Passigli: Passigli narrativa
La canarina assassinata
S. S. Van Dine
Libro: Copertina morbida
editore: Passigli
anno edizione: 2010
pagine: 267
Tra i personaggi della grande letteratura thriller degli anni Trenta, Philo Vance, con il Nero Wolfe di Rex Stout, è certamente tra i più amati e conosciuti, oltre che tra i letterariamente più significativi: il detective newyorchese dilettante, intellettuale, esteta, grande studioso di psicologia ed esperto d'arte, oltre che uomo di raffinata eleganza, è un diretto discendente del "superuomo" nicciano, una sorta di D'Annunzio poliziotto privato, si potrebbe dire trasportando Philo Vance nella nostra cultura più vicina. D'altronde il suo creatore, Willard Huntington Wright, che scriveva thrillers sotto lo pseudonimo di S.S. Van Dine, era uno studioso di filosofia specializzato in Friedrich Nietzsche (sua la voce riguardante il filosofo tedesco nella Enciclopedia Britannica). Ma un'origine così intellettuale del personaggio, se da una parte costituisce una base letterariamente solida, non impedisce dall'altra il pieno dispiegamento delle migliori caratteristiche del classico poliziesco, arricchite dalla peculiarità del personaggio Vance: indolente, pigro, sempre perso nei suoi sogni, Philo Vance, contrariamente al suo amico Procuratore Distrettuale, persegue una modalità di indagine peculiare, basata non sull'evidenza dei fatti, che Vance considera per lo più ingannevole, ma sulla psicologia dei protagonisti, per lui unico "fatto oggettivo" capace di portare all'individuazione del colpevole.
La confraternita della buona sorte
Fernando Savater
Libro: Copertina morbida
editore: Passigli
anno edizione: 2009
pagine: 277
Un cavallo invincibile che però è già stato sconfitto, un fantino che scompare all'improvviso, due magnati senza scrupoli che si contendono la vittoria nel Gran Premio, quattro avventurieri alla ricerca del fantino scomparso... L'ambientazione è quella delle corse ippiche, ma il lettore ha ben presto la sensazione di trovarsi all'interno di una divertita reinvenzione di luoghi, personaggi, generi scaturiti dalle sue mille letture, il tutto accompagnato da un sorriso malinconico e insieme volterriano sulle fortune e sfortune del mondo. Un mondo di cui le corse ippiche sono la metafora, e in cui il sogno della ricerca della "buona sorte" non può che trasformarsi nella consapevolezza che le cose, buone o cattive che siano, semplicemente accadono mentre noi ci dibattiamo più o meno inutilmente per predeterminarle. Come dice infatti un Professore, uno dei due personaggi "narranti", "nessun sogno rivela il senso segreto della vita, ma un segreto molto più grande, ossia che la vita manca di senso".
I quattro giusti
Edgar Wallace
Libro: Copertina morbida
editore: Passigli
anno edizione: 2009
pagine: 171
Primo romanzo di Edgar Wallace, "I quattro giusti" (1905) fu ceduto dall'autore a un editore londinese per sole settantacinque sterline. Né Wallace né l'editore avrebbero potuto immaginare un successo tanto fulminante: il libro andò a ruba, dando avvio all'incredibile carriera di Wallace, autore di oltre cento romanzi e uno degli scrittori più venduti nella storia dell'editoria. I "quattro giusti" in realtà sono solo tre, integrati in questa loro prima avventura da un "tecnico" reclutato tra la malavita spagnola per portare a termine l'impresa di uccidere di Sir Philip Ramon, ministro degli Esteri di Sua Maestà Britannica, se questi si ostinerà a fare approvare una legge che consenta l'estradizione degli stranieri rifugiatisi in Inghilterra per motivi politici. I "Giusti" non sono nuovi a questo tipo di interventi: convinti che la giustizia si muova troppo lentamente e fra troppi compromessi, i tre, gentiluomini di diverse nazionalità, viaggiano per il mondo per por fine a loro modo a ingiustizie pubbliche e private. Il successo strepitoso de "I quattro giusti" non è stato un caso: già in questo primo romanzo si dispiegano completamente tutte le caratteristiche di Edgar Wallace. In primo luogo l'intelligenza e l'ironia che fanno dello scrittore inglese un acuto osservatore della società del suo tempo. E naturalmente, la costruzione e l'intreccio della trama, perfetti e fantasiosi come si conviene a un maestro del thriller.
Il mercante di panni
Giovanna Motta
Libro: Copertina morbida
editore: Passigli
anno edizione: 2009
pagine: 157
Tuccio, il protagonista de "Il mercante di panni", è un mercante toscano realmente vissuto nei primi anni del Cinquecento, che ha lasciato tracca di sé nei libri contabili custoditi presso l'Archivio di Stato di Pisa. Stabilitosi in Sicilia, lavora presso la compagnia commerciale dello zio e si muove fra Messina, Palermo, i principali Stati italiani e le più importanti città del nord-Europa come Bruges, Anversa, Londra. Attraverso i suoi viaggi il lettore entra nella realtà dell'epoca: il variegato mondo dei commerci; le forme del potere politico; gli 'ambienti' della quotidianità; la vita nei palazzi della nuova aristocrazia mercantile, in famiglia, per le strade, nelle botteghe. Per affari, i mercanti viaggiano in tutto il mondo conosciuto, e dagli scambi cercano e ottengono alti guadagni, incuranti di guerre, pestilenze, attacchi dei pirati. Con loro, accanto alle merci, viaggiano le idee, le culture, l'arte, nel secolo in cui l'Europa si apre al mondo e il Mediterraneo, che di lì a poco perderà il suo ruolo privilegiato, è ancora il punto di incontro di civiltà, religioni, filosofie. Il giovane Tuccio, che compra e vende panni di Londra e di Fiandra preziosi e ricercati, e che da Messina, vera metropoli multietnica dell'epoca, porta le sue attività fino ai paesi del nord-Europa, dove conoscerà l'amore, è così non solo personaggio reale - come testimoniato del resto dai documenti citati dall'autrice - ma anche simbolo dell'uomo nuovo da cui prende avvio l'Europa moderna.
Amore e ginnastica
Edmondo De Amicis
Libro: Libro in brossura
editore: Passigli
anno edizione: 2009
pagine: 141
Il sipario di "Amore e ginnastica" si apre sulla Torino post-unitaria che ha da poco ceduto il ruolo di capitale, ma non rinuncia a mantenere quello di culla e volano della cultura ginnastica italiana. I luoghi sono accomunati idealmente nella condivisione e nel culto di un'atmosfera permeata di valenze simboliche di una religione laica, in cui pochi seguaci della ginnastica intessono e celebrano una propria liturgia. Solenne, ieratica sacerdotessa del "tempio" (la Palestra), regge la scena la maestra Pedani, nel suo giovanile-sportizzato turgore ("bella spalla", "braccio poderoso", "corpo di guerriera", "proporzioni schelettoniche perfette"). Missionaria della diffusione della cultura fisica e della pedagogizzazione del corpo come strumento di civiltà e progresso, dispensatrice della moderna medicina sociale per la rinascita morale, etica, fisica del cittadino nuovo della Nazione nuova.
Helena o il mare dell'estate
Julián Ayesta
Libro: Copertina morbida
editore: Passigli
anno edizione: 2009
pagine: 83
Apparso per la prima volta nel 1952, questo piccolo romanzo e divenuto immediatamente un caso nella narrativa spagnola del dopoguerra. Il suo autore, Julián Ayesta (Gijón, 1919-1996), diplomatico di carriera, era allora noto soprattutto per le collaborazioni alle più importanti riviste dell'epoca e per opere teatrali. "Helena o il mare d'estate" rimase l'unico suo romanzo; tradotto in francese, inglese, tedesco e altre lingue europee, ha conosciuto continue ristampe ed è ormai considerato un classico della letteratura spagnola del Novecento. Non è facile render conto della grande bellezza di questo testo, che conquista lentamente il lettore con la sua grazia: attraverso gli occhi ingenui e ammirati di un bambino, Ayesta fa rivivere la delicatezza ma anche la potenza di un amore infantile, sbocciato e poi vissuto da un'estate all'altra, in un paesaggio che non è meno incantato che reale, come sono i paesaggi dell'infanzia, pieni di colori, di luci, di scoperte. E forse proprio qui sta il segreto di questo racconto: nessuno si sostituisce agli occhi del bambino, quel mondo è ancora in presa diretta, come sospeso in un'eco di felicità che gli anni seguenti non hanno potuto cancellare.
La mano rossa
Edgar Wallace
Libro: Copertina morbida
editore: Passigli
anno edizione: 2009
pagine: 211
Tra le decine di romanzi polizieschi di Edgar Wallace, "La mano rossa" spicca per un tema che conoscerà un enorme successo quando verrà ripreso da lan Fleming nel ciclo di James Bond: l'umanità minacciata da una catastrofe scatenata da un 'organizzazione criminale e un solo uomo eccezionale in grado di sgominare la banda e impedire l'apocalisse. Naturalmente i decenni che separano Wallace da Fleming segnano differenze sostanziali: la Mano Rossa, che ricatta il governo inglese minacciando di innescare una terribile pestilenza in tutto il paese, è una organizzazione italiana capeggiata da un giovane e affascinante nobile senese, il conte Festini, e il suo antagonista, lo 007 ante litteram che la fronteggia, è Antonio Tillizini, gentiluomo d'azione, ma anche professore di Antropologia all'Università di Firenze e studioso lombrosiano. Ambientato tra Siena e l'Inghilterra, "La mano rossa" non è tuttavia solo un romanzo d'azione: la ricostruzione della Londra del secondo decennio del Novecento, l'accuratezza della caratterizzazione dei personaggi non solo i due italiani, ma anche gli indimenticabili protagonisti inglesi, la descrizione dell'ambiente degli immigrati italiani che ci riporta a un tempo nel quale i 'diversi' erano i nostri emigrati, conferiscono al romanzo uno spessore e un interesse che va ben al di là del puro intreccio di thriller.
Il mondo
Juan J. Millás
Libro: Copertina morbida
editore: Passigli
anno edizione: 2009
pagine: 228
In questo vero e proprio romanzo di formazione compaiono personaggi indimenticabili: come il Vitaminas, l'amico bambino il cui padre è un informatore della polizia franchista; o la piccola María José, l'amore infantile che poi il protagonista, scrittore ormai famoso, incontrerà di nuovo in occasione di una conferenza americana. E ci sono scene non meno memorabili: la visita al "quartiere dei morti", vero e proprio aldilà della strada; l'ambiente opprimente dell'istituto scolastico, metafora del grigiore vessatorio della società spagnola di quegli anni; il bellissimo episodio finale delle ceneri dei genitori. A Millás non interessa raccogliere i suoi ricordi come per un'autobiografia, ma mostrarli nella loro inevitabile compenetrazione con il presente, ceneri anch'essi di un passato che è impossibile disperdere. Un romanzo in cui l'infanzia e l'adolescenza del protagonista riemergono improvvise e prepotenti a fornire le tracce di un presente che resterebbe incomprensibile senza di esse. È il mondo della strada di casa, a Madrid, dove il bambino Millás andava a giocare e dove cominciavano a delinearsi le sue speranze e le sue angosce di uomo maturo; un mondo che con il passare degli anni, mentre sempre più si dilata in una geografia molto più vasta, ritorna inevitabilmente alle sue origini, perché la strada di casa si rivela alla fine essere "un'imitazione, un ritratto, una copia, forse una metafora del mondo".
Il Botticelli fantasma e altri racconti
Harold Acton
Libro: Copertina morbida
editore: Passigli
anno edizione: 2009
pagine: 219
Nato e vissuto a Firenze in una delle ultime grandi ville patrizie, Sir Harold Acton (1904-1994) è stato uno dei più versatili scrittori inglesi contemporanei. Membro influente del così detto "Oxford Group", che riunì alcuni dei più noti narratori inglesi, fu poeta, romanziere, storico d'arte, saggista. Ma Acton fu anche testimone e protagonista della Firenze cosmopolita prediletta dagli anglosassoni, nella quale, nell'arco di qualche decennio, vissero personaggi del calibro di Henry James, Edith Wharton, Vernon Lee, D.H. Lawrence, Aldous Huxley, Isadora Duncan, Bernard Berenson e molti altri. Ma, al di là di queste celebrità, la numerosa colonia anglosassone fiorentina era composta anche da personaggi più anonimi, molto spesso assai bizzarri, come rivelano questi racconti: appassionati collezionisti d'arte, eccentriche dame, romantiche signore del bel mondo, rampolli di grandi famiglie oramai decadute, aristocratiche bisbetiche, tutti personaggi - come scrive Harold Acton nella corposa prefazione - "il cui aroma individuale era innegabile, farcito di stravaganza e astrazioni".
L'isola di Pascali
Barry Unsworth
Libro
editore: Passigli
anno edizione: 2008
pagine: 204
In una piccola isola greca dell'Impero Ottomano il devoto suddito Basil Pascali riceve un piccolo compenso per la sua attività di informatore. Egli in realtà ignora che i suoi rapporti, giudicati inutili e superflui, vengono regolarmente cestinati, e che lo stipendio gli arriva solo perché nessuno ha mai pensato di interromperlo. Ma un giorno, sull'isola, arriva un enigmatico archeologo inglese, che Pascali giudica una spia al servizio dei greci. Tuttavia Mister Bowles, l'inglese, in qualche modo affascina Pascali, anche perché riesce rapidamente a sedurre Lydia, la pittrice viennese che è l'unica amica del bisessuale Pascali, e l'oggetto delle sue fantasie erotiche. Pian piano, Pascali si trova invischiato nelle misteriose, e sicuramente illegali, attività dell'enigmatico inglese, che lavora ai resti di una villa ellenistica sull'isola, trovandosi in mezzo a un complotto che non riesce a controllare. In un mondo di corruzione, inganno e tradimento, niente sotto il sole del Mediterraneo si rivela come a prima vista può sembrare. E Pascali aspetta il suo destino, timoroso per la propria vita, compilando il suo ultimo rapporto.
Le perdute tracce degli dei
Alessandro Defilippi
Libro: Copertina morbida
editore: Passigli
anno edizione: 2008
pagine: 269
Ambientato in Abissinia nei primi anni della conquista italiana, "Le perdute tracce degli dei" mette in scena non solo il clima della dominazione fascista - la volgarità degli occupanti, la composita, variegata società dei dominatori italiani che popola Addis Abeba, le resistenze della popolazione locale, spesso legate ad antiche tradizioni e a secolari credenze - ma anche il misterioso retroterra culturale e religioso di un paese poco conosciuto che i rozzi dominatori, che giudicano quel retroterra semplicisticamente "barbarie", non riescono ad afferrare.
Racconti erotici di San Valentino
Libro: Copertina rigida
editore: Passigli
anno edizione: 2008
pagine: 205
Dopo "Racconti erotici d'estate" e "Racconti erotici di Natale", ecco la terza e conclusiva selezione di racconti, dedicati questa volta alla festa dell'amore per eccellenza, quella di San Valentino. Ancora una volta l'editore Tusquets, che ha ideato questa serie commissionandone i racconti a molti dei più importanti scrittori spagnoli contemporanei - anche e proprio a testimonianza dell'interesse che il racconto erotico riveste nell'attuale letteratura di lingua spagnola -, ha voluto che gli autori presenti nella nuova antologia fossero tutti diversi, e di diverse aree geografiche: Carmina Amorós, Albert Andreu, Javier Azpeitia, Horacio Castellanos Moya, Esther Cross, Carlos Marzal, Elena Medel, Daniel O'Hara, Rafael Reig e Cristina Rivera Garza. E come per il Natale, anche in questo caso l'accostamento con la festività di San Valentino ha scatenato la fantasia degli scrittori; perché San Valentino è certamente una festività non religiosa ed espressamente legata all'amore, ma qui è la parte più fisica e meno romantica dell'amore a farla da padrone, in una serie di racconti dunque che si propongono come altrettante variazioni su un tema sempre attuale ma antico come il mondo.

