Carocci: Ricerche
Hans Kelsen e il problema della democrazia
Raimondo De Capua
Libro
editore: Carocci
anno edizione: 2003
pagine: 110
Questo volume si propone di enucleare il contributo dato da Hans Kelsen alla teoria della democrazia, ripercorrendo, da un lato, le tappe fondamentali del lungo cammino culturale dello studioso praghese e cercando, dall'altro, di evidenziare la portata critica e innovativa dei suoi assunti. Le tesi kelseniane vengono ricondotte alle loro radici storiche nel pensiero occidentale ed esposte in continuo raffronto con le coeve dottrine politiche, affini o antagoniste, con le quali si sono misurate. La ricostruzione d'insieme tiene presente la letteratura critica più autorevole, soprattutto nel quadro della cultura italiana contemporanea, senza mancare di sottolineare l'attualità teorica e pratica delle riflessioni di Kelsen sul problema della democrazia.
Precettistica e pratica di scrittura
Libro
editore: Carocci
anno edizione: 2003
pagine: 160
Il presente volume accoglie interventi di diversi autori che vertono su un tema di ricerca comune: il complesso e fluido rapporto che intercorre fra testi teorici - opere di poetica, retorica e grammatica, dispute ecc. - e manifestazioni letterarie nella Spagna del "Siglo de oro", con una frangia spazio-temporale andina e una sarda. I testi teorici, per loro essenza normativi, prescrivono regole, precetti, codici volti al fine di bene dicere, avvalendosi delle opere letterarie come esempi; le espressioni della letteratura, certamente consapevoli delle norme elaborate e sancite, si realizzano tuttavia secondo un grado di "licenza" variabile rispetto ad esse, e addirittura, talvolta, con uno scarto così elevato da produrre esse stesse nuovi modelli, sollecitando ulteriori considerazioni di ordine teorico e segnando il passaggio ad un altro gusto artistico, a nuovi percorsi di scrittura.
Sapere e potere presso i moderni e presso i greci antichi. Una ricerca per lo studio come se servisse a qualcosa
Andrea Cozzo
Libro
editore: Carocci
anno edizione: 2003
pagine: 306
Cos'è che costituisce, presso i Greci antichi, il sapere? In che modo questo varia nel tempo e si distribuisce in discipline? Quale principio regola l'organizzazione gerarchica di queste ultime? Che ruolo gioca la cultura del libro nell'ordine sociale della Grecia antica? A questi interrogativi risponde Andrea Cozzo prendendo le mosse da una riflessione critica su come oggi viene regolata la trasmissione del sapere nell'attuale organizzazione accademica. L'indagine sulla situazione odierna, ricca di considerazioni critiche in campo storico e storiografico e con particolare riferimento all'antichistica, diventa una preliminare dichiarazione dei presupposti e degli scopi che presiedono allo studio dei testi antichi. L'autore analizza il concetto di formazione in Grecia non solo attraverso la ben nota nozione di paidèia, ma anche attraverso quella di trophè, cioè "allevamento", prendendo inoltre in considerazione il vocabolario e le metafore della trasmissione del sapere, e mettendo in luce l'organizzazione dello spazio e del tempo dell'educazione. Un'attenzione particolare è dedicata, poi, alla figura di Socrate, che sull'insegnamento e sull'apprendimento ha elaborato un pensiero e una pratica radicalmente alternativi non soltanto rispetto all'autoritarismo in vigore ai suoi tempi, ma anche rispetto a quello ben più pericoloso e tecnocraticamente fondato che si prospetta oggi.
Missionario in Cina. La vita e il martirio di padre Ginepro Cocchi
Piero Proietti
Libro
editore: Carocci
anno edizione: 2002
pagine: 156
Il francescano Padre Ginepro Cocchi, al secolo Antonio Cocchi, nato ad Artena (Roma) nel 1908, dal1931 al 1939 è stato missionario in Cina, svolgendo un'infaticabile attività di apostolato ed evangelizzazione proprio in un periodo storico di profonda trasformazione di quel grande paese. E qui, nella provincia dello Shansi, il 6 marzo 1939 padre Ginepro fu ucciso da soldati cinesi. La stampa italiana ed europea e quella cattolica ne riferirono subito la notizia, considerando il sacrificio del predicatore francescano come un martirio. La presente ricerca ripercorre innanzitutto le tappe biografiche di questa figura che oggi riemerge dalla dimenticanza grazie anche all'iniziativa dei confratelli dell'ordine dei frati minori e al processo di beatificazione in corso. Nella seconda parte, la sezione critica, l'autore - che ha potuto usufruire di materiale di prima mano, come lettere ai familiari e ai confratelli, e delle relazioni e dei documenti rientranti negli atti del processo di beatificazione - analizza nel dettaglio la spiritualità e l'operato di Ginepro Cocchi. Nella terza parte, infine, presenta una rassegna documentaria di quanto trattato.
Il Dedalo a Creta di Angelo Sikelianòs
M. Antonietta Sorci
Libro
editore: Carocci
anno edizione: 2002
pagine: 112
Questo volume rappresenta un decisivo contributo agli studi sul teatro di Angelo Sikelianòs (1884-1951), uno dei maggiori esponenti della letteratura greca del Novecento, e riconfigura con la sistematicità dell'indagine filologica l'approccio alla tragedia Dedalo a Creta ponendo le premesse per una più metodica rivalutazione dell'opera drammaturgica dell'autore, spesso oscurata dalla grandezza della sua produzione lirica. La genesi del Dedalo a Creta viene ricostruita ponendo su nuove basi il problema della sua datazione e destinazione e rilevandone gli organici legami con l'opera complessiva del poeta. Di centrale interesse è l'esame dei materiali autografi, in gran parte inediti, tra cui il manoscritto di Egina, che l'autrice ha condotto in archivi e biblioteche ateniesi, pervenendo a riscontri importanti per un'interpretazione contestualmente più ampia della tragedia. Lo studio relativo al mai realizzato progetto di una tragedia dal titolo Dedalo in Sicilia, anch'esso fondato sull'utilizzazione di appunti autografi inediti, consente di seguire con maggiore precisione l'elaborazione poetica del mito di Dedalo nell'opera di Sikelianòs. Di particolare rilievo è l'individuazione delle fonti della tragedia, tra cui il saggio del Glotz La civiltà egea, i cui riflessi testuali e tematici vengono puntualmente analizzati e commentati.
Nietzsche e l'aurora della misura
Benedetta Giovanola
Libro
editore: Carocci
anno edizione: 2002
pagine: 244
Muovendo dal confronto serrato con le letture novecentesche più significative del pensiero nietzscheano, il volume si inserisce a pieno diritto nella Nietzsche-Forschung contemporanea e però riesce a far valere un punto di vista finora scarsamente considerato, quando non addirittura ignorato: il tema della misura, che affiora dall'analisi pregnante di categorie ad esso correlate ma anche opposte, prime tra tutte quelle di "eccedenza" ed "eccesso", e può essere evidenziato in nuce persino nelle interpretazioni che apparentemente si sono mosse in tutt'altra direzione. Dopo una prima parte volta appunto a situare la riflessione nel più ampio contesto della "storia degli effetti" cui l'opera di Nietzsche ha dato vita, l'autrice offre una capillare ricerca della misura nel labirinto del suo pensiero. Ne scaturisce la ridefinizione di un equilibrato rapporto tra la teoria e la prassi nel rilievo della centralità dell'individuo, chiamato all'esercizio di una micropotenza esistenziale secondo lo stile di una nuova saggezza della misura. Sulla scorta di queste acquisizioni l'ultima parte del volume mostra la fecondità del paradigma della misura nella rivisitazione delle tesi portanti della filosofia nietzscheana, esplorate in una chiave inedita alla luce di ambiti macroconcettuali tra loro dinamicamente connessi.
Il cavaliere immaginale. Saggi su Giorgio Manganelli
Marco Paolone
Libro
editore: Carocci
anno edizione: 2002
pagine: 144
Il cavaliere immaginale analizza l'opera e l'immaginario di Giorgio Manganelli in chiave junghiana, dimostrando come i testi dello scrittore siano intrisi di motivi psicoanalitici che agiscono non solo a livello tematico ma anche sotto il profilo formale. In questo viaggio attraverso il corpus manganelliano vengono portate alla luce le suggestioni esercitate su di esso sia da Jung sia dai suoi più o meno ortodossi seguaci, da Bernhard a Neumann e soprattutto a Hillman. Ma nel corso del lavoro lo scandaglio critico si amplia, per cui l'interpretazione, sebbene sempre fedele ai presupposti junghiani, viene dialogizzata attraverso il ricorso ad ambiti speculativi diversi e a strumenti esegetici mutuati da autori come Benjamin e Celati, Tagliaferri e Girard, Agamben e Grunberger. Ne risulta una lettura del macrotesto manganelliano che illustra l'intrecciarsi e il divenire dei temi e delle forme con particolare attenzione al loro dispiegarsi in senso diacronico e soprattutto alla funzione strutturante del pensiero di matrice junghiana.
Lo sguardo dell'essere. Con Heidegger e Wittgenstein sulle tracce del guardare attraverso
Leonardo V. Distaso
Libro
editore: Carocci
anno edizione: 2002
pagine: 144
I conti dell'impero britannico. La dimensione quantitativa degli investimenti internazionali dal 1799 al 1914
Mario Tiberi
Libro
editore: Carocci
anno edizione: 2002
pagine: 224
La centralità dell'economia della Gran Bretagna nel sistema economico internazionale del secolo antecedente la Prima guerra mondiale si è manifestata attraverso il livello e la dinamica di numerose grandezze, sulle quali si è focalizzato l'interesse degli studiosi. Dopo aver dedicato precedenti monografie alla bilancia commerciale e alle partite invisibili, l'autore ha qui voluto soffermarsi sui movimenti di capitale, cioè su quella parte della bilancia dei pagamenti che esprime in modo più significativo la capacità di espansione all'estero delle risorse produttive e finanziarie di un paese. La difficoltà principale dell'indagine deriva dalla scarsa documentazione sui fatti economici del periodo storico in oggetto, che si è cercato di ricostruire mediante varie stime. In particolare, per quanto riguarda gli investimenti diretti e di portafoglio, l'autore sottopone al vaglio critico quelle valutazioni che, con metodi diversi, sono state elaborate dagli economisti sia dell'epoca sia contemporanei. Il libro contiene un'inedita panoramica dei risultati raggiunti e della loro attendibilità, fornendo un valido aiuto a chi desideri comprendere meglio la realtà della cosiddetta "pax britannica?, retta allora prevalentemente dalle regole del libero scambio e del gold standard: una fase storica considerata da molti la prima esperienza di globalizzazione capitalistica. In questo senso, il libro si propone come lettura utile anche a tutti coloro che si pongono oggi degli interrogativi sulla possibile evoluzione dell'economia mondiale.
La partecipazione politica in Italia. Impegno politico e azione negli anni Ottanta e Novanta
Andrea Millefiorini
Libro
editore: Carocci
anno edizione: 2002
pagine: 240
Queste pagine costituiscono una proposta di ricostruzione, in chiave storico-sociologica, delle dinamiche partecipative in Italia dalla fine degli anni Settanta del Novecento ad oggi, con ampi e ripetuti riferimenti alla stagione movimentistica "classica" degli anni Sessanta e Settanta, e alla nuova fase apertasi con il movimento antiglobalizzazione. La ricerca offre delle risposte alle questioni più diffuse nel dibattito attuale sulla partecipazione politica (la crisi delle strutture organizzative dei partiti e il tramonto delle ideologie hanno determinato anche una crisi irreversibile della motivazione alla partecipazione nei partiti (perché nasce un movimento? perché esso si estingue?) ed affronta un'ampia gamma di temi connessi (il ritorno al privato negli anni Ottanta, il calo della partecipazione nei partiti e la tendenziale ripresa - anche se non ai livelli degli anni Settanta - della partecipazione nei movimenti, lo sviluppo dell'associazionismo). L'autore si sofferma infine sull'emergere di nuove forme di disuguaglianze politiche e cerca di capire se la crisi di partecipazione nei partiti tradizionali non rischi di innescare anche processi di crescita delle disuguaglianze politiche.
Per la difesa della cultura. Scrittori a Parigi nel 1935
Libro
editore: Carocci
anno edizione: 2002
pagine: 256
Tra il 21 e il 25 giugno 1935 si tenne a Parigi il 'Congrès international des écrivains pour la défense de la culture', promosso da un gruppo di scrittori francesi antifascisti di varie tendenze politiche con la collaborazione di scrittori tedeschi in esilio, oltre che di intellettuali sovietici. Vi parteciparono 230 delegati di 38 paesi, tra cui Aragon, Babel', Barbusse, Benda, E. Bloch, Brecht, Breton, Erenburg, Feuchtwanger,Forster, Gide, Huxley, Malraux, Klaus e Heinrich Mann, Mounier, Musil, Nizan, Pasternak, Romain Rolland,Salvemini, Anna Seghers, Tzara. Fu un evento di grande portata simbolica, anche per le divergenze e incomprensioni che ne segnarono i preparativi e lo svolgimento. Il presente volume raccoglie contributi di diversi studiosi sulle questioni più controverse del Congresso: la sua collocazione nella fase di gestazione del Fronte popolare, i rapporti con il movimento comunista internazionale e con il Partito comunista francese, gli atteggiamenti nei confronti dell'Unione Sovietica, il contributo degli esuli tedeschi e della stampa clandestina, le dinamiche interne, la varietà di voci e di stili, le retoriche, la ricezione sulla stampa francese del tempo. Ne nasce una nuova, più complessa lettura del Congresso che, approfondendone il contesto, tiene conto degli esiti e degli sviluppi successivi; una lettura fondata per la prima volta sulla conoscenza diretta di tutti i discorsi pronunciati dagli scrittori.
Pensare all'antica. A chi servono i filosofi?
Libro
editore: Carocci
anno edizione: 2002
pagine: 160
Prendendo le mosse dallo stretto legame che nel mondo antico c'era tra pensiero filosofico, pratica di vita e comunità politica, il volume si pone la domanda se sia possibile ricostruire questo stretto nesso, facendo sì che, in qualche modo, pensare all'antica possa consentire all'uomo dei nostri giorni di riflettere anche sul suo ruolo nello spazio comunitario. Muovendo dalla considerazione che la filosofia antica è oggetto di una disciplina universitaria e che dunque contenuti e metodi sono veicolati dal sistema accademico, diversi studiosi si interrogano sui modi attraverso cui le strutture didattiche condizionano l'attuale maniera di 'fare filosofia antica', e nei contenuti le modalità della didattica universitaria, lo studio del pensiero antico possa riacquistare senso nella vita quotidiana.

