Skira: Arte moderna. Cataloghi
Luca Stoppini. Perché era lui perché ero io. Metamorfosi della città nello spazio del teatro A/R
Libro: Libro in brossura
editore: Skira
anno edizione: 2020
pagine: 40
Stoppini dà 'corpo' al “lato oscuro dell'immagine” contrapponendo l'aberrazione barocca al bello ideale neoclassico, il manierismo al rinascimento. Luca Stoppini è un artista dato in prestito alla fotografia, che gli ha dato modo di esprimere il suo talento sia come art-director di riviste di moda che come curatore e designer di allestimenti di mostre e sfilate o regista di video e cortometraggi. Il mondo della moda è il suo universo, ma l'arte è il suo ossigeno. La messa in pagine di immagini fotografiche come architettura e drammaturgia, cioè come lavoro sullo spazio e il tempo, è, infine, la sua ossessione quotidiana che poi si riproduce in ogni altra operazione che lo vede spesse volte impegnato tra Milano e New York. Come artista visuale ha lavorato sulla riproduzione in senso anamorfico della realtà, distorcendo i corpi e i volti fino a creare forme irriconoscibili, di una bellezza perturbante, icone di una realtà liquida e aliena. Una distorsione che forse nasce da un rapporto sentimentale con il tempo e le forme nello spazio quotidiano, una relazione estrema e per questo dolorosa al suo fondo. Come ha scritto Ivo Bonaccorsi in un catalogo del 2005, Stoppini dava 'corpo' al “lato oscuro dell'immagine” contrapponendo l'aberrazione barocca al bello ideale neoclassico, il manierismo al rinascimento. Un lato oscuro dell'estetica, la parte irriconoscibile, aliena dell'estetica glamour, che solo all'arte è concesso adottare e scovare nella vita notturna o delirante del linguaggio. (Sergio Risaliti)
Giorgio Andreotta Calò. Città di Milano. Ediz. inglese
Libro: Libro rilegato
editore: Skira
anno edizione: 2020
pagine: 174
Giorgio Andreotta Calò (Venezia, 1979) si contraddistingue nella scena artistica contemporanea per il suo linguaggio innovativo; nelle sue opere fonde, rielaborandole completamente, modalità operative della scultura tradizionale con pratiche artistiche degli anni Settanta, in cui il processo di realizzazione diventa un aspetto centrale dell’opera, fino a diventarne il soggetto principale. Il corpus dei suoi lavori comprende sculture, installazioni ambientali di larga scala e interventi spaziali che trasformano architetture o interi paesaggi e sono spesso concepite per essere incluse in un ricco sistema di rimandi e collegamenti, anche attraverso l’uso di elementi naturali densi di significati simbolici – come l’acqua, la luce e il fuoco. Il suo lavoro è il risultato di un lungo processo di ricerca sui materiali – da quelli classici, come bronzo e legno, ad altri più inusuali come ad esempio il caranto, lo strato argilloso sottomarino su cui sorge la città di Venezia –, sulle tecniche di lavorazione e sulla loro origine. Il suo interesse per i materiali organici avvicina le riflessioni che emergono dalle sue opere a dibattiti internazionali sull’utilizzo e sulla dispersione delle materie prime e ai temi sui cambiamenti socio-ecologici. Come l’omonima mostra, la pubblicazione “Cittàdimilano” si concentra sulla sua pratica scultorea, presentando una selezione di lavori realizzati dal 2008 a oggi: oltre a un ricco apparato iconografico, con materiali inediti e di archivio e a schede dettagliate per ciascuna opera e serie scultorea esposta in mostra, il volume raccoglie saggi di Mara Ambrožicˇ e Emanuele Quinz, Roberta Tenconi e Riccardo Venturi.
Napoli liberty «n'aria 'e primmavera»
Libro: Libro in brossura
editore: Skira
anno edizione: 2020
pagine: 160
Lo stile Liberty tra la fine del XIX e gli inizi del nuovo secolo portò a uno sviluppo propulsivo nelle arti figurative e industriali e la città di Napoli in particolare fu interessata da un intenso programma di accelerazione sia nel campo dell’edilizia moderna, sia nel campo delle arti applicate (dai mobili, al ferro battuto, ai vetri, alla ceramica) e delle arti figurative più tradizionali (pittura e scultura), con l’affermarsi di giovani artisti che sulla scia dei movimenti secessionisti di fine secolo diedero luogo alle prime mostre d’avanguardia. Fondamentale è stata la presenza di Felice Casorati, che risiede con la famiglia in città dal 1908 al 1911. Nel campo delle arti figurative più tradizionali, sia in pittura che in scultura, si affermarono giovani artisti che diedero luogo alle prime mostre d’avanguardia. La ristrutturazione del cortile centrale di Palazzo Zevallos Stigliano su progetto di Luigi Platania a ridosso degli anni Venti del ’900 accoglie queste nuove istanze e appare splendida testimonianza del gusto floreale a Napoli. Pubblicato in occasione della mostra autunnale a Napoli, il volume propone un excursus su architettura, arti applicate (mobili, ferro battuto, vetri), pittura e scultura, attraverso giovani artisti e l importante residenza in città di Felice Casorati dal 1908 al 1911. Napoli Liberty presenta i contributi di Fernando Mazzocca, Renato De Fusco, Luisa Martorelli, Gaia Salvatori, Pietro Gargano. Il catalogo delle opere è, inoltre, preceduto da brevi saggi introduttivi alle varie sezioni: Casorati a Napoli di Fernando Mazzocca; Sull’impeto della Secessione di Luisa Martorelli; Dal simbolismo alla Secessione. La scultura a Napoli tra il 1890 e il 1915 di Isabella Valente; Le arti decorative dal Museo Scuola officina al Liberty di Rossella Capuano; Il corallo, la conchiglia e la tartaruga a Torre del Greco di Rosa Romano; Le arti grafiche: protagoniste del nuovo stile di Mariadelaide Cuozzo; Napoli è tutto il mondo del consumo di Silvana Musella Guida.
Arcangelo. Le mie mani toccano la terra
Libro: Libro in brossura
editore: Skira
anno edizione: 2020
pagine: 95
È dal 2013 che SEA, Aeroporti di Milano, e MA*GA collaborano per dare spazio all'arte nello scalo internazionale di Malpensa. L'impegno di SEA è di rendere l'aeroporto non solo un punto di arrivo e di partenza, ma un luogo dinamico che possa arricchire l'esperienza del viaggio di coloro che lo cominciano proprio da qui. Per questa ragione abbiamo scelto di collaborare con un'istituzione importante come la Fondazione Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea "Silvio Zanella", che ci permette di accogliere all'interno delle Vip Lounge dell'aeroporto di Milano Malpensa un ricco programma di eventi fra cui, oggi, la presenza del grande artista campano Arcangelo, contemporaneamente alla sua personale dal titolo "Le mie mani toccano la terra" ospitata proprio al MA*GA dal 24 novembre 2019 al 1° marzo 2020.
Franco Guerzoni. L'immagine sottratta
Libro: Libro in brossura
editore: Skira
anno edizione: 2020
pagine: 120
«Una decina di anni fa nello studio di Franco Guerzoni prende corpo una serie di lavori intitolati Impossibi, restauri. Il titolo continua a interessare l'artista per almeno un biennio, incrociando l'emergenza di alcuni altri momenti e passaggi segnalati da denominazioni diverse, quali Epistola e poi, più nitidamente, Museo ideale. È da questi cicli che prende le mosse l'esposizione accompagnata da questo libro, che riporta a Milano Franco Guerzoni dopo un certo tempo. Non un'antologica, naturalmente, tracciato operativo a cui Guerzoi immancabilmente si sottrae, ma piuttosto una ricognizione nei cicli ultimi della ricerca, forse ancora non abbastanza condivisi e certamente meno commentati di altri. Frammenti esemplari di questo itinerario sono qui, al Museo del Novecento, in dialogo con alcune opere delle origini: quelle origini già per molti aspetti produttive e di certo ancora attive.» (Martina Corgnati)
Alberto Giacometti Grafica al confine fra arte e pensiero-Graphics on the border between arts and thought
Libro: Libro in brossura
editore: Skira
anno edizione: 2020
pagine: 368
Alberto Giacometti nasce nel 1901 in Val Bregaglia, nella Svizzera di lingua italiana. Figlio del noto pittore Giovanni Giacometti, viene avviato fin da giovinetto agli studi artistici. Dopo la frequentazione della scuola d’arte di Ginevra e alcuni viaggi di studio in Italia, elegge Parigi quale sua città di riferimento senza mai dimenticare Stampa, il luogo degli affetti familiari dove mantiene sempre un atelier, oltre a quello più noto di Rue Hippolyte-Maindron, vicino a Montparnasse. Si iscrive all’Académie de la Grande Chaumière, che frequenta tra il 1922 e il 1925. In questo periodo entra in contatto con l’arte neosumera, egizia, africana, precolombiana, con l’opera di Constantin Brancusi, Raymond Duchamp-Villon, Henri Laurens, Jacques Lipchitz, André Masson. Subisce il fascino del Cubismo per aderire poi al movimento surrealista con le sue libere associazioni erotico-poetiche. Nel 1930 espone con Jean Arp e Joan Miró nella galleria di Pierre Loeb a Parigi. Conosce intellettuali come Louis Aragon, Georges Bataille, Michel Leiris, Isaku Yanaihara. Giacometti torna poi a dare preminenza alla figura umana e sviluppa una ricerca quanto mai originale, che ha il suo perno nel concetto di apparenza, intesa come “nocciolo”, come lui stesso afferma. L’esistente gli si manifesta con una violenza che trova nell’essere umano la sua espressione più chiara, determinando un rapporto inedito con spazio e tempo. Prossimo ma autonomo rispetto a personaggi di primo piano come Jean-Paul Sartre, Simone de Beauvoir, Samuel Beckett, Giacometti continuerà incessantemente le sue ricerche, anche negli ultimi anni della vita. Nel 1962 otterrà il Gran Premio della Scultura alla Biennale di Venezia e tre anni dopo il Grand Prix des Arts a Parigi. Sempre nel 1965, il Museum of Modern Art di New York gli dedicherà una mostra antologica. L’anno successivo Giacometti verrà a mancare nella sua terra natia.
Il viaggio in Italia di Goethe. Un omaggio a un paese mai esistito
Libro: Libro rilegato
editore: Skira
anno edizione: 2020
pagine: 384
Ogni anno, i turisti del nord Europa cercano di fuggire dalla loro vita quotidiana nel mondo apparentemente intatto a sud delle Alpi; fuggono verso il “dolce far niente”, verso il sole eternamente splendente, verso la divertente vita da spiaggia. Per secoli, la comprensione dell’Italia è stata plasmata da idee stereotipate della vita mediterranea. Prendendo spunto dal Viaggio in Italia di Goethe, questo volume dimostra come già nel XVIII secolo ci fosse un abisso tra le aspettative e le idee sulla natura dell’Italia e la situazione spesso fosca di un Paese politicamente frammentato. Nell’autunno del 1786, il poeta tedesco parte per l’Italia, fuggendo dai confini del suo ufficio verso l’apparente libertà di una vita allegra e spensierata; il viaggio si configura quasi come una fuga e segna un passaggio decisivo per la vita e l’ispirazione del poeta. Nel “paese dei limoni”, l’Italia classica del meridione e, più ancora, a Roma, Goethe trova realizzata quella sintesi di natura e arte, passato e presente, spiritualità e sensualità verso cui era proteso, e sente rifiorire tutte le aspirazioni poetiche che il decennio attivistico di Weimar aveva in buona parte represso. Il suo libro “Viaggio in Italia”, scritto molto tempo dopo il viaggio, non è un reportage o un diario di viaggio, ma un’opera letteraria e una testimonianza senza tempo del desiderio di un mondo ideale. Un’apposita sezione del volume è infine dedicata alle difficoltà legate a un elaborato e complesso viaggio verso sud nell’era della diligenza. “Viaggio in Italia” (Italienische Reise) è un’opera che Johann Wolfgang von Goethe scrisse tra il 1813 e il 1817 e pubblicò in due volumi, il primo dei quali uscì nel 1816 e il secondo nel 1817. I due volumi contengono il resoconto di un Grand Tour che l’autore compì in Italia tra il 3 settembre 1786 e il 18 giugno 1788. A essi se ne aggiunse un terzo, pubblicato nel 1829, ma inferiore ai primi due, sulla sua seconda visita a Roma.
Cuaderno C. Francisco de Goya
José Manuel Matilla Rodríguez
Libro: Libro rilegato
editore: Skira
anno edizione: 2020
pagine: 288
Il “Cuaderno C” (1814-1823) era originariamente costituito da 133 o più fogli, poiché l'ultimo disegno numerato noto è il 133. Il Museo del Prado ha conservato, dal 1872, centoventi disegni, arrivati in un album del Museo de la Trinidad. Almeno tredici, che devono essere stati separati dagli altri intorno al 1860, sono quindi mancanti dalla collezione del Prado. Ne sono noti solo cinque: nn. 71 e 128 (Hispanic Society of America), n. 88 (British Museum), n. 78 (il Museo Paul Getty) e n. 11 (collezione privata). Gli altri otto, 14, 15, 29, 56, 66, 72, 110 e 132 sono ancora sconosciuti. In questa edizione in facsimile, vengono riprodotti tutti i disegni noti, nonché il retro dei fogli. Le didascalie di Goya, che spesso fungono da titoli o commenti sulle varie immagini, sono molto rivelatrici perché le ambiguità su cui giocano tengono conto delle sue reali intenzioni. Al di là del suo eccezionale valore artistico, il “Cuardeno C” rappresenta anche una notevole testimonianza storica e un tesoro patrimoniale unico nel suo genere. Frutto dell’acutezza di sguardo di Goya, elaborato durante la guerra d’indipendenza e negli anni di repressione che seguirono (1808-1820), esso offre una visione spesso inquietante della società spagnola dell’epoca: scene di vita quotidiana segnate dalla povertà, prigionieri della inquisizione, scene di crudeltà nelle prigioni, visioni sognanti del mondo notturno. Un altro gruppo di disegni mostra le conseguenze della confisca dei beni ecclesiastici che portò alla chiusura di numerosi monasteri e conventi, costringendo monaci e monache a rinunciare ai loro voti e iniziare una nuova vita al di fuori della sicurezza delle loro mura. Libertà, ragione e giustizia sono infine i soggetti di un ulteriore gruppo di disegni che attestano le speranze di Goya per la politica di riforma del Triennio Liberale (1820-1823). Un saggio di José Manuel Matilla Rodríguez, storico dell’arte e Curatore senior del Dipartimento dei disegni e delle stampe del Museo Nazionale del Prado, accompagna questa eccezionale opera.
'900 italiano. Un secolo di arte
Libro: Copertina morbida
editore: Skira
anno edizione: 2020
pagine: 168
Il volume documenta alcuni momenti fondamentali della cultura artistica italiana del Novecento. Un viaggio ideale che si compie attraverso il succedersi di sorprendenti ricchezze poetiche e linguistiche. Si parte dalla forte spinta propulsiva verso il futuro che ha animato le feconde utopie del Novecento: dal futurismo alla surrealtà mitica di de Chirico e Savinio, ai vari modi del "ritorno all'ordine", alle declinazioni del realismo, da Morandi a Carrà, alle diverse esperienze della Scuola romana, al monumentalismo di Severini e Sironi, fino a Pirandello e Guttuso. La seconda parte del secolo si apre con la triade dei giganti del nostro informale: Capogrossi, Burri e Fontana, che danno avvio a importanti manifestazioni e personalità, da Forma alla "scuola di piazza del Popolo", all'arte povera e alla transavanguardia. Un panorama ricchissimo che ci colloca a pieno diritto tra i protagonisti del contesto internazionale. Il volume presenta i contributi di Maria Teresa Benedetti (Un secolo italiano), Francesca Villanti (L'arte italiana della seconda metà del Novecento. Una storia) e Annamaria Sandonà(Il Gruppo Enne a Padova), oltre al catalogo e alle schede di oltre novanta opere di grandi protagonisti della storia dell'arte italiana e internazionale del XX secolo.
Aldo Rota. Energy of space. Celebrating fifty years of man on the moon. Ediz. italiana e inglese
Libro: Libro in brossura
editore: Skira
anno edizione: 2020
pagine: 71
Nel concepire questo progetto ho immaginato che l'astro sidereo potesse "abitare" l'aerostazione di Malpensa. Faremo atterrare la nostra Luna, trasfigurata in un'opera d'arte, in un evento artistico sinestetico. La Luna, allora, si incarnerà e, vestita dei colori più belli, cantando l'aria musicale più emozionante, si impossesserà del luogo incedendo e, respirando profondamente, andrà a misurarsi con lo spazio circostante, come l'uomo vitruviano di conio leonardesco intento ad affermare l'incontro di arte e scienza. Si onora così la memoria di Leonardo e si onora così lo storico e stupefacente allunaggio. Su questo si fonda l'incontro di due artisti, Aldo Rota, pittore, e Dario Baldan Bembo, cantautore. Rispettivamente, il volto cangiante della Luna, ricco di cromie, di figurazioni liquide, di segni pittorici, e la voce della Luna densa di tonalità, gonfia di passioni, di sentimenti che, intrecciandosi, la avvolgono d'una musicalità e d'una pittoricità preziose. Il pittore Aldo Rota presenterà un dipinto realizzato per l'occasione, un trittico che condensa le sue ultime ricerche coronando la serie Above Us dedicata alla Luna con un omaggio a Leonardo e alla sua Ultima cena: un grande trittico in cui irrompono tredici lune in raffinate sfumature di bianco. Il cantautore Dario Baldan Bembo proporrà l'ascolto della propria interpretazione musicale della Luna, scritta per darle "voce".
Marcello Morandini. Catalogo ragionato
Libro: Copertina rigida
editore: Skira
anno edizione: 2020
pagine: 536
Frutto di un lungo lavoro di catalogazione, archiviazione e documentazione di autenticità delle opere realizzate da Marcello Morandini dal 1964 al 2018, il "Catalogo ragionato" costituisce il primo progetto editoriale della Fondazione Marcello Morandini, nata nel 2016 per volontà dello stesso artista e grazie al generoso contributo di due importanti collezionisti, il cui sogno era di vedere realizzato uno spazio espositivo aperto, accessibile e inclusivo, in cui fossero valorizzate le sue opere. Per completezza e scientificità, il "Catalogo ragionato" traccia in modo inequivocabile il percorso artistico di Marcello Morandini, divenendo uno strumento essenziale e aggiornato di conoscenza della sua opera. Il volume si apre con un testo critico del curatore Marco Meneguzzo e un saggio di Serge Lemoine, storico dell'arte francese che da sempre segue il percorso artistico di Morandini, e comprende un'antologia critica di testi che hanno accompagnato le moltissime mostre in cui l'artista ha esposto le sue ricerche e i suoi studi sul movimento nello spazio - torsione, tensione, espansione, sovrapposizione - tradotti nel mondo della geometria attraverso l'utilizzo di un linguaggio bidimensionale e tridimensionale, con la certezza della matematica. La sezione dedicata alla catalogazione è il cuore del volume e presenta ciascuna opera attraverso una documentazione fotografica e una scheda tecnica e bibliografico-espositiva. La scelta curatoriale ha optato per una divisione del corpus in decenni, all'interno dei quali sono elencati, in ordine cronologico, opere, disegni, multipli e progetti. La successione dei decenni viene scandita da un testo introduttivo dello stesso Morandini e da immagini in grande formato che riproducono opere selezionate. Esse narrano il suo straordinario mondo di forme, che spaziano dalla grafica alla scultura, dall'architettura al design, in modo assolutamente originale, coerente e riconoscibile. Completa questa sezione l'insieme aggiornato degli apparati con biografia, elenco delle esposizioni e bibliografia.
Paul Gauguin. Eiaha-Ohipa (Tahitiani in una stanza). Ediz. italiana e inglese
Libro: Copertina rigida
editore: Skira
anno edizione: 2020
pagine: 60
Un saggio monografico dedicato a un dipinto dell'artista francese appartenente alle collezioni del Museo Puskin di Mosca. Le opere di Paul Gauguin costituiscono una delle sezioni più significative della collezione moscovita di arte francese, strettamente legata al nome di Sergej Scukin, collezionista e mecenate russo, protagonista delle grandi iniziative espositive del Museo Puskin, nonché uno dei suoi simboli più importanti. Tra i dipinti del maestro francese spicca "Eiaha Ohipa", datata 1896, un anno difficile per l'artista: rientrato da poco dalla Francia a Tahiti, con l'obiettivo di fermarsi definitivamente, si trova in ristrettezze economiche, con gravi problemi di salute. Il titolo usuale "Tahitiani in una stanza", non restituisce l'iscrizione in lingua maori del dipinto, che allude piuttosto all'indolenza o libertà dal lavoro delle figure ritratte. Solo cinque anni prima, Gauguin era salpato per il suo primo soggiorno a Tahiti con un atteggiamento ambivalente: da una parte segnato dalle aspettative di un esotismo radicale rispetto alla tradizione della pittura orientalista, dall'altra attento alla documentazione etnografica di costumi e mentalità del tutto diversi alla propria cultura. L'unanime rigetto incontrato a Parigi dai quadri e sculture eseguiti in quel primo soggiorno, fra 1891 e 1893, lo induce a un distacco radicale da quella sua stessa, originaria, cultura. Tahiti definitivamente si viene a configurare, nello stato di frustrazione vissuto dall'artista, come un luogo edenico, un paradiso immune dalle convenzioni e costrizioni della cosiddetta civiltà occidentale, con le sue logiche di falso progresso, dominio e sfruttamento. La coppia rilassata nell'intimità ombrosa di una stanza aperta su un paesaggio di luce incarna la condizione, utopica, di un armonico stato di natura, di una libertà di essere e agire secondo le proprie inclinazioni. Sullo sfondo si staglia la figura di un osservatore, sostanzialmente estraneo alla scena: è presumibile che si tratti dell'artista stesso, preceduto, sulla soglia della stanza, dal suo cane, una comparsa ricorrente di tanti altri dipinti di questi anni.

