Storia
Scene da un matrimonio futurista
Lino Mannocci
Libro: Copertina morbida
editore: Neri Pozza
anno edizione: 2021
pagine: 256
«Con la nuova luna, il 28 agosto del 1913, al municipio del 14° distretto di Parigi, un giovane pittore italiano sposò una giovanissima parigina. Lui, Gino Severini, aveva trent'anni, lei, Jeanne Paul Fort, sedici». Il 28 agosto del 1913, a Parigi, Gino Severini sposa Jeanne Fort. Suoi testimoni sono Guillaume Apollinaire e Filippo Tommaso Marinetti. Tra gli invitati, e tra coloro che accorrono al caffè Voltaire per i festeggiamenti, figurano Stuart Merrill, Alfred Vallette, Max Jacob, André Salmon, Rachilde, Francis Carco, Fernand Léger, alcuni tra i più importanti letterati e artisti dell'epoca. All'ingresso del Comune del 14° arrondissement, Paul Fort, il padre della sposa detto il «Principe dei poeti», non esita a definire l'unione «le mariage de la France avec l'Italie». Di certo quelle nozze rappresentano un momento esemplare non soltanto dei rapporti tra avanguardia italiana e francese, ma dell'avanguardia storica in generale e della sua indiscussa capitale del tempo: Parigi. Colma di artisti provenienti da diverse parti dell'Europa, Parigi è allora il centro in cui convergono tutti coloro che, nel vecchio Continente, generano scandalo e turbamento, ma schiudono anche all'arte nuovi e importanti traguardi estetici. Un milieu artistico e letterario che di lì a poco sarà spazzato via dalla tragica mattanza della prima guerra mondiale. Nelle pagine di questo libro, Lino Mannocci offre un'originale rivisitazione di quelle nozze e, ad un tempo, un omaggio alle vite di alcuni degli invitati, e di altre forme di unioni e sodalizi che direttamente coinvolsero questi artisti e poeti durante quel fatidico 1913. Un ritorno al mondo proprio dell'avanguardia storica, prima che il nostro tempo la riducesse a un'accademia refrattaria alla creatività.
Mai più Masada cadrà. Storia e mito della fortezza di Erode
Samuele Rocca
Libro: Libro in brossura
editore: Salerno Editrice
anno edizione: 2021
pagine: 260
Sulla sommità di un vertiginoso altopiano situato nel cuore del deserto di Giuda, una fortezza si affaccia a strapiombo sul Mar Morto: è Masada. Qui un gruppo di ebrei, sotto la guida del leader carismatico Eleazar ben Yair, si asserragliò dopo la distruzione del Tempio per continuare la resistenza a oltranza contro i Romani. L’assedio si concluse con il suicidio dei difensori, che preferirono togliersi la vita come uomini liberi piuttosto che divenire schiavi dei Romani; cosí nacque il mito di Masada, che da allora è indissolubilmente legato all’identità ebraica. Questo libro, ripercorrendo la storia del palazzo di Erode, racconta la nascita di uno dei miti fondativi del movimento sionista, un mito al quale il poeta Yitzhak Lamdan dedicò il celebre verso col quale prestano giuramento i soldati israeliani: « Mai piú Masada cadrà! ». L’esaltazione della vicenda riportata da Giuseppe Flavio culminò con gli scavi che rivelarono le vestigia della cittadella. Ancora oggi, Masada, dichiarata patrimonio mondiale dell’Unesco nel 2001 e meta del turismo di massa, mantiene intatto tutto il suo fascino. Raccontare la sua storia significa ripercorrere i luoghi di una regione antica, la Giudea, la nascita di uno Stato moderno e le radici di un popolo, quello di Israele.
Alborada. La tipografia della libertà
Tarcisio Benedetti
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni Lavoro
anno edizione: 2021
pagine: 160
Pochi sanno che l’Italia ha dato un contributo notevole per il ritorno della democrazia in Cile. Nel 1988, per vincere il referendum del No a Pinochet, e nel 1990, per l’elezione di Patricio Aylwin Azocar alla Presidenza della Repubblica. Il progetto Alborada gestito dalla ong della Cisl, Iscos, organizzò l’avvio di una grande tipografia per la stampa dei giornali e delle riviste di opposizione che, durante l’ultimo anno della dittatura militare, poterono così uscire superando numerosi boicottaggi. Grazie all’acquisto di un vecchio capannone e di una nuova rotativa venne organizzato un centro stampa delle due testate a tiratura nazionale: «Fortín Mapocho» e «La Epoca». Alborada diede un contributo importante al raggiungimento degli obiettivi, come riconobbe lo stesso presidente Aylwin. Il centro divenne infatti il punto di riferimento di tutte le forze di opposizione stampando gran parte dei materiali della campagna elettorale. In questo racconto, l’autore, che ebbe la responsabilità della gestione del progetto, ricorda le difficoltà e le sfide affrontate nei quattro anni di permanenza in Cile.
La strage silenziosa. Come l'Africa ha rischiato di morire di AIDS e come si è invertita la rotta
Roberto Morozzo Della Rocca
Libro: Libro in brossura
editore: Laterza
anno edizione: 2021
pagine: 264
Vent’anni fa l’AIDS ha messo a rischio la sopravvivenza di un intero continente nell’indifferenza delle maggiori istituzioni internazionali. Dal 1996 le cure per l’AIDS, in Occidente, esistevano. E si poteva sopravvivere in buona salute. All’Africa invece le terapie erano negate, sebbene in quell’area i malati si contassero a milioni e non a migliaia come nei paesi ricchi. Perché questo doppio standard? Si dubitava della capacità degli africani di assumere regolarmente le medicine; le fragili sanità pubbliche africane erano considerate inefficienti; i costosi farmaci antiretrovirali contro l’AIDS, che in Occidente salvavano vite, apparivano un lusso (senza però che i corrispettivi farmaci generici, a basso costo, fossero presi in considerazione, per tutelare gli interessi delle multinazionali farmaceutiche). Dominava insomma un afro-pessimismo: curare i malati di AIDS nelle regioni subsahariane veniva giudicato una perdita di tempo e denaro. E intanto, la durata media della vita crollava e le economie collassavano. Malgrado gli sforzi di figure come Kofi Annan, Stephen Lewis, Jeffrey Sachs e di tanti medici e volontari sul campo, l’opzione terapeutica si sarebbe affermata in Africa lentamente. L’accesso universale alle terapie sarebbe stato convenuto a livello internazionale soltanto intorno al 2015. La storia di come si è invertita la rotta nel nome della necessità di salvare il numero più alto possibile di vite è una lezione esemplare che ci può aiutare ad affrontare meglio il presente. Prefazione di Jeffrey Sachs.
Un mondo di ferro. La guerra nell'antichità
Marco Bettalli
Libro: Copertina morbida
editore: Laterza
anno edizione: 2021
pagine: 528
La storia del mondo antico è un succedersi di battaglie, scontri e duelli che hanno lasciato una traccia formidabile nel nostro immaginario. Ma cosa voleva dire per un greco e un romano indossare l'armatura e scendere sul campo di battaglia? Significava riconoscere che la guerra era parte della vita, non che fossero amanti della guerra. Così come era possibile finire catturati dai pirati durante un viaggio in mare per essere venduti come schiavi in qualche mercato dell'Egeo, o cadere vittima di un'epidemia o di una carestia, così era nell'ordine delle cose umane essere coinvolti in una guerra e morire in battaglia. Ma c'è di più: poteva aspirare a definirsi cittadino solo colui che, nella buona stagione, era pronto a marciare fuori dai confini per combattere contro il nemico. Un libro che ci rende comprensibile la mentalità degli antichi trattandola con profondo rispetto.
Uomini e merci tra Sicilia e Bruzio. Economia, scambi commerciali e interazioni culturali (IV sec. a.C.-metà II sec. d.C.)
Fabrizio Mollo
Libro
editore: Rubbettino
anno edizione: 2021
pagine: 352
Per ricostruire la storia economica e le relazioni commerciali tra Magna Grecia e Sicilia ed in particolare tra la Calabria e la Sicilia vengono utilizzate le ceramiche fini e le anfore da trasporto. I protagonisti di queste relazioni rimangono gli uomini, che si spostano nel Mediterraneo (come mercenari, mercanti, imprenditori agricoli e artigiani), interpreti di un'articolata trama di contatti e di scambi nel periodo compreso tra il IV sec. a.C. e l'inizio dell'età imperiale romana. La specializzazione delle produzioni ceramiche e la circolazione commerciale di due grandi beni, quali l'olio e il vino, leggibili attraverso le anfore da trasporto, sanciranno l'affermazione di grandi élites sociali che, a partire dalla tarda repubblica, saranno impegnate direttamente nelle contese politiche, nei processi di conquista e nello sviluppo delle politiche coloniali e municipali. Lo studio delle produzioni ceramiche permette di evidenziare anche i profondi mutamenti negli usi e nei costumi, nelle abitudini alimentari, nelle modalità di circolazione dei beni di consumo. All'olio e al vino si affiancano anche altre produzioni tipiche, come le salse di pesce, la pece della Sila, l'allume di Lipari, la frutta secca, il miele. Il vettore di questi processi economici è il mare: attraverso le anfore da trasporto e il loro contenuto, cercando di ricostruirne le rotte, soprattutto di cabotaggio (come dimostra l'esame dei relitti calabresi e siciliani), si cerca di tracciare la storia economica di aree che in epoca antica sono state floride e baricentriche nell'economia del Mediterraneo. Questa analisi tocca porti e siti strategici lungo le rotte (Napoli, Poseidonia, Velia, Hipponion, Rhegion, Messana, Panormos, Lilibeo) e restituisce il giusto peso alle Eolie, alle Egadi e a Pantelleria, che sono state snodi e crocevia commerciali fondamentali in ogni epoca oltre che sfondo di eventi storici importanti, soprattutto nelle complesse dinamiche dei rapporti tra Roma e Cartagine.
Storia moderna
Renata Ago, Vittorio Vidotto
Libro: Libro in brossura
editore: Laterza
anno edizione: 2021
pagine: 384
Dalle scoperte geografiche e dall'espansione economica del Cinquecento all'età napoleonica: è la periodizzazione di questo volume pensato esplicitamente per la didattica universitaria ma con tutte le possibilità di essere apprezzato anche dal pubblico di libreria. Una trattazione classica della storia moderna arricchita dai risultati più innovativi della ricerca storiografica nel settore della storia sociale e culturale. Renata Ago insegna Storia moderna alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Roma La Sapienza. Vittorio Vidotto insegna Storia contemporanea alla Facoltà di Lettere e Filosofia all'Università di Roma La Sapienza.
Non bisogna perdonare. Dalle testimonianze russe e documenti tedeschi, lo sterminio nazista dei militari italiani in Polonia
V. Mikhailov, V. Romanovski
Libro: Libro in brossura
editore: Res Gestae
anno edizione: 2021
pagine: 144
"Non bisogna perdonare" è il monito che i due storici russi Mikhailov e Romanovski rivolgono al lettore dopo avergli rivelato i terribili crimini perpetrati in territorio russo dai tedeschi ai danni dei soldati italiani prima e dopo l'8 settembre 1943. Ma è soltanto dopo l'armistizio che i crimini si fanno eccidio e il massacro diventa sistematico. Internati nei campi di concentramento in Bielorussia, migliaia di soldati italiani, costretti a lavori pesanti e disumani, denutriti ed esposti a un clima rigidissimo, trovano la morte. All'avvicinarsi delle truppe sovietiche, poi, si assiste a una spietata eliminazione di massa. Basata su documenti tedeschi e sovietici, numerose interviste a civili e testimoni, nonché a ex partigiani russi, la ricostruzione storica di Mikhailov e Romanovski è una preziosa inchiesta che fa luce su tutti gli italiani che risultano scomparsi da maggio a novembre del 1944 o, almeno, su una parte di essi.
Civiltà. L'arte nel tempo
Mary Beard
Libro: Copertina rigida
editore: Mondadori
anno edizione: 2021
pagine: 208
«Civiltà» è da sempre un concetto delicato, da maneggiare con cura. Una categoria ambigua, controversa, spesso definita per contrapposizione: da una parte «noi», i civilizzati, dall'altra «loro», i «barbari», vale a dire tutti quelli che non condividono i nostri valori. Anch'essi, però, hanno una loro storia da raccontare e persino una loro idea di arte. In realtà, con il termine «civiltà» dovremmo intendere una pluralità di mondi che si confrontano e dialogano fra loro attraverso il linguaggio dell'arte. E che attraverso l'arte ci parlano. Ma di cosa parlano le opere d'arte? Secondo Mary Beard, classicista di Cambridge, al cuore della creazione artistica ci sono due questioni coinvolgenti e controverse: la rappresentazione del corpo umano e la raffigurazione della divinità. Dai colossali faraoni egizi di Luxor alle ceramiche degli antichi greci, dalla statua di Afrodite ai guerrieri di terracotta sepolti insieme al primo imperatore della Cina, la figura umana è la chiave per comprendere non solo la rappresentazione del potere e la definizione dei ruoli sociali, ma anche la sessualità, l'erotismo, la virtù morale e politica, i valori di una comunità. Al punto che una particolare rappresentazione del corpo, risalente alla Grecia classica, ha contribuito a fissare i canoni della bellezza e della perfezione formale con cui per secoli l'Occidente ha valutato le altre culture. La seconda questione riguarda invece la raffigurazione visiva del sacro, un dilemma che tutte le religioni - spesso in bilico tra vanità idolatra e furore iconoclasta - hanno dovuto affrontare, giungendo a soluzioni superbe e affascinanti, come testimoniano lo splendore delle immagini musive della basilica di San Vitale a Ravenna, la Moschea Blu di Istanbul o le pitture rupestri delle grotte di Ajanta, che ritraggono il Buddha in cerca dell'illuminazione. "Civiltà" è un viaggio attraverso alcune delle pagine più emozionanti e meno note della storia dell'arte. Portando alla luce i tesori nascosti delle civiltà antiche, Mary Beard guarda oltre il canone tradizionale dell'immaginario occidentale e si rivela una guida preziosa per educare lo sguardo.
Sparta e Atene. Autoritarismo e democrazia
Eva Cantarella
Libro: Copertina morbida
editore: Einaudi
anno edizione: 2021
pagine: 195
Una rilettura della rivalità tra due potenze del mondo antico che, nel corso dei secoli, sono diventate punti di riferimento per filosofi, politici, sociologi e rivoluzionari. Due città che, ancora oggi, rappresentano modelli di Stato ideali e contrapposti. Da un lato un ordinamento democratico, innovativo, aperto agli scambi e al commercio; dall'altro un mondo chiuso, conservatore, ispirato a valori di tipo militare in nome dei quali i cittadini accettavano con orgoglio le restrizioni delle libertà individuali. È così che sono sempre state descritte Sparta e Atene, ma come distinguere la realtà dalla rappresentazione? Dopotutto le due poleis erano nate dalla stessa cultura, parlavano la stessa lingua, onoravano gli stessi dei. Avevano combattuto fianco a fianco contro un comune nemico, i Persiani, prima di trasformarsi da alleate in nemiche. Partendo dal racconto di questo antagonismo, con un'attenzione speciale alle istituzioni sociali oltre che politiche - in particolare alla formazione del cittadino e alla condizione femminile -, Eva Cantarella approda al «riuso», operato da parte della cultura occidentale, di due sistemi che, di volta in volta, sono stati invocati tanto da chi aspirava a fondare uno Stato democratico, tanto da chi voleva dar vita a uno Stato autoritario, totalitario, tirannico.
Vita e morte delle antiche città. Una storia naturale
Greg Woolf
Libro: Libro rilegato
editore: Einaudi
anno edizione: 2021
pagine: XXII-610
Dalla fine dell'Età del bronzo all'inizio del Medioevo, da Uruk ad Alessandria, da Persepoli ad Atene e Sparta, e da Cartagine a Roma, la suggestiva epopea dell'ascesa, il declino e la scomparsa delle città antiche le cui rovine non hanno mai smesso di affascinarci. Una storia naturale di guerre e politica, pestilenze e carestie, ingegno e crudeltà, trionfi e tragedie, a volte leggendaria a volte miserevole. Al suo centro il Mediterraneo, che non solo gli antichi Greci e Romani, ma anche Fenici, Etruschi, Persiani, Galli ed Egizi solcarono e popolarono instancabilmente. L'antico Mediterraneo era un ambiente difficile da urbanizzare. Come è stato possibile creare e poi tenere in vita delle città per così tanto tempo, in contesti apparentemente così poco favorevoli? Come si nutrivano i loro abitanti, dove trovavano l'acqua o i materiali da costruzione e come si comportavano con i loro rifiuti e i loro morti? E perché infine i sovrani decidevano di abbandonarle? E come si abitava in mondi urbani così diversi dal nostro? Città immerse nell'oscurità ogni notte, città dominate dai templi degli dèi, città di contadini, di schiavi, di soldati. Alla fine, i protagonisti della storia sono le città stesse. Atene e Sparta, Persepoli e Cartagine, Roma e Alessandria: città che formavano delle grandi famiglie. La loro storia racchiude quella delle generazioni che le hanno costruite e abitate, lasciando in eredità monumenti che da allora hanno ispirato i successivi costruttori di città, e le cui rovine ci rammentano i pericoli e le potenziali soddisfazioni e ricompense di un'esistenza urbana.
Oltre l'Università. Storia, istituzioni, diritto e società, studi per Andrea Romano
Libro: Libro in brossura
editore: Il Mulino
anno edizione: 2021
pagine: 1088
Immaginata in ideale continuità con il volume «Università "contro"? Il ruolo degli atenei negli ordinamenti in crisi», che raccoglie gli atti dell'omonimo Convegno internazionale tenutosi a Messina nel dicembre 2018, la presente opera collettanea, nel celebrare Andrea Romano, professore emerito dell'Ateneo peloritano e storico delle istituzioni universitarie, ne vuole ricordare anche le ulteriori, molteplici direttrici di ricerca. Il volume, aperto da alcuni «ritratti», risulta articolato in cinque sezioni (Le istituzioni e la storia, Storia, politica e società, Il diritto e la storia, Questioni di diritto, Università, scuole, saperi), corrispondenti ad altrettanti interessi del Maestro, nelle quali studiosi di generazioni diverse, provenienti da differenti ambiti scientifico-disciplinari, hanno voluto ricordare, attraverso i loro contributi, la lunga e prestigiosa carriera accademica di Andrea Romano. Storico del diritto e delle istituzioni, a lungo preside della Facoltà di Scienze politiche, segretario generale del Centro di documentazione per la storia dell'Università di Messina, Andrea Romano, medaglia d'oro del Senato accademico dell'Ateneo di Danzica, è stato insignito, nel 1998, del dottorato honoris causa in Scienze sociali di quell'Università. Tra il 2000 e il 2018 ha ricevuto la laurea honoris causa dagli atenei di Cordoba, Mariupol, «Rey Juan Carlos» di Madrid, «El Salvador» (Argentina). La comunità accademica, italiana e internazionale, ha inteso così onorare un intellettuale curioso, un lettore appassionato, un docente attento alla qualità della didattica e sensibile ai temi dell'internazionalizzazione, un Maestro severo quanto generoso.

