Andrea Livi Editore
Li rendocchi de la Torretta. Poesie in dialetto fermano
Alessio Colarizi Graziani
Libro: Libro in brossura
editore: Andrea Livi Editore
anno edizione: 2020
pagine: 144
Raccolta di poesie in dialetto del Fermano, con l'aggiunta di un'appendice di versi in lingua italiana, ma sempre di ambientazione fermana. Con note e traduzione in italiano.
Forma Urbis Firmi. Regola e ornato dagli Statuti comunali alla Commissione edilizia
Keoma Ambrogio
Libro: Libro in brossura
editore: Andrea Livi Editore
anno edizione: 2020
pagine: 290
La Forma Urbis rappresenta l'astrazione grafica della proprietà edilizia e della conformazione della città, tanto da essere considerata dagli storici una "pietrificazione" del catasto vigente all'epoca di Settimio Severo, conservato probabilmente nelle sale interne del tempio stesso. Lo studio, nel suo complesso, affronta il tema della trasformazione edilizia, attraverso la comprensione degli strumenti e delle attitudini in uso per la gestione dei lavori di trasformazione architettonica.
Le ricette di Lidia Urbani tra Ancona e Fiume. Un contributo alla storia della gastronomia italiana
Cesare Baroni Urbani
Libro: Libro in brossura
editore: Andrea Livi Editore
anno edizione: 2020
pagine: 280
Tutte le ricette qui riportate provengono da quaderni in cui Lidia Urbani annotava ricette ricevute perlopiù da parenti e conoscenti nelle occasioni più disparate. Molte ricette sono accompagnate dal nome della persona dalla quale e/o del luogo in cui la zia le ha ricevute. Queste informazioni sono state regolarmente ricopiate in questa raccolta. In mancanza delle località come Ancona, (che comprende tanto le conoscenze anconetane che quelle di Sirolo) e Fiume, il nome della persona all'origine della ricetta, che spesso ricordo di aver conosciuto nella mia infanzia o di averne sentito parlare dalla zia, mi ha egualmente permesso di localizzare la provenienza di molte ricette.
Il vescovo e gli inquisitori. La corrispondenza tra la congregazione del Sant'Ufficio e i vescovi di Osimo (1593-1773)
Libro: Libro in brossura
editore: Andrea Livi Editore
anno edizione: 2020
pagine: 112
Auspicata nel corso del Novecento da molti storici, laici e cattolici, l'apertura degli archivi centrali del Sant'Uffizio romano - voluta da Giovanni Paolo II in vista del Giubileo del 2000 e disposta dalla Congregazione per la dottrina della fede, allora presieduta da Joseph Ratzinger, nel 1998 - ha contribuito a incrementare in misura considerevole gli studi dedicati al funzionamento della corte cardinalizia del Sant'Uffizio e quelli sul controllo della stampa (imprimatur, commercio dei libri, censura, stesura degli indici, espurgazione, auto-emendazione, permessi di lettura). In epoca moderna la diocesi di Osimo fu retta spesso da porporati che furono membri delle due Congregazioni deputate a contrastare l'eresia. Vengono qui presentate le lettere più significative della corrispondenza tra la Congregazione del Sant'Ufficio di Roma ed i Vescovi di Osimo presenti nell'Archivio Storico diocesano di Osimo. Le lettere sono ordinate in ordine cronologico e non secondo la sistemazione archivistica, essendo i documenti divisi tra cartelle eterogenee. Le trascrizioni sono state effettuate seguendo la grafia originale. È stata modernizzata la punteggiatura per facilitare la lettura.
Porto San Giorgio un castello sul mare
Maurizio Mattioli, Mario Cignoni
Libro: Libro in brossura
editore: Andrea Livi Editore
anno edizione: 2020
pagine: 192
Porto San Giorgio, geograficamente, era il presidio marittimo della città di Fermo, punto di contatto con il mondo esterno, con popolazioni, usi e costumi lontani, e se ne vuole restituire un quadro d'insieme più realistico, che non sia la leggenda dei marinai miracolati in viaggio da Chioggia ed approdati su queste sponde o l'intervento diretto del protettore San Giorgio. Lo scopo principale resta quindi il tentativo di dare un fondamento storico-scientifico alle origini del paese ed alla sua struttura urbana, andando oltre la gradevole trasposizione iconografica frutto dell'intuito del pittore sangiorgese Sigismondo Nardi e delle indicazioni di suo zio, lo storico locale Francesco Amici. Una delle difficoltà maggiori che si incontrano nel dare risposte serie ai quesiti che via via si pongono dinanzi allo studioso come al curioso, è quella della datazione delle vestigia architettoniche. Infatti la tentazione ricorrente è quella di considerare coevo ogni manufatto o mattone che si ha ancora l'avventura - sempre più rara - di incontrare. Il prodotto di tale errata semplificazione a sua volta produce confusione ed errori.
Marca/Marche. Rivista di storia regionale. Volume Vol. 14
Libro: Libro in brossura
editore: Andrea Livi Editore
anno edizione: 2020
pagine: 448
Questo numero di «Marca/Marche» nasce in un brutto periodo della storia italiana, segnato da una pandemia che ha colto il mondo di sorpresa; per meglio dire, ha colto di sorpresa tutti coloro che pensano alla storia come qualcosa che ti fa stagnare nel passato, mentre al contrario dovresti guardare avanti con positività. Invece la storia è la memoria di ciò che è accaduto e che ancora può accadere, come abbiamo dolorosamente toccato con mano. Bloccati nelle loro case, gli autori hanno lavorato alla costruzione di un volume dedicato all'archeologia medievale, una disciplina che nelle Marche non ha una grande tradizione, anche perché le preferenze di molti, forse troppi, vanno all'archeologia classica o pre-classica, a dispetto del fatto che i tratti più peculiari del nostro paesaggio sono quelli sedimentatisi dal Medioevo in poi: castelli, borghi murati, chiese, abbazie e perfino le forme dei parcellari rurali nelle zone più interne.
«Suo affezionatissimo figlio» Lettere di Alessandro Maggiori al padre (1785-1823)
Marilena Sparapani
Libro: Libro in brossura
editore: Andrea Livi Editore
anno edizione: 2020
pagine: 544
La raccolta di manoscritti autografi del conte Alessandro Maggiori è costituita da oltre 400 lettere, disegni, poesie e documenti vari del periodo che va dal 1785 al 1823. Alcuni brani dei manoscritti, conservati presso la Biblioteca Comunale dell'Archiginnasio di Bologna, sono stati pubblicati negli ultimi anni per studi su temi specifici. Il presente lavoro di trascrizione ha riguardato tuttavia la totalità dei documenti, compresi quelli finora inediti conservati presso la Biblioteca Civica «Romolo Spezioli» di Fermo e la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze. L'epistolario contiene le lettere indirizzate da Alessandro al padre Annibale Maggiori Guerrieri (1731-1809) e alla sua famiglia.
Teresa Gheis. Una cantante lirica ritrovata
Maria Rosaria Corchia
Libro: Libro in brossura
editore: Andrea Livi Editore
anno edizione: 2020
pagine: 152
Il nome di Teresa Gheis non figura in nessuno dei principali dizionari biografici di musica. È assente nel Grove Dictionary of Music and Musicians, così come non trova riscontro nel Musik in Geschichte und Gegenwart, nel Dizionario Enciclopedico della Musica e dei Musicisti, nel Dizionario universale dei musicisti di Carlo Schmidt e nei Cantanti celebri di Gino Monaldi. Fatto ancor più strano, nemmeno Giuseppe Radiciotti (1858-1931), fonte obbligata per lo studio della musica nelle Marche, la menziona tra gli artisti di canto nel suo monumentale progetto di dizionario bio-bibliografico dedicato ai musicisti nati nella sua regione. Perfetta, illustre sconosciuta, Teresa Gheis è scomparsa dagli annali della scena lirica. Eppure, la storia di questa cantante con voce di mezzosoprano, nata nella città di Fermo il 5 novembre 1859, meriterebbe un'attenzione ben maggiore. Innanzitutto perché fu protagonista di una carriera lunga e felice, che, seppur fatta prevalentemente di apparizioni e performance svolte nel contesto di teatri di provincia e di non primissimo piano, è stata costellata di successi trionfali. Le cronache ci tramandano l'immagine di un'artista fortemente espressiva, dotata di una voce limpida e robusta, supportata da un «ottimo metodo di canto», a suo agio nell'espressione lirica e in quella declamata e capace di una potente carica drammatica; offrono poi testimonianza di una carriera professionale costruita gradualmente, di teatro in teatro, ma caratterizzata da una progressiva e inesorabile ascesa, cui forse è mancato solamente un lieto fine, quel coronamento speciale che per i cantanti lirici dell'Ottocento e oltre significa potersi esibirsi sui palcoscenici della Scala di Milano, della Fenice di Venezia, del San Carlo di Napoli. La Gheis, questa soddisfazione non se la poté togliere mai, ma non per mancanza di mezzi o di talento: forse, come vedremo, solamente per sfortuna.
L'urgenza di una ecologia integrale per la salvaguardia del creato e per la promozione umana
Libro: Copertina morbida
editore: Andrea Livi Editore
anno edizione: 2020
pagine: 164
Atti del Convegno «dalla terra e dal lavoro dell'uomo» del 6 ottobre 2019.
L'astronomia nelle Marche. Dizionario di astronomi, astrofisici, astrofili, astrologi, gnomonisti, fisici, matematici, cronografi, cosmografi
Massimo Morroni
Libro: Copertina morbida
editore: Andrea Livi Editore
anno edizione: 2019
pagine: 288
Numerosi sono stati i personaggi che, nella nostra regione, si sono occupati a diverso titolo di osservare e studiare il cielo. Fin dall'antichità si sono avuti non solo astronomi e astrologi, ma anche cosmografi, gnomonisti, cronografi, fisici, matematici e semplici astrofili che hanno lasciato traccia concreta del loro interesse. Questo dizionario li ripercorre, in ordine cronologico, ricostruendone gli interessi e i lavori e illustrando il contenuto delle loro opere. Per ogni secolo si ha un'introduzione che verte sullo stato delle conoscenze astronomiche di quel periodo. Poi, all'interno di ognuna di queste sezioni, sono contenute delle schede particolari che illustrano in maniera analitica alcuni aspetti maggiormente rilevanti. Per l'antichità si conosce solamente il nome di Lucio Tarunzio di Fermo, vissuto nel I secolo a.C., amico di Cicerone. Poi la storia tace fino al XIII secolo, quando riprende con un fabrianese, Leonardo Venimbeni, ed il celebre Cecco d'Ascoli che, per le sue convinzioni eterodosse, fu arso vivo nel 1327. Seguono diversi personaggi minori e, a cavallo tra Quattrocento e Cinquecento, iniziano i nomi più rilevanti col pesarese Camillo Leonardi, Paolo di Middelburg, olandese, ma stabilitosi nell'Urbinate, e alcuni umanisti. Con Federico Comandino (1509-1575) si ebbe l'inizio della tradizione scientifica urbinate; egli fu maestro di Guidubaldo del Monte, matematico e meccanico, e di Bernardino Baldi, uno dei primi storici della scienza.
San Ginesio, terra di cantori. Ricerche d'archivio nella patria di Giulio Bonagiunta. Volume 1
Paolo Paoloni
Libro
editore: Andrea Livi Editore
anno edizione: 2019
pagine: 352
Lo scopo del presente scritto è quello di restituire alla storia i nomi di circa venticinque cantori per lo più nati e vissuti a San Ginesio nell'arco di tre secoli, dalla metà del XVI alla metà del XIX. Diversi tra di loro sono noti ai soli musicologi e, con l'eccezione di Giulio Bonagiunta, risulteranno pressoché sconosciuti ai loro concittadini. Eppure l'elenco contempla musici che hanno prestato servizio in prestigiose cappelle musicali come la Giulia e la Sistina a Roma, o la Marciana a Venezia, cantanti che hanno calcato le scene dei teatri di Roma, Venezia, Firenze e, addirittura, Londra. Di alcuni si ignorava del tutto l'origine sanginesina, di altri essa è stata definitivamente accertata attraverso prove irrefragabili. Le fonti d'archivio, pur di varia e difforme natura, hanno offerto una buona messe di notizie utili per ricostruire una vera e propria storia della musica in San Ginesio. Si è proceduto quindi attraverso la redazione di singole schede biografiche dei cantori, disposte in rigoroso criterio cronologico, entro le quali si è cercato di delineare i tratti essenziali delle loro carriere artistiche, ma anche dei tempi e dei luoghi in cui sono vissuti e hanno operato. Data l'ampiezza cronologica dello studio, esso è stato suddiviso in due volumi, il primo dei quali si occupa del XVI secolo nella sua interezza; il secondo, invece, dei secoli XVII-XIX.
La villa Bonaparte a Porto San Giorgio. I disegni di Ireneo Aleandri
Fabio Mariano
Libro: Libro in brossura
editore: Andrea Livi Editore
anno edizione: 2019
pagine: 64
L'occasione del restauro del fondo dei disegni di proprietà della benemerita Società Operaia "Giuseppe Garibaldi" di Porto San Giorgio, sovvenzionato dalla Regione Marche, ha ricollocato sotto i riflettori uno dei segni territoriali più originali dal lascito d ella pur breve ma incisiva dominazione in terra marchigiana. Incisiva soprattutto per le illuminate novità indotte nella sonnolenta gestione amministrativa dello Stato pontificio, riforme che prolungheranno i loro effetti razionalizzanti ben all'interno della Restaurazione; riforme che - vogliamo osservare - furono ampiamente ripagate con le vaste razzie di opere d'arte perpetrate dai francesi sui patrimoni ecclesiastici e patriziali, che presero la via su centinaia di carri verso Milano e Parigi, e solo in parte recuperati. La frequentazione del regale esule Girolamo Bonaparte a Fermo ed al suo Porto ospite del deferente patriziato locale e l'innamoramento della moglie Caterina per le bellezze naturali e paesaggistiche dei luoghi: "…Il paese è un incanto…", determinarono la decisione di edificare qui la sua Ville de Plaisir nelle Marche. Un occasionale monumento, seppur poco vissuto, che venne a rappresentare uno scampolo di vita privata parigina nel Piceno, progettato da un architetto come Ireneo Aleandri che certamente accolse le indicazioni ed i desiderata del napoleonide, producendo un unicum architetto - nico che ben venne ad inserirsi in quell'originale tassello della storia dell'architettura che a suo tempo individuammo e descrivemmo partendo proprio dall'opera dell'architetto settempedano e che definimmo l'Architettura del Purismo nello Stato pontificio. La pubblicazione integrale del fondo grafico, illustrata in una nitida veste editoriale, auspichiamo permetterà una lettura più puntuale del monumento, del suo complesso inserimento fra le preesistenze secolari del luogo, delle scelte costruttive e distributive, del gusto del vivere di un'epoca, aggiungendo un ulteriore tassello alla storia dell'Architettura nelle Marche.

