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Mondadori Education: Quaderni di storia

Montecitorio fine secolo. Album di caricature

Libro

editore: Mondadori Education

anno edizione: 1972

pagine: 300

12,91 12,26

Tradizione liberale e fascismo

Tradizione liberale e fascismo

Nino Valeri

Libro

editore: Mondadori Education

anno edizione: 1972

pagine: 232

7,00

La moltitudine apolitica. Culture politiche e voto alle masse in età giolittiana (1904-1913)

La moltitudine apolitica. Culture politiche e voto alle masse in età giolittiana (1904-1913)

Marco Pignotti

Libro

editore: Mondadori Education

anno edizione: 2017

pagine: VIII-312

1913. L’Italia diventa il sesto Paese al mondo nel rapporto elettori/abitanti e sopravanza Inghilterra e Francia. Nove milioni di cittadini vengono convocati alle urne, metà dei quali analfabeti. Considerati per anni come teppa o plebaglia, questa folla viene percepita dalla classe dirigente conservatrice e progressista come una moltitudine apolitica. D’altronde, il voto alle masse muta irreversibilmente la scena pubblica finendo per condizionare tutti i soggetti che finora l’hanno dominata. L’irruzione del popolo escluso proietta sull’intero sistema interrogativi intorno a grandi questioni come la legittimità, l’esigenza di costituire un partito della borghesia, il rapporto fra esecutivo e assemblea, l’imperatività del mandato parlamentare, la strategia comunicativa e, infine, i costi della politica. Temi di vitale importanza non solo per intellettuali ed accademici, ma soprattutto per gli «invisibili» di Montecitorio che rappresentano quella pletora di notabili la cui presenza si è sempre rivelata funzionale alla tenuta dell’assetto istituzionale.
24,00

Dal Risorgimento al Mondo Nuovo. La massoneria italiana nella prima guerra mondiale

Dal Risorgimento al Mondo Nuovo. La massoneria italiana nella prima guerra mondiale

Marco Cuzzi

Libro

editore: Mondadori Education

anno edizione: 2017

pagine: X-406

La massoneria italiana rappresentò uno dei protagonisti della Grande Guerra, dall’impegno per l’intervento al conflitto a fianco dell’Intesa. Dal maggio 1915 i massoni si mobilitarono con tutte le loro «logge» nel cosiddetto «fronte interno», con azioni di propaganda e di solidarietà, affiancando le autorità nell’individuazione degli elementi disfattisti e dei sabotatori, e trasformandosi pertanto in una sorta di «milizia civile». Il conflitto rappresentava per i massoni il compimento del Risorgimento e la sua evoluzione verso un «Mondo nuovo» dominato dalla democrazia e dall’armonia tra i popoli. Ma il nazionalismo sempre più radicale avrebbe dominato i massoni, che sarebbero giunti all’appuntamento con il dopoguerra profondamente trasformati, al pari dello Stato liberale che avevano contribuito a creare. Attraverso un’approfondita analisi dei documenti disponibili e in gran parte inediti, questo libro vuole dare un contributo significativo alla comprensione di quel particolare periodo della nostra storia, ricostruendo le complicate dinamiche delle Obbedienze massoniche nazionali.
28,00

La riconoscenza della nazione. I reduci italiani fra associazioni e politica (1945-1970)

La riconoscenza della nazione. I reduci italiani fra associazioni e politica (1945-1970)

Filippo Masina

Libro

editore: Mondadori Education

anno edizione: 2016

pagine: VIII-248

Nella fase di transizione tra la guerra e la pace, e negli anni della costituzione e del consolidamento delle istituzioni repubblicano-democratiche, la questione dei reduci rivestì un peso niente affatto trascurabile. Oltre 4,5 milioni di mobilitati, con circa 1,2 milioni di prigionieri: queste le cifre con le quali si dovettero confrontare le istituzioni. Come fu dunque affrontata questa sfida? Come lo Stato perseguì l'inderogabile obiettivo di reinserire nel tessuto economico, lavorativo e sociale, in un rinnovato contesto politico e di cittadinanza, questa massa enorme perlopiù composta di giovani uomini? Quali strumenti legislativi vennero predisposti? Quale fu il ruolo delle associazioni combattentistiche, e dei principali partiti? A questi e ad altri interrogativi si propone di rispondere questo volume, che intende far luce su una delle grandi questioni del dopoguerra italiano, rimasta sinora spesso trascurata dalla storiografia.
18,00

Il prefetto e i briganti. La Calabria e l'unificazione italiana (1861-1865)

Il prefetto e i briganti. La Calabria e l'unificazione italiana (1861-1865)

Giuseppe Ferraro

Libro

editore: Mondadori Education

anno edizione: 2016

pagine: X-230

Il crollo del Regno delle Due Sicilie e l'unificazione italiana segnarono per le province meridionali un periodo di diffusa instabilità. Vecchie e nuove problematiche si fusero rendendo l'amministrazione di gran parte di questo territorio difficile per i primi governi italiani. La classe dirigente liberale cercò di rimediare alla diffusa instabilità e conflittualità inviando nel Mezzogiorno prefetti, funzionari, militari di origine settentrionale per rafforzare in tal modo l'unificazione appena raggiunta. In questo contesto, nell'aprile 1861 venne nominato prefetto della provincia di Cosenza (Calabria Citra) il valtellinese Enrico Guicciardi. Proprio la vicenda appassionante di Guicciardi e l'utilizzo, tra le altre, di fonti storiche inedite, custodite in archivi pubblici e privati, permettono all'autore di raccontare i primi anni dell'unificazione italiana in Calabria, con particolare attenzione al brigantaggio, alla questione della terra, alla conflittualità tra potere politico e militare sul territorio, in uno dei momenti più critici della storia d'Italia.
17,00

La partecipazione del Mezzogiorno alla Liberazione d'Italia (1943-1945)

La partecipazione del Mezzogiorno alla Liberazione d'Italia (1943-1945)

Libro

editore: Mondadori Education

anno edizione: 2016

pagine: VI-298

Esito di un progetto di ricerca promosso dall'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia (ANPI), condotto a termine grazie a studiosi delle reti dell'Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione in Italia (INSMLI) e delle ANPI provinciali, basato su fonti in buona parte inedite e impostato su approcci interpretativi per molti versi innovativi, il volume affronta per la prima volta in maniera organica alcuni dei grandi temi alle origini dell'Italia democratica e repubblicana: la partecipazione del Mezzogiorno e dei meridionali alla Liberazione dal nazifascismo; la dimensione davvero nazionale della Resistenza e il carattere multiforme delle sue varie manifestazioni, in armi e non; il riconoscimento o il disconoscimento dell'esperienza resistenziale nell'Italia del dopoguerra, alle prese con la decisiva fase della ricostruzione e dell'impianto dei nuovi assetti sociali e politici.
22,10

Abbasso la guerra! Neutralisti in piazza alla vigilia della prima guerra mondiale

Abbasso la guerra! Neutralisti in piazza alla vigilia della prima guerra mondiale

Fulvio Cammarano

Libro

editore: Mondadori Education

anno edizione: 2015

pagine: XIV-610

Questo non è un libro sull'Italia alla vigilia della Prima guerra mondiale, ma un'indagine su cosa la gente comune ha fatto per rimanerne fuori. Attraverso le vicende, spesso violente, occorse dall'agosto 1914 al maggio 1915 in oltre cinquanta città e in molte decine di paesi, si è, per la prima volta, portato alla luce la prassi del neutralismo in Italia, vale a dire l'altra faccia di quella strisciante guerra civile che di solito vede come protagonista l'interventismo. Emerge dal viaggio nelle piazze neutraliste una realtà a geometria variabile, per tempi, modi e caratteristiche sociali, ma sempre espressione di una più o meno ribelle o rassegnata "eccedenza" rispetto alla grande politica. Nei mesi in cui si gioca il destino del Paese, il neutralismo fa emergere un disagio che è un intellegibile, per quanto scomposto, segnale di dolente dissociazione popolare (l'affollata ritualità religiosa pro pace, la rilevante presenza pubblica delle donne, la vivace partecipazione dei soldati, l'incremento di azioni attribuite alla "teppa"). Che il segnale non abbia trovato una adeguata sintesi politica a livello nazionale nulla toglie alla forza, anche disperata, di quel movimento a cui, a cent'anni dagli avvenimenti, va restituito il giusto posto nella storia d'Italia.
29,00

L'Africa in casa. Propaganda e cultura coloniale nell'Italia fascista

L'Africa in casa. Propaganda e cultura coloniale nell'Italia fascista

Valeria Deplano

Libro

editore: Mondadori Education

anno edizione: 2015

pagine: VI-202

Il colonialismo italiano non ha segnato soltanto la storia delle popolazioni africane, né ha riguardato esclusivamente quegli italiani che hanno attraversato il mare per combattere e per lavorare. L'espansione coloniale ha anche portato l'Africa nell'immaginario di chi rimase a casa, condizionandone il modo di pensare sé stesso, l'Italia, e gli altri popoli. Con il fascismo la cosiddetta "coscienza coloniale" della nazione diventa una priorità, fondamentale sia per la realizzazione della politica espansionistica, sia per avvicinare l'intero corpo nazionale ai valori imperiali e, quindi, fascisti. Il volume ricostruisce i meccanismi di organizzazione della propaganda e di diffusione della cultura coloniale nell'Italia fascista, leggendoli non soltanto come parte del progetto espansionistico, ma più in generale come un elemento della storia dell'Italia e della formazione degli italiani come comunità nazionale.
15,00

La politica dei colori. Emozioni e passioni nella storia d'Italia dal Risorgimento al ventennio fascista

La politica dei colori. Emozioni e passioni nella storia d'Italia dal Risorgimento al ventennio fascista

Maurizio Ridolfi

Libro

editore: Mondadori Education

anno edizione: 2015

pagine: XX-342

La storia dei colori ci racconta l'evoluzione delle mentalità sociali e culturali. Ad un certo punto della loro storia la politica se ne impadronì. Nel volume, la rappresentazione del politico nell'Italia contemporanea avviene tramite i colori e le espressioni cromatiche (verbali, scritte, figurate). È una narrazione che si distende dagli anni francesi fino alla parabola del regime fascista. Alla insorgente "società dello spettacolo" vanno ricondotte tanto lo sviluppo della pubblicità commerciale che l'affermarsi delle moderna politica nel secondo Ottocento. Nel Novecento, con il trionfo delle immagini e della comunicazione di massa, i colori hanno evidenziato i simboli attraverso i quali rappresentare e demonizzare le identità politiche. Quel linguaggio sarebbe divenuto parte essenziale di ogni azione mirata ad influenzare l'opinione pubblica, a costruire quote di consenso (anche elettorale) e quindi una società irregimentata quale quella fascista uscita dal crogiolo della Grande Guerra. Disvelando le passioni e le emozioni politiche degli Italiani, osservate nei profili istituzionali, nelle pratiche sociali e culturali, negli usi letterario-linguistici e artistico-culturali, nelle relazioni sociali (manifestazioni, feste, rituali funerari) e interindividuali (abbigliamento, cappelli, divise, ecc.), il libro narra di un capitolo fino ad ora mai messo a fuoco con sistematicità negli studi storici dell'età contemporanea.
26,00

Interventiste nella grande guerra. Assistenza, propaganda, lotta per i diritti a Milano e in Italia (1911-1919)

Interventiste nella grande guerra. Assistenza, propaganda, lotta per i diritti a Milano e in Italia (1911-1919)

Emma Schiavon

Libro

editore: Mondadori Education

anno edizione: 2015

pagine: X-374

Allo scoppio della prima guerra mondiale molte donne, soprattutto di ceto medio, appoggiarono con convinzione lo sforzo bellico dei rispettivi governi, e altrettanto fecero i principali movimenti femministi europei. Dappertutto le organizzazioni femministe assunsero un ruolo cruciale nel controllo del fronte interno, nato insieme alla guerra di massa, e molte militanti andarono a ricoprire incarichi di responsabilità del tutto inusuali. Il presente lavoro indaga per la prima volta l'interventismo femminile e femminista italiano, le questioni politiche sollevate dal movimento delle donne durante la guerra e il ruolo cruciale giocato all'interno dei Comitati di assistenza civile, a partire dalla città di Milano per allargare lo sguardo su tutto il panorama nazionale. L'interventismo femminista voleva senz'altro opporsi al militarismo tedesco, ma aveva soprattutto obiettivi propri in ordine all'integrazione delle donne nello stato nazionale, in particolare la conquista dei diritti civili, economici e politici ancora completamente negati alle italiane.
26,00

Corsica fatal, Malta baluardo di romanità. L'irredentismo fascista nel mare nostrum (1922-1942)

Corsica fatal, Malta baluardo di romanità. L'irredentismo fascista nel mare nostrum (1922-1942)

Deborah Paci

Libro

editore: Mondadori Education

anno edizione: 2015

pagine: 278

Sin dai primi anni Venti Mussolini avviò una campagna di rivendicazioni territoriali nei confronti delle "terre irredente", ossia quei territori ritenuti italiani sotto il profilo storico e culturale ma fuori dei confini d'Italia. Malta e la Corsica furono al centro delle mire espansionistiche dell'Italia fascista nel Mediterraneo. Gli intellettuali del regime furono chiamati ad addurre ragioni linguistiche, storiche e culturali per avvalorare l'idea dell'italianità di còrsi e maltesi: l'intento era quello di persuadere le popolazioni delle due isole ad appoggiare il progetto annessionista fascista. In questo contesto il regime dovette misurarsi con gli attori istituzionali e religiosi che si trovavano in loco. I programmi fallirono miseramente e - fatta eccezione per uno sparuto gruppo di filofascisti maltesi e còrsi - la maggioranza della popolazione restò indifferente, se non ostile ai richiami all'italianità dei fascisti. Ma quali furono le strategie messe in opera dal regime? Su quali argomenti fece leva la propaganda irredentista?
21,00

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