Bepress
La pellicola va nella plastica. Ovvvero come smaltire il cinema spazzatura. Enciclopedia breve del cinema freak, trash, bizzarro, exploitation
Alberto Genovese
Libro: Libro in brossura
editore: Bepress
anno edizione: 2021
pagine: 574
«Il mondo del cinema è un universo variegato, composto da molteplici generi e diversi livelli di produzione, sia in termini di qualità e quantità. Ai piani più bassi della catena evolutiva cinematografica esiste un cinema povero, smaccatamente perverso e inconsapevole della sua bruttezza, il cosiddetto cinema spazzatura, che naviga impertinente nei generi, inconsapevole di aver prodotto migliaia di pellicole ancor oggi mai smaltite. Spaziando dal finto bondage della saga di Olga fino agli orrori di cartapesta di Roger Corman, passando per le giunoniche forme delle protagoniste dei film di Russ Meyer ai ridicoli polpettoni in costume di Andy Milligan fino all'irriverente cattivo gusto di John Waters, il cinema spazzatura, per quasi un secolo, ha inquinato mari e monti ma soprattutto le sale cinematografiche. Con questo libro si tenta di mettere ordine in questo mondo valutando il miglior modo di smaltirne i generi all'interno di una raccolta differenziata di film tra i più brutti che siano mai stati realizzati affinché anche loro abbiano finalmente una giusta collocazione e magari (perché no?) una doverosa rivalutazione in un futuro più o meno lontano...» (Dalla Prefazione di Manuel "Bloodbuster" Cavenaghi)
Non abbassare la guardia mai. Manfredonia la catastrofe continuata
Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio
editore: Bepress
anno edizione: 2020
pagine: 109
Manfredonia è la “Seveso del Sud” anche se non riconosciuta. Il momento (1976) e il modo (esplosione con rilascio di tonnellate di arsenico) le accomunano. Le immagini, le testimonianze dei cittadini e degli ex operai, le iniziative dei comitati, gli studi epidemiologici e sociali ne fanno una catastrofe continuata, una ferita ancora aperta sulla carne delle popolazioni ma in un percorso di riscatto di cui il docufilm e il libro ne portano l’evidenza. Una storia, molto simile a quella dell’ILVA di Taranto, che passa dalle politiche della “industrializzazione” ad ogni costo del Mezzogiorno, creano momentaneo reddito sacrificando l’ambiente e la salute, lasciando un deserto contaminato e senza prospettive se non quello “autoprodotto” dall’iniziativa locale. Massimiliano Mazzotta ci racconta questa storia in un film in cui viene data voce ai soggetti dell’esperienza, senza deleghe, a contraltare della “ricerca partecipata” condotta da epidemiologi e popolazione. Emilio Gianicolo racconta il calvario dei lavoratori esposti alle sostanze tossiche, prima, durante e dopo il crimine ambientale del 29.09.1976. Mandati allo sbaraglio per una bonifica approssimativa che non si è ancora conclusa. Solo l’epidemiologia, nei suoi numeri, ha tentato di dare anche un nome, una conferma dei nomi, degli ammalati e dei deceduti. Maurizio Portaluri ci porta nelle stanze dei Tribunali dove quelle sofferenze e il disastro ambientale non vengono riconosciuti nonostante gli sforzi dell’ “epidemiologo scalzo” Nicola Lovecchio che, meglio della scienza ufficiale, ha saputo raccogliere le storie e indirizzare gli accertamenti verso la verità storica. Marco Caldiroli, nel ripercorrere alcune relazioni di parte civile nel processo mostra la prevedibilità degli eventi che hanno portato al disastro e il ruolo dei “tecnici” di parte della difesa che negano l’evidenza e dichiarano “tollerabile” l’esposizione altrui (e quindi accettabili le conseguenze nel momento stesso in cui ne negano l’esistenza). Rosa Porcu, al contrario, ci ricorda il ruolo delle popolazioni ed in particolare delle donne autoorganizzate che, in un percorso di costruzione di scienza popolare, mettono in discussione i processi produttivi inquinanti come le proposte, successive al disastro ambientale del 1976, per ulteriori impianti ad elevato impatto. Una riappropriazione del sé non facile, che produce contrasti nella collettività locale, ma che costituisce il momento, anch’esso “continuato”, di coscienza nella conoscenza. E sono le realtà dello “Spazio Popolare Autogestito” ed il “Collettivo InApnea” che, nel collaborare al docufilm raccolgono il testimone lasciato da Nicola Lovecchio per non smettere di chiedere giustizia. Il libro si chiude con le biografie di Nicola Lovecchio (Manfredonia), Luigi Mara (Medicina Democratica), Gabriele Bortolozzo (Porto Marghera), Luigi Caretto (Brindisi) ovvero coloro che, con la schiena dritta, combatterono contro i distruttori di vita e ambiente.
Il calcio è del popolo. Geografia del calcio popolare in Italia
Davide Ravan
Libro: Libro in brossura
editore: Bepress
anno edizione: 2019
pagine: 256
Ad un primo sguardo potrebbe sembrare che il calcio di oggi sia solo tv, giornali di gossip, "bombe?' e ragazzini forgiati dal mito del campione sin dagli anni della scuola calcio. Tutto ciò è dovuto ad un giornalismo sportivo (per fortuna non tutto) più interessato ai profili social dei giocatori che ai loro numeri in campo e ad un proliferare sul web di pagine dedicate al machismo, dove le WAGS sono un oggetto di proprietà dell'attaccante di turno e più si è fieri della propria ignoranza e più si viene idolatrati. Per fortuna però il calcio non è solo questo. Il calcio è passione, sudore, campi di terra battuta, spalti minuscoli e riappropriazione dal basso. In quattro parole: il calcio è popolare. In questi anni nel Bel Paese sempre più realtà, da Nord a Sud, sono nate rifacendosi all'idea del calcio popolare. C'è chi, stufo del calcio moderno, ha deciso di fondare una nuova squadra e di gestirla in maniera trasversale con l'azionariato popolare. Chi invece, partendo dalle lotte politiche nelle strade e nei quartieri, ha visto nel calcio un naturale megafono dei valori e delle idee che si professano ogni giorno nelle manifestazioni e nei centri sociali. E ancora chi ha deciso di dare una possibilità ai rifugiati ed ai migranti giunti in Italia dando loro un pallone da calciare per fargli scordare per un paio d'ore le difficoltà della vita di tutti i giorni. In questo libro Davide Ravan ha intervistato più di venti società di calcio popolare, cercando di scovare le motivazioni di questa loro scelta, le difficoltà incontrate e le soddisfazioni ottenute. Il tutto raccontato dalla viva voce dei protagonisti. Chi meglio di chi lo vive tutti i giorni può spiegarci cos'è davvero il calcio popolare? In appendice un focus sul calcio popolare in alcune realtà tedesche (Sankt Pauli e Babelsberg), inglesi (F.C. United of Manchester) e rumene (Petrolul Ploiesti) curate rispettivamente da Nicolò Rondinelli, dall'autore del libro stesso, da Damiano Benzoni e Gianni Galleri. Il libro è arricchito da una prefazione di Andrea Ferreri, studioso di calcio e sottoculture giovanili.
Fenomenologia del calcio moderno
Romano Lupi
Libro: Libro in brossura
editore: Bepress
anno edizione: 2018
pagine: 100
«Non ne possiamo più delle divise blu, no al calcio moderno, no alla pay tv», «Contro il calcio moderno» oppure «Fuck modern football» sono soltanto alcune delle espressioni rituali più comuni che si sentono o si leggono nelle curve, italiane ed europee. Ma che cos’è veramente il “calcio moderno”? Molti ne parlano ma pochi riescono a definirlo con precisione, a delimitarne i contorni, a stabilirne l’essenza. La maggioranza non riesce ad andare oltre slogan e frasi fatte, abbandonandosi alla nostalgia dei bei tempi andati e di un gioco che non c’è più. In questo lavoro Romano Lupi, lasciandosi alle spalle tutta quella retorica nostalgica di chi generalmente critica questa degenerazione del football, cerca di definirlo con precisione, individuandone la nascita e le figure fondamentali che hanno contribuito a farlo sorgere, crescere e consolidare, delineandone così la fenomenologia. Esploso con l’avvento della globalizzazione il “calcio moderno” si è sempre più sviluppato come uno degli ultimi stadi di quella che Guy Debord, esattamente cinquant’anni fa, ha definito la “società dello spettacolo”.
Post scarcity anarchism. L'anarchia nell'età dell'abbondanza
Murray Bookchin
Libro: Libro in brossura
editore: Bepress
anno edizione: 2017
pagine: 246
"Post Scarcity Anarchism" è composto da una serie di saggi, in cui Murray Bookchin focalizza l'attenzione sulle possibilità di una società non gerarchica, ecologica e anticapitalista, che possa soddisfare equamente i bisogni umani. Sostiene infatti, che la società post-industriale, attraverso l'uso della tecnologia, avrebbe la possibilità di evolversi in forme di auto-amministrazione. Per l'autore il progresso tecnologico: quando la tecnologia viene utilizzata in modo ecologicamente sensibile, ha un potenziale rivoluzionario che può liberare la società dallo sfruttamento capitalistico. Tuttavia, Bookchin crede anche che queste potenzialità siano già abbondantemente sfruttate da quest'ultimo, a scapito delle esigenze dell'uomo e della sostenibilità ecologica, per tanto, è sempre più necessario farne un uso consapevole e critico. "Che la libertà debba essere concepita in termini umani, non animali - in termini di vita, non di sopravvivenza - è abbastanza chiaro. L'uomo non si libera dalle catene della schiavitù e non acquista una dimensione veramente umana semplicemente scrollandosi di dosso la dominazione sociale e conquistando una libertà astratta. Deve conquistare una libertà concreta: libertà dai bisogni materiali, dalla schiavitù del lavoro, dalla necessità di dedicare la maggior parte del proprio tempo - cioè, della propria vita - alla lotta per la sopravvivenza".
Costruire evasioni. Sguardi e sapere contro il diritto penale del nemico
Prison Break Project
Libro: Libro in brossura
editore: Bepress
anno edizione: 2017
pagine: 277
"In Italia, dal 2001 in poi, la repressione rivolta ai movimenti sociali ha visto una forte accelerazione. Il fenomeno non è solo materia di tribunali, ma anche di politici e media. È tuttavia necessario considerare anche il piano giuridico, esaminando le evoluzioni dei dispositivi più usati contro le lotte sociali. Il testo si confronta con alcune inchieste giudiziarie e con le eterogenee pratiche di lotta e resistenza messe in atto dai movimenti. Non ci troviamo in una situazione di emergenza democratica: la guerra senza quartiere al "nemico pubblico" è la regola di qualsiasi governo. Per questo preferiamo parlare di diritto penale del nemico. Dal basso e dal ventre dei movimenti, non vogliamo dettare la linea, ma contribuire a inceppare il meccanismo repressivo."
Ufficio sinistri. Il buco nero in cui è scomparsa la sinistra
Roberto Vallepiano
Libro: Libro in brossura
editore: Bepress
anno edizione: 2017
pagine: 196
In questo libro la protagonista è una sinistra più aggettivo qualificativo che soggetto. L'autore immagina le pagine come una piccola cassetta degli attrezzi, una bussola per orientarsi nel mare in burrasca di questo terremotato presente, uno strumento per interrogarsi sul livello di deprivazione emotiva che la nostra società ha raggiunto. Sulle dimensioni del deserto interiore che ci circonda. Il genere dell'opera è un saggio di analisi politica e di controinformazione. Lo spazio e il tempo dell'azione sono incentrati all'attualità del nostro paese, ma si dilatano a livello temporale dalla Rivoluzione Francese, al Socialismo del 21° Secolo che caratterizza i paesi dell'ALBA e spazia dall'Europa all'America Latina con frequenti incursioni nel medioriente, nel mondo arabo e nelle altre zone calde di cui quotidianamente ci parla la cronaca geopolitica. I suoi capitoli rappresentano una foto di gruppo dissacrante e irriverente di una fetta consistente del nuovo potere italiano. Questo libro parla della sinistra e lo fa senza peli sulla lingua, ne narra i ripetuti tradimenti, la viltà, il sistematico opportunismo dei suoi dirigenti ed autoproclamati leader. Dunque la peculiarità di questo saggio è che la sinistra diviene al tempo stesso la protagonista e l'antagonista di se stessa. Lo stile è asciutto ma evocativo. Il tempo verbale al presente, con alcuni salti temporali nel passato prossimo e remoto, aiuta l'autore a raccontare gli eventi in modo lineare e con una struttura colloquiale, senza ricercatezze superflue. La narrazione è immediata e il linguaggio diretto e comunicativo.
L'altra storia della Lega. I percorsi segreti del federalismo in Italia dal dopoguerra ad oggi
Fabio Zanello
Libro: Libro in brossura
editore: Bepress
anno edizione: 2016
pagine: 280
Ancora negli ultimi giorni del conflitto, e a un passo dalla vittoria, le forze alleate si impegnano in Italia, da nord a sud, in un mirato sostegno a istanze separatiste ai fini del contenimento delle sinistre. Affidata ad un esordiente Eugenio Cefis, e ad un ancor più giovane Gianfranco Miglio, questa strategia finisce per incrociarsi con un complesso apparato di istituti culturali federalisti, emanazione della CIA, che gli anglo-americani impongono sul continente, al fine di controllarne il futuro geopolitico. Via via che il verbo etnico e identitario si fa paradigma di questi movimenti, il federalismo diventa in Italia il laboratorio di una trama sottile volta a creare un'ulteriore opzione alla deriva a sinistra del Paese: quella della sua disgregazione in macro-regioni distinte per criteri etnici da sottrarre a uno Stato centrale, una volta caduto sotto il governo del PCI. Le ombre dei servizi, delle logge e dell'eversione nera entrano così in scena, senza esclusione di morti eccellenti quanto ambigue, fino al frutto di questo progetto politico e al suo leader, la Lega di Umberto Bossi. Di qui sono le maglie della P2 a raffinare il progetto e poi, mentre Tangentopoli dissolve l'equilibrio politico della Penisola, Licio Gelli in persona a siglare, fuori dai clamori, l'intesa con una pletora di formazioni autonomiste innescate a sud dalla mafia. Un percorso destinato a mutare solo quando, a sorpresa, Silvio Berlusconi irrompe sulla scena, dirottando nel suo nuovo partito quelle medesime forze intese a impedire l'accesso dei comunisti al potere.
Di contrabbando
Ennio Ciotta
Libro: Libro in brossura
editore: Bepress
anno edizione: 2016
pagine: 970
Di contrabbando come le casse di sigarette che corrono veloci stipate negli scafi che solcano il mare in tempesta, nei cofani delle auto blindate in colonna verso un traguardo invisibile agli occhi, per poi essere vendute agli angoli delle strade nella fitta rete del lavoro clandestino che sfama centinaia di famiglie. Casse, stecche, pacchetti, vecchie Alfa Romeo elaborate, onde del mare più alte della paura di morire e poi il coraggio di resistere nonostante il fiato sul collo diventi sempre più pesante. Di quale monopolio stiamo parlando? Di quale Stato? Di quale reato? Qui nessuno ha visto niente. All'ombra dei palazzi della periferia le vite si intrecciano in mille trame differenti. L'amore è rumoroso e intrattabile come il motore elaborato di un'auto pronta per una nuova notte di sbarchi, l'amicizia segue rotte polverose e d'improvviso si fa pericolosa in nome di un potere che acceca come un faro di vedetta sugli occhi. C'è chi abbandona il campo convinto di meritare giorni migliori e chi rimane a combattere il dolore a denti stretti sperando che l'inverno passi una volta per tutte e che la primavera sia per sempre. L'anima è in bilico su un filo teso nel vuoto. Nessun confine tra legalità e illegalità. Niente da rinnegare. Si va avanti a muso duro. La famiglia è il primo motore immobile. Tutto ruota intorno all'attenzione di ogni singola mamma per il destino di figli che la strada ruba troppo presto dalla protezione del loro grembo.
A sud di Maradona
Andrea Ferreri
Libro: Libro in brossura
editore: Bepress
anno edizione: 2016
pagine: 169
"Il calcio per la gente non era semplicemente un momento di svago domenicale, ma rappresentava un collante umano, sociale, in un territorio grande quasi quanto una regione, con 98 comuni più frazioni e circa un milione di abitanti", "A sud di Maradona" è il racconto di un'epoca in cui le vicende calcistiche si intrecciano con quelle di un territorio. L'epoca in cui il Salento stava andando incontro ad una radicale trasformazione. Attraverso le gesta calcistiche di Barbas e Pasculli e il Lecce degli anni 80/90, il racconto si articola tra fatto storico e passione calcistica, in un groviglio di emozioni, ricordi, rivalse, che appartengono all'immaginario collettivo e alla cultura popolare del Salento. Una storia di calcio e territorio, in chiave romantica, nostalgica, leggendaria. Dall'epica del football di Osvaldo Soriano ad una interpretazione antropologica dello sport, "A sud di Maradona" attraverso la memoria sportiva, vuol essere anche e sopratutto, recupero della memoria popolare. Libro scritto in collaborazione con Bete Barbas e Pedro Pablo Pasculli, campioni del mondo con Maradona, e idoli senza tempo dei tifosi del Lecce.
Buenaventura Durruti. Cronaca della vita
Abel Paz
Libro: Libro in brossura
editore: Bepress
anno edizione: 2015
pagine: 246
Avventurosa e drammatica, quella di Buenaventura Durruti è la vita senza compromessi di un irriducibile rivoluzionario. Anarcosindacalista, svaligiatore di banche, agitatore politico, indomabile vendicatore del proletariato, ricercato dalla polizia di mezzo mondo e celebre capo della colonna che porta il suo nome, ha condotto la più implacabile guerra contro il capitalismo e le sue ingiustizie. Con una cronaca appassionante Abel Paz ha saputo ricostruirne la vita, tratteggiando un paesaggio umano fatto di politici corrotti, poliziotti asserviti al potere e pronti a usare la mano forte contro i dissidenti, sindacalisti impegnati a garantire il potere borghese e operai in rivolta. Al centro di questi intrigati fatti, la fuga tra Europa e America di Durruti che, tra una rapina e un'evasione, si incontra con i grandi rivoluzionari del suo tempo. Poi gli anni '30, l'antifascismo, la guerra civile spagnola e la creazione del Comitato centrale di Milizie antifasciste della Catalogna. E ancora il luglio 1936, quando a capo di 10000 anarchici, chiamati poi Colonna Durruti, ottiene numerose vittorie contro i franchisti sul fronte Aragonese. Fino all'ultimo spostamento verso la capitale Madrid, dove cadrà il 20 novembre. Abel Paz attraverso la biografia di un personaggio unico, ha racconatato le vicende di un'epoca.
Le crepe del capitalismo
Robert Kurz
Libro: Libro in brossura
editore: Bepress
anno edizione: 2015
pagine: 57
Il capitalismo non è l'eterno ritorno ciclico dell'identico, ma un processo storico dinamico. Ogni grande crisi si incontra a un livello di accumulazione e di produttività superiore a quelle del passato. Quindi, la questione della gestibilità o non gestibilità della crisi si pone in forma sempre nuova. I precedenti meccanismi di soluzione perdono validità. Le crisi dell'Ottocento furono superate perché il capitalismo ancora non aveva coperto tutta la riproduzione sociale. C'era ancora spazio interno per lo sviluppo industriale. La crisi economica mondiale degli anni '30 rappresentò una rottura strutturale a un livello di industrializzazione molto più elevato. Essa fu dominata grazie alle nuove industrie fordiste e grazie alla regolazione keynesiana, il cui prototipo furono le economie di guerra della seconda guerra mondiale. Quando l'accumulazione fordista urtò contro i suoi limiti, negli anni '70, il keynesianismo sfociò in una politica inflazionaria, sulla base del credito pubblico. La cosiddetta rivoluzione neoliberale, intanto, spostò solo il problema dal credito pubblico ai mercati finanziari. Lo sfondo era una nuova rottura strutturale dello sviluppo capitalista, causato dalla terza rivoluzione industriale della microelettronica. Il libro in questione è una raccolta di saggi sul capitalismo e le sue derive, in cui il filosofo tedesco analizza in modo critico, attraverso una revisione continua della crisi del capitalismo, la sua possibile fine.

