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Pacini Editore: Storia

Siena e i suoi personaggi nei secoli. Volume Vol. 2

Roberto Cresti

Libro: Libro rilegato

editore: Pacini Editore

anno edizione: 2019

pagine: 175

«All'inizio del secondo millennio dopo Cristo l’assetto urbano di Siena era ancora quello stabilizzatosi in età longobardo-carolingia, con la civitas abbarbicata sui colli di Castelvecchio e del duomo. Al suo esterno, però, proprio all'inizio del secolo XI cominciarono a formarsi vari insediamenti abitativi lungo il tracciato della via Francigena, la cui prima menzione è contenuta in un contratto dell’ottobre 1042, dove si fa esplicito riferimento ad un "burgo civitatis". L’ideale viaggio che effettueremo all’interno della città vecchia prende le mosse da piazza Postierla, che costituiva il punto di incontro tra i due nuclei fondanti della stessa, appunto l’insediamento di Castelvecchio e quello adagiato sul «planum Sancte Marie». L'odonimo Postierla è assai antico ed è attestato per la prima volta in un contratto di compravendita del 1076, dove tra i testimoni compare un tal Pepolo di Domenico "qui dicitur dala Pusterula". Come già discusso nel precedente volume, esso deriva dal termine latino posterula, con cui si indicava una porta di servizio che si apriva nella cortina muraria forse di età romana; nel Medioevo assunse il nome di porta del Verchione. Proprio in corrispondenza dell’attuale piazza Postierla doveva sorgere il foro della colonia romana Sena Iulia, e più tardi il “cuore” della città alto-medievale, nel classico punto d’intersezione tra il decumanus maximus (la strada con orientamento est-ovest ancora oggi percepibile nelle vie di San Pietro e del Capitano) e il cardus maximus (l’asse orientato a nord-sud, riconoscibile nelle attuali vie di Città e Stalloreggi), uno spazio tuttora eloquentemente denominato i "Quattro Cantoni", essendo l’incrocio di quattro vie. In realtà, da quel luogo così strategico si dipartiva un quinto percorso, più appartato e aggirante l’abitato che si stendeva sulla collina del duomo, che una volta uscito dalla posterula scendeva in ripida pendenza verso il valloncello sottostante. Alle quattro estremità delle strade sorgevano le relative porte, tre documentate e una ampiamente ipotizzabile. A cavallo di via di Città, sulla sommità della Costarella, si apriva porta Salaria, in fondo a via Stalloreggi esistono tuttora i resti di quella denominata popolarmente le ‘Due Porte’, l’unica ancora percepibile, mentre sul decumano è sicura la presenza di un ingresso all'incrocio tra le vie di San Pietro, del Casato di sopra e Tommaso Pendola, come vedremo meglio più avanti. È invece solo presumibile la localizzazione del quarto accesso nella zona di Vallepiatta, in un luogo imprecisato, ma approssimativamente collocabile sul retro dell’ospedale di Santa Maria, tra via Franciosa e la piazzetta della Selva, dove varie fonti duecentesche collocano una porta detta dei Canonici...» (Roberto Cresti)
22,00 20,90

Storia contemporanea

Storia contemporanea

Romano Paolo Coppini, Rolando Nieri, Alessandro Volpi

Libro: Libro in brossura

editore: Pacini Editore

anno edizione: 2018

pagine: 584

Questo testo racconta le principali vicende della storia contemporanea unendo la narrazione degli eventi alla ricostruzione delle grandi trasformazioni degli scenari internazionali, in una sequenza che intende facilitarne la leggibilità e la comprensione. La terza edizione del volume è arricchita da una serie di schede che servono ad approfondire e a chiarire alcuni aspetti centrali degli ultimi due secoli di storia. Nella stessa ottica è stato inserito un utile apparato iconografico che consente una lettura multidisciplinare. Rispetto alle edizioni precedenti, poi, la trattazione degli eventi si estende fino alle vicende della crisi del 2008, ed è stata inserita un’utile bibliografia.
45,00

Pazzi di libertà. Il teatro dei Chille a 40 anni dalla legge Basaglia

Pazzi di libertà. Il teatro dei Chille a 40 anni dalla legge Basaglia

Libro: Libro in brossura

editore: Pacini Editore

anno edizione: 2018

pagine: 192

"Da tempo eravamo sollecitati ad una riflessione sulla nostra residenza teatrale a San Salvi, l'ex-città manicomio di Firenze. A 40 anni dalla legge Basaglia ci è sembrato indifferibile dare una risposta. Abbiamo chiesto un contributo a compagni di viaggio che hanno condiviso il nostro lavoro dal 1997 ad oggi. Ecco qui emozioni, interrogativi, felicità... in una stretta di mano collettiva che accomuna chi ci seguì negli anni giovanili a Napoli (Baffi) con quanti ci accompagnano nella nostra utopia sansalvina: Clemente, Corleone, Dell'Acqua, Orefice e i Pellicanà, figli dell'ultimo direttore del manicomio e di sua moglie — senza i quali la nostra pazzia di libertà non sarebbe mai nata! A due giovani critici, in una compresenza tra Napoli (D'Arco) e Firenze (Brighenti), alla loro voglia-competenza-energia è affidata l'analisi del nostro Teatro. Un grazie ai fotografi, le cui immagini formano il nucleo centrale del libro: Agus, Ascoli (Marco), Giaquinta, Gramignan, Lauri, Margheri, Minasowicz, Pruneti e Semeraro. Un abbraccio a Mario Dondero, presente con alcune foto e ritratto da altri in indimenticabili momenti di condivisione artistica ed umana!" (Claudio Ascoli)
16,00

La prima cronaca dell'incendio del Camposanto di Pisa (27 luglio 1944)

La prima cronaca dell'incendio del Camposanto di Pisa (27 luglio 1944)

Libro: Libro in brossura

editore: Pacini Editore

anno edizione: 2018

pagine: 47

«Estate 1944. Bruno Farnesi intreccia sul Giornale dei lavori dell’Opera della Primaziale di Pisa annotazioni sulla dura realtà della guerra, sulle operazioni di difesa dei capolavori di Piazza del Duomo (nei limiti praticabili per i dipendenti dell’Opera) e sulle incombenze quotidiane di manutenzione. Il 22 giugno scrive “continuazione incursione aerea sulla Città. Dato al manovale Guidi un corbello per la pulizia dei prati”. In data 27 luglio si legge questa drammatica nota (fig. 1): “Alle ore 19.30 circa, in seguito a granate dell’artiglieria anglo-americana il tetto del nostro Bel Camposanto viene incendiato; sono vani i tentativi di circoscrivere il fuoco a causa dei mezzi inadeguati e del continuare del cannoneggiamento – Il celebre Camposanto alle ore 24 è semidistrutto – il tetto è completamente incendiato (Relazione dettagliata dello scrivente)”»
7,00

Pionieri del Litorale. Marina di Pisa 1869-1907

Pionieri del Litorale. Marina di Pisa 1869-1907

Antonio Ghionzoli

Libro: Libro in brossura

editore: Pacini Editore

anno edizione: 2018

pagine: 124

Un modesto contributo per colmare un vuoto storico riguardante l'importanza della nascita dei primi stabilimenti balneari a Marina di Pisa che hanno determinato lo sviluppo di una comunità impegnata nel valorizzare il patrimonio ambientale e costruire la sua economia. La nascita e il radicamento di questa ha formato una generazione che ha tratto della balneazione non solo le risorse per la propria vita ma ha originato professionalità diffuse per tutta la comunità di Marina. Le aziende familiari che hanno realizzato i primi bagni offrendo all'inizio servizi salutistici si sono poi trasformate in una quantità di offerte turistiche e commerciali dando vita ad un settore economico trainante già nei primi anni dell'impianto del quartiere. Raccontare la genesi di questa attività e delle prime famiglie che si sono impegnate nel settore (alcune ancora oggi molto attive) penso sia un giusto riconoscimento e soprattutto una corretta lettura della storia identitaria della nostra comunità.
20,00

Le «sensate esperienze». Pisa dal medioevo ai robot

Giuseppe Meucci

Libro: Libro in brossura

editore: Pacini Editore

anno edizione: 2018

pagine: 200

19,00 18,05

Sulla strada per Firenze. La Brigata Sinigaglia e la strage di Pian d’Albero, 20 giugno 1944
18,00

Leto Fratini, scultore. Percorsi esistenziali e traiettorie dell’antifascismo tra Firenze e Milano

Leto Fratini, scultore. Percorsi esistenziali e traiettorie dell’antifascismo tra Firenze e Milano

Carmelo Albanese

Libro: Libro in brossura

editore: Pacini Editore

anno edizione: 2018

pagine: 152

Il volume ricostruisce il percorso biografico di Leto Fratini (1911-1943), giovane scultore della Val d'Elsa che, nella seconda metà degli anni Trenta, riesce ad affermarsi nel panorama artistico milanese. Entrato in rapporto con esponenti del movimento antifascista, viene arrestato per diffusione di stampa clandestina. Rinchiuso nel carcere delle Murate di Firenze, e successivamente trasferito a San Vittore a disposizione degli agenti della 1ª zona Ovra, troverà la morte nell'ospedale psichiatrico di Mombello. Attraverso lo scavo archivistico e l'incrocio di una molteplicità di fonti eterogenee, l'autore definisce con estrema chiarezza quadri generali e passaggi cruciali della vita dello scultore toscano, liberandola dalle fitte maglie di una narrazione memoriale intelaiata sui due poli della militanza antifascista e del martirio come sua tragica ed estrema conseguenza, entro cui era rimasta imprigionata. Ricollocare Leto Fratini nel contesto del suo tempo quale emblema di una generazione che nasce, cresce e matura sotto la dittatura, consente all'autore di inoltrarsi nel vasto e sfaccettato mondo della cultura milanese di quegli anni, fatto di reti di relazione che si snodano tra spazi privati e ritrovi pubblici, e popolato da figure che, come scrive Simone Neri Serneri nella prefazione, "per inclinazione esistenziale, curiosità intellettuale e talento artistico si pongono ai margini se non in antitesi al conformismo cui chiama il regime". A questi ambienti si rivolge ben presto l'attenzione del giovane Fratini, quando, nel pieno dispiegarsi di un processo di evoluzione umana e politica, le strutture del sistema repressivo fascista intervengono a segnare altrimenti la sua esistenza.
19,00

Siena e i suoi personaggi nei secoli. Volume Vol. 1

Roberto Cresti

Libro: Libro rilegato

editore: Pacini Editore

anno edizione: 2018

pagine: 167

"Siena nel periodo compreso dalle origini fino all’inizio dell’età comunale, cioè la fase della storia cittadina certamente meno documentata e ancora oggi avvolta nella nebbia. In parte squarciata dalle acquisizioni archeologiche degli ultimi venti anni, soprattutto nella cosiddetta 'Acropoli di Siena', tra il duomo e il Santa Maria della Scala, che sicuramente hanno gettato nuova luce sull’età etrusco-romana. Per carità, rimangono ancora del tutto oscure le vicende politico-istituzionali e socio-economiche di quei secoli, così come restano incerte quelle concernenti lo sviluppo urbanistico e l’estensione della colonia romana. Ma è innegabile che qualche passo avanti significativo sia stato compiuto, se si pensa, senza retrocedere troppo nel tempo, agli anni settanta del secolo scorso. A inaugurarli furono le autorevolissime parole di Ranuccio Bianchi Bandinelli, il quale alla voce Siena dell’Enciclopedia dell’Arte Antica, edita nel 1970, affermò che le poche tombe rinvenute in città non consentivano di individuarvi un vero e proprio centro etrusco, e anche quello romano doveva essere assai modesto e marginale. Qualche tempo dopo, nel corso di un convegno tenutosi a San Gimignano nel 1972, lui stesso si augurò che i suoi concittadini non leggessero mai quelle considerazioni. In effetti alla fine del decennio, nel 1979, la mostra 'Siena: le origini. Testimonianze e miti archeologici', allestita a Palazzo Pubblico, e soprattutto il suo prezioso catalogo, curato dal prof. Mauro Cristofani, ancora oggi una pietra miliare per chiunque si avvicini all’argomento, misero in chiaro che forse quelle conclusioni erano state un po’ affrettate. Da allora nuove scoperte, approcci e interpretazioni alternative si sono accavallati, e proprio per tale ragione il primo capitolo è stato massicciamente integrato rispetto alla conferenza tenuta presso la Pubblica Assistenza alla fine dell’autunno del 2012..." Presentazione di Vareno Cucini.
22,00 20,90

Storia del palio per immagini

Storia del palio per immagini

Alberto Fiorini

Libro: Libro rilegato

editore: Pacini Editore

anno edizione: 2018

pagine: 484

«Quando fin dal tardo Medioevo e nel primo Rinascimento le Contrade si dettero un nome ed un’insegna zoomorfa, gli animali non furono scelti a caso, bensì perché al popolo significavano qualcosa. Anche la maggioranza delle cosiddette 6 Contrade “morte” – quelle estintesi già nel XVI secolo – aveva nomi ed emblemi di animali: Gallo, Leone, Orso, Vipera. Le altre due, Quercia e Spadaforte, non furono mai vere Contrade. Come mai le Contrade predilessero animali per denominarsi e distinguersi? I veri motivi delle scelte rimangono ancor oggi in gran parte un mistero e in assenza di documentazione coeva si possono soltanto avanzare ipotesi. L’adozione di un animale per nome e per simbolo, ben diversi entrambi da quelli delle Compagnie Militari dal cui seno le Contrade si erano originate, forse avvenne come segno di distinzione dalle aggregazioni di tipo militare del rione, che avevano nomi desunti da chiese, porte, famiglie, ecc.; oppure per una ragione di visibilità in giuochi dove gli animali erano protagonisti, come nelle Cacce dei Tori, giuochi nati nella seconda metà del ’400 che cessarono verso la fine del ’500...»
25,00

Tesori in guerra. L'arte di Pistoia tra salvezza e distruzione. Catalogo della mostra (Pistoia, 8-20 settembre 2017)

Tesori in guerra. L'arte di Pistoia tra salvezza e distruzione. Catalogo della mostra (Pistoia, 8-20 settembre 2017)

Alessia Cecconi, Matteo Grasso

Libro: Libro in brossura

editore: Pacini Editore

anno edizione: 2017

pagine: 134

È una storia sorprendente e mai scritta quella che viene svelata da "Tesori in guerra. L'arte di Pistoia tra salvezza e distruzione". I capolavori d'arte di Pistoia, minacciati dalle bombe alleate e dalle requisizioni tedesche, furono protagonisti di una vera e propria fuga per la salvezza, intrecciando le loro vicende a quelle delle opere fiorentine. Grazie a una lunga ricerca in archivi pubblici e privati, gli autori hanno ricostruito per la prima volta la storia di come furono messi in salvo i capolavori del Duomo, il pulpito di Giovanni Pisano di Sant'Andrea, le preziose tavole del Museo Civico fino ai tesori di San Giovanni Fuorcivitas, primo tra tutti la Visitazione di Luca della Robbia. Ci troviamo coinvolti da un racconto intenso che parla di speranza ma anche di terribili distruzioni. Alla corsa contro il tempo per salvare le opere simbolo della città si affianca la narrazione delle pesanti devastazioni che colpirono il patrimonio monumentale di Pistoia: mettendo a confronto le lettere dei protagonisti, la stampa locale e i report dei monuments men alleati, per la prima volta diventa chiaro il quadro completo e sistematico di tutte le distruzioni nel centro storico cittadino. Prefazione di Roberto Barontini.
15,00

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