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Pacini Editore: Storia

La Torre civica di Camaiore. Anatomia di un monumento

Elisabetta Abela

Libro: Libro in brossura

editore: Pacini Editore

anno edizione: 2019

pagine: 88

«La Torre Civica di Camaiore non è solo un campanile, non è solo un monumento dalla storia antichissima, non è solo l'opera dell'ingegno dei camaioresi di oltre sette secoli fa. È anche e soprattutto il simbolo della città e del suo paesaggio, l'impronta che ci è più familiare dello skyline del centro storico quando severa sovrasta la piazza e il brulicare della vita paesana o quando si accende di toni caldi all'ora del tramonto. Per tale motivo questa Amministrazione Comunale, nel corso del primo mandato, ha fatto del restauro conservativo della Torre Civica, il primo passo per il rilancio del centro di Camaiore con un congruo investimento finanziario. Un simbolo che è diventato in questi ultimi anni anche una tavolozza colorata che illuminiamo in occasioni speciali per promuovere tematiche di carattere sociale. Ma dei simboli è fondamentale, oltre a mantenerne lo stato di salute, approfondirne la conoscenza perché possa essere tramandata e diventare così patrimonio di una comunità. Il Gruppo Archeologico Camaiore, con l'indispensabile contributo scientifico dell'archeologa Elisabetta Abela, frutto di un'accurata analisi dei tessuti murari, ci guiderà in un viaggio appassionante che ci condurrà fino agli albori della Camaiore che oggi conosciamo e di questo non possiamo che essergliene grati». (Alessandro Del Dotto Sindaco di Camaiore)
12,00 11,40

La Sicilia e le Madonie. Dalla preistoria all'epoca bizantina

La Sicilia e le Madonie. Dalla preistoria all'epoca bizantina

Giovanni Gennuso

Libro: Libro in brossura

editore: Pacini Editore

anno edizione: 2019

pagine: 350

Il testo ricostruisce la storia della Sicilia e delle Madonie attraverso i nuovi reperti archeologici e studi storici. Dando un carattere complessivo a un territorio che per lunghi anni è stato il crocevia e un punto strategico per i contatti fra il mediterraneo e il Tirreno. Il contatto di popoli primitivi fatto di scambi, di caccia, di agricoltura e cultura, i vari insediamenti sparsi nell'isola messi in relazione fra loro ci aiutano a capire meglio l'unicità del territorio e la storia delle Madonie.
23,00

Siena e i suoi personaggi nei secoli. Volume Vol. 3

Roberto Cresti

Libro: Libro rilegato

editore: Pacini Editore

anno edizione: 2019

pagine: 188

«La morte del salico Enrico V, avvenuta il 23 maggio 1125 a Utrecht, lasciò l’Impero nel caos, non avendo avuto eredi maschi dalla moglie Matilde d’Inghilterra, ma solo la figlia illegittima Berta. La lotta per la successione vide opposte la famiglia degli Staufen di Svevia, signori del castello di Waiblingen (in antico Wibeling, da cui proviene il vocabolo ‘ghibellino’), e i Welfen di Baviera, da cui deriva il termine ‘guelfo’. Fu allora, tra gli anni venti e quaranta del XII secolo, che ebbero origine i nomi dei due partiti, i quali, secondo una consolidata tradizione, risuonarono per la prima volta come gridi di battaglia (‘Hye Welff!’; ‘Hye Waiblingen!’) sotto le mura di Weinsberg, roccaforte della resistenza dei duchi di Baviera, assediata dall’imperatore svevo Corrado III nel 1140. Con l’ascesa al trono di Federico I Barbarossa (1155), la lotta tra guelfi e ghibellini si spogliò del carattere di competizione legata alle particolari condizioni dell’ambiente politico germanico, per trasformarsi in un conflitto fra i due massimi poteri dell’epoca, Papato e Impero. Ciò rafforzò e rese sempre più netta la divisione tra la pars Imperii e la pars Ecclesiae, come verranno comunemente indicate nelle cronache e negli atti fino ai tempi di Federico II, mentre mai si parlerà di guelfi e ghibellini. Alla morte di quest’ultimo, però, la disputa scoppiata per la successione al Regno di Sicilia accentuò ancor più lo scontro, tanto da “costringere” vari Comuni, specie toscani, a parteggiare per l’una o l’altra parte, appiccicandosi “etichette politiche” impensabili fino a pochi anni prima, e costruendo una coerente ragnatela di alleanze e solidarietà. Da allora i due vocaboli comparvero sempre più sovente nei documenti, e dopo il 1260 verranno enfatizzati dalle cancellerie papali e angioine a fini esclusivamente propagandistici. Con i guelfi indicati come valorosi difensori della Chiesa e i ghibellini quasi come eretici. Non c’è dubbio, quindi, che nel Duecento i termini ‘guelfismo’ e ‘ghibellinismo’ assunsero un carattere diverso rispetto al secolo precedente, soprattutto in Toscana, dove a partire dagli anni venti-trenta lo scontro tra Papato e Impero si era particolarmente radicalizzato. Sarebbe fuorviante, infatti, sostenere che essi abbiano mantenuto nel tempo il medesimo significato o gli sia stato attribuito un valore universale e valido per sempre. Perché i guelfi e i ghibellini non furono mai due veri “partiti”, ma piuttosto forme di aggregazione che alimentarono la dialettica politica sia a livello intracomunale che intercomunale. Dopo la metà del XIII secolo, ad esempio, essere ghibellino poteva significare al contempo sostenere l’Impero, o piuttosto gli Svevi, oppure essere un acceso nemico di Carlo d’Angiò.» (Roberto Cresti)
22,00 20,90

Le navi antiche di Pisa. Guida all'esposizione

Le navi antiche di Pisa. Guida all'esposizione

Libro: Libro in brossura

editore: Pacini Editore

anno edizione: 2019

pagine: 76

Un racconto lungo 1000 anni fatto di commerci e marinai, rotte e naufragi, navigazioni e vita di bordo e della storia della città di Pisa. 800 reperti esposti in 8 sezioni tematiche nel suggestivo contesto degli Arsenali Medicei.
10,00

Le stanze del palazzo: gli ambienti della vita nelle carte d’archivio. Quaderni a cura degli Archivi storici delle famiglie

Libro: Libro in brossura

editore: Pacini Editore

anno edizione: 2019

pagine: 176

Possiamo oggi addentrarci nelle stanze di rappresentanza di alcuni antichi palazzi nobiliari aperti al pubblico. Rimane il desiderio di vedere come in quelle stanze si svolgeva la vita delle persone che le abitavano. È anche per rispondere a questa curiosità che entrano in gioco gli archivi familiari dove si trovano le carte che quelle persone hanno scritto e conservato. Lettere, diari, libri di conti, inventari, narrano le trasformazioni dei luoghi, i mutamenti del gusto e mettono in scena i fatti avvenuti nelle antiche dimore. Gli scritti pubblicati in questo volume sono il risultato di un ciclo di conferenze dedicato alle "Stanze del palazzo: i luoghi della vita" e contribuiscono a rivelare fatti, a conoscere persone e a rappresentare luoghi insoliti e sconosciuti. Il libro è diviso in tre sezioni. Nella prima, Gabriella Macciocca, Antonella D'Ovidio, Rita Romanelli e Marco Giusti mettono in scena alcuni personaggi vissuti nel passato nei luoghi da loro abitati. Nella seconda, Farida Simonetti, Laura Baldini, Zeffiro Ciuffoletti, Matteo Faglia, Diletta Corsini, Silvia Ciappi e Fulvio Bennati percorrono gli ambienti di servizio poco noti della casa, lontani dai luoghi della rappresentanza. La terza sezione è dedicata alla famiglia Martelli e alle loro antiche dimore di Firenze. Barbara Maria Affolter e Laura Rossi rivelano aspetti della personalità di alcuni Martelli, Francesca Fiorelli Malesci, Monica Bietti e Anna Moore percorrono stanze note e poco note del palazzo di via Zannetti, oggi sede del Museo di Casa Martelli che ha accolto le conferenze sulle Stanze del palazzo.
20,00 19,00

Il re giovane

Il re giovane

Mauro Salucci

Libro: Libro in brossura

editore: Pacini Editore

anno edizione: 2019

pagine: 112

Quella dei Savoia è una delle dinastie più antiche d'Europa. Nella linea dinastica, rimasta estinta la linea dei Savoia perché senza eredi, spettò ai Carignano, a Carlo Alberto di cui Vittorio Emanuele II era figlio assumere la titolarità del Regno di Sardegna prima e del Regno d' Italia poi. Mauro Salucci ci accompagna per gradi ma per temi comparati, con lo stile letterario fluido che lo distingue, in una disamina di questo personaggio fondamentale e complesso nella Storia d'Italia e del Risorgimento. Una figura che ci verrà proposta nella fitta rete di misteri che alimentano la sua comparsa, poi il subentro sul trono del padre che fuggirà in esilio in Portogallo dopo la sconfitta contro gli Austriaci nel 1849. Sarà sullo spartito di questo "Re giovane" e inizialmente privo di esperienza che verrà scritta l'Unità d'Italia. Nella sua avventura si troverà ad avere a che fare con interlocutori di straordinaria autorevolezza, prima il D'Azeglio, poi Camillo Benso, conte di Cavour del quale Vittorio Emanuele II percepisce da subito la grandezza e l'ineluttabilità dell'apporto. Da un altro canto ne vive in modo irrequieto la presenza pressante, anche nell'ambito di una vita personale movimentata. Decenni difficili quelli in cui si trova a regnare Vittorio, che seguono la "primavera d'Europa" del 1848. Cruciale l'incontro con Garibaldi che a Teano gli consegnerà l'Italia unita senza mai tradirne il rispetto e la fedeltà. Uomo di incalcolabili energie, alfine Vittorio ci lascia una figura di sé positiva e capace nella fase matura della sua vita di amalgamare e dirimere i dissidi di un Paese giovane ma ricco di promesse.
12,00

Vittorio Locchi. Sol chi cammina è degno d'arrivare. Il tempo, l’opera e la storia di un giovane intellettuale. Catalogo della mostra (Figline e Incisa Valdarno, 15 febbraio-13 maggio 2017)

Libro: Libro in brossura

editore: Pacini Editore

anno edizione: 2019

pagine: 96

Critico letterario, drammaturgo, scrittore di canzoni, ma soprattutto poeta, Vittorio Locchi è stato accettato e amato ancora oggi come il "cantore del dolore dei soldati"; una generazione intera distrutta nelle trincee del Carso e dell'Isonzo nella prima guerra mondiale, che si è riconosciuta nei versi "E voliam nel sole anima mia!" che aprono la sua opera più conosciuta: "La sagra di Santa Gorizia", pubblicata postuma, che gli ha dato giusta fama e riconoscimenti. A cento anni dalla morte nel 2017 il Comune di Figline e Incisa Valdarno, con il contributo di alcune associazioni, collezionisti e semplici cittadini innamorati della sua poesia, ha voluto ricordare la sua figura di giovane intellettuale, figlio del proprio tempo, appassionato e anticonformista, sincero ricercatore del proprio ideale, rendendogli il giusto omaggio, fuori da ogni retorica ormai superata dalla storia. Con questo libro si è voluto raccogliere e rendere accessibile tutto il materiale, i documenti, le foto e i ricordi che tuttora legano tanti al ricordo del nostro poeta. Tante le tracce lasciate nel paese dove è nato, ancora tante le pubblicazioni che hanno continuato a divulgare la sua opera nelle nuove generazioni di lettori. Un'altra operazione di divulgazione quindi, di ricerca di una memoria, anche identitaria, che appartiene a tutti e che sentiamo il dovere di tramandare. Introduzione di Giulia Mugnai.
13,00 12,35

Le vacanze dell'arte. Musica e teatro a Castiglioncello fra le due guerre

Le vacanze dell'arte. Musica e teatro a Castiglioncello fra le due guerre

Luca Scarlini

Libro: Libro in brossura

editore: Pacini Editore

anno edizione: 2019

pagine: 126

Le vacanze dell’arte narra il teatro a Castiglioncello dal 1918 al 1942. Una scena sorprendente, ricca, variata, che per motivi storici non è mai stata finora studiata. I nomi sono molti tra scena e musica, rivelati nel corso delle lunghe estati in spettacoli destinati a poche repliche che poi tornavano nelle maggiori scene italiane del tempo. Basandosi su materiali inediti o poco noti, il libro narra un luogo di villeggiatura, fortemente segnato da una comunità di teatranti e musicisti prima che arrivasse la stagione, più nota, del cinema.
10,00

«Concordes in charitate». Storia del movimento federale delle Misericordie

«Concordes in charitate». Storia del movimento federale delle Misericordie

Claudio Carpini

Libro: Libro rilegato

editore: Pacini Editore

anno edizione: 2019

pagine: 206

Centoventi anni fa, un gruppo di uomini visionari e allo stesso tempo attenti ai valori della tradizione si riunirono a Pistoia per discutere dell'idea federale. Da allora, la vita della Confederazione Nazionale delle Misericordie d'Italia è parte significativa delle vicende che hanno caratterizzato il nostro paese: anno dopo anno, la Confederazione — e le Misericordie con essa, prima e dopo la nascita del loro organismo di rappresentanza — è sempre stata immersa nella vita delle comunità, concretamente presente nel tessuto sociale del momento, in ogni luogo dove è stata chiamata a testimoniare la propria identità e i propri valori. Attraverso documenti d'archivio inediti e un ricco commento fotografico, questo libro racconta la storia di un movimento che nel tempo ha saputo coniugare tradizione e innovazione, concretezza e speranze, servizio e carità. Un movimento fatto di donne e uomini capaci di rendere migliore la società in cui sono vissuti e di trasformare un ideale in testimonianza quotidiana. Prefazione di Franco Cardini.
28,00

Gente di Volterra

Libro: Libro rilegato

editore: Pacini Editore

anno edizione: 2019

pagine: 205

«...Gente come gruppo discendente da un ceppo comune, in questo caso Volterra [...] con il suo timbro, con il suo carattere determinato da una particolare architettura ossimorica, fatta di integrazioni di opposti: sarcasmo e romanticheria, idealismo e realismo, esibizionismo e riservatezza, cocciutaggine e duttilità. Aspetti molto vistosi soprattutto fra gli intellettuali siano essi scrittori, artisti, strateghi, uomini politici. Il periodo di cui mi sono occupato va dal primo secolo avanti Cristo al Novecento con salti dovuti non alla mancanza di spiriti degni della morbida roccia del Poggio, ma alle mie preferenze, ai miei gusti. In fin dei conti, si tratta di un’antologia e i fiori da rendere memorabili li scelgo io. Questa è la Volterra che io ho preferito far conoscere. Nella carrellata di eruditi, di principi della chiesa, comandanti militari ed eroi popolari, va da sé che ho trattato con molta cura principalmente questi ultimi anche per il fatto che, in genere, non vengono ricordati, essendo appunto, anche in senso non elencativo, proprio gli ultimi. Io che non sono un esperto della storia di Volterra né vista come paragrafo della storia grande, né come “cronaca familiare”, sono rimasto davvero strabiliato per la presenza di ammiragli di fama tra la nostra gente. Mi è venuto subito in mente lo scherzoso appunto di Carlo Emilio Gadda che, a proposito del “marinaro/ biondo che dal Gianicolo spronava/ contro l’oltraggio gallico”, si domandava che cosa ci facesse un marinaio a cavallo sull’augusto colle di Roma. Ma che ci facevano tutti questi nobili volterrani sulle navi ad “anguillare” il mare? Ma torniamo alle riflessioni sulla forma del mio piccolo contributo. Scrive Carlo Cassola: “Per uno studioso locale le maggiori soddisfazioni sono costituite non tanto dalle pubblicazioni in sé (lette da pochissimi e fatte generalmente a proprie spese;) quanto dalle citazioni. Così Romualdo Cardarelli, con legittimo compiacimento, mi riferisce che il Brown, nella sua Cosa, History and Topography, lo ha citato venti volte”. Quindi, niente epigoni del Guidotti di Scarlino, archeologo, professore di recitazione, schermidore e poeta, autore di un sonetto sul suo paese e sul quale si sofferma Luciano Bianciardi nel primo capitolo del suo Il lavoro culturale. Solo personaggi che, da volterrani, hanno onorato assieme la piccola e la grande patria (heimat e vaterland, secondo la distinzione di quel popolo attento alle sfumature che è quello tedesco). E, quindi, preti, vescovi, papi, umanisti, pittori, inquieti di ogni tendenza. Sono quasi assenti i politici diciamo così professionali (ho inserito solo quelli che hanno mantenuto alto il patto d’onore con la propria origine, con la propria gente) non per indulgere anch’io alla moda disdicevole dell’antipolitica, ma perché in genere si tratta di personaggi che non evidenziavano niente di notevole da essere apprezzato da noi e dalle future generazioni...» (Il Curatore)
25,00 23,75

Dalla città buontalentiana alla città contemporanea

Libro: Libro in brossura

editore: Pacini Editore

anno edizione: 2019

pagine: 160

Gli autori ripercorrono, in modo sintetico, la storia della città portuale con particolare riguardo all’economia e allo sviluppo urbanistico, con gli stili architettonici ed artistici che l’hanno attraversata. Classico il periodo: i quattro secoli che vanno dal progetto buontalentiano della fine del Cinquecento alla ricostruzione postbellica, nella seconda metà del Novecento, assai meno classico il punto di vista degli autori, che guardano in modo nuovo e diverso momenti e aspetti decisivi della storia di Livorno. Dall’inizio alla fine. Già definita città del Principe, Livorno ha invece avuto un carattere aziendale che ne ha marcato la sua assoluta unicità, e non solo in Toscana, mentre nella ricostruzione novecentesca e postbellica si rilevano criteri di qualità completamente disconosciuti da una prevalente pubblicistica ancora influenzata dai motivi contingenti di cronache d’epoca. Una storia postmoderna, quindi, categoria della storiografia composita ma caratterizzata dalla necessità di superare gli stilemi interpretativi, e che nel caso ha il pregio di rivalutare la città e il porto.
19,00 18,05

L'Arno a Pisa. Storie, personaggi, immagini

L'Arno a Pisa. Storie, personaggi, immagini

Giuseppe Meucci

Libro: Libro in brossura

editore: Pacini Editore

anno edizione: 2019

pagine: 150

Un fiume come pochi altri l'Arno, che a Pisa conclude il suo corso trasportando secoli di storia. Da Dante a Leonardo, dal Savonarola ai Medici e i Lorena, fino a Manzoni e D'Annunzio, è stato scenario di molte altre storie, da quelle racchiuse nei palazzi che vi si affacciano, alle altre legate alla guerra, alle alluvioni, alle grandi manifestazioni spettacolari e folcloristiche. Un libro dunque che racconta il fiume come mai è stato fatto, mettendo a fuoco tutto ciò che ad esso è collegato.
16,00

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