Linguistica
Prove di educazione linguistica in Friuli a partire da Achille Tellini
Fabiana Fusco
Libro: Copertina morbida
editore: Forum Edizioni
anno edizione: 2019
pagine: 228
La pubblicazione intende approfondire l'originale produzione manualistica orientata alla valorizzazione della lingua e della cultura regionale nella scuola elementare del primo Novecento, con uno sguardo peculiare al Friuli. Nello specifico l'attenzione è rivolta ai manualetti di traduzione 'dal dialetto alla lingua', come quelli di Achille Tellini dal titolo "Dal Peralba ad Aquileia e dal Livenza all'Isonzo" (Milano, Trevisini, 1924), qui proposti in ristampa anastatica: essi rientravano tra i testi di educazione linguistica e culturale previsti dai programmi di studio e dalle prescrizioni didattiche per le scuole elementari della Riforma Gentile, il cui estensore, come è noto, fu il pedagogista Giuseppe Lombardo Radice.
Cultura orale e civiltà della scrittura. Da Omero a Platone
Eric A. Havelock
Libro: Copertina morbida
editore: Laterza
anno edizione: 2019
pagine: 350
Tra la cultura greca arcaica e della prima età classica e quella successiva intercorre un vero abisso. Fino a Platone, la poesia trasmessa oralmente era stata il veicolo di diffusione di tutto il sapere scientifico, giuridico, storico, religioso, filosofico. Poesia orale e cultura erano una cosa sola. Alla fine del V secolo la crisi politica e spirituale conseguente agli sconvolgimenti prodotti dalla guerra del Peloponneso creò le condizioni per un radicale mutamento. Proprio da una situazione di incertezza e instabilità scaturì, per reazione, l'esigenza di un sapere fondato su più solide basi, ordinato criticamente e sistematicamente, un sapere impossibile a trasmettersi se non per il tramite della scrittura. Havelock ha rinnovato la nostra conoscenza della cultura greca, ricostruendone gli effettivi canali di trasmissione - la tradizione orale prima, quella scritta dopo - nel vivo del contesto storico e sociale in cui operarono.
La lingua italiana. Storia varietà dell'uso grammatica
Giulio C. Lepschy, Anna Laura Lepschy
Libro: Copertina morbida
editore: Bompiani
anno edizione: 2019
pagine: 336
Questo testo ormai classico offre da un lato un profilo storico e socio-linguistico dell'italiano moderno, e dall'altro una descrizione grammaticale che comprende sia l'aspetto fono-morfologico sia l'esame approfondito di una serie di argomenti sintattici. L'opera, che esiste anche nelle versioni inglese e tedesca, si rivolge sia agli studiosi di linguistica desiderosi di indagare su particolari fenomeni sia al lettore privo di preparazione specifica interessato a conoscere l'uso contemporaneo scritto e parlato dell'italiano. Di questo si presenta un'immagine realistica, che tiene conto, senza pregiudizi, della varietà e duttilità della nostra lingua oggi.
Traduire en francais d'aujourd'hui. Consolider ses connaissance en grammaire en traduisant
Françoise Bidaud
Libro: Libro in brossura
editore: UTET Università
anno edizione: 2019
pagine: 306
Volgare eloquenza. Come le parole hanno paralizzato la politica
Giuseppe Antonelli
Libro: Copertina morbida
editore: Laterza
anno edizione: 2019
pagine: 126
L'epoca in cui viviamo si definisce post-ideologica. È il tempo della post-politica e della post-verità. Ovvero (cambiando l'ordine degli addendi, la somma non cambia) politica e verità da post. Parole e slogan virali che fanno il giro della rete propagandando spesso opinioni su fatti mai esistiti. Quello a cui ci si riferisce con questa sfilza di post è, in realtà, un pensiero prepolitico. E la lingua che lo veicola, più che una neolingua, è una veterolingua che invece di mirare al progresso vorrebbe farci regredire, riportandoci agli istinti e alle pulsioni primarie. Indietro, o popolo! Dal «Votami perché parlo meglio (e dunque ne so più) di te» si è passati al «Votami perché parlo (male) come te». Come la pubblicità, come la televisione, anche la politica alimenta il narcisismo dei destinatari, i quali - lusingati - preferiscono riflettersi che riflettere. Il meccanismo del ricalco espressivo innesca una continua corsa al ribasso. Un circolo vizioso che toglie al discorso politico qualunque forza propulsiva, qualunque dinamismo. Non una risposta ai bisogni degli italiani, ma pura ecolalia: ripetizione ridondante. Così le parole stanno paralizzando la politica.
La lingua che fa scena. Dalle grammatiche rinascimentali alla comunicazione via web
Ilaria Bonomi
Libro: Libro in brossura
editore: Cesati
anno edizione: 2019
pagine: 450
I prismatici interessi dell’autrice sono testimoniati dalle quattro sezioni di cui si compone il volume: nella prima, grammatica e grammaticografia, si affrontano questioni che vanno da Leon Battista Alberti alle indicazioni normative del XIX e del XX secolo. La seconda si incentra sull’italiano lingua per musica, con attenzione sia a studi di carattere lessicale sia ad analisi più circoscritte di libretti d’opera. L’informazione (compresa quella più moderna sul web) e la carta stampata sono poi al centro della terza sezione, dedicata ai mass media. Chiudono il volume alcuni saggi sulla lingua letteraria di Manzoni e di altri autori contemporanei, con particolare attenzione alla scrittura femminile. Prefazione di Maurizio Vitale.
Come fare cose con le parole
John Langshaw Austin
Libro: Libro in brossura
editore: Marietti 1820
anno edizione: 2019
pagine: 172
Insieme al Tractatus e alle Ricerche filosofiche di Wittgenstein, "Come fare cose con le parole" è uno dei testi che hanno maggiormente influenzato la filosofia del linguaggio nel Novecento. Ricco di forza polemica e di intuizioni geniali, il lavoro di Austin ha segnato una svolta dalla concezione del linguaggio inteso come descrizione del mondo a quella del linguaggio come azione. La sua teoria costituisce ancora oggi uno strumento di classificazione e comprensione non solo per filosofi e linguisti, ma anche per gli studiosi di tante discipline: dalla giurisprudenza all’intelligenza artificiale, dalla sociologia alla teoria della letteratura.
La lingua, il giudice, la costituzione. Una vertenza tutta italiana, e un confronto internazionale
Claudio Marazzini
Libro: Libro in brossura
editore: Pacini Editore
anno edizione: 2019
pagine: 40
La lingua italiana non è un malfattore, eppure sempre più spesso viene citata in tribunale, dove deve difendersi come un imputato, deve giustificare la propria posizione, che la Corte costituzionale ha definito con una parola elevata: "primazia". A molti, purtroppo, questa "primazia" sembra dar fastidio. Anche i padri costituenti non accordarono all'italiano una posizione di particolare privilegio, visto che si occuparono piuttosto di stabilire i diritti delle lingue di minoranza. Tuttavia ci sono buone ragioni morali, giuridiche e civili per accordare alla nostra lingua una posizione che ne assicuri il rispetto. Questo libro affronta il tema dei diritti della lingua italiana in Italia, e confronta le norme del nostro paese con quelle delle costituzioni di altri stati: è un paragone istruttivo, che dovrebbe farci riflettere.
Intonation analysis on some samples of italian dialects: an instrumental approach
Valentina De Iacovo
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni dell'Orso
anno edizione: 2019
pagine: 248
Culture in traduzione: un paradigma per l'Europa-Culture in translation: a paradigm for Europe
Libro: Libro in brossura
editore: Mimesis
anno edizione: 2018
pagine: 145
Le diciture della storia. Testi e studi offerti ad Angelo Stella dagli allievi
Libro: Libro in brossura
editore: Salerno Editrice
anno edizione: 2018
pagine: 160
Il volume intende essere un omaggio degli allievi al loro maestro, Angelo Stella, in occasione dei suoi ottant'anni. Un omaggio al raffinato storico della lingua, studioso di Manzoni, discepolo di Maria Corti, per decenni docente all'Università di Pavia. Sulla scorta di un insegnamento che ha sempre posto al centro una strenua attenzione al testo letterario, anche in quanto documento linguistico capace di illuminare la storia di un popolo (e dei popoli), e in affettuoso ossequio a tale impostazione ideologica prima ancora che metodologica, il libro accoglie una serie di pubblicazioni di testi, appunto, accompagnati dai relativi studi e approfondimenti filologico- linguistici. L'unità e la coerenza della miscellanea non si realizzano in una raccolta di contributi su temi cari al festeggiato (che pure non mancano: Dante, Manzoni, Tessa...), ma proprio nella plurivoca adesione a un metodo che trova la sua efficacia e la sua ragion d'essere scientifica nell'assoluta preminenza data al testo.
Sciacquati la bocca. Parole, gesti e segni dalla pancia degli italiani
Massimo Arcangeli
Libro: Copertina morbida
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2018
pagine: 387
Contesa da tutti, compresa da nessuno, la fantomatica «pancia del paese» è il punto ombelicale del discorso pubblico contemporaneo. Ma cosa succede se ad auscultare i borborigmi che giungono dal suo interno è uno studioso della lingua italiana? Cosa succede se, anziché evocare a sproposito un luogo divenuto ormai mitologico, si tenta di registrare e interpretare i cavernosi suoni che da quel (basso) ventre provengono? Cosa succede, insomma, se si cerca di ripercorrere il tragitto che dalla pancia conduce alla bocca e per suo mezzo alla fonazione? Inoltrandosi in questo lubrico terreno, Massimo Arcangeli fotografa un popolo di santi, poeti e ferventi imprecatori, di folli gesticolatori nel loro smodato dimenarsi, dall'ombrello di Alberto Sordi all'impudico dito medio che si solleva a sferzare l'avversario di turno. Indaga le fonti letterarie, scovando la volgare eloquenza di una lingua d'inferno e paradiso, un organismo complesso in cui palpita un cor gentil ma vibra anche un cul fattosi trombetta. Segnala lo scorrere al fondo del nostro idioma di una vena misogina, razzista, maschilista, forse anche priapista, a giudicare dal proliferare dei sinonimi fallici qui analizzati: fava, salame, sanguinaccio e sarciccia, carota, carruba, maritozzo e bacchetta, bastone, bordone, maglio e martello. "Sciacquati la bocca" è il racconto della lingua italiana vista dal basso. Lontano dalla volontà normatrice di chi la vorrebbe imprigionare nello spazio chiuso delle grammatiche, lontano dai propugnatori degli usi anarchici incondizionati, arcinemico del politically correct, Arcangeli mostra una lingua che è spazio discontinuo di un caos ordinato, creativo: perché chi dice volgarità ha un serbatoio linguistico più libero e ricco, come sapevano Dante Alighieri, Leonardo da Vinci e Carlo Emilio Gadda. Ne scaturisce una diversa immagine dell'Italia, delle molte Italie di oggi e di ieri, e un invito a risciacquare i panni non nelle chiare, fresche e dolci acque ma, per una volta, negli acquitrini più limacciosi, opachi e brulicanti di vita.

