Edizioni ETS: Philosophica
Misurare la distanza. Note sul rapporto tra sguardo e verità nella filosofia moderna
Manuela Sanna
Libro
editore: Edizioni ETS
anno edizione: 2020
pagine: 112
La questione della vista riveste una particolare importanza in relazione al tema della verità: con la vista ci formiamo una rappresentazione del vero e proprio attraverso il modo in cui vediamo un oggetto, lo giudichiamo vero. Descartes costituisce un momento cruciale di effettivo trionfo di una teoria cognitiva fortemente modellata sul piano oculare, e l'oggetto dell'intelletto si esprime come una verità invisibile in sé in quanto verità mentale. Se davvero "l'occhio vede senza discernere", l'oggetto si moltiplica, si disgrega e, sottoposto alla visione individuale, diventa segno di qualcosa di preesistente e invisibile. E le apparenti qualità dei corpi, distanza grandezza e proporzione, vengono distorte da un'evidenza che non prova la verità di quel che si vede. Gran parte del lavoro della filosofia contemporanea è stato dedicato a rispondere alla questione cartesiana del rapporto dell'immaginazione con il corpo, a partire dall'inquietante lettura foucaultiana delle Meditationes. Il nesso particolare-universale che, da Aristotele alla modernità, scaturisce da una teorizzazione cognitiva legata a categorie visive e rappresentative viene preso a prestito dalla filosofia contemporanea per individuare l'"errore di Cartesio" e la mistificazione da questo ingenerata.
Tirannicidio e resistenza in John Milton e Thomas Hobbes
Francesca Pirola
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni ETS
anno edizione: 2020
pagine: 186
Londra, 30 gennaio 1649: Carlo I Stuart, re d'Inghilterra, di Scozia e d'Irlanda viene decapitato sulla pubblica piazza. Nell'Europa moderna l'esecuzione di un sovrano legittimo scuote profondamente l'opinione pubblica, poiché prima di Carlo I nessun re è stato ucciso dopo aver subìto un processo pubblico ed essere stato accusato di tirannide da una Corte di Giustizia. La messa a morte del re inglese innesca un profondo dibattito sugli effetti politici e morali dell'uccisione di un sovrano legittimo. A questa discussione pubblica partecipano due straordinari osservatori delle guerre civili inglesi: il poeta John Milton e il filosofo Thomas Hobbes. Stimolati dalle turbolente vicende del tempo, i due autori affrontano questioni politiche fondamentali, tra cui sovranità, diritto di resistenza e tirannicidio, giungendo a conclusioni radicalmente opposte. In questo volume, il pubblico italiano avrà l'occasione di immergersi nel cuore del dibattito del tempo, approfondendo gli aspetti politici del pensiero di John Milton, noto in Italia quasi esclusivamente per la sua attività poetica, e interrogandosi sulla delicata e sempre attuale questione della legittimità della resistenza al potere sovrano.
L'origine e la storia. Il «Discorso sull'ineguaglianza» di Rousseau
Francesco Toto
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni ETS
anno edizione: 2020
pagine: 366
Il "Discorso sull'ineguaglianza" sembra scandito, come una via crucis, in una serie di tappe che dall'aurora dell'umanità condurrebbero direttamente alle tenebre del dispotismo: l'assoggettamento alle comodità della vita domestica, il trionfo della vanità, la strutturazione dei rapporti di dominio, la trappola di un patto iniquo, la concentrazione del potere nelle mani di una casta privilegiata e infine del solo tiranno. Come mostra questo libro, la linearità apparente di questa traiettoria è tuttavia contestata dal contrappunto di una serie di sentieri interrotti, da una temporalità plurale nella quale i tempi si accavallano, si intrecciano, collidono. È la storia dell'affetto e della libertà che cementano la famiglia; la storia del desiderio di stima e rispetto che fissa i primi doveri della civiltà; la storia dell'eroe che in nome della comunione delle terre contrasta la loro recinzione o del brigante che si sottrae alla servitù del lavoro salariato. È la storia dell'uguaglianza che salva chi sa custodirla dal reciproco asservimento di proprietari e nullatenenti e, soprattutto, la storia della democrazia, dei popoli soggetti unicamente alle leggi che loro stessi si sono dati, risollevati dall'avvilimento della tirannide al costo del sacrificio delle comodità e della vita. È la storia delle eccezioni che infrangono la linearità della caduta e rendono visibili le possibilità sepolte ma mai annientate dall'avanzata dell'ineguaglianza.
La libertà nella necessità. Saggio sullo spirito oggettivo hegeliano
Matteo Cavalleri
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni ETS
anno edizione: 2020
pagine: 228
Nella trattazione hegeliana il concetto di libertà — sia se analizzato sul piano della riflessione logico-speculativa sia se colto nell'orizzonte del pensiero etico-politico — si presenta come essenzialmente relato a quello di necessità. L'individuo è libero non in forza del proprio libero arbitrio, ma perché riconosce fuori di sé una sostanzialità etica razionale e libera che ha sostituito, modificandola, quella della natura e che è la medesima che lo costituisce. Un'esteriorità nella quale l'individuo, grazie a un legame che è necessario in quanto liberante, si trova presso di sé — per come cadenzato dal movimento di realizzazione del concetto — e non risucchiato in un procedere dello spirito a lui estraneo o sciolto in una istituzionalità straniante. L'essere umano è quindi libero quando è capace di azioni che sanciscono la libertà dello spirito, in quanto, attestando la sostanzialità di quest'ultima, conferma tanto l'essenza della propria autocoscienza — che non preesiste al fatto di sapersi libero — quanto il mondo oggettivo nel quale educarsi a volere la stessa libertà. La necessità nella quale la libertà si attua è quindi una necessità di relazionarsi ad altro, nella difficile tensione tra il riconoscimento di un valore irrinunciabile della soggettività e l'impossibilità di fondare su e ridurre a questo riconoscimento una teoria della libertà in grado di farsi mondo.
Scienza e opinione nella città perfetta. Letture del pensiero etico-polito di al-Farabi
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni ETS
anno edizione: 2019
pagine: 154
Figura centrale della filosofia arabo-islamica medievale, Abu Nasr al-Farabi (m. 950) fu detto "al-mu'allim al-tani", "il maestro secondo" solo ad Aristotele. Fu Alpharabius o Avennasar per i latini, che lo conobbero in parte grazie alle traduzioni della seconda metà del XII secolo. Il suo pensiero influenzò profondamente lo sviluppo del pensiero islamico e, seppure in misura minore, di quello ebraico e latino medievale. Nel corso del Novecento, il pensiero politico di al-Farabi fu eletto da Leo Strauss a modello di esercizio libero del pensiero filosofico, della separazione della filosofia dalla religione e dalla teologia. Questo volume è il risultato di un dialogo seminariale tra specialisti di filosofia politica e storici della filosofia medievale su fonti e sviluppi del pensiero politico farabiano, sulle circostanze e sulle implicazioni della sua riscoperta nel Novecento. I contributi qui raccolti consentono di ripensare le letture moderne e contemporanee della filosofia politica di al-Farabi. Il contesto culturale nel quale egli operò e nel quale le sue opere furono lette nell'Oriente e nell'Occidente musulmani è ovviamente lontano dalle riletture del XX secolo, ma l'accurato esame di ambedue è il presupposto della comparazione tra il pensiero farabiano sulla "città perfetta" e le riflessioni moderne su di essa.
«Justices»
Jacques Derrida
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni ETS
anno edizione: 2019
pagine: 72
Il saggio che qui presentiamo in traduzione italiana è la trascrizione di una conferenza di Jacques Derrida pronunciata presso l’Università della California, Irvine, il 18 aprile 2003. Questa conferenza, una delle ultime dell’autore, costituisce sia l’omaggio del filosofo al suo collega e amico J. Hillis Miller, sia un’occasione di riflessione e di rielaborazione di questioni filosofiche fondamentali. In particolare è il tema della giustizia, centrale nell’ultima elaborazione derridiana, a trovare qui uno sviluppo inedito e originale che permette di approfondire i legami tra l’ambito etico-politico e la pratica decostruzionista.
La via della metafisica
Leonardo Messinese
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni ETS
anno edizione: 2019
pagine: 263
La metafisica sta vivendo, in questi tempi, una stagione particolarmente favorevole. Essa, ora, non è vista solo come l’impossibile “teoria” di «un mondo dietro il mondo», che impedirebbe di essere fedeli alle parole e a i suoni della terra. La stessa conoscenza scientifica la circonda di attenzioni, sta ricucendo il legame che un tempo essa aveva rescisso e, sovente, ne richiede apertamente la collaborazione. C’è il rischio, tuttavia, che a motivo di questo ritrovato favore la metafisica ceda a qualche lusinga di troppo e così perda sé stessa, ove restringesse la sua vocazione e si limitasse a produrre “categorie” in funzione di supporto delle diverse scienze. In questo libro, pur riconoscendo il valore delle attuali ricerche nel campo dell’ontologia, Leonardo Messinese intende mostrare quale sia la via della metafisica nella sua integralità, dando spazio a una sua strutturazione essenzializzata che egli suole chiamare “metafisica originaria”. Tale espressione, che apparentemente può suonare come un ossimoro, dev’essere intesa come evocativa di un più puro significato di “metafisica”, così da coglierne l’identità più autentica nel riferimento originario degli enti alla verità dell’essere e al suo “volto teologico”.
Ripensare la politica. Immagini del possibile e dell'alterità
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni ETS
anno edizione: 2019
pagine: 250
La prolungata crisi delle “democrazie liberali” sta producendo un profondo svuotamento democratico che rimette in discussione l’idea stessa del fare politico e della politica istituzionale. Nei nostri Stati di diritto si consolida una condizione “postdemocratica” in cui parole chiave come “sovranità popolare”, “partecipazione diretta al potere”, “eguaglianza”, entrano in una nebulosa immaginaria che sembra condannarle all’ambiguità o alla contraddizione. A ciò si accompagna un’importante delegittimazione della rappresentanza politica e del sistema istituzionale dei partiti. Nel mondo si diffondono forme autocratiche di potere collettivo, e Stati autoritari si adattano senza problemi al sistema economico neoliberista. L’Unione Europea è preda di spinte nazionalistiche che ne mettono radicalmente in discussione l’esistenza, senza che ci siano convincenti risposte popolari in grado, quanto meno, di arginare il fenomeno spesso liquidato sotto la generica categoria di “populismo”. L’immaginario capitalista che attraversa le nostre società sembra accompagnarci verso condizioni sociali in cui fare a meno della politica è una convinzione crescente. La crisi è ormai cosi radicale da aver generato una domanda ineludibile, che mette a nudo il legame intimo tra potere e democrazia: come ripensare la politica? In questo volume, filosofi, studiosi e pensatori italiani e europei si confrontano, per la prima volta, con questo problema. Le risposte e i dubbi con cui si relazionano, contribuiscono a definire il campo delle molteplici possibilità di rigenerare quest’idea, e aprono l’orizzonte di senso per pensare un’altra forma democratica a venire.
Individualismo e religione nella scuola austriaca
Raimondo Cubeddu
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni ETS
anno edizione: 2019
pagine: 202
Questo libro si occupa del liberalismo della Scuola Austriaca (Carl Menger, Eugen von Böhm-Bawerk, Friedrich von Wieser, Ludwig von Mises e Friedrich A. von Hayek) chiedendosi se si possa configurare anche come una soluzione del problema teologico-politico. Per questo, muove criticamente da una ricostruzione della versione hayekiana delle origini e del carattere del vero individualismo, per esaminare la tesi secondo la quale la religione sia soltanto uno di quei fenomeni sociali che sono sorti come conseguenza inintenzionale di azioni umane intenzionali. Pur non pensando a un mondo privo della religione perché convinti che la loro filosofia sociale potesse comprenderla come una tra le tanti varianti senza che la validità ne fosse limitata, gli Austriaci si trovano comunque a dover rispondere alla domanda se una ragione limitata e fallibile e il sistema di mercato possano sostituire il bisogno di religione. Ciò che induce anche a chiedersi come la loro filosofia politica si ponga nei confronti di un mondo, come quello occidentale odierno, che sembra assistere a una progressiva scomparsa della religione. Con in appendice un articolo di Carl Menger, “La conquista delle università”, 1907.
Quella non comune tendenza all'universalità... Studio sull’Empedocle di Hölderlin
Marta Vero
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni ETS
anno edizione: 2019
pagine: 160
Quella di Friedrich Hölderlin è, notoriamente, una delle figure più problematiche e misteriose della storia della letteratura tedesca. Egli fu poeta e drammaturgo, studioso di filosofia e letteratura, appassionato interlocutore del fermento politico della sua epoca. Questo libro vuole contribuire a una trattazione del tema della tragedia come costitutivo dell’intera produzione di Hölderlin. Si leggerà l’esperienza drammaturgica di Hölderlin in riferimento alle costellazioni filosofiche e letterarie in cui era immersa; si comprenderanno, così, anche i suoi rapporti con Iperione e alcuni frammenti teorici. Si ravviseranno, dunque, ragioni filosofiche nella scelta di Hölderlin di volgersi al linguaggio tragico e, in modo analogo, in quella successiva di abbandonarlo.
La relazione uomo-natura nell'ontologia di Nicolai Hartmann. Per un possibile dialogo con l’etica ambientale
Simona Bertolini
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni ETS
anno edizione: 2019
pagine: 150
Sebbene la filosofia di Nicolai Hartmann (1882-1950) preceda di decenni il sorgere dell’etica ambientale, essa si presta al dialogo con diverse posizioni maturate al suo interno, con cui condivide un’ontologia non antropocentrica e una corrispondente visione dell’uomo e della sua apertura valutativa al mondo. Il volume attraversa i testi dell’autore con l’obiettivo di ricostruire la sua concezione del rapporto fra essere umano e universo naturale (da un punto di vista tanto ontologico quanto pratico), al fine di attualizzarne il pensiero e di cogliere in esso una via originale che porta a difendere il valore della natura in considerazione della sua totalità: una via che certo si distingue dagli olismi più diffusi dell’etica dell’ambiente, ma che non per questo si rivela inadatta a essere confrontata coi loro assunti.
Ernst Mach tra scienza e filosofia
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni ETS
anno edizione: 2018
pagine: 224
Ernst Mach (1838-1916) è stato una figura di riferimento per la cultura scientifica e filosofica tardo-ottocentesca e dei primi decenni del Novecento. Le sue ricerche in fisica e psicologia, così come il lavoro epistemologico che emerge dalle pagine di opere quali La meccanica nel suo sviluppo storico-critico e Conoscenza ed errore, hanno influito notevolmente su molti autori a lui contemporanei. In questi testi, Mach delinea una concezione antimetafisica del pensiero scientifico e una concezione biologico-evolutiva della conoscenza umana che si ritrovano elaborate in vario modo nella teoria della relatività di A. Einstein, nell’epistemologia evoluzionistica di K. Popper e D. Campbell, nel pragmatismo di W. James e, più in generale, nelle idee che animarono il primo Circolo di Vienna. I saggi raccolti nel presente volume si propongono di commemorarne la figura e l’opera, guardando a Mach come figura di confine tra prospettive di indagine che la storia della filosofia dell’ultimo secolo ha spesso visto contrapposte.