guerra serviva a dar prova del loro coraggio individuale. Per gli usurpatori europei, invece, era un'operazione da concludere in fretta, attraverso lo sterminio "scientifico" del nemico. Le fasi di quella epopea sono raccontate da Wellman con grande perspicacia storica, ma non senza una viva partecipazione, rendendo il libro un contributo doveroso alle tribù degli Indiani, la cui unica colpa fu quella di difendere la propria dignità e la propria libertà.
Storia della letteratura spagnola. Dalle origini al dopoguerra
José M. Valverde
Libro: Libro in brossura
editore: Odoya
anno edizione: 2020
pagine: 362
La letteratura spagnola resta un po' in disparte rispetto alla letteratura europea, coltiva le proprie forme autoctone e tenta, a scadenze varie, di rinnovarsi. Eppure, nel corso della sua storia, e particolarmente nel periodo della sua massima fortuna politica, la Spagna ha espresso alcuni nomi fondamentali sul piano letterario, sia nella poesia che nella prosa. L'autore ci fornisce un rapido excursus all'interno dell'esperienza letteraria spagnola, partendo dall'anno Mille e arrivando al primo dopoguerra del Novecento. Dedica a ogni secolo e a ogni movimento letterario un capitolo introduttivo per poi entrare nello specifico degli autori partendo da Fray Luis de León e passando per Calderón de la Barca, da Antonio Machado a Federico García Lorca. Con una prosa divulgativa e allo stesso tempo puntuale, l'autore ci conduce attraverso i secoli alla scoperta dei generi letterari spagnoli senza trascurare le tematiche e i contesti sociali, le singole voci e il sentire collettivo, riuscendo nel difficile compito di dare un quadro generale tra classicismo e avanguardia. Nel libro le più belle pagine, i versi e le prose vengono citate per introdurre il lettore agli scrittori proposti: Gonzalo de Berceo, Manrique, de León, santa Teresa e san Giovanni della Croce, Cervantes, Lope e molti altri...
Storia dell'amore e del sesso in età moderna
Jacques Solé
Libro: Copertina morbida
editore: Odoya
anno edizione: 2020
pagine: 327
Per tanti anni i ricercatori hanno sottovalutato l'importanza nella storia sociale dell'aspetto sentimentale e sessuale nelle relazioni, una componente che spesso ha determinato scelte e comportamenti, contribuendo a stabilire costumi e modalità di interazione. Jacques Solé ha studiato, ricostruito e raccontato come amavano i nostri avi, dal Rinascimento alla Rivoluzione francese, riscontrando il costante controllo dell'amore e del sesso da parte del potere e la tutela del matrimonio come strumento di stabilità sociale. E il libertinaggio? L'adulterio? Se lo concedevano alla luce del sole gli aristocratici, che facevano legge del proprio comportamento, o, all'opposto, i miserabili, che non avevano nulla da perdere. I borghesi, invece, che si sentivano il cardine della società, hanno sempre baciato solo clandestinamente. Partendo dal XV secolo, nel quale la risposta al binomio unione coniugale-difficoltà economiche era il matrimonio ritardato, l'autore studia i vari aspetti che hanno caratterizzato la sessualità in Occidente. Vi è un'attenta analisi delle pratiche e delle perversioni sessuali più diffuse, di quelle che all'epoca erano considerate devianze e delle prassi igieniche in Età moderna. Solé, poi, si sofferma sul ruolo del Cristianesimo, che, attraverso i suoi rigidi precetti, ha contribuito allo sviluppo di un odio nei confronti del corpo, generando una risposta sessuale alquanto violenta, riscontrabile nelle torture fisiche ai danni di cosiddette streghe o individui colpevoli di comportamenti fuori dagli schemi. Attraverso dati demografici, diari, saggi e testimonianze illustri, ricaviamo un quadro completo della sessualità di quei secoli, fino ai capitoli finali, che illustrano il contributo dell'arte e della letteratura all'erotismo.
Guida agli stili nell'arte e nel costume. L'età contemporanea
Gioacchino Toni, Gianluca Ruggerini
Libro: Copertina morbida
editore: Odoya
anno edizione: 2020
pagine: 431
La guida agli stili nell'arte e nel costume in età contemporanea, partendo dal passaggio tra Otto e Novecento, ne analizza le esperienze artistiche con particolare attenzione al contesto culturale e materiale in cui si manifestano e ai protagonisti che le hanno animate. Attraverso preziosi inserti dedicati al costume, restituisce il quadro di un'epoca in termini di immaginario collettivo, moda, orientamenti di gusto e comportamenti sociali. La guida si apre con l'analisi delle sperimentazioni postimpressioniste, indagate nelle cesure che attuano rispetto agli schemi di vita e ai riferimenti culturali della tradizione occidentale, oltre che nei confronti di una concezione dell'arte ormai inadatta a rendere i tempi più moderni. Il generale scollamento dell'arte dalla rappresentazione mimetica conduce da un lato lungo la via dell'astrazione (attraverso una stilizzazione delle forme naturali) e dall'altro verso quella della concretezza (dove l'arte mira, sull'onda dell'immaginario industriale, alla realtà artificiale). Passate in rassegna le Avanguardie storiche (espressioniste, cubiste, futuriste, non figurative, dadaiste, surrealiste, ecc.), il volume affronta le "poetiche della materia" degli anni Quaranta e Cinquanta, le "poetiche dell'oggetto" degli anni Sessanta e Settanta e le proposte artistiche che, dalla fine degli anni Sessanta, si propongono di istituire un nuovo rapporto con la realtà circostante. L'ultima parte del volume individua le principali trasformazioni del sistema dell'arte contemporanea giunto al cambio di millennio, riflettendo sulle nuove dinamiche del mercato artistico e sul ruolo del circuito espositivo-museale.
Artemisia Gentileschi. L'artista in Italia. Guida ragionata alle opere nei musei, nelle chiese, gallerie e collezioni d'arte in Italia
Raoul Melotto
Libro: Copertina morbida
editore: Odoya
anno edizione: 2019
pagine: 333
La nostra storia comincia così... In un modesto atelier una ragazzina romana di diciassette anni ritrae un'amica come una Vergine che allatta il Bambino. Vive con il padre Orazio Gentileschi, anche lui pittore, e sogna di diventare artista nonostante viva in un secolo, il XVII, che non ammette pittrici a scultrici nelle accademie d'arte. Quella stessa ragazzina, trent'anni dopo, si troverà sospesa tra i ponteggi della Queen's House di Greenwich a Londra, per completare un ciclo di tele insieme al padre. A chiamarla è stato lo stesso re d'Inghilterra: Carlo I Stuart. Questo volume racconta l'incredibile parabola artistica di una grande protagonista della pittura moderna, capace di affermarsi contro le violenze e le discriminazioni del suo tempo pur di venir riconosciuta al pari di un uomo. La sua vicenda può esser letta come un romanzo, come una guida d'arte a come un saggio biografico. È la storia di una donna che si chiama come le grandi regine del passato e le prime cacciatrici dell'Ellade, a come una pianta che cura il primo sangue delle vergini. Il suo nome è Artemisia.
Godzilla e altri kaiju. Guida ai mostri giganti del cinema
Jason Barr
Libro: Libro in brossura
editore: Odoya
anno edizione: 2019
pagine: 352
Il genere cinematografico dei kaiju (letteralmente, "strana bestia") presenta una serie di temi che vanno ben oltre il motivo dei "grandi mostri che calpestano le città". A partire da "King Kong" (1933) e dall'archetipo "Godzilla" (1954), padre putativo di tutti i mostri a venire, il kaiju ha trovato materiale in scienza, militarismo, capitalismo, colonialismo, consumismo ed ecologia. Quest'analisi critica dei kaiju prende in considerazione l'interezza del genere, dalle pellicole più famose ai film meno noti come Kronos. "Conquistatore dell'universo" (1957), "Monsters" (2010) e "Pacific Rim" (2013). Jason Barr esamina come il kaiju abbia attraversato le varie culture, dalle sue originali ispirazioni folcloristiche in Giappone e negli Stati Uniti, e come il genere continui a riflettere i valori nazionali veicolati per il pubblico di massa. L'autore tenta di ridefinire ciò che costituisce un film kaiju e suggerisce che si tratta di un fenomeno spesso erroneamente identificato come fantascienza. La sua esplorazione approfondisce le radici della cultura e del folclore giapponesi e mette in evidenza elementi chiave che hanno influenzato la struttura e il formato del genere kaiju, tra cui gli yókai (creature del folclore), e le forme tradizionali del teatro bunraku, kabuki e No. Capitolo per capitolo, "Godzilla" e altri kaiju sottolinea come le storie, i mostri e le persone nei film rispecchino un assortimento di preoccupazioni rappresentative delle diverse epoche, incluse le conseguenze della guerra nucleare, i disastri naturali e atomici, il terrorismo, l'inquinamento, la politica globale e delle varie nazioni, lo sviluppo industriale, il colonialismo, i progressi scientifici con i loro pericoli e la presa di potere dei militari.
Il bambino gender creative. Percorsi per crescere e sostenere i bambini che vivono al di fuori dei confini del genere
Diane Ehrensaft
Libro: Libro in brossura
editore: Odoya
anno edizione: 2019
pagine: 296
La dottoressa Diane Ehrensaft ha dedicato la sua carriera di psicologa a supportare e guidare bambini e adolescenti che non si identificano con il genere biologico indicato sul loro certificato di nascita. Nel suo primo libro, "Gender Born, Gender Made", ha creato il concetto di "gender creative" per ciò che l'American Psychiatric Association definiva ufficialmente un "disturbo". Ora, con "Il bambino gender creative", Diane Ehrensaft offre a genitori, insegnanti, famiglie e terapisti una risorsa completa e aggiornata per prendersi cura dei bambini che intrecciano e uniscono natura, educazione e cultura in un'infinità di modi per determinare il genere del loro vero sé. In nove capitoli semplici da leggere incoraggia i genitori ad ascoltare i figli, sostenere la loro ricerca di una vera identità di genere e intraprendere una valutazione dettagliata delle loro esigenze. Il libro è anche una guida per i professionisti che lavorano con i bambini e presenta la questione attraverso il panorama culturale, medico e legale del genere e dell'identità, in rapida evoluzione.
Musica e politica. Storie di lotta, censura e reciproca convenienza
Andrea Zoboli
Libro: Libro in brossura
editore: Odoya
anno edizione: 2019
pagine: 272
La musica è un formidabile veicolo di messaggi politici e sociali per la sua pervasività, perché può essere fruita collettivamente e riprodotta facilmente. In Musica & Politica ripercorreremo la parabola della musica di partito in Italia, da Bandiera Rossa a Forza Italia fino a una Terza Repubblica silenziosa. Seguiremo poi la generazione che nel 1966 scese nelle piazze italiane, per poi rifluire, negli anni del piombo dei proiettili e dell'oro dei dischi dei cantautori. Sfideremo la censura di qua e di là dal Muro, tra le violenze dell'FBI maccartista e le rigide regole della discografia di regime in URSS, mentre la musica occidentale ed italiana tenta di penetrare oltre cortina e gli artisti cantano alla bomba e alla Luna, nel cielo indiviso. Studieremo l'ambivalenza della resistenza musicale all'apartheid, nel jazz e nel folk locale e nella tardiva reazione del pop atlantico. Calcheremo i palchi del black power di Malcolm X e delle Pantere Nere e cammineremo per le strade dei ghetti in rivolta attraverso le canzoni militanti dei primi anni Settanta. Rivivremo la metamorfosi del Partito laburista inglese da Red Flag alla Londra del Britpop, accompagnando Tony Blair a Downing Street insieme a Blur e Oasis. Ritroveremo le parole d'ordine della guerra al terrore nelle canzoni successive al 9/11, e il tardivo e futile dietrofront della musica americana a conflitti in Afghanistan e Iraq in corso. Infine, l'attualità: la Brexit, Donald Trump, la musica pre-politica nell'Italia di oggi, l'emergenza climatica.
Storie di casa Farnese
Giovanna Rabbi Solari
Libro: Libro in brossura
editore: Odoya
anno edizione: 2019
pagine: 288
Tra le grandi famiglie italiane i Farnese arrivarono probabilmente ultimi al banchetto della gloria e del potere, ma nel giro di pochi anni, proprio mentre il Rinascimento si spegneva e il nuovo ordine della Controriforma rendeva sempre più difficili le folgoranti ascese degli homini novi, si trasformarono da piccoli nobili di provincia in aristocratici a livello europeo, da mal ricompensati soldati in regnanti. Alla base è la «fortunazza paolina», quel gioco estroso del destino che riunì in Alessandro Farnese (1468-1549) le più contrastanti doti — cortigiano raffinato, sapiente umanista, politico d'alta scuola — e lo spinse, tra lo sbalordimento e l'invidia dei contemporanei, sul soglio pontificio col nome di Paolo III, per la maggior gloria della Chiesa, ma anche, e forse ancor più, della propria famiglia. E dopo di lui il figlio Pier Luigi (1503-1547), primo duca di Parma e Piacenza, sfrenato nelle passioni e accorto statista, e via via tutti gli altri, generazioni di capitani e di governanti, di prelati e di donne educate per divenire regine, fino agli ultimi Farnese, in cui la proverbiale gentilezza degli avi si muta in mollezza, il gusto del bello in lascivia e ghiottoneria, la violenza dei sentimenti in follia. Ricco di particolari come una vera "storia di famiglia", il libro annoda continuamente le vicende dei Farnese a quelle europee, in un quadro di costume spregiudicato, e talvolta malizioso, sul cui sfondo appaiono i più importanti personaggi del tempo: da Tiziano a Carlo V, da Filippo II al cardinale Alberoni e a papa Urbano VIII.
Storia della Cina moderna. Dalla dinastia manciù alla Rivoluzione culturale
Henry McAleavy
Libro: Copertina morbida
editore: Odoya
anno edizione: 2019
pagine: 412
La politica della Cina Popolare è comprensibile solamente se inquadrata nella storia della Cina degli ultimi duecento anni: nella grande crisi, cioè, che vide la disintegrazione delle istituzioni politiche e sociali tradizionali sotto la pressione occidentale. Il libro parte dalla descrizione del chiuso mondo dell'Impero Qing, dominato da una burocrazia di letterati e latifondisti, contro il quale le potenze dell'Occidente organizzarono un massiccio attacco coloniale nell'intento di aprire i vasti mercati della Cina alle proprie merci e i suoi governi alla propria influenza politica. Analizzando le conseguenze dell'invasione e la "risposta" cinese a essa, dalla discussa ribellione dei Taiping e dai primi modesti tentativi di riforma della classe mandarinale alla rivolta dei Boxer e allo sviluppo del movimento repubblicano, McAleavy si sofferma anche sui mutamenti dei costumi, dall'arte alla cultura e alla stampa. Con la Rivoluzione russa del 1917 il marxismo passa la frontiera; comincia così a emergere una nuova Cina. Chiang Kai-shek fonda un regime nazionalista che si dimostra tuttavia incapace di trasformare la Cina in uno stato moderno e crolla sotto i colpi della guerra con il Giappone. In questo periodo Mao Tse-tung adatta le dottrine di Marx e di Lenin alle condizioni della Cina e, dopo aver sconfitto i rigidi dottrinari ed essersi sottratto alle pesanti interferenze staliniane, elabora una teoria e una tecnica della guerriglia rivoluzionaria che nel1949 porterà lui e i suoi seguaci al potere in tutto il paese. L'ultima parte del libro mostra come il nuovo regime abbia spinto lontano le sue aspirazioni e la sua politica, e si chiude alla vigilia della Rivoluzione culturale.
Bambole del sesso. Storia delle donne oggetto e di altri giocattoli per maschi
Anthony Ferguson
Libro: Copertina morbida
editore: Odoya
anno edizione: 2019
pagine: 269
Uno studio sulla storia delle bambole del sesso che esamina la perpetua ossessione del maschio di creare un oggetto sessuale femminile idealizzato e silenzioso. Ferguson analizza le manifestazioni di questo desiderio attraverso i secoli nella mitologia, nella letteratura, nell'arte, nella filosofia e nella scienza. Un impulso sessuale che è stato espresso in una grande varietà di forme, come statue, manichini, bambole del sesso e ginoidi (robot). In particolare, lo studio si concentra sull'evoluzione della bambola del sesso e la sua incarnazione originale come effigie di stoffa, attraverso la commercializzazione di bambole gonfiabili, fino alle attuali elaborate figure cyber-tecnologiche, nel tentativo di scoprire le pulsioni nascoste e i desideri che alimentano questa continua fantasia di creare un partner perfetto, impotente e silenzioso. La storia "ufficiale" delle bambole del sesso è alquanto lacunosa, il che non sorprende affatto, visti gli atteggiamenti conservatori e spesso opprimenti della società nei confronti del sesso e della sessualità. Per questo motivo lo studio di Ferguson prende in esame teorie e congetture di filosofi, psicologi, sociologi ed esperti di etica come necessaria integrazione della documentazione storica, e rivela atteggiamenti e attitudini maschili nei riguardi della donna oggetto nell'arco dei secoli. Ferguson dà il suo meglio quando analizza le rappresentazioni di bambole del sesso nella cultura popolare, in cui illustra la loro persistente presenza in letteratura, film, televisione, musica e arte.

