La Vita Felice: Labirinti
Giubilo al tempo del raccolto. Poesie scelte 1863-1888. Testo inglese a fronte
Gerard Manley Hopkins
Libro: Libro in brossura
editore: La Vita Felice
anno edizione: 2022
pagine: 256
«Poeta intensamente sperimentale, Hopkins conia parole, le infila nel ritmo “a salti”, il running rhythm, o sprung rhythm, nel redeeming power della parola, come egli stesso lascia scritto. Si avvale anche del comune ten-syllable o five-foot verse, rhymed o blank, versi rimati o sciolti. Come in Shakespeare, come in Milton, come in Donne, così in Hopkins domina la pietrosa parola sassone, Saxon words come first, parola-oggetto, nel senso della poesia “metafisica” inglese della quale Hopkins sfrutta tutte le possibilità, flettendola fino allo spasimo. Poeta arduo, pulsionale, oratoriale, quaresimale, sincretista, sacro e profano, Hopkins, sacerdote, predicatore, docente a Dublino, arditamente avanza il concetto di individually-distinctive form, “forma individuante”, sul tema di Duns Scotus, per cui poté coniare il termine inscape, “paesaggio interiore”, che gli ispirò instress, “energia psichica”, saturazione dei sensi, delle cose che in noi accadono, noi accadiamo, nel processo di individuazione. Non si tratta di personalizzazione, ma di individuazione: “ipseità” in inglese corrisponde, su suggerimento dell’Autore, a itness, thisness.» (Claudia Azzola)
Canti indiani del Nord America
Libro: Libro in brossura
editore: La Vita Felice
anno edizione: 2022
pagine: 184
Canti iniziatici, storie d’amore e di guerra, racconti poetici della fusione completa tra uomo e natura: con questa selezione corale di voci di nativi americani si scava un solco nella sensibilità di un popolo travolto dalle incursioni occidentali, con un patrimonio di tradizioni divorato dalla sterile fame di conquista dell’Uomo Bianco. Nei loro canti ci sono i sogni, il rispetto per la Madre Terra e per la vita, ma non mancano dolore e cupa tristezza per la perdita di ciò che è stato loro sottratto. Uno sguardo non filtrato su una storia spesso dimenticata o alterata dalla visione occidentale, un’eredità lirica e visionaria di rara bellezza attraverso la quale possiamo ascoltare il grido taciuto di chi ha cercato di resistere con tutte le proprie forze alla cancellazione culturale.
Bashö zakki. Note sparse su Bashö. Testo giapponese a fronte
Ryunosuke Akutagawa
Libro: Libro in brossura
editore: La Vita Felice
anno edizione: 2022
pagine: 132
Un modo di definire un classico – uno dei molti – è la sua attitudine a contenere moltitudini. Pur rimanendo se stesso, continuerà a mutare e trascendere la sua epoca, diventando cose diverse, in luoghi diversi, per diverse persone. Oppure potremmo dire che dentro il monumento di un autore classico è spesso nascosto uno specchio, qualcosa che restituisce un’immagine del suo lettore, chiunque esso sia. Questo volume ripropone precisamente un simile riflesso letterario; ma è anche la storia di uno specchio che, alla fine, è andato in frantumi. [...] Scrivendo di Bashō, di un classico che non smette di sedurlo e tormentarlo, Akutagawa ha creato un ritratto erudito e teso del grande poeta in cui, però, come riflettendosi nel buio lucido del suo inchiostro, continua a scorgere anche se stesso.
Il passeggero del suo destino. Testo spagnolo a fronte
Vicente Huidobro
Libro: Libro in brossura
editore: La Vita Felice
anno edizione: 2021
pagine: 176
"Piccolo dio, antipoeta e mago capace di scoprire – attraverso la vertigine del linguaggio, logos che possiede anche la sua carica viscerale e ludica – l’infinita circolarità dell’abisso cosmico e terrestre: questo è stato, questo è Vicente Huidobro, il vertiginoso che all’età di ventun anni ebbe la lucidità e il coraggio di dire: «La poesia deve essere una realtà in sé, non la copia di una realtà esteriore. Deve opporre la sua realtà interna alla realtà circostante». [...] Vicente Huidobro è il ponte fra il terreno e il celeste. La sua poesia è fame d’infinito, lotta contro gli dei – dolore per il loro abbandono –, orfanezza cosmica e desiderio di riconquistare il paradiso, la placenta lattea, per mezzo del linguaggio folgorante e liberissimo. L’antipoeta e mago riconosce nei dadaisti il primo seme o il ventaglio della creazione: ritmo delle parole in libertà, sviluppo, espansione verso il verso senza catene." (Dall’introduzione di Hernán Lavín Cerda) Selezione di Mario Meléndez, introduzione di Hernán Lavín Cerda.
La principessa del sogno. Testo tedesco a fronte
Karl Marx
Libro: Libro in brossura
editore: La Vita Felice
anno edizione: 2021
pagine: 294
Quel ritratto diventato un’icona, i suoi libri, dai Grundrisse al Capitale, e poi la sua militanza politica a tutto possono far pensare, tranne che Karl Marx sia stato, oltre che un grande filosofo, anche un simpatico guascone e un poeta. Eppure la figlia Eleanor, che ha avuto il merito di scovare e pubblicare il romanzo incompiuto del padre, Scorpione e Felice, così lo descrisse: «Per chi ha conosciuto Marx nessuna leggenda è più ridicola di quella che lo raffigura come un uomo scorbutico, amareggiato, inflessibile e inavvicinabile, una sorta di Giove tonante arroccato nell’Olimpo di una solitudine inaccessibile, perennemente intento a scagliare i suoi fulmini e senza mai un sorriso sulle labbra. Una simile descrizione del più allegro e giocondo degli uomini, dell’uomo dall’umorismo spumeggiante e dal riso irresistibilmente contagioso, del più gentile, tenero e simpatico dei compagni di gioco, è una fonte di perenne stupore e di spasso per chiunque lo abbia conosciuto». Prefazione di Paolo Barbieri.
Gli elementi terrestri e altre poesie-Los elementos terrestres y otros poemas
Eunice Odio
Libro: Libro in brossura
editore: La Vita Felice
anno edizione: 2021
pagine: 132
"Le prime composizioni di Eunice Odio si inseriscono nella tradizione di una poesia centrata sui temi domestici della fanciullezza e della maternità, senza che questo implichi un rifiuto dei nuovi processi lirici che si stavano manifestando in tutta l’America Latina. E tuttavia, pur lasciandosi contaminare dalle poetiche avanguardiste e moderniste, non ha mai praticato una poesia di completa rottura con quella tradizionale. La conciliazione dei due mondi è appunto una caratteristica essenziale del suo poetare. In un secondo momento, a partire dalla pubblicazione de Gli elementi terrestri, notiamo un avvicinamento di Eunice al surrealismo, ma senza che esso si converta nell’estetica dominante, giacché la sua poesia è contraddistinta da una molteplicità di codici estetici che la rendono inclassificabile, e tra questi trova posto il movimento surrealista, che lei stessa definisce come «una necessità autentica, un imperativo categorico». [...] Un altro aspetto fondamentale della sua poesia è la presenza, soprattutto ne Gli elementi terrestri, del sacro e del religioso, che si arricchisce con l’introduzione di elementi erotici e trasgressivi e con i simboli della liturgia cristiana, reinventati e sovvertiti, con l’esplorazione di temi che riguardano la maternità frustrata, la libertà sessuale, la passione, il tutto pervaso da un lirismo erotico-mistico." (Dalla nota critica di Emilio Coco). Postfazione di Roxana Elvridge-Thomas.
La gattomachia. Testo spagnolo a fronte
Lope de Vega
Libro: Libro in brossura
editore: La Vita Felice
anno edizione: 2021
pagine: 240
Esempio di epica burlesca, che rispecchia il Lope comico e filosofico degli ultimi anni, "La Gattomachia" è l’opera di un autore che, oltre a essere un esperto conoscitore dell’animo umano, lo è anche di quello felino. Lope riesce a immedesimarsi perfettamente nei gatti, umanizzandoli, senza snaturarli dalla loro peculiare essenza animale. Il personaggio sul quale si concentra l’azione del poema è l’hidalgo Marramachiz, nobile squattrinato e tracotante, borioso e aggressivo, che ostenta la sua appartenenza sociale senza però possederne il rango economico. Folle d’amore, rapisce la bella Zapachilda, la più affascinante gatta del quartiere, scatenando l’ira del promesso sposo, il gatto Micifuf. La doverosa vendetta si trasforma in una guerra furiosa tra gatti per ripristinare l’onore perduto. Ma il Fato spariglia le carte in un finale imprevedibile e amaro. Marramachiz persegue l’amore per Zapachilda in modo totale e senza cedimenti, compiendo azioni plateali e folli, a volte inaccettabili.
Verrà la morte e avrà i tuoi occhi
Cesare Pavese
Libro: Libro in brossura
editore: La Vita Felice
anno edizione: 2021
pagine: 72
"Verrà la morte e avrà i tuoi occhi", pubblicato postumo, comprende dieci poesie (otto in italiano e due in inglese), tutte scritte tra l’11 marzo e il 10 aprile del 1950 a Torino e tutte inedite, ritrovate fortuitamente tra le carte di Pavese dopo la sua morte, in duplice copia, nell’ordine in cui sono state pubblicate. La raccolta, pubblicata da Einaudi nel 1951, comprende anche i versi appartenenti al gruppo La terra e la morte, che furono composti nel 1945 a Roma e pubblicati nel 1947 sulla rivista «Le tre Venezie». Si tratta di liriche d’amore, permeate di una struggente nostalgia e scritte con uno stile insolito per Pavese. Sono dedicate all’attrice statunitense Constance Dowling, l’ultimo suo amore non corrisposto, conosciuta alla fine del 1949. Con la raccolta Verrà la morte e avrà i tuoi occhi, l’autore riprende i temi già sperimentati nei componimenti più tardi di Lavorare stanca e nelle poesie di La terra e la morte. La donna, la cui liricizzazione avviene attraverso le metafore dei grandi temi dell’autore come la terra, la vigna, il vento, la vita e la morte, è il motivo unico e assoluto che pervade tutte le liriche dell’opera e, come ben scrive Gianni Venturi, «non è più e solo il termine di paragone della realtà simbolica, ma è la realtà, la speranza e la disperazione». Prefazione di Tommaso Di Dio.
Prima dell'alba. Testo giapponese a fronte
Natsume Soseki
Libro: Libro in brossura
editore: La Vita Felice
anno edizione: 2019
pagine: 109
Il libro è la prima monografia dedicata allo haiku di Sosseki in italiano. Sono stati selezionati centoquindici haiku rappresentativi di vari momenti della vita e della carriera letteraria dell'autore: opere giovanili segnate dalla conversazione poetica con Shiki, lavori composti durante il soggiorno nella provincia giapponese dello Shikoku e del Kyfishia, a Londra, di nuovo in Giappone quando ormai Sòseki è un romanziere affermato. Il libro è corredato da un saggio introduttivo che chiarisce come SoSseki abbia non solo amato intensamente questo genere poetico, ma abbia anche ricavato temi e metodi centrali dei suoi romanzi dal suo rapporto con lo haiku moderno e antico.
Poesie. Testo francese a fronte
Paul Éluard
Libro: Libro in brossura
editore: La Vita Felice
anno edizione: 2019
pagine: 212
È lo stesso Éluard a rivelare le circostanze nelle quali egli scrisse le liriche qui presentate. Le poesie, assai meglio di lunghe cronache, ci svelano lo stato d'animo degli intellettuali durante i quattro anni dell'occupazione tedesca in Francia. Questi brevi testi, scritti con commovente semplicità, hanno il merito di inquadrare i rapporti controversi fra un'opera poetica e l'epoca che l'ha ispirata. Sono gli avvenimenti di ogni giorno che il poeta riveste del loro vero significato: li addensa nella memoria, li raggruppa secondo un ordine inventivo al quale egli stesso si sottomette, pur senza conoscerne le leggi. Per merito suo la storia di quegli anni, così fitta di episodi felici e dolorosi, rivive intera in qualche verso che ne ferma l'immagine fedelmente scolpita in virtù di una memoria poetica che nulla dimentica.
L'aur'amara (L'aria crudele). Testo provenzale a fronte
Arnaut Daniel
Libro: Libro in brossura
editore: La Vita Felice
anno edizione: 2019
pagine: 110
"È cosa nota, a chi si interessa veramente di poesia, che Arnaut Daniel appartenga a quella categoria di poeti 'indispensabili' alla poesia di tutti i tempi. A cominciare da Dante, che lo 'incontrerà' nel Canto XXVI del Purgatorio, e che lo immolerà con la definizione di 'miglior fabbro del parlar materno' che attraverserà i secoli per arrivare, con Eliot e Pound, fino a noi. Tuttavia, affrontando la traduzione di queste poesie, in verità più una 'rilettura", ho tralasciato di proposito l'aspetto strettamente filologico, senza dimenticarlo, chiedendo invece all'autore una ragione di poesia con cui confrontarsi e capace di offrire un 'aiuto", perché la grande poesia ha bisogno di se stessa per ripresentarsi sempre come nuova. Tradurre un poeta comporta la necessità sia di un 'rigore scientifico", sia di un 'rigore poetico". Quest'ultimo è il solo a resistere nel tempo anche dopo che sono mutate le condizioni storiche che l'hanno prodotto (nel caso di Arnaut Daniel, sono la civiltà feudale, i suoi riti e le sue particolarità)." (dall'introduzione di Piero Marelli)
Poesie del tempo che fu-Poésis d'antan
Edith Dzieduszycka
Libro: Libro in brossura
editore: La Vita Felice
anno edizione: 2018
pagine: 192
"Ci sono ancora (per fortuna, direi) nella scrittura poetica situazioni ineffabili che non si possono spiegare, un residuo di mistero, un qualcos'altro che non smette di mormorare alla coscienza insoddisfatta del poeta, alla verità incompleta della sua ragione. Questo qualcos'altro è la dimensione profonda della realtà, richiamata in diverse pagine di 'Poésies d'antan/Poesie del tempo che fu' da un'autrice capace di rendere l'absconditum manifesto, capace di inebriarci con una scia lunghissima di nostalgia per opporre la parola sostanziale alla parola vuota, al balbettio ripetuto, all'afasia congenita di questo mondo che corre da fermo. Gli intimi rimorsi dell'io, le sue inquietudini e dolenti cerebralità vengono rovesciati in in'aura diffusa e rarefatta, in una dialettica ascendente che non mancherà di attrarre e sedurre anche il lettore più sprovveduto e distratto." (Dalla prefazione di Donato Di Stasi)

