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Il Ponte Vecchio: Vicus. Testi e documenti di storia locale

Il cocomero nel pozzo. Vita e personaggi di San Pancrazio nel Novecento

Libro: Libro in brossura

editore: Il Ponte Vecchio

anno edizione: 2022

pagine: 264

"Non è stato difficile raccoglierle le fiabe perché sono vecchio, perché ne conoscevo già tante e dopo sono andato da quelli che le sapevano… l'Alba 'd Chiaro, la Dina 'd Topo, la Smeralda… lo sforzo è stato scriverle in romagnolo - questo è un lavoro che ha fatto Eraldo Baldini - perché, te lo dico io, ce ne saranno dieci che le leggono in romagnolo perché la gente non vuole fare fatica ma il romagnolo ha ancora il suo valore, soprattutto nelle fiabe. Noi siamo una classe che ha visto cose che non ha visto più nessuno perché ancora quando la gente andava a Russi a piedi dopo sono andati sulla Luna e tutte quelle cose lì noi le favole, allora, erano la nostra televisione, il nostro passatempo perché dei soldi non ce n'erano e allora Gnò, Gianaro dla Tanta, Paciaraza, e' Muret 'd Caplò erano quelli che tenevano sollevata la gioventù del paese andavamo a prendere un fiasco di vino, mettevamo fuori quattro soldi a testa poi ci si trovava nei trebbi, nelle stalle, un po' ovunque adesso dove sono le donne che vanno a filare nelle stalle… dove sono quelli che all'osteria dopo aver fatto una partita si mettono a raccontare delle fiabe e la gente stava attenta! Ma i folari si sono persi, cosa volete che vi dica? È un mondo che è finito però bisognerebbe salvare il nostro dialetto che è bello ed è l'espressione della Romagna perché se muore il dialetto romagnolo muore la Romagna, tenetelo a mente."
15,00 14,25

Iris Versari. Una biografia partigiana

Sandra Bellini

Libro

editore: Il Ponte Vecchio

anno edizione: 2022

pagine: 344

"Iris Versari. Una biografia partigiana ha il pregio di creare una narrazione emozionante, propria della fiction, all'interno di una fedele e minuziosa ricostruzione storica. Con un lavoro straordinario di indagine sul territorio e negli archivi, la scrittrice Sandra libera la partigiana Iris dalla leggenda, restituendole il ruolo che le spetta nella Storia (quella con la S maiuscola): Bellini rilegge i racconti e le testimonianze dei sopravvissuti e ricompone i fatti riuscendo a restituirci la "vita civile" di Versari e il mondo contadino romagnolo in cui affonda le radici, a dimostrare le vere cause che la spinsero a partecipare attivamente alla lotta partigiana, a raccontarne le vicende all'interno della guerra di Liberazione intrecciandole, giocoforza, con quelle della banda Corbari al cui interno il suo operato si inserisce. In sintesi: a ridarle voce". (Francesca Romana di Santo)
18,00 17,10

Streghe, malefici e magia popolare in Romagna. Tra storia e folklore

Simona Camporesi, Eraldo Baldini

Libro: Copertina rigida

editore: Il Ponte Vecchio

anno edizione: 2022

pagine: 264

Pochi fenomeni culturali sono stati diffusi in ogni epoca e ad ogni latitudine come quelli della magia e della stregoneria. E nessun fatto storico è forse enigmatico come quello relativo alle complesse motivazioni e dinamiche della «caccia alle streghe» che interessò in modo drammatico l'Europa e non solo. Ma chi erano i sospettati di stregoneria, e come si arrivò alla persecuzione che causò centinaia di migliaia di vittime? Chi erano le streghe e gli stregoni per la cultura dotta e per quella popolare? A livello mitico, spesso venivano identificate come «streghe» le anime dei morti che la religiosità precristiana credeva potessero irrompere nella dimensione terrena in certe occasioni. A livello storico e concreto con tale nome venivano indicate quelle persone che, con l'ausilio di formule, pozioni, rituali magici e aiutate (secondo quanto molti pensavano) dal Diavolo potevano maleficiare uomini e animali, scatenare tempeste, distruggere raccolti; streghe erano chiamate anche quelle figure da incubo, mutuate dalla mitologia antica, che si pensava insidiassero i bambini nelle culle. Come strega o stregone veniva poi bollato dalla cultura egemone chi svolgeva pratiche collocabili tra magia e medicina pauperum assolvendo al compito di fattucchiera, erborista, mammana, "mago", guaritore impegnato a fare e disfare incantesimi o malie e ad affrontare le malattie e le angosce dell'epoca con gesti, rituali e rimedi propri di un arcaico sapere tramandato da secoli. Simona Camporesi ed Eraldo Baldini ci guidano con questo volume in un viaggio affascinante che, analizzando sia il contesto storico sia quello folklorico, ci porta a conoscere tale complessa realtà relativamente alla Romagna.
16,90 16,06

Leonardo e la sua Romagna

Antonio Collina

Libro: Libro rilegato

editore: Il Ponte Vecchio

anno edizione: 2022

pagine: 96

La Romagna ha avuto un ruolo fondamentale nella vita e nell'attività di Leonardo da Vinci, e ciò a cominciare dalla sua giovinezza e non solo nel 1502, come sino ad ora si è ritenuto. Una corretta ricostruzione cronologica dei suoi soggiorni in Romagna ci porta a un suo soggiorno a Imola già attorno al 1470 e fin verso la fine del 1473, e di una sua operosa presenza a Faenza dal 1474 al novembre del 1477. Leonardo era stato strategicamente collocato al servizio dei Manfredi dallo stesso Lorenzo de' Medici, signore di Firenze, allo scopo di influenzare le scelte politiche della signoria faentina e nel contempo ottenere informazioni di prima mano su quei domini. In questo ruolo, il grande artista-scienziato si rese protagonista dello sviluppo urbanistico e architettonico, oltre che militare e artistico-culturale, di questi territori, divenendo esecutore effettivo e realizzatore delle sue geniali ideazioni e invenzioni, sino ad ora ritenute prevalentemente teoriche.
12,00 11,40

Cesenatico nella storia. Dalle origini al XX secolo

Davide Gnola

Libro: Copertina rigida

editore: Il Ponte Vecchio

anno edizione: 2022

pagine: 256

Cesenatico ha una storia interessante: nata come porto di Cesena nei due secoli - il XIII e il XIV - che vedono il pieno sviluppo dell'età medievale, ha poi costruito nel tempo un'autonomia che è stata conquistata formalmente nella prima metà dell'Ottocento, rappresentata simbolicamente attraverso la narrazione di due "passaggi", quello di Leonardo da Vinci nel 1502 e quello di Giuseppe Garibaldi nel 1849, diventati poi i miti fondatori di una municipalità che si è realizzata nel nuovo stato unitario, e consolidata dal punto di vista economico e sociale nel secolo successivo grazie anche alla crescita formidabile del turismo balneare. Uno sviluppo travolgente che, non diversamente da quanto accaduto in altre località della costa romagnola, ha anche comportato la rimozione delle memorie di un passato nel quale la comunità faticava a riconoscersi; a Cesenatico, però, a questo fenomeno ha fatto da contraltare un'azione originale e pionieristica, per gli anni in cui è avvenuta, di recupero della propria storia e dell'identità marinara, che nei decenni successivi è diventata la chiave di una riconoscibilità e di un apprezzamento che è stato di esempio anche per altre località, in Romagna e all'estero. Questo libro ripercorre la storia e le storie di Cesenatico e della sua comunità, cercando di inserirle nel più vasto contesto geografico e storico, ma anche addentrandosi nei dettagli di vicende e questioni che potranno stimolare la curiosità del cittadino e del viaggiatore, a partire dai remoti insediamenti di età romana e dalle incerte origini medievali, sino al termine del secolo appena trascorso.
15,00 14,25

Il Caffé centrale a Mercato Saraceno

Il Caffé centrale a Mercato Saraceno

Edoardo Maurizio Turci

Libro: Libro rilegato

editore: Il Ponte Vecchio

anno edizione: 2021

pagine: 192

Nel 1822 il primo "caffettiere" Giovanni Mazzotti, soprannominato "Palmieri" avviava a Mercato Saraceno il "rito" del caffè, entrando a far parte della vita quotidiana e sociale di tanti mercatesi. Quel primo "Caffè" sorto due secoli fa, diventerà in tempi successivi il "Caffè del Teatro", e questo in ragione del fatto che verso la metà dell'Ottocento, nell'attuale municipio in un'ampia sala, aveva sede un teatro a cui si accedeva passando anche da questo locale pubblico. In quest'ottica i caffè - e non quelli definiti "i frettolosi bar del giorno d'oggi" - erano il luogo ove avvenivano incontri e dispute culturali, politiche, sociali, immaginando che ciò dovesse avvenire - forse con velleità - anche a Mercato Saraceno, alla stregua dei famosi caffè delle grandi città italiane. Poi il locale nel tempo cambiò denominazione, da "Caffè Comunale" a "Caffè Centrale" gestito ininterrottamente - a partire dal 1923 - dalla famiglia Bracciaroli. Da allora attorno al bancone si sono alternate tre generazioni: Emilio Bracciaroli il capostipite, il figlio Renzo e la moglie Rosanna (Rosi), poi il nipote Bruno con la moglie Patrizia, ancora in attività. Chi un tempo abitava a Mercato e per una qualche ragione ritorna, spesso racconta di quando il "Caffè" era considerato un'istituzione, pienamente integrato con la realtà locale. Allora ripercorrere le fasi riguardanti l'origine e l'evoluzione di questo Caffè significa tracciare, ad un tempo, storia del territorio e storia sociale perché nel tempo, assieme ad altri elementi caratteristici del luogo, questo locale pubblico è stato vettore di identità collettiva: oltre a rappresentare un pezzo di storia di Mercato, il "Caffè Centrale" ha saputo mantenere salde le radici accompagnando, nei momenti di svago e di serenità, il venire e l'andare dei passi di tante generazioni di mercatesi.
16,00

Vita quotidiana nella Ravenna Medievale

Paola Novara

Libro: Copertina rigida

editore: Il Ponte Vecchio

anno edizione: 2021

pagine: 160

Come si presentavano le strade di Ravenna agli occhi dei contemporanei di Andrea Agnello? Cosa si mangiava negli anni in cui Dante Alighieri trovò rifugio presso Guido Novello da Polenta? E come si trascorreva la giornata quando l'arcivescovo Gerberto di Aurillac visse il suo breve mandato ravennate? Sono domande che forse molti si sono posti. Ma dove cercare le risposte? Di Ravenna sappiamo molto, ma nessuno, ad oggi, si è mai soffermato a ricostruire la vita quotidiana dei concittadini che vissero nei secoli che precedettero la Battaglia di Ravenna. Questo volume vuole proprio colmare una lacuna che accompagna la storia della nostra città da molto tempo.
13,00 12,35

Romagna arcana. I folletti, le fate, la vecchia, la borda, i draghi e altri esseri fantastici ed entità misteriose

Eraldo Baldini

Libro: Copertina rigida

editore: Il Ponte Vecchio

anno edizione: 2021

pagine: 184

Stupore, reverenza, meraviglia, timore: questi sentimenti hanno fortemente caratterizzato il rapporto dell'uomo con la natura e con la sfera degli eventi che, trascendendo la natura stessa, si collocano nell'ambito del soprannaturale, del magico, del leggendario, dell'immaginario, relativo sia all'eccezionalità, sia ad aspetti e momenti della quotidianità. Un universo che si popolava di numerosi esseri, spesso immaginati per dare un volto o perlomeno un nome a fenomeni naturali, a pericoli, a misteri, a eventi inspiegabili, a reminiscenze mitiche e alla sensazione, o per meglio dire alla consapevolezza, che non è possibile comprendere e spiegare tutto ciò che esiste o che accade "sotto il cielo". Ecco allora le storie di draghi, fate, folletti, orchi, lupi mannari, animali fantastici, entità sfuggenti che potevano popolare i giorni e le notti dei luoghi più remoti (boschi, paludi, dirupi) e persino di quelli più vicini e frequentati, come la casa stessa, non immune dall'insidia delle ombre più subdole e oscure.
15,00 14,25

Cesare Martuzzi: origine ed evoluzione di una musica popolare romagnola. 1910-1932

Stefano Orioli

Libro: Libro rilegato

editore: Il Ponte Vecchio

anno edizione: 2021

pagine: 192

Cesare Martuzzi (Alfonsine, 1885-Forlì, 1960) è il musicista che per primo rivivifica il repertorio della musica tradizionale romagnola, utilizzando testi poetici di Aldo Spallicci appositamente composti in dialetto forlivese: dall'intensa collaborazione tra i due nasceranno le cante, meravigliose composizioni per coro privo di accompagnamento strumentale che "reinventano" un'identità culturale romagnola, basata sul folclore inteso come deposito di incorrotte tradizioni. "Daremo il canto al nostro popolo" è il motto con cui la rivista «Il Plaustro», fin dal primo numero, annunciò la pubblicazione delle prime cante.
15,00 14,25

Sussurri di siti silenti. Viaggio in Romagna e dintorni

Nicoletta Timoncini

Libro: Copertina rigida

editore: Il Ponte Vecchio

anno edizione: 2021

pagine: 312

"Sussurri di siti silenti" propone un viaggio alla scoperta di quindici luoghi abbandonati della Romagna, a volte superandone brevemente i confini, allo scopo di dare voce a posti dimenticati o mai conosciuti dai più. È un viaggio nei siti, ma anche nella memoria, attraverso il racconto e il vissuto di chi li ha abitati. Ogni viaggio viene raccontato attraverso le visite dell'autrice, documentato dalle immagini di ieri e di oggi, arricchito dai dati storici e dalle narrazioni dei protagonisti che hanno vissuto e amato i luoghi descritti. Sono storie di vita quotidiana, che permettono di tornare alle radici delle tradizioni e del folklore romagnolo. Ogni sito ha un'anima, regalatagli da chi l'ha edificato, vissuto o semplicemente visitato. Questo viaggio nasce dal desiderio di dare voce a quei siti silenti che sussurrano al vento voci di uomini e donne, eventi storici, tradizioni del passato e storie di vita quotidiana. I sussurri vengono così catturati il tempo necessario per essere trasposti in parole, per poi essere lasciati fluire nuovamente nel loro eterno viaggio fra le fronde degli alberi e le pareti delle stanze ormai vuote. Finché c'è memoria c'è vita. Il ricordo ridona vita. Così attraverso i brevi viaggi dell'autrice - che di volta in volta le hanno permesso di incontrare persone e conoscere personaggi, tra immagini e notizie storiche - si viene accompagnati lungo un percorso che un poco è anche dell'anima.
16,90 16,06

La Romagna delle pievi

Paola Novara

Libro

editore: Il Ponte Vecchio

anno edizione: 2021

pagine: 336

L'esteso territorio rurale che circonda le città della Romagna è spesso costellato di piccole chiesette, molte delle quali denunciano, anche all'osservatore più sprovveduto, una esistenza in vita di molti secoli. Quando poi vi entriamo, a volte vi scopriamo dei veri e propri scrigni di arte e cultura: vecchi marmi lavorati, mosaici, lacerti di pitture, colonne e capitelli che trovano il pari solo nelle chiese dell'età d'oro ravennate. Questo patrimonio disperso nelle campagne e nelle colline del vecchio Esarcato e della vecchia Pentapoli, non è sconosciuto agli studi, anzi possiamo dire che è uno dei temi maggiormente affrontati da storici dell'arte e archeologi, a partire dagli anni in cui fu Soprintendente a Ravenna Giuseppe Gerola, il quale avviò una campagna di restauro in molte di quelle piccole fabbriche dimenticate. La possibilità di indagare a fondo la struttura degli edifici, che spesso si scoprivano essere costruzioni molto distanti nel tempo, innescò anche per la Romagna un filone di studi che ha visto discutere storici dell'arte di altissimo livello e l'azione di archeologi che hanno tentato di dare risposte ai numerosi interrogativi ancora aperti. Di molte pievi romagnole non conosciamo, ad esempio, la cronologia di costruzione. Inoltre, come si pongono le nostre chiese rurali nel contesto dello sviluppo dell'architettura altomedievale? Quest'opera non vuole certo trovare risposte a questi quesiti, ma vuole offrire, tenendo insieme l'intera Romagna, un percorso a chi volesse ripercorrere le indagini sulle tracce degli studiosi e degli archeologi del passato e una sintesi di quanto scritto fino ad oggi.
16,90 16,06

Processo ai Vitelloni

Processo ai Vitelloni

Gianfranco Miro Gori, Gianfranco Angelucci, Daniela Preziosi, Daniele Gasperini

Libro: Copertina rigida

editore: Il Ponte Vecchio

anno edizione: 2021

pagine: 64

Potenza del cinema. Se tutti (o quasi) sanno chi sono i vitelloni (in Italia e all'estero), forse non tutti sanno che non fu Fellini a ideare il termine ma il suo sceneggiatore (e grande scrittore) Ennio Flaiano. Che spiegò la derivazione dall'abruzzese "vudellone"; in altri termini: una budella da riempire. Uno che non fa nulla e campa, anche in età da lavoro, sulle spalle della famiglia. Perfetta da questo punto di vista è la rilettura felliniana di Amarcord (1973) dove in Lallo, zio del protagonista Titta, il personaggio del vitellone si fonde con un'altra figura romagnola assai amata da Fellini & Guerra, quella del pataca. Se dunque non lavorare è un primo e assai grave capo d'imputazione in una Repubblica «fondata sul lavoro», altri non mancano. Di qui ha origine, corroborata dal concomitante centenario della nascita di Fellini, l'idea di dedicare ai vitelloni il ventesimo processo del X agosto nella corte della Torre di San Mauro Pascoli, promosso da Sammauroindustria. Il presente libro ne riproduce gli atti, in particolare le "arringhe" dell'accusa e della difesa, sostenute rispettivamente da Daniela Preziosi e Gianfranco Angelucci. Non manca un corredo fotografico.
10,00

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