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Passigli: Passigli narrativa

Gli ospiti della principessa

Fernando Savater

Libro: Copertina morbida

editore: Passigli

anno edizione: 2014

pagine: 304

La presidente della Repubblica di Santa Clara, chiamata popolarmente 'la Principessa', desidera trasformare la sua piccola isola nel centro culturale del mondo intero e invita famosi scrittori, artisti, brillanti intellettuali, giornalisti, filosofi, linguisti, poeti, a un grande Festival della Cultura da tenersi nell'isola. Ma la nube sprigionatasi da un vulcano - come in effetti successo qualche anno fa in Europa per l'eruzione di un vulcano in Islanda blocca i collegamenti aerei e gli ospiti rimangono intrappolati nell'isola. Il romanzo è la cronaca delle conversazioni tra gli ospiti durante quell'ozio forzato, una situazione che richiama il Decamerone di Boccaccio. Gli argomenti sono molteplici: filosofia, politica, populismo, nazionalismo, terrorismo, letteratura, religione, società... un grande calderone contenente un enorme e irresistibile sciocchezzaio che ricorda drammaticamente il clima sociale e culturale in cui viviamo.
18,50 17,58

Speranze e destini: Fraternità-La magia-Nascita di una rivoluzione

Irène Némirovsky

Libro: Libro in brossura

editore: Passigli

anno edizione: 2014

pagine: 200

Con "Speranze e destini" concludiamo la pubblicazione dell'intero corpus dei racconti di Irene Némirovsky. Questo quarto volume - dopo "Siamo stati felici", "Giorno d'estate" e "Sortilegio" - raccoglie dieci bellissimi racconti apparsi tra il 1937 e il 1940: anni particolarmente fertili per la grande scrittrice, che in quello stesso arco di tempo pubblica alcuni dei suoi principali romanzi, da "La preda" a "I cani e i lupi". Tra questi racconti ce n'è uno in particolare al quale Irene Némirovsky era molto affezionata: "Aino", splendida narrazione incentrata sugli anni dell'esilio finlandese della scrittrice. Del resto, una delle chiavi per entrare in tutti questi racconti è proprio quella autobiografica: così in "Fraternità", così in "Nascita e rivoluzione" e in "Magia", solo per citarne alcuni. Ma come sempre nelle opere di Irene Némirovsky, il ricordo autobiografico si apre all'immaginazione, un po' come avviene per i suoi personaggi, spesso adolescenti che invadono la realtà con i propri sogni, le proprie attese, le proprie fantasie. Si è parlato, a proposito di Irene Némirovsky, di una scrittura quasi romantica, intrisa di forti sentimenti; si può forse non obiettare troppo a questa osservazione, ma solo se la si integra con la straordinaria capacità della scrittrice di riprodurre la realtà, fisica e psicologica, nella quale si muovono i personaggi.
16,50 15,68

Il requiem di Terezín

Josef Bor

Libro: Copertina morbida

editore: Passigli

anno edizione: 2014

pagine: 160

La città ceca di Terezín fu inglobata nel Reich tedesco nel 1938 e nel 1941 l'intera cittadina fu circondata da un muro e adibita, come un grande ghetto, a campo di concentramento per gli ebrei. Intere famiglie vi furono trasferite: il campo, progettato per ospitare settemila internati e settemila militari, arrivò a ospitare cinquantamila internati, con una forte presenza di bambini. La propaganda nazista lo presentò come modello di insediamento della popolazione ebraica, ma in realtà si trattava soltanto di un 'serbatoio' di raccolta degli internati, che via via venivano trasferiti ad Auschwitz e ad altri Lager per la 'soluzione finale'. In particolare a Terezín fu internato il fior fiore degli intellettuali ebrei mitteleuropei, pittori, scrittori, musicisti, e a Terezín, caso unico in un campo di concentramento e di sterminio, si manifestarono episodi di ribellione e di resistenza organizzata condotti con le uniche armi possibili, l'intelligenza e la forza morale. La manifestazione più clamorosa fu l'esecuzione da parte di musicisti e cantanti ebrei del Requiem di Verdi, della quale fu organizzatore il direttore d'orchestra Rafael Schächter e alla quale partecipò come spettatore il fior fiore delle SS capitanato da Adolf Eichmann, non capendo che i destinatari di quel Requiem non erano gli ebrei, che a poco a poco sarebbero stati trasferiti nei campi di sterminio, ma gli stessi tedeschi, che oramai, nell'estate del 1944, vedevano le proprie armate ritirarsi e le loro città ridursi in macerie.
14,50 13,78

Sortilegio

Irène Némirovsky

Libro: Libro in brossura

editore: Passigli

anno edizione: 2013

pagine: 169

Dopo le raccolte "Siamo stati felici" e "Giorno d'estate" pubblicate in questa stessa collana, la Passigli Editori prosegue l'edizione integrale dei racconti della grande scrittrice francese di origine ucraina Irene Némirovsky. Questo terzo volume comprende nove racconti, tutti degli anni dal 1940 al 1942 con l'eccezione del primo, "Eco", che è del 1934, ma che a quelli si ricollega per una tematica fortemente improntata agli anni dell'infanzia e dell'adolescenza. Infatti, forse proprio il dilagare della Seconda guerra mondiale, con la nuova realtà tragica e brutale con cui le persone si trovano costrette a fare i conti, spinge la scrittrice ad una profonda rivisitazione del passato; non si tratta però di un consolatorio rifugio nel mito dell'infanzia, ma di una riflessione, in parte autobiografica e in parte fantastica, intorno ad un'età che non si lascia mai del tutto alle spalle e che spesso determina - anche negativamente, nella difficoltà dei rapporti tra genitori e figli, nelle aspettative deluse, nelle 'colpe' dei padri che i figli si trovano in qualche modo a dover espiare - l'ulteriore svolgimento della vita. Ma, come sempre nella narrativa di Irene Némirovsky, altri temi si intrecciano a questi: illusioni e delusioni d'amore, magie e sortilegi della memoria. E soprattutto, ancora una volta, questi racconti ci offrono una ricca, umanissima serie di indimenticabili personaggi maschili e femminili alle prese con i momenti cruciali delle loro esistenze...
14,50 13,78

Legame di sangue

Legame di sangue

Magdalen Nabb

Libro: Copertina rigida

editore: Passigli

anno edizione: 2013

pagine: 267

Firenze; inverno 1999: Olivia Birkett, vedova del conte Brunamonti, ex indossatrice e adesso creatrice di moda di grande successo, viene sequestrata da una banda di sardi. Inizia il calvario della prigionia alla macchia, della paura, della perdita di identità, della confusione dei sentimenti. Affidate ai Carabinieri, si mettono in moto le indagini che, nei casi di sequestro, risultano tremendamente complesse: da un lato l'imperativo di non nuocere all'incolumità della vittima, dall'altro la paura, i dubbi, talvolta le reticenze della famiglia. Dei rapporti con la famiglia viene incaricato il maresciallo Guarnaccia, il quale avverte una indefinibile sensazione di sospetto: chi sono, davvero, Leonardo e Caterina, i figli di Olivia?
11,90

Ci sono sorrisi...

Ring Lardner

Libro: Copertina morbida

editore: Passigli

anno edizione: 2013

pagine: 176

Un mite poliziotto che si innamora di una ragazza in Cadillac, un autoritario impresario di musicals di successo, le chiacchiere di giovani giocatori di baseball confinati perennemente in panchina, un marito di provincia 'perfetto' ma insopportabilmente noioso, uno scrittore ubriacone che vuole suicidarsi... I temi di Ring Lardner sono molteplici, e tutti strettamente legati alla realtà americana degli 'anni ruggenti'. Un'ironia, ma anche un'umanità, esplosive, una lingua nuova, non più 'letteraria' ma 'come parla la gente', sulla scia di Mark Twain, al quale Ring Lardner, da questo punto di vista, è stato spesso accostato. Tutto questo è Ring Lardner, graffiante testimone dell'America degli anni Venti e Trenta, esaltato da un grande critico dell'epoca quale Edmund Wilson e da scrittori suoi contemporanei quali Dorothy Parker, Sherwood Anderson, Virginia Woolf, Francis Scott Fitzgerald, ma anche dal 'postero' Holden Caulfield, protagonista de "Il giovane Holden" di J. D. Salinger. Oggi Ring Lardner è ritenuto il capostipite di un filone letterario che comprende nomi quali Jack Kerouac, Allen Ginsberg, Raymond Carver, Charles Bukowski...
14,50 13,78

Sotto l'attonita freddezza di questi occhi

Salvador Espriu

Libro: Copertina morbida

editore: Passigli

anno edizione: 2013

pagine: 117

Con il titolo "Sotto l'attonita freddezza di questi occhi" sono qui raccolti e tradotti per la prima volta in italiano sedici racconti di Salvador Espriu: una scelta organica ed esemplare, compiuta dalla giovane studiosa Amaranta Sbardella attraverso l'intero arco della produzione del grande scrittore catalano. La narrativa di Espriu colpisce immediatamente per la molteplicità di temi e di modi, unita a una straordinaria versatilità stilistica - e linguistica: Espriu è stato un vero campione del plurilinguismo - che lo pone tra i maestri del genere: dialoghi, monologhi, pseudotrattati, narrazioni in prima e terza persona, e personaggi e ambienti d'ogni genere e risma. Come scrive Gabriella Gavagnin nella prefazione, "tutta l'opera letteraria di Espriu avverte la tensione, enorme, tra la dispersione della realtà (...) e la ricerca di un percorso diverso, disagevole o labirintico, attraverso cui perseguire l'unità perduta". Una tensione che è drammatica ed umoristica insieme, un po' come è avvenuto da noi con Pirandello, un autore che certamente ha con Espriu diversi punti di contatto, anche per una comune, forte vocazione nel cogliere l'universale umano partendo dal particolare e persino, geograficamente, dal "locale". Da questi racconti di Espriu, infatti, sorge un ricchissimo campionario di tipi umani, che si muovono alla stregua di marionette in balia di forze più grandi di loro.
16,50 15,68

Giorno d'estate

Irène Némirovsky

Libro: Libro in brossura

editore: Passigli

anno edizione: 2013

pagine: 154

Nell'ambito dell'opera di Irene Némirovsky, i cui romanzi sono stati pubblicati principalmente da Adelphi, la Passigli Editori ha in programma l'edizione integrale dei racconti, che costituiscono una dimensione particolarmente felice della sua narrativa. Dopo la raccolta "Siamo stati felici", pubblicata in questa stessa collana, vengono dunque qui riuniti con il titolo "Giorno d'estate" alcuni altri racconti inediti o poco noti, a testimoniare ancora una volta la grande capacità di Irene Némirovsky di penetrare nelle pieghe più riposte dell'animo umano. E se "Giorno d'estate", "Domenica" e "Natività" si presentano come tre delicati studi sulle diverse età della vita, con "L'inizio e la fine" e con "Vincoli di sangue" vediamo nuovamente prorompere la passione fino al sacrificio più estremo, che sia l'assassinio dell'amata o sia la devastazione della propria stessa vita, immolata sull'altare di un amore impossibile. Cinque racconti di straordinaria intensità, che per lucidità di analisi psicologica già rivelano la scrittrice che di lì a breve avrebbe pubblicato i suoi grandi romanzi - da "Due" a "I doni della vita", da "I cani e i lupi" a "I fuochi dell'autunno" - fino alla riscoperta del suo capolavoro scampato alla deportazione ad Auschwitz, quella "Suite francese" che è stata uno dei maggiori successi internazionali di questi ultimi anni.
14,50 13,78

Siamo stati felici

Irène Némirovsky

Libro: Libro in brossura

editore: Passigli

anno edizione: 2013

pagine: 160

Con il titolo "Siamo stati felici" sono qui riuniti nove racconti di Irene Némirovsky, per la prima volta tradotti in italiano, tutti incentrati su figure femminili. Apparsi su alcune delle principali riviste francesi tra il 1933 e il 1942, anno della sua tragica scomparsa, questi racconti videro la luce accanto a quelle grandi opere come "L'affare Kutilov" (1930), "Il vino della solitudine" (1935), "Jezabel" (1936), "I cani e i lupi" (1940) che già avevano consacrato la scrittrice ebrea di origine ucraina come una delle maggiori narratrici di lingua francese della sua epoca. In tutti questi racconti, splendidi sono i ritratti delle donne protagoniste, che riflettono sugli episodi più intensi, a volte più drammatici, della propria esistenza; episodi legati a un amore incontrato e vissuto, oppure incontrato e perduto, ma sempre in ogni caso chiave di volta del loro destino. L'amore come passione, certo, ma con tutti i suoi ingredienti più contrastanti: la gioia incontenibile, il piacere travolgente, la sudditanza psicologica, la sofferenza estrema. E quasi sempre la felicità è al passato, nel ricordo, a volte enigmatico, a volte remoto ma sempre ben presente, di un tempo in cui 'siamo stati felici', per quel "sapore che soltanto l'amore può dare alla vita, un sapore di frutto, appetitoso, succulento, quasi aspro, un sapore di labbra giovani".
14,50 13,78

Due ragazze

Anthony Trollope

Libro: Copertina morbida

editore: Passigli

anno edizione: 2012

pagine: 116

"Non ha senso perdere la testa quando si parla di affari". Questa frase, detta al proprio innamorato da una delle protagoniste di questo racconto - una delle "eroine" della piccola città di Plumplington -, riassume o meglio ancora svela l'ironico leitmotiv dell'intera vicenda narrata. Infatti, eroi e antieroi qui si assomigliano molto, e si differenziano soprattutto per i diversi ruoli sociali, che li obbligano a macchinose strategie per tentare di imporre la propria volontà. Nessuno sembra fare eccezione, neppure l'influentissimo dottor Free-born, che parteggia sì per le due ragazze che vorrebbero sposare i loro spasimanti contro la volontà dei rispettivi padri, ma che a suo tempo aveva pensato bene di dare in moglie le proprie figlie ad uomini cui non mancava alcuna delle caratteristiche di 'censo' pretese dai genitori delle due eroine - ed ora da lui giudicate assurde o persino ridicole. Tutto il racconto, insomma, si basa su una sorta di 'gioco delle parti', dove la 'parte' forse più cospicua la gioca l'epoca in cui la storia è ambientata: l'epoca di Trollope, quell'età vittoriana che prese il nome dal lungo regno della regina Vittoria (1837-1901). 'Epoca vittoriana' oggi è quasi divenuto sinonimo, sotto certi aspetti, di 'ipocrisia sociale'; il racconto di Trollope permette di penetrare più a fondo le ragioni di questa 'ipocrisia', mettendoci a contatto con una realtà sociale cristallizzata a tal punto da offrirsi come rituale cui, volenti o nolenti, nessuno si può sottrarre.
14,50 13,78

Carta straccia

Juan J. Millás

Libro: Copertina morbida

editore: Passigli

anno edizione: 2012

pagine: 155

Partendo da un assunto tipico del genere poliziesco - un assassinio dall'apparenza di suicidio e un assassino che non sembra mai essere tale -, Juan José Millàs costruisce un romanzo che, mentre da un lato esalta le caratteristiche del genere, dall'altro se ne serve per affrontare un tema che è insieme psicologico e letterario: il conflitto tra ciò che siamo e ciò che vorremmo essere, tra l'apparenza e la realtà. Il racconto procede con la velocità e con la sobrietà di un copione cinematografico, che però non vuole rinunciare a nessuno dei diversi registri, mescolando parodia e melodramma, humour e lirismo. I personaggi, tutti caratterizzati da tratti inconfondibili e da dialoghi brillanti che volutamente echeggiano i maestri del genere - alla Chandler o alla Hammett, per intenderci - alla fine paiono tutti coinvolti in un gioco più grande di loro, in una sorta di metafisica confusione dei ruoli che irride alle loro personalità, alle loro stesse identità, fino ad arrivare al ribaltamento conclusivo che costituisce il sorprendente finale del romanzo e, insieme, l'estremo suggello parodico del genere poliziesco.
16,00 15,20

La maledizione di J. Edgar

Marc Dugain

Libro: Libro in brossura

editore: Passigli

anno edizione: 2011

pagine: 328

Il film di Clint Eastwood "J. Edgar", che vede protagonista Leonardo Di Caprio, ha riportato prepotentemente alla ribalta il personaggio di Edgar J. Hoover, del quale, in occasione del suo funerale, Ronald Reagan disse: "Nel corso del XX secolo, nessun uomo ha rivestito tanta importanza per il proprio Paese quanto Hoover": cosa verissima, ma di quale materia era fatta l'importanza di quest'uomo, capo dell'FBI dal 1924 al 1972, sotto ben otto presidenti? Hoover aveva esteso una propria rete di controllo capillare sulla vita di tutti i più importanti cittadini del Paese, dai Presidenti alle stelle di Hollywood, dai capi mafiosi agli oscuri politici di provincia - rete che si intersecava con le più importanti vicende americane di un cinquantennio, dalla 'caccia alle streghe' della Commissione McCarthy alla tolleranza verso la mafia, dalle vicende della seconda guerra mondiale alla crisi di Cuba, dal Sessantotto alle proteste contro la guerra in Vietnam, dagli assassinî di John e Robert Kennedy alla morte di Marilyn Monroe - attribuendosi il ruolo di Lord Protettore di un'America tradizionale e conservatrice. Ma come convivevano in Hoover il più rigido puritanesimo americano e la sua condizione di omosessuale? Questo romanzo è basato su di un presunto memoriale di Clyde Tolson, amante di Hoover e vicedirettore dell'FBI, e ricostruisce un personaggio e un periodo apparentemente inconciliabili, svelando quanto il 'sogno americano' sia costituito anche da realtà in conflitto tra di loro.
18,50 17,58

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