Thule Italia
Mein Kampf
Adolf Hitler
Libro: Libro in brossura
editore: Thule Italia
anno edizione: 2019
pagine: 680
Unificati due volumi Mein Leben (La mia vita) e Mein Kampf (La mia battaglia) come da originale dell'epoca.
La mia vita con Reinhard
Lina Heydrich
Libro: Libro in brossura
editore: Thule Italia
anno edizione: 2017
pagine: 294
Heinrich Himmler. Profilo di una vita
Léon Degrelle, Gebhard Himmler, Edwige Thibaut
Libro: Libro in brossura
editore: Thule Italia
anno edizione: 2016
pagine: 144
Manifesto per spezzare l'asservimento all'interesse del denaro
Gottfried Feder
Libro: Libro in brossura
editore: Thule Italia
anno edizione: 2015
pagine: 104
Il programma del N.S.D.A.P.
Gottfried Feder
Libro: Libro rilegato
editore: Thule Italia
anno edizione: 2011
pagine: 112
Teozoologia. La scienza delle nature scimmiesche sodomite e l'elettrone divino
Jörg Lanz von Liebenfels
Libro: Libro rilegato
editore: Thule Italia
anno edizione: 2008
pagine: 184
E il tempo prosegue il suo corso. Intervista a Savitri Devi
Savitri Devi
Libro: Libro in brossura
editore: Thule Italia
anno edizione: 2025
pagine: 178
Nel novembre del 1978, Ernst Zündel inviò un giovane collaboratore a Nuova Delhi per registrare una lunga intervista con Savitri Devi, autrice che più di ogni altra cercò di fondere paganesimo ariano, induismo e nazionalsocialismo in un'unica visione religiosa. Da quell'incontro nacquero cinque nastri, dieci ore di conversazioni, che costituiscono la base di questo libro. Savitri Devi - nata in Francia nel 1905 e trasferitasi in India negli anni Trenta - fu autrice di opere come Sfida (1951), Oro nel crogiolo (1952), Pellegrinaggio (1958) e soprattutto Il Fulmine e il Sole (1958), testo che Zündel giudicava secondo soltanto al Mein Kampf di Hitler per influenza spirituale e politica. Nelle sue pagine, Savitri interpretò Hitler come un avatar del dio Vishnu, giunto troppo presto nell'Età Oscura (Kali Yuga) per introdurre una nuova età dell'oro. Il suo obiettivo dichiarato era la fondazione di una religione per l'Occidente bianco: un sincretismo in cui induismo, paganesimo germanico ed elementi nazionalsocialisti si sarebbero fusi in una "Religione della Vita". Nei suoi scritti Savitri rivolse preghiere tanto alle divinità induiste Shiva e Kali, quanto agli antichi dèi nordici, oltre che a un'Entità suprema senza nome, esaltando al tempo stesso la figura di Hitler come essere divino destinato ad una futura venerazione. Le interviste del 1978 non delineano un sistema organico, ma si presentano come un intreccio di ricordi, riflessioni filosofiche e testimonianze biografiche. Proprio nella loro immediatezza restituiscono l'immagine di una donna capace di parlare in forma estemporanea di storia, religione e politica con impressionante memoria e ardore profetico. Questo volume raccoglie e ordina quelle conversazioni, integrandole con le opere pubblicate di Savitri e con la sua corrispondenza, offrendo al lettore un documento unico: insieme autobiografia, testamento spirituale e testimonianza estrema di una delle più radicali visioni ideologico-religiose del XX secolo.
Lo stato tedesco su fondamenta nazionali e sociali. Nuove vie nello stato, nella finanza e nell'economia
Gottfried Feder
Libro: Libro in brossura
editore: Thule Italia
anno edizione: 2025
pagine: 188
Nel 1923, in una Germania prostrata dalla sconfitta e dall'inflazione, Gottfried Feder - teorico della "liberazione dalla schiavitù da interesse" e tra i principali artefici del programma in 25 punti del NSDAP - pubblicò questo testo destinato a diventare uno dei pilastri ideologici del nazionalsocialismo. Qui Feder propone una rifondazione integrale dello Stato tedesco: non una semplice restaurazione delle vecchie strutture, ma la creazione di un ordine nuovo, radicato nel popolo e guidato da una concezione etico-economica organica. Contro il capitalismo individualista e contro il collettivismo marxista, Feder delinea un modello fondato sulla responsabilità personale, sul primato del bene comune e sulla comunità di lavoro dei "Volksgenossen". L'economia vi è concepita come strumento per la soddisfazione dei bisogni vitali, non come meccanismo di profitto; il denaro come mezzo di scambio e non come fine, da sottrarre all'egemonia della finanza internazionale e del "capitale anonimo". Attraverso un'argomentazione sistematica, l'autore affronta i fondamenti etici e giuridici dello Stato, la questione fondiaria e bancaria, la riforma della finanza pubblica, la crisi del parlamentarismo e la necessità di una nuova classe dirigente, capace di unire autorità e responsabilità. Lo Stato che egli prefigura è lo "Stato del lavoro e dell'ordine": una comunità di destino fondata sul sangue e sul lavoro comune, dove libertà individuale e disciplina comunitaria trovano un nuovo equilibrio. Tradotto per la prima volta integralmente in italiano e corredato da un apparato critico, questo volume offre ai lettori uno strumento essenziale per comprendere dall'interno la genesi del pensiero statale nazionalsocialista e la logica economico-ideologica che ne sostenne l'ascesa.
L'immoralità nel Talmud
Alfred Rosenberg
Libro: Libro in brossura
editore: Thule Italia
anno edizione: 2025
pagine: 124
"L'immoralità nel Talmud", pubblicato per la prima volta nel 1920 e ristampato nel 1935 in ventimila copie, rappresenta uno degli scritti più noti di Alfred Rosenberg sull'ebraismo. L'opera si presenta come un'indagine critica del Talmud e delle opere giuridiche ad esso collegate - in particolare lo Shulchan Aruch - alla ricerca delle basi normative e morali dell'identità ebraica, lette attraverso una lente dichiaratamente polemica. Mediante un'ampia selezione di passi, tradotti da edizioni accreditate, Rosenberg intende mostrare come l'ebraismo rabbinico si fondi su una concezione della legge ispirata a un rigoroso dualismo etnico, a una casistica normativa minuziosa e a una separazione tra norma giuridica e universalismo etico. Questa lettura assume un significato programmatico all'interno della visione del mondo nazionalsocialista, dove lo studio delle fonti religiose ebraiche si colloca nel più ampio tentativo di definire l'antitesi tra spirito ariano e spirito semitico. Il testo, quindi, non si configura come contributo teologico o esegetico, bensì come documento di Weltanschauung, espressione di una chiara visione politico-identitaria. La presente edizione italiana, accompagnata da una traduzione fedele e accurata, intende restituire l'opera nella sua funzione storico-documentaria, quale testimonianza della compenetrazione tra ideologia, religione e identità culturale nella Germania degli anni Trenta.
Il sapere interdetto. La figura della strega tra archetipo, persecuzione e ideologia. Dai riti tellurici alla costruzione mitopolitica nazionalsocialista
Libro: Libro in brossura
editore: Thule Italia
anno edizione: 2025
pagine: 132
Nel cuore dell'immaginario europeo, la figura della strega si erge come simbolo di una memoria ambivalente e stratificata: emblema di antiche sapienze perdute, bersaglio privilegiato della repressione culturale e spirituale, immagine riflessa di paure collettive e tensioni ideologiche. Questo volume si propone di affrontare il tema in tutta la sua complessità, proponendo un percorso articolato che va dalle origini archetipiche della strega alla reinterpretazione novecentesca operata dal Terzo Reich. La prima parte del libro, sviluppata dal saggio di Alessandro Rossolini, è dedicata all'indagine del profilo simbolico e mitico della strega, ricostruendone le radici nel culto della Terra, nelle religioni ctonie e nei miti indoeuropei della fertilità, della morte e della rinascita. La strega vi appare come erede di divinità telluriche, custode di poteri divinatori e terapeutici, figura liminale capace di attraversare i confini tra visibile e invisibile. Il corpo centrale dell'opera si concentra invece sull'analisi storica e ideologica condotta all'interno del nazionalsocialismo. A partire dal 1935, con la creazione dell'"H-Sonderauftrag" voluto da Heinrich Himmler, le SS promossero un'imponente attività documentaria sui processi per stregoneria, raccolta nella vasta Hexenkartothek. Questo lavoro d'archivio si inseriva in una più ampia strategia culturale volta a rileggere la persecuzione delle streghe come genocidio spirituale delle donne germaniche, ritenute depositarie di un sapere ancestrale represso dalla Chiesa cristiana. Completa il volume un apparato documentario comprendente due testi coevi: un saggio della dottoressa Mathilde Ludendorff e uno di W. von der Cammer. In entrambi si riflette la tensione tra la denuncia storica della persecuzione e la sua reinterpretazione ideologica all'interno del pensiero völkisch. Ne emerge un quadro che restituisce alla storia della stregoneria una risonanza tragica e profonda.
La crescente marea di colore. Contro la supremazia del mondo bianco
Lothrop Stoddard
Libro: Libro in brossura
editore: Thule Italia
anno edizione: 2025
pagine: 220
Pubblicato negli Stati Uniti nel 1920, La crescente marea di colore analizza i profondi mutamenti demografici, economici e geopolitici che, secondo Lothrop Stoddard, avrebbero ridefinito gli equilibri mondiali nel XX secolo. L'autore, all'indomani della Prima guerra mondiale, osservava come l'indebolimento delle potenze europee, unito alla crescita delle popolazioni non bianche, stesse preparando il terreno per una trasformazione dell'ordine internazionale. La pressione demografica esercitata dall'Africa, in particolare con l'espansione delle popolazioni nere, e il rafforzamento del mondo islamico, consolidato da una forte identità culturale e religiosa, emergevano come fattori chiave di questo processo, capaci di ridefinire i rapporti di forza mondiali. Stoddard esamina altresì l'impatto dell'immigrazione asiatica sulle economie industrializzate, evidenziando come l'afflusso di manodopera proveniente da paesi con standard di vita più bassi stesse innescando profondi cambiamenti nel mercato del lavoro occidentale. L'accettazione di salari inferiori e di condizioni di impiego più precarie e gravose da parte degli immigrati determinava, infatti, un abbassamento generale dei compensi, modificava gli equilibri sociali e alimentava tensioni con i lavoratori autoctoni. A questa prima fase ne stava facendo seguito un'altra ancora più significativa: l'industrializzazione dell'Asia e, in particolare, della Cina, che, adottando modelli produttivi occidentali, si trasformava in una potenza manifatturiera in grado di competere direttamente con l'Europa e l'America. Un fenomeno questo che, secondo l'autore, non solo avrebbe accelerato il declino della supremazia industriale occidentale, ma poneva le basi per una nuova fase della competizione economica su scala globale. Attraverso un'indagine che intreccia aspetti storici, demografici ed economici, La crescente marea di colore si configura come una riflessione sulle dinamiche di lungo periodo che avrebbero segnato l'evoluzione del XX secolo. Documento significativo del dibattito intellettuale dell'epoca, il volume rappresenta un'analisi delle forze che, in un mondo sempre più globalizzato, stavano erodendo l'egemonia delle nazioni bianche, delineando scenari di trasformazione destinati ad avere profonde ripercussioni sulle società industrializzate.
Una metafisica indoariana di lotta e azione. La Bhagavadgītā in una nuova prospettiva
Jakob Wilhelm Hauer
Libro: Libro in brossura
editore: Thule Italia
anno edizione: 2025
pagine: 130
Pubblicato nel 1934, questo studio di J. W. Hauer propone un'interpretazione alternativa della Bhagavadgītā, ponendola in una luce differente rispetto alle tradizionali esegesi filologiche e dottrinali. L'autore non si limita a una mera traduzione del testo, ma ne ricerca il significato essenziale, individuandolo in una visione eroica dell'esistenza in cui l'azione e la lotta si intrecciano con la contemplazione e la disciplina interiore. Hauer si distacca dall'immagine unilaterale dell'India come terra di pura speculazione metafisica e passività ascetica, restituendo invece una concezione dinamica e combattiva della saggezza indoariana. Analizzando il tragico conflitto del guerriero Arjuna, chiamato a combattere contro il proprio stesso sangue, l'autore individua nella Bhagavadgītā una riflessione universale sulla natura del dovere e della responsabilità morale, mostrando come la lotta non sia solo un destino imposto, ma una via per il superamento della condizione umana e l'accesso a una dimensione superiore dell'essere. L'opera esplora inoltre la profonda relazione tra il pensiero vedico e la tradizione indoeuropea, mettendo in evidenza l'equilibrio tra azione e interiorità che caratterizza la concezione indoariana del mondo. Attraverso una lettura attenta del testo sacro, Hauer offre un'interpretazione in cui l'azione non è vista come una semplice necessità pratica, ma come un principio fondamentale dell'ordine cosmico, in cui il sacrificio e la dedizione alla propria funzione nel mondo rappresentano il più alto compimento dell'essere umano. Con il suo approccio rigoroso, ma altresì originale, Una metafisica indoariana di lotta e di azione si configura come un contributo significativo agli studi sulla Bhagavadgītā e sulla spiritualità indoariana, ponendosi come un'opera di riferimento per chiunque desideri approfondire il rapporto tra filosofia, religione e concezione dell'azione nella tradizione vedica e non solo.

