Salerno
Dante poeta e italiano «legato con amore in un volume». Manoscritti e antiche stampe della raccolta di Livio Ambrogio. Catalogo della mostra di Roma
Libro: Libro in brossura
editore: Salerno
anno edizione: 2011
pagine: 352
Opere religiose: Vita di Maria Vergine-Vita di Santa Caterina-Vita di Tommaso d'Aquino. Volume 2
Pietro Aretino
Libro: Copertina rigida
editore: Salerno
anno edizione: 2011
pagine: 734
Con i tre scritti di materia agiografica qui raccolti, Pietro Aretino chiude la stagione delle opere religiose nel segno della committenza di Alfonso d'Avalos, marchese del Vasto e governatore di Milano. Dopo i Salmi, l'Umanità di Cristo e il Genesi (riuniti nel primo tomo di questo stesso volume), le Vite di Maria Vergine, di santa Caterina d'Alessandria e di san Tommaso d'Aquino costituiscono, oltre che l'estremo e illusorio assalto alla porpora cardinalizia, anche lo strumento, talora sottilmente ricattatorio, per sollecitare la corresponsione delle rate della pensione che Aretino vanta sulle casse milanesi. Composte e date alle stampe in successione nello stretto giro di anni che va dal 1539 al 1543, le Vite rappresentano uno snodo fondamentale nel percorso di ricerca stilistica ed espressiva su cui Aretino ha orientato la riscrittura della materia sacra sin dalle prime parafrasi bibliche. Lo scopo primario resta quello di coinvolgere emotivamente il lettore, restituendo alla sensibilità e al gusto cinquecenteschi alcuni momenti topici della storia religiosa; ma differente è qui la declinazione degli espedienti artistici adoperati nella narrazione degli eventi sacri. Il patetismo a tinte forti, il descrittivismo pittorico e l'impiego diffuso della similitudine assumono nelle agiografie una coloritura peculiare che si vena per larghi tratti delle tonalità più cupe dell'ascetismo, il tutto sempre all'interno di una trama retorica energicamente strutturata.
«Erano i capei d'oro a l'aura sparsi». Metamorfosi delle chiome femminili tra Petrarca e Tasso
Alessandra P. Macinante
Libro: Libro in brossura
editore: Salerno
anno edizione: 2011
pagine: 91
I capelli d'oro sono uno dei topoi più famosi (e abusati) della lirica italiana, almeno fino all'Ottocento. In queste pagine l'autrice analizza i più celebri ritratti femminili della poesia fiorita in Italia nei secoli XIII e XIV, per poi soffermarsi sul magistrale riuso operato da Tasso nella "Liberata". Il tema della descriptio puellae è trattato in maniera innovativa alla luce della teoria classica del tetracromatismo, che prevedeva da parte del poeta l'impiego di soli quattro colori (il bianco, il nero, il giallo, il rosso). Riferimenti al topos dei capelli biondi femminili sono già nei poeti siciliani, ma è con Cino da Pistoia che l'immagine delle chiome dorate assume una valenza significativa, prima che Petrarca la potenzi semanticamente rendendola esemplare. Il percorso definito in queste pagine, ricche di esemplificazioni attinte a testi di varia tipologia e datazione, prosegue con Boccaccio e Tasso: il novelliere e il poeta cinquecentesco contaminano il canone lirico, l'uno ricorrendo a moduli narrativi, l'altro trasformando le esili fanciulle bionde della tradizione lirica in coraggiose eroine pronte alla battaglia. Il volume ricostruisce dunque un percorso tematico che va dalla lirica delle Origini alla fine del Cinquecento, tracciando attraverso il particolare del colore dei capelli una storia dell'immagine femminile che tocca in profondità i valori stessi della poesia.
Capitoli satirici e burleschi
Romano Alberti
Libro: Libro in brossura
editore: Salerno
anno edizione: 2011
pagine: 232
Sullo scorcio del Cinquecento Romano Alberti (1540 ca.-1600 ca.), pittore originario di Sansepolcro, accademico di San Luca e noto trattatista d'arte, allestiva il suo canzoniere, oggi testimoniato dal solo codice XIII D 54 della Biblioteca Nazionale " Vittorio Emanuele III" di Napoli. Si tratta di una raccolta eterogenea, che allinea 162 componimenti tra sonetti (90), madrigali (49), capitoli in terza rima (15), ottave rime (3), epigrammi (3) e canzoni (2), chiaramente impostata secondo criteri metrici e tematici. Da essa, Ciro Perna ha estratto i 15 ternari, in quanto, a differenza degli altri componimenti, tutti ascrivibili al petrarchismo tardocinquecentesco, presentano una più marcata caratterizzazione e costituiscono un rilevante documento dello sviluppo del genere satirico che, dalle prove ariostesche e bernesche, aveva già percorso una complessa linea evolutiva. Pubblicati in edizione critica e corredati da apparati esegetici ed ecdotici, i capitoli ternari risultano di fondamentale importanza per la ricostruzione del percorso biografico e letterario dell'Alberti. Amicizie, amori, incontri, passioni letterarie, viaggi: l'autore instaura un fitto dialogo con i suoi corrispondenti (tra i quali figurano anche gli Accademici della Crusca), dove acquista valore la riflessione, talvolta risentita, sugli eventi e sulle difficoltà del presente, spesso supportata da efficaci apologhi o elaborata in forma di epistola in versi.
Dante e la paternità del «Fiore»
Pasquale Stoppelli
Libro: Libro in brossura
editore: Salerno
anno edizione: 2011
pagine: 144
Nella storia di tutte le letterature del mondo non esiste altra opera anonima a cui, a pari del Fiore, la critica filologica abbia attribuito tanti possibili autori. Questo testo in 232 sonetti, è stato riconosciuto a Brunetto Latini, Rustico Filippi, Cecco Angiolieri, Folgore da San Gimignano, Antonio Pucci e altri. Ma è Dante che ha calamitato l'attenzione dei filologi. In questo saggio la questione del "Fiore" viene affrontata nella sua complessità, alla luce di tutta la bibliografia critica prodotta dal 1881 a oggi. Il lavoro vuole dissociare definitivamente Dante dal testo del "Fiore". La proposta di un altro rimatore con titoli più solidi ad accollarsene la paternità, le osservazioni critiche sulla lezione del testo vulgato e l'invito a riconsiderare l'effettiva paternità di alcune rime oggi unanimemente riconosciute all'autore della Commedia sono risultati accessori di rilievo, ma tutto sommato secondari rispetto alla finalità di liberare uno dei più grandi poeti della storia dell'umanità del peso di un'opera che attribuita a un autore di secondo piano può risultare anche interessante, ma guardata dall'altezza di Dante risulta irrimediabilmente inadeguata.
Legazioni. Commissarie. Scritti di governo. Volume 6
Niccolò Machiavelli
Libro: Copertina rigida
editore: Salerno
anno edizione: 2011
pagine: 590
Il sesto tomo delle Legazioni. Commissarie. Scritti di governo riguarda gli anni 1507-1510, che costituiscono il culmine, per autonomia d'azione e maturità di riflessione, dell'esperienza politico-diplomatica di Niccolò Machiavelli al servizio della Repubblica fiorentina. Confermatosi ormai come uomo di fiducia del gonfaloniere perpetuo Pier Soderini, forte della realizzazione della milizia cittadina (dal 12 gennaio 1507 alle funzioni di cancelliere della seconda Cancelleria e segretario dei Dieci di Balia e Libertà, Machiavelli aveva aggiunto quella di cancelliere dei Nove dell'Ordinanza e Milizia, magistratura istituita sotto il suo decisivo impulso il 6 dicembre 1506), queste corrispondenze presentano il Segretario in alcune delle sue missioni militari e diplomatiche più importanti per comprendere le grandi opere post resperditas. Sul piano interno si tratta soprattutto della fase finale nella guerra contro Pisa, che lo vede indiscusso regista. Sul piano della politica internazionale, il tomo comprende invece due missioni di particolare importanza, destinate a essere la fonte principale di molte sue meditazioni sulla politica europea: la legazione alla corte dell'imperatore Massimiliano d'Asburgo, che per la prima volta mette Machiavelli di fronte alla realtà del mondo germanico, e quindi la terza legazione in Francia, nelle quali si dispiega in tutta la sua ricchezza e complessità la potenza di analisi diplomatica e politica di Macchiavelli.
Come parlano i classici. Presenza e influenza dei classici nella modernità. Atti del Convegno internazionale di studi (Napoli, 26-29 ottobre 2009)
Libro: Libro in brossura
editore: Salerno
anno edizione: 2010
pagine: 685
Le giornate dell'annuale Convegno del Centro Pio Rajna, organizzato a Napoli dal 26 al 29 ottobre 2010, hanno inteso affrontare un tema che tutti gli operatori culturali d'area umanistica avvertono come sempre più urgente e preoccupante: il costante incontenibile "appannamento" dei "classici" nell'orizzonte di lettura e d'interesse degli Italiani contemporanei. Il segnale più vistoso e inquietante, indizio di una diffusa situazione di "crisi", è dato dalla progressiva riduzione o chiusura di gran parte delle collane storiche di classici, talune di antica e gloriosa tradizione: in primo luogo di classici italiani, ma anche latini e greci, nonché stranieri. In questo quadro, si è posto il problema del perché i classici si stiano diradando nel panorama editoriale, e quasi scomparendo dall'odierno orizzonte culturale italiano. Recupero dei classici, oggi, significa recupero della identità culturale di una nazione che sta mettendo in discussione o in dubbio se stessa e sembra incerta o disorientata nel darsi una direzione di marcia sicura. Recupero e salvaguardia dei classici può significare tutela di quella identità: identità italiana, che è fulcro e parte integrante di una identità dell'Occidente, esposta a molte, troppe insidie.
Per manifestare polida parlatura. La lingua del commento lanèo alla commedia nel ms. riccardiano-braidense
Mirko Volpi
Libro: Libro in brossura
editore: Salerno
anno edizione: 2010
pagine: 280
Storia d'Europa e del Mediterraneo. Volume Vol. 11
Libro: Libro con legatura in pelle o di pregio
editore: Salerno
anno edizione: 2010
pagine: 836
In questo secondo volume della sezione dedicata all'Età moderna, la storia dell'Europa e del Mediterraneo è presa in esame nei suoi aspetti culturali, religiosi e tecnici. La storia della cultura vi è infatti affrontata nel suo senso più ampio, comprendente le dottrine, le credenze, le ideologie, i saperi e le loro implicazioni sociali. Il volume comincia con una parte dedicata al grande aumento di conoscenze che caratterizza l'Età moderna, con le riflessioni che scaturirono dalla scoperta del Nuovo Mondo, e le conseguenze "rivoluzionarie" dell'invenzione della stampa e della diffusione dell'istruzione. L'analisi delle principali religioni del mondo europeo e mediterraneo, e delle loro articolazioni, divisioni e contestazioni interne, è il tema dei saggi della seconda parte del volume. Grande attenzione è qui prestata alle trasformazioni teologico-dottrinarie che interessarono, in diversa misura, i tre grandi monoteismi. Quelli della terza e quarta parte studiano invece le varie forme del diritto e della strutturazione della vita sociale, mettendo a confronto nelle loro peculiari caratteristiche i paesi del mondo cristiano e quelli del mondo islamico. Infine la parte quinta pone in rilievo alcuni snodi cruciali del processo di modernizzazione nella storia europea, tenendo comunque presenti le particolari dinamiche che contraddistinsero le specifiche sfere religiose e le diverse realtà politiche.
Racconti
Caterina Percoto
Libro: Copertina rigida
editore: Salerno
anno edizione: 2010
pagine: 796
La collana "I Novellieri italiani" si propone di offrire una documentazione articolata e quanto possibile completa dello sviluppo della novella italiana d'arte dal Duecento alle soglie del Novecento. Intendendo per altro "novella " nel senso più ampio, e includendo dunque nella raccolta non soltanto novelle e racconti in senso stretto, in prosa e in verso, ma anche esempi, facezie e motti, favole, leggende, cantari, siano essi riuniti in raccolte organiche o tramandati isolatamente, o anche inseriti in opere di tipo diverso, che cioè strutturalmente non si presentino come raccolte di novelle, ma che racconti e novelle accolgano nel proprio tessuto in misura tale da esserne in definitiva caratterizzate.
Dante e la questione della lingua di Adamo. De vulgari eloquentia, I 4-7 Paradiso, XXVI 124-38
Massimiliano Corrado
Libro: Libro in brossura
editore: Salerno
anno edizione: 2010
pagine: 92
Uno dei caratteri distintivi di tutta l'opera dantesca è la ricchezza delle esperienze personali, autobiografiche e letterarie, di cui è costellata. Dante non smette mai di approfondire le questioni fondamentali della scrittura, gli episodi e le affermazioni della propria esistenza passata e di sperimentare soluzioni nuove. Massimiliano Corrado ripercorre in questo volume le tappe principali della riflessione critica di Dante sul tema della lingua di Adamo. Nel De vulgari eloquentia prima, nel canto XXVI del Paradiso poi - nell'arco di tempo che va dal 1304 al 1320 circa -, Dante ripensa e ripropone la questione della lingua originaria. La lingua di Adamo, creata da Cristo spiegava nel De vulgari eloquentia -, era perfetta e inalterabile, a differenza di tutte le altre lingue post-babeliche (destinate a mutare nello spazio e nel tempo). Vent'anni dopo, Dante incontra Adamo nel canto XXVI del Paradiso e ribalta la tesi dell'origine divina e dell'incorruttibilità della lingua primigenia: estende ad essa il principio della costituzionale mutevolezza dei linguaggi, dando così una legittimazione storica e linguistica dell'utilizzo del volgare anche nella Commedia.
Storia d'Europa e del Mediterraneo. L'ecumene romana. Volume Vol. 7
Libro: Libro rilegato
editore: Salerno
anno edizione: 2009
pagine: 874
Nel corso di quasi tre secoli l'Impero romano vive profonde trasformazioni. Pur restando un punto di riferimento ideologico, la città di Roma non è più il centro del mondo, e nel corso del V secolo viene invasa e messa a sacco per ben tre volte. L'unità dell'Impero è una realtà sempre più virtuale: incalzata dalle invasioni, la pars Occidentis finisce per soccombere. Il carisma imperiale si sposta a Costantinopoli, la nuova Roma fondata nel 330 da Costantino. Le riforme e soprattutto la politica religiosa di questo imperatore dalla grande personalità mutano radicalmente la vita spirituale e religiosa del Mediterraneo. Inizia così un processo inarrestabile di cristianizzazione dell'Impero, interrotto solo per un brevissimo periodo dalle utopie dell'"apostata" Giuliano.

