SE: Assonanze
Lo spleen di Parigi
Charles Baudelaire
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2023
pagine: 120
«A Arsène Houssaye Mio caro amico, vi invio un piccolo lavoro del quale sarebbe ingiusto dire che non ha né capo né coda, poiché, al contrario, in esso tutto è, alternativamente e reciprocamente, a un tempo capo e coda. Considerate, vi prego, quali mirabili vantaggi questa combinazione offra a noi tutti, a voi, a me e al lettore. Possiamo interrompere dove vogliamo, io le mie fantasie, voi il manoscritto, il lettore la sua lettura; non tengo infatti la volontà restia del lettore sospesa al filo interminabile di un intreccio superfluo. Togliete una vertebra, e i due pezzi di questa tortuosa fantasia si ricongiungeranno senza sforzo. Spezzettatela in mille frammenti, e vedrete che ciascuno potrà vivere separatamente. Con la speranza che qualcuno di questi tronconi saprà essere abbastanza vivace da piacervi e divertirvi, oso dedicarvi l’intero serpente».
Il processo
Franz Kafka
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2023
pagine: 216
«Non devi badare troppo alle interpretazioni» dice il cappellano del carcere a Josef K. in una scena tra le più celebri e commentate del Processo. «Il testo è immutabile e le interpretazioni spesso esprimono soltanto la disperazione al riguardo». Questa sorta di aforisma o di affermazione tranchant cala, appunto, come una lama di ghigliottina dopo pagine e pagine dedicate all’esegesi della «storia» che comincia con le parole «Davanti alla Legge»; e incombe con non minore perentorietà su chiunque si accinga a scrivere qualcosa di sensato a proposito di un’opera che, come tutte quelle di Kafka, unisce in sé i caratteri contraddittori dell’impenetrabilità e dell’assoluta evidenza. Kafka sembra alludere anche a sé, alla propria scrittura, quando altrove parla della roccia di Prometeo che rimane, salda e ineludibile nella sua inesplicabilità, oltre ogni «leggenda» volta a scalfirne il mistero. Forse questo spiega perché Kafka abbia, più che lettori, rilettori accaniti, conquistati dall’inesauribile lavorio interpretativo cui le sue pagine li costringono; e tradurre uno dei suoi testi in fondo non significa altro che portare alle estreme conseguenze quello stesso lavorio, già implicito nella «semplice» lettura. (Dallo scritto di Paola Capriolo)
Una notte con Amleto e altre poesie
Vladimír Holan
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2023
pagine: 176
«Il precario e l’irripetibile sono le certezze assiali, le leggi maggiori del nostro vivere. L’implacabile determinismo che ci governa fa dell’esistenza un castigo inflitto già prima della colpa, una condanna senza riscatto. La storia è per Holan un costante deturpamento della verginità e della purezza. Sciuparsi della purezza, lenta degradazione dal ventre alla bara, e agguati e inganni e stupri e violenze e assassinii: ecco il tetro iter degli uomini. Ma v’è qualche barlume consolatorio nelle pieghe d’un tale universo? Solo l’affetto materno e il candore dell’irrevocabile infanzia». Così scrive Angelo Maria Ripellino nella presentazione della sua traduzione di “Una notte con Amleto”, il capolavoro di Vladimír Holan (1905-1980), uno dei massimi poeti del Novecento.
Peccato fosse puttana. Testo inglese a fronte
John Ford
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2023
pagine: 216
Ambientato a Parma, il dramma narra l’amore incestuoso di Giovanni e Annabella che conduce entrambi alla rovina e alla morte. Nadia Fusini, che ha magistralmente curato questa edizione, con testo originale a fronte, scrive: «In ‘Peccato che fosse puttana’ v’è un seme, ed è Shakespeare, e più precisamente ‘Romeo e Giulietta’. Ma quel seme è stato così pervertito che l’amore tra i due amanti si presenta come incesto; e la morte non è dono d’amore reciproco, ma crimine. E l’eroe non un appassionato amante infelice, ma lo scellerato. L’eroe scellerato non può che avere un’esistenza sacrilega, e pervertire così la catena dell’essere nel circolo vizioso, nel quale dolore e vendetta si mordono la coda. Dolore e vendetta sono le parole che delimitano lo spazio colpevole in cui questa creatura violenta si stringe: quella solidarietà incestuosa che Giovanni e Annabella realizzano nell’abbraccio mortale con la dannazione. La solidarietà fraterna espressa da Giovanni e Annabella nel voto giurato sul corpo della madre, contro il padre, conduce a questa soluzione fratricida. Si compie presso quel letto che ha visto la fusione dei due corpi, e che si fa, nell’ultimo atto della tragedia, culla e tomba – e tutto così si ricongiunge».
Libri profetici
William Blake
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2022
pagine: 208
«La natura della mia opera è visionaria e profetica» scrisse William Blake (1757-1827). Sebbene i suoi riferimenti fossero la Bibbia e la Cabbala, Swedenborg, gli studi esoterici, e quindi una visione eterodossa rispetto a quella che caratterizzava il suo tempo, Blake intese perfettamente che le «oscure fabbriche di Satana» del paesaggio industriale erano costruite a immagine di una filosofia meccanicistica che negava il sacro e distruggeva ogni forma di trascendenza. L’acceso simbolismo, la spiritualità, la tensione religiosa dei Libri profetici mitizzano, con drammatico impeto e con lucidissima intuizione critica, problemi ancora vivi e irrisolti.
Racconti in sogno
Yves Bonnefoy
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2022
pagine: 160
«Sono felice ma anche turbato nel vedere questi racconti pubblicati in Italia, nella bella traduzione di Cesare Greppi» scrive Bonnefoy nella premessa alla prima edizione italiana, apparsa nel 1992, di Récits en rêve. «Perché l’Italia è il luogo dove queste immaginazioni hanno preso forma. Tutte, o quasi tutte, sono effettivamente dei racconti “in sogno”, vale a dire modi di intravedere il volto del mondo, oppure momenti della vita, ma deformata dal flusso delle condensazioni, dislocazioni, simbolizzazioni, insistenti o furtive, che produce l’attività onirica. E in Italia appunto ho imparato, non a sognare – questo viene a noi insieme con il linguaggio –, ma ad attendermi altro dal sogno. […] Il sogno italiano, privandomi del mondo, me lo restituiva; e in ciò assomigliava a quei momenti in cui il bambino, ancora ignaro dei luoghi e delle cose che lo circondano, può vedere dal seno di questo ignoto proiettarsi su di lui i raggi di un altrove che egli avverte come qualcosa di più alto e pieno, misteriosamente affrancato da ogni determinazione del mondo ordinario».
Vita di Federico II
Voltaire
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2022
pagine: 112
Il sodalizio fra due dei maggiori astri dell’illuminismo europeo nacque nel 1736, quando Voltaire era già al culmine della fama. Le parole che il futuro sovrano di Prussia ebbe allora a scrivergli: «La dolcezza e la sopportazione che voi mostrate a tutti coloro che si dedicano alle arti e alle scienze, mi confortano a sperare che non vorrete escludermi dal numero di coloro che voi stimate degni del vostro insegnamento...» rivelano già le premesse del rapporto che avrebbero stretto negli anni a venire. Voltaire si stabilì infatti a Potsdam, alla corte del sovrano, nel 1750, e vi rimase per tre anni, ma il suo temperamento indipendente lo portò a una clamorosa rottura con il «re filosofo». Testimonianza di questa singolare amicizia resta “Vita di Federico II”, documento insostituibile per cogliere grandezza e miseria di una delle figure determinanti della storia europea. Oltre all’eccellenza della traduzione di Giorgio Bassani, questa edizione è rimarchevole per il bellissimo scritto di Alberto Savinio che l’accompagna.
La camera di Jacob
Virginia Woolf
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2022
pagine: 184
Iniziato nel 1920 e pubblicato due anni dopo, questo «squisito piccolo romanzo si stacca vigorosamente» osserva Anna Banti, traduttrice e presentatrice d’eccezione di questa edizione «dai primi esordi di Virginia Woolf», e introduce il lettore nell’universo stilistico al quale appartengono i più famosi capolavori della scrittrice inglese. «L’approccio sarà del tutto diverso questa volta,» annota la Woolf nel suo “Diario” a proposito di “La camera di Jacob” «niente impalcatura, non si deve quasi vedere un mattone...». E, in effetti, è presente qui con precoce pienezza quel raccontare per sequenze separate, per scorci, per «epifanie» che fa della Woolf uno dei massimi innovatori della tecnica romanzesca. Attraverso questo audace e al tempo stesso fluido, naturale smontaggio e rimontaggio del visibile e del vissuto, la vicenda esistenziale di Jacob ci giunge, paradossalmente, chiara e integra: infanzia, adolescenza, primi amori, primi viaggi... fino all’epilogo amaro, delicato e fatale.
Le stanze di alabastro. Testo inglese a fronte
Emily Dickinson
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2022
pagine: 144
“Questo è un germoglio del cervello – un piccolo seme in corsivo piantato da un disegno o dal caso che lo spirito ha generato – esitante come il vento nelle sue camere rapido come la lingua di un torrente così è il processo segreto del fiore dell’anima. Felici, i pochi che lo trovano il saggio se lo porta a casa nutre con cura la sua zolla perché nasca un altro fiore. Quando viene perduto quel giorno è il funerale di Dio – sul suo petto, un’anima si chiude il fiore di nostro Signore.”
Sotto la scure silenziosa. Frammenti dal «De rerum natura». Testo latino a fronte
Tito Lucrezio Caro
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2022
pagine: 119
Questa antologia isola quattro temi del “De rerum natura” di Lucrezio – la natura, l’angoscia, l’amore, la malattia – e si giustifica, rispetto alle numerose edizioni complete di questo immortale poema, per l’eccellenza e l’arditezza della traduzione, dovuta a uno dei principali poeti italiani, Milo De Angelis. Nella sua breve presentazione De Angelis scrive: «Nell’età di Cesare e Cicerone, mentre imperversa la guerra civile, un poeta solitario, totalmente estraneo alle competizioni politiche e letterarie del suo tempo, inizia a scrivere da un’epoca remota, innestando la sua voce in quella dei presocratici, resuscitando le antiche cosmogonie. Non sappiamo dove è nato né dove è vissuto, non sappiamo nulla di lui, se non che si chiamava Tito Caro Lucrezio, che visse nel I secolo avanti Cristo, che fu stimato da qualche contemporaneo e considerato folle da altri. Ciò che dà forza ai suoi versi è proprio questa solitudine. Anima fuori tempo e fuori luogo, Lucrezio sembra invaso dalla tradizione, impegnato in un dialogo supremo con le figure del passato, con Esiodo e Senofane, con Empedocle ed Epicuro, con l’energia arcaica che dai millenni giunge intatta fino a noi».
Giro di vite
Henry James
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2022
pagine: 144
Una giovane istitutrice cui è affidata la cura di due bambini; una governante dall’aspetto bonario; una grande casa immersa nella campagna inglese; due misteriose e silenziosissime presenze. Questa è l’ambientazione di una delle più magistrali opere di Henry James, “Giro di vite”, caratterizzata da una strategia testuale e narrativa che anticipa i procedimenti del romanzo del Novecento. In un’atmosfera tesa e allucinante, misteriosa e ambigua, si dipana la storia di due bambini posseduti dagli spiriti maligni di due servitori morti, e della loro infelice e coraggiosa istitutrice, che con tutta la forza del suo amore lotta, invano, per salvarli dal funesto influsso. Oppure è l’istitutrice, la narratrice del racconto, che vive una storia immaginaria che nulla ha a che vedere con la realtà? James lascia, con grande maestria, il dubbio e l’ambiguità accresce il fascino di questo celebre romanzo.
Solitudini. Testo spagnolo a fronte
Luís de Góngora
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2022
pagine: 144
‘Soledades’ di Luis de Góngora (1561-1627) è una delle opere poetiche più prodigiose della grande età del barocco, non solo spagnolo. Dimenticato per secoli, Góngora è stato riscoperto nel Novecento dalla critica, ammirato, imitato, tradotto dai poeti (in Italia soprattutto Ungaretti, e ora Cesare Greppi, che qui dà una versione integrale e magistrale delle ‘Solitudini’). Uno dei suoi ammiratori più fervidi, García Lorca, scrive di lui: «Góngora non va letto ma studiato. Non viene a cercarci, come altri poeti, per renderci malinconici; bisogna inseguirlo ragionevolmente. Góngora in nessun modo può venir capito a una prima lettura... Non crea le sue immagini sulla stessa Natura, ma porta nella camera oscura del suo cervello l’oggetto, che ne esce trasformato... Intuisce con chiarezza che la natura che è uscita dalle mani di Dio non è la natura che deve vivere in poesia... Non è spontaneo, ma ha freschezza e gioventù. Non è facile, ma è intelligente e luminoso». Con uno scritto di Lore Terracini.

