Bompiani: Testi a fronte
Ricerca filosofica sulla libertà umana. Testo inglese a fronte
Anthony Collins
Libro: Libro in brossura
editore: Bompiani
anno edizione: 2015
pagine: 230
Anthony Collins (1676-1729), illuminista radicale e personaggio chiave dei Free-thinkers inglesi, con "A Philosophical Inquiry concerning Human Liberty" (1717) dà una collocazione sistematica al determinismo che già filtrava dai suoi scritti precedenti. L'opera ha un carattere dinamico e coerente, che fa il punto delle principali linee guida della posizione determinista, costituendo un vero e proprio "trattatello" sul tema. La linearità di queste dimostrazioni non è però innocua: il determinismo collinsiano, con la sua dominante componente materialistica, è in grado di scardinare il sistema della filosofia tradizionale e, cosa ancor più importante, di proporne una valida ed efficace alternativa.
Missione del dotto. Testo tedesco a fronte
J. Gottlieb Fichte
Libro: Libro in brossura
editore: Bompiani
anno edizione: 2013
pagine: 480
Frutto di cinque lezioni tenute a Jena nel 1794, la "Missione del dotto" di Fichte è la più straordinaria descrizione moderna del ruolo dell'intellettuale, nella forma di un impegno condotto universalisticamente in rapporto diretto con l'idea di umanità e di emancipazione del genere umano tramite la prassi trasformatrice, secondo l'ininterrotto sforzo sociale orientato alla coincidenza tra Io e nonIo: ossia tra l'umanità pensata come un unico soggetto agente (Io) e le sue concrete oggettivazioni sociali, politiche e storiche (nonIo). Secondo un coerente sviluppo, sul piano sociale e politico, dei princìpi della "dottrina della scienza", il dotto della torre d'avorio, come mero tesaurizzatore del sapere, cede con Fichte il passo all'intellettuale come uomo che pensa e opera nella e per la società. Si perviene, così, al grande tema che attraversa l'opera fichtiana: la destinazione dell'uomo coincide con l'ininterrotto sforzo asintotico di raggiungimento della perfetta armonia con se stesso, ossia con il processo di razionalizzazione dell'esistente e di corrispondenza del genere umano con le proprie potenzialità ontologiche. Postfazione di Marco Ivaldo.
Agonia del cristianesimo. Testo spagnolo a fronte
Miguel de Unamuno
Libro: Copertina morbida
editore: Bompiani
anno edizione: 2012
pagine: 342
Miguel de Unamuno (Bilbao, 1 864 - Salamanca, 1936), uno dei più importanti filosofi spagnoli del secolo scorso, concepì "l'Agonia del cristianesimo" (1924), un'opera dal taglio colloquiale e semi-autobiografico, in seguito a una profonda crisi esistenziale, più forte e pregnante di quella grande crisi spirituale che l'aveva gettato nello sconforto nel 1 897, dettata anche dal tormento nostalgico vissuto durante l'esilio e la fuga in Francia. Tutta la vita di Unamuno si sviluppò in una costante lotta interiore che è stata ragione di confronto con i grandi temi del cristianesimo e motivo di impegno politico e sociale e che lo ha portato a scontrarsi con la monarchia, con la dittatura di Primo de Rivera e con la sollevazione militare di Franco agli albori della guerra civile spagnola, durante la quale Unamuno morì, nel 1936. In questo scritto, molte delle idee già espresse in Del sentimento tragico della vita (1913) vengono rinnovate da una forte vis polemica nei confronti della società e delle ideologie precostituite, e da un intenso dramma interiore. Un conflitto che sta alla base della stessa agonia del cristianesimo che abita ogni singolo individuo, ogni uomo cristiano, che è agonico per definizione. L'agonia è, infatti, la "lotta" di chi vive lottando contro la vita stessa, e contro la morte, poiché il fine della vita è farsi un'anima, un'anima immortale. Questa è per Unamuno "ansia d'immortalità".
Presenza e immortalità. Testo francese a fronte
Gabriel Marcel
Libro: Libro in brossura
editore: Bompiani
anno edizione: 2011
pagine: 545
Leggere "Presenza e immortalità" significa immergersi nelle riflessioni di Gabriel Marcel che hanno al centro il mito di Orfeo ed Euridice, vissuto come ricerca indefessa di una presenza perduta. Le pagine del diario scritto durante la Seconda guerra mondiale e quelle dei saggi che lo accompagnano rendono il lettore un viandante che attraversa un mondo straziato, esposto alla tentazione della diserzione e della disperazione assoluta, un mondo svuotato di senso, avvolto dal buio e dalla minaccia della morte. Proprio nella notte, però, l'anima tenta un faticoso percorso verso il chiarore dell'aurora. La filosofia di Marcel non è un pensiero dell'io che costruisce attorno a sé un sistema autoreferenziale, ma è aperta radicalmente all'alterità: essa è per essenza polifonica, come sottolinea il filosofo. La polifonia, connettore del pensiero di Marcel con il teatro e con la musica, designa l'attestazione concreta e drammatica dell'alterità plurale, degli altri, del mio corpo, di me a me stesso. E proprio quest'opera è uno sforzo teso ad affermare che l'io è originato da un noi plurale che sta al suo centro come un appello continuo e una fonte inesauribile di irradiazioni ontologiche e intersoggettive. Prefazione di Glauco Tiengo.
Logica tedesca. Testo tedesco a fronte
Christian Wolff
Libro: Copertina morbida
editore: Bompiani
anno edizione: 2011
pagine: 320
La "Logica tedesca" (1713) di Christian Wolff è uno dei documenti più significativi sulla logica tedesca del 1700, la cui importanza va ben al di là di un interesse puramente storiografico. La teorizzazione di un'unione tra ragione ed esperienza, tra proposizioni empiriche e procedimento rigorosamente deduttivo, di tipo matematico, al fine di conseguire conoscenze a un tempo oggettivamente fondate, formalmente corrette e tra loro ben articolate, caratterizza l'impianto della "Logica tedesca" e rappresenta il contributo teoreticamente più rilevante che essa ha dato allo sviluppo della logica settecentesca, ma anche alla formazione del linguaggio filosofico tedesco, di cui costituisce l'atto di nascita ufficiale.
La collera di Dio. Testo latino a fronte
Lattanzio
Libro: Libro in brossura
editore: Bompiani
anno edizione: 2011
pagine: 453
Il "De ira Dei" venne certamente composto in un periodo compreso entro il primo decennio del IV secolo d.C. In esso Lattanzio (240-320 d.C. ca), retore latino allievo di Arnobio, convertitosi al Cristianesimo e divenuto poi intellettuale alla corte di Costantino, sviluppa attraverso un'articolata disputa con le correnti morali e teologiche della filosofia pagana il tema della collera divina, sostenendo, in conformità con la concezione biblica di un dio personale, razionale e sensibile, la necessità di rintracciarvi uno degli attributi essenziali e definitori della perfezione del primo artefice, anziché un indice di deficienza ontologica. Lattanzio vuole dimostrare come la vera natura dell'ira possa essere colta soltanto se, abbandonando le vane speculazioni dei filosofi e affidandosi all'insegnamento scritturale, si cessa di vedervi un sintomo dell'irrazionalità dell'animo umano o un segno della malevolenza divina e si riconosce, in essa, l'azione amorevole di una pedagogia paternalistica sempre orientata a beneficiare il progetto escatologico di redenzione del genere umano. A oltre ottant'anni di distanza dall'ultima traduzione integrale in lingua italiana, l'edizione del testo è curata da Luca Gasparri. L'introduzione offre una guida sintetica ma precisa alla struttura espositiva del trattato. Il commentario rappresenta un valido strumento per penetrare in profondità nel nucleo dottrinario, storico-filosofico e letterario dell'opera.
La visione del mondo dionisiaca
Friedrich Nietzsche
Libro: Copertina morbida
editore: Bompiani
anno edizione: 2011
pagine: 152
Nel 1870 a soli ventisei anni Nietzsche scrive "La visione del mondo dionisiaca". In queste pagine non destinate alla pubblicazione appronta la quinta scenica che sotterraneamente lo accompagnerà per tutta la vita: il rapporto conflittuale tra gli impulsi "generatori" della cultura umana, o almeno greca e poi europea, ossia la lotta tra l'apollineo e il dionisiaco. Il pensiero tragico di Nietzsche si forma intorno a questa lotta e il capolavoro giovanile pubblicato di lì a poco, "La nascita della tragedia dallo spirito della musica", ha come nucleo proprio "La visione del mondo dionisiaca". Qui è compresa con chiarezza l'irruzione epocale di quello strapotere proveniente dall'Oriente e della contromossa che l'Occidente ha adottato per non soccombere. Nel paesaggio bucolico della valle alpina di Maderanertal, vicino al lago di Lucerna, Nietzsche compone il suo scritto, spinto dall'ingenuo proposito di un "rinascimento" tedesco ma anche dall'impellente necessità di una "rivoluzione" dionisiaca.
L'origine delle realtà predicamentali. Testo latino a fronte
Teodorico di Freiberg
Libro: Libro in brossura
editore: Bompiani
anno edizione: 2010
pagine: 316
Il "De origine rerum praedicamentalium" è il primo trattato di Teodorico di Freiberg, domenicano tedesco attivo all'università di Parigi tra il XIII e il XIV secolo. Scritto per non disattendere le aspettative di alcuni colleghi e pensato nell'alveo di discussioni peripatetiche sull'ontologia categoriale, il "De origine" diviene presupposto ineludibile di tutta la riflessione teodoriciana, in virtù dell'innovativa concezione noetica in esso proposta. Coniugando in modo del tutto inedito la tradizione arabo-aristotelica e la tradizione agostiniana, Teodorico attribuisce all'intelletto una funzione costitutiva nei confronti della realtà extramentale, formulando così una teoria di simultaneità delle cause che rende complementari creazione divina, generazione naturale e attività conoscitiva. Rispondendo alle esigenze del dibattito filosofico a lui contemporaneo, la gnoseologia di Teodorico offre suggestioni teoretiche che si estendono ben oltre i confini del Medioevo. Oltre all'inroduzione completano il volume i consueti Apparati (Note alla traduzione, Parole chiave, Bibliografia). Il testo latino a fronte riproduce quello stabilito da L. Sturlesc per l'edizione critica degli scritti di Teodorico di Freiberg contenuta nel "Corpus Philosophorum Teutonicorum Mcdii Aevi."
Trattato sulle virtù. Testo greco a fronte
Giorgio Gemisto Pletone
Libro: Libro in brossura
editore: Bompiani
anno edizione: 2010
pagine: 738
"Si direbbe non mancare altro a Gemisto ad essere uguale ai grandi scrittori greci, di quegli antichi, se non l'essere antico" scriveva Leopardi, lamentandone la sua dimenticanza. Giorgio Gemisto Pletone (1355 ca.-1452) fu una delle figure più prestigiose del crepuscolo di Bisanzio. Consigliere degli ultimi imperatori di Costantinopoli e dei despoti di Morea, a Mistrà, nel Peloponneso, creò un circolo esoterico, sul modello dell'antica Accademia di Platone. Il Rinascimento comincia veramente con Pletone. Durante il Concilio di Firenze del 1439, in un Occidente latino ancora aristotelico le sue conversazioni su Platone e gli antichi saggi ispirarono Cosimo de' Medici come testimonia Ficino - a istituire la celebre Accademia di villa Careggi. Il "Trattato delle virtù" è l'opera che ha conosciuto la maggior diffusione e che ha certamente contribuito in larga parte alla fama del maestro di Mistrà. Con questo trattato l'enigmatico filosofo, avvolto dall'aureola di una misteriosa e arcana dottrina, diffonde pubblicamente le sue teorie morali e politiche per formare prima di tutto nell'uomo opinioni rette e abitudini razionali. Notevole per la saldezza delle analisi e delle definizioni proposte, vi si elabora un sistema completo di virtù principali e subordinate. Al vertice di tutte le virtù è la religione, poiché praticare la virtù è essere simili a Dio per quanto all'uomo è concesso.
Salario, prezzo e profitto. Testo inglese a fronte
Karl Marx
Libro
editore: Bompiani
anno edizione: 2010
Testo inglese a fronte; in appendice la versione tedesca di Eduard Bernstein.
Dell'ente e dell'uno. Testo latino a fronte
Giovanni Pico della Mirandola
Libro: Copertina morbida
editore: Bompiani
anno edizione: 2010
pagine: 498
Il "De Ente et Uno", qui presentato in nuova edizione critica e traduzione, costituisce uno dei vertici della filosofia dell'Umanesimo italiano. In quest'opera, frutto del più "maturo" pensiero di Giovanni Pico della Mirandola, l'enfant prodige del Rinascimento in brevi capitoli di approfondita riflessione teoretica, cesellati con passaggi degni della prosa dei più ispirati mistici, tenta di gettare le basi della conciliazione tra la filosofia di Platone e quella di Aristotele, momento aurorale del suo vagheggiato progetto di riunificazione del sapere universale. Il testo è accompagnato dalla prima traduzione italiana delle obiezioni del filosofo faentino Antonio Cittadini al "De Ente et Uno" e dalle risposte di Giovanni Pico. Il volume è curato da Raphael Ebgi e, per la parte filologica, da Franco Bacchelli. Completano l'opera una prefazione di Marco Bertozzi e una postfazione di Massimo Cacciari.
La dialettica della durata. Testo francese a fronte
Gaston Bachelard
Libro: Copertina rigida
editore: Bompiani
anno edizione: 2010
pagine: 372
La dialettica della durata è stata pubblicata nel 1936, nel pieno del surrazionalismo di Gaston Bachelard (1884-1962), ossia della dottrina epistemologica più spregiudicata e provocatoria del secolo scorso, pure in così piena sintonia con le rivoluzioni relativistica e quantistica della scienza fisica. Lo scritto critica in maniera costruttiva la nozione tradizionale di durata e propone l'originalissima nozione del tempo come scintillanza quantica. Oltre che per la profonda opera di scavo del concetto di durata, per il superamento netto del bergsonismo e per le proposte innovative nella riflessione sulla temporalità, il testo si caratterizza per la lucida prospettazione di una futura disciplina epistemologica: la ritmologia. Uno dei pochi libri filosoficamente decisivi sul problema del tempo.

