Forme d'arte
Paul Klee. Epoca e stile
Michele Dantini
Libro: Libro in brossura
editore: Donzelli Editore
anno edizione: 2018
pagine: VI-164
«L’arte non riproduce ciò che è visibile – scrive Paul Klee nel 1920 – ma rende visibile ciò che non sempre lo è». Artista versatile, insieme pittore, musicista, architetto e filosofo dell’arte, Klee viene spesso presentato come autore-veggente, provvisto di uno sguardo penetrante e dilatato, capace di indagare e interpretare i misteri del nostro mondo. Si tratta tuttavia di un’interpretazione parziale, mutila, che non considera o almeno mette in secondo piano l’altra faccia di Klee, vale a dire la grande attenzione alla disciplina formale, al canone compositivo. Anzi, sostiene Michele Dantini, è proprio lavorando sulla «costruzione», sulla struttura dell’opera che Klee riesce a evocare la dimensione simbolica, così come è proprio dallo studio e dall’assimilazione (non dal rifiuto come spesso si afferma) dell’arte del passato che Klee riesce a imporre il «nuovo», riattivando in parte l’Antico: è solo in questa prospettiva, ad esempio, e a determinate condizioni, che si può parlare, per ciò che lo riguarda, di «primitivismo».
Forme della percezione. Dal pensiero all'immagine
Andrea Casale
Libro: Libro in brossura
editore: Franco Angeli
anno edizione: 2018
pagine: 264
È innegabile che l’artista, sia egli architetto, designer, pittore, scultore, ma anche poeta o scrittore, abbia nella mente degli elementi immaginativi che fanno parte integrante del processo che lo porterà a determinare le caratteristiche anche più intime e particolari della sua opera. Meccanismi di gestione dell’immaginazione e della forma interagiscono durante lo sviluppo dell’opera, ed essa partecipa con il pensiero che contemporaneamente si evolve. L’immagine assume così un ruolo colloquiante, prima tra l’artista e il progredire dell’azione, poi tra essa e il fruitore, per trasformarsi infine in un sistema di trasmissione tra mente e mente che trova nella forma la parte integrante e l’imprescindibile mezzo con cui si realizza. Chi pensa che la percezione abbia un’importanza assolutamente oggettiva nella relazione tra il mondo e l’individuo non può non riconoscere in essa un rapporto semiotico. Segni che, se in alcuni casi assumono il compito di illustrarci degli attributi dell’oggetto, in altri hanno caratteristiche che superano il valore semantico per diventare un qualcosa che lega empaticamente gli individui tra di loro attraverso lo stesso segno. La capacità di immaginare è una facoltà indispensabile all’acquisizione stessa dell’informazione ma anche una particolare prerogativa del pensiero che connota il nostro rapporto con il mondo.
Segni, sogni, suoni. Quarant'anni di videoclip da David Bowie a Lady Gaga
Bruno Di Marino
Libro: Libro in brossura
editore: Meltemi
anno edizione: 2018
pagine: 505
Dopo oltre trentacinque anni dalla nascita di MTV - la prima emittente mondiale dedicata alla musica da vedere - il linguaggio del videoclip è totalmente mutato, amplificando sempre di più le interferenze con gli altri media e gli intrecci con il contesto delle arti visive. Nuovi autori, inoltre, si sono affacciati sulla scena internazionale, ottenendo numerosi riconoscimenti. Strutturato in cinque capitoli, il libro - evitando di limitarsi a un'ottica anglocentrica e allargandosi, attraverso numerosi esempi, ai music video di molti altri paesi - esplora l'universo di questa innovativa forma audiovisiva, da un punto di vista storico (partendo dagli antecedenti del videoclip), isolando alcune tematiche, tendenze e categorie (il clip coreografico, quello narrativo e quello sperimentale), e approfondendo l'immaginario di alcuni registi e musicisti in particolare, senza tralasciare, nell'ultimo capitolo, un focus sulla storia della videomusica italiana.
En suspens. Scenari di tempo. Marguerite Duras, Claudio Parmiggiani, Luigi Ghirri
Vega Tescari
Libro
editore: Corsiero Editore
anno edizione: 2018
pagine: 381
Elogio alle tag. Arte, writing, decoro e spazio pubblico
Libro: Copertina morbida
editore: Agenzia X
anno edizione: 2018
pagine: 183
Il writing è una forma di espressione urbana, un movimento legato alla città e presente ormai da diversi decenni ovunque nel mondo. Già dagli anni settanta i treni della metropolitana di New York partivano dai sobborghi ricoperti di scritte a spray, invadendo con segni e colori il salotto del centro storico. Per quei giovani figli di schiavi o di migranti era un modo per dire ai residenti dei quartieri alti che esistevano anche loro. Grazie al suo elevato valore simbolico questa pratica illegale è diventata, nel giro di poco tempo, una delle più diffuse tra coloro che provano a intraprendere il tortuoso cammino della critica alle ingiustizie sociali. Il primo passo di questo percorso si chiama tag, una semplice firma, uno scarabocchio su un muro di una città qualsiasi, anonima e respingente, su cui apporre il proprio nickname di strada. Qualcuno le ha chiamate "pisciate di cane", altri le hanno giudicate come l'elemento principale del degrado, in pochi si sono posti degli interrogativi sulla resistenza di questo fenomeno, nessuno ha mai elaborato un pensiero su quanto le tag possono essere preziose nel creare uno specifico senso di solidarietà diffusa nelle comunità che vivono in periferia. "Elogio alle tag" è un volume che indaga le relazioni tra writing, street art e logiche repressive anti degrado, con brevi saggi dell'autore e approfondimenti di sociologi, urbanisti, scrittori e avvocati, ma soprattutto con testimonianze di molti artisti italiani di diverse generazioni.
Gustav Klimt. The complete paintings. Ediz. italiana
Tobias G. Natter
Libro: Libro rilegato
editore: Taschen
anno edizione: 2018
pagine: 512
Il principe della decadenza Klimt in una luce completamente nuova. Nel corso della sua vita, Klimt fu un protagonista piuttosto controverso, le cui opere riuscivano a infiammare gli animi, che sosteneva il Modernismo ma incarnava la tradizione. I suoi quadri portavano agli estremi e dividevano il mondo degli appassionati d’arte. I giornalisti e il pubblico in generale si dividevano su una questione: pro o contro Klimt? Questa pubblicazione, ora disponibile nel formato compatto della popolare collana Bibliotheca Universalis, pone particolare enfasi sulle voci dei contemporanei di Klimt attraverso una serie di saggi che esaminano le reazioni alla sua opera nel corso di tutta la sua carriera. I suoi soggetti spaziano dai ritratti femminili ai dipinti di paesaggio per i quali ebbe una predilezione nella seconda metà della sua vita. Viene contestato con veemenza il cliché secondo il quale Gustav Klimt sarebbe stato un uomo di poche parole che raramente prendeva in mano la penna: ben 179 lettere, cartoline, scritti e altri documenti sono inclusi in questa monografia. Questa profusione di materiali d’archivio rappresenta un importante contributo allo studio accademico di questo autore. Con saggi di: Evelyn Benesch, Marian Bisanz-Prakken, Rainald Franz, Anette Freytag, Christoph Grunenberg, Hansjörg Krug, Susanna Partsch, Angelina Pötschner e Michaela Reichel
Corrado Cagli. La pittura, l'esilio, l'America (1938-1947)
Raffaele Bedarida
Libro: Copertina morbida
editore: Donzelli Editore
anno edizione: 2018
pagine: 292
Quando Corrado Cagli, pittore affermato e figura di spicco della Scuola di Roma, sceglie l'esilio, ha solo 28 anni, ma ha già alle spalle una carriera brillante: ha esposto tra l'altro alla Triennale di Milano e alla Biennale di Venezia. Nel 1938 la dittatura irrigidisce il suo volto e Cagli, ebreo e aperto al dialogo con le avanguardie internazionali, diventa un bersaglio per il regime, deciso a importare in Italia la campagna nazista contro l'arte degenerata. Cagli espatria quindi negli Stati Uniti, dove resterà fino al 1947. Saranno, questi, anni cruciali per lui, dal punto di vista personale e artistico: allo scoppio della guerra si arruola nell'esercito americano e torna in Europa a combattere, documentando l'esperienza con una serie drammatica di disegni; approfondisce la tecnica dei murali, confrontandosi con la scuola messicana allora in auge negli Stati Uniti; acquistati dal MoMA, i disegni di guerra gli procurano la prestigiosa Guggenheim Fellowship; lavora quindi per la neonata Ballet Society di Balanchine. Vicino alla rivista «View» e al suo ambiente surrealista, Cagli inoltre porta avanti una ricerca spaziale che lo condurrà ai disegni astratti sulla «quarta dimensione». Un decennio nomade, quello di Cagli, e finora poco conosciuto, ricostruito in questo studio grazie a un approfondito lavoro di scavo in un ricco materiale inedito, iconografico e testuale, in gran parte pubblicato qui per la prima volta. Un esilio come un cammino di trasformazione, che gli consente di sviluppare appieno la sua poetica: l'arte come ricerca, che matura attraverso percorsi paralleli e una molteplicità di linguaggi e contenuti; un'arte multidirezionale, apparentemente schizofrenica, di respiro internazionale. Come osserva Enrico Crispolti nella Prefazione, sarà proprio questa complessità, questa novità straordinaria - difficile da comprendere nel clima settario e fazioso del dopoguerra italiano - la ragione profonda, malcelata sotto critiche di carattere ideologico e politico, dell'ostracismo subito da Cagli una volta tornato in Italia, un ostracismo che su di lui peserà quasi come un nuovo esilio, questa volta in patria. Presentazione di Paolo Marzotto.
Performance art. Traiettorie ed esperienze internazionali
Libro: Libro in brossura
editore: Castelvecchi
anno edizione: 2018
pagine: 240
Con il nome di Performance art si designa genericamente una vasta gamma di operazioni pratiche e concettuali che condividono l'aspirazione a superare il divario tra arte e vita. Nella performance, l'artista agisce con esiti immediati o differiti entro uno spazio non necessariamente deputato, spesso con la complicità di un pubblico che prende in qualche modo parte alla realizzazione dell'evento. Ciò ha ovviamente molte stimolanti implicazioni. Attraverso una serie di saggi, interviste e dichiarazioni di artisti e studiosi stranieri, questa antologia perlustra uno dei territori più complessi e affascinanti dell'odierno panorama artistico. Il volume raccoglie contributi di Philip Auslander, Christopher Bedford, Claire Bishop, Tania Bruguera, Graciela Carnevale, Franko B, Andrea Fraser, Gulliermo Gómez-Pena, Mona Hatoum, Adrian Heathfield, Amelia Jones, Miranda July, Allan Kaprow, Kubra Khademi, Mark McGowan, Bruce Nauman, Piotr Pavlenskij, Santiago Sierra, Koki Tanaka, Ulay, The Yes Men.
Attraversare i muri. Un'autobiografia
Marina Abramovic, James Kaplan
Libro: Libro in brossura
editore: Bompiani
anno edizione: 2018
pagine: 416
Nel 2010, in occasione della retrospettiva che il MoMA dedicò a Marina Abramovic, più di 750mila persone aspettarono in fila fuori dal museo per avere la possibilità di sedersi di fronte all'artista e di comunicare con lei senza dire una parola, in una performance senza precedenti durata più di settecento ore. Una celebrazione di quasi cinquant'anni di performance art rivoluzionaria. Figlia di genitori comunisti, eroi di guerra sotto il regime di Tito nella Jugoslavia postbellica, Marina Abramovic fu cresciuta secondo una ferrea etica del lavoro. Agli esordi della sua carriera artistica internazionale viveva ancora con la madre e sotto il suo totale controllo, obbedendo a un rigido coprifuoco che la costringeva a rincasare entro le dieci di sera. Ma nulla poté placare la sua insaziabile curiosità, il suo desiderio di entrare in contatto con la gente e il suo senso dell'umorismo. Tutto ciò che ancora oggi la contraddistingue e dà forma alla sua vita. Al cuore di «Attraversare i muri» c'è la storia d'amore con il collega perfomance artist Ulay: una relazione sentimentale e professionale durata dodici anni, molti dei quali passati a bordo di un furgone viaggiando attraverso l'Europa, senza un soldo. Un legame che arrivò al drammatico epilogo sulla Grande Muraglia cinese. La storia di Marina Abramovic, commovente, epica e ironica, parla di un'incomparabile carriera artistica che spinge il corpo oltre i limiti della paura, del dolore, dello sfinimento e del pericolo, in una ricerca assoluta della trasformazione emotiva e spirituale. Esso stesso performance, «Attraversare i muri» è la rappresentazione vivida e potente della vita di un'artista eccezionale.
La vita notturna degli alberi
Bhajju Shyam, Ram S. Urveti, Durga Bai
Libro: Libro rilegato
editore: Salani
anno edizione: 2017
pagine: 32
L'albero del Peepul, che ha la stessa forma delle sue foglie. Il sacro albero del Dumar, che serve per fabbricare baldacchini. L'albero che si veste di piume fiammeggianti alla danza del pavone. L'albero della musica. L'albero delle Dodici Corna... Ogni notte, quando finalmente il lavoro di questi alberi maestosi giunge al termine, inizia la vita segreta degli spiriti che li abitano. Le loro storie profonde e senza tempo sono dipinte e raccontate da Bhajju Shyam, Durga Bai e Ram Singh Urveti, tre artisti contemporanei della tradizione Gond (India centrale). Se «L'uomo che piantava gli alberi» di Jean Giono è il manifesto del rapporto dell'uomo occidentale con la natura, «La vita notturna degli alberi» racchiude tutto lo spirito dell'India, quello sguardo così pacato e armonioso che mette sullo stesso piano l'uomo, il cosmo e la divinità.
I miei quadri raccontati da me
Vincent Van Gogh
Libro
editore: Donzelli Editore
anno edizione: 2017
pagine: 288
Fu lo stesso Vincent van Gogh – nelle lettere che scrisse lungo gli anni – a parlare minuziosamente dei suoi dipinti. Spiegò come e perché li fece; ne descrisse i colori e le emozioni che provava nel realizzarli; disse pure cosa sperava e voleva che suggerissero in chi li guardava. Precisò a quali pittori del passato si ispirava e a quale genere di nuova arte mirava, impegnandosi con tutte le sue forze per realizzarla. Creò tutto un universo visionario che – lui vivo – solo pochissimi seppero comprendere; ma che costituì un linguaggio quanto mai originale: anticipò e fondò l’evoluzione della pittura moderna. Le sue lettere a familiari e amici sono una testimonianza preziosa, di grande valore letterario, critico e umano. A distanza di più di un secolo, Van Gogh è universalmente riconosciuto come uno dei maggiori artisti della sua epoca. Eppure quando morì, a soli trentasette anni, Vincent era ancora un artista «esordiente», che aveva partecipato a pochissime mostre ed era riuscito a vendere appena qualche decina di opere. Strano destino in vita, per un artista che dopo la morte si sarebbe ritrovato, in pochi decenni, a essere considerato uno dei pittori più importanti della sua generazione, e il vero anticipatore dell’arte moderna.
Mobitecture. Architettura in movimento
Rebecca Roke
Libro: Libro rilegato
editore: Phaidon
anno edizione: 2017
pagine: 319
Mobitecture è una raccolta suggestiva di architetture mobili e trasportabili che include case sull'acqua, roulotte, camper, tende, capanne e chioschi, costruiti per la vita in movimento nei deserti, negli oceani, in spiaggia, tra i boschi, le montagne e in città. Mobitecture è un repertorio di strutture da spostare con automobili, biciclette, sci, moto, trattori, mulo, slitte... ma anche con mani e piedi!

