Lotta Comunista
Opere. Volume Vol. 12
Arrigo Cervetto
Libro
editore: Lotta Comunista
anno edizione: 2017
pagine: 760
Gran parte del materiale presentato col titolo "La Cina del XX secolo", appunti e schede risalenti agli anni '60, è stato raccolto nel corso degli anni '80 sotto la supervisione di Arrigo Cervetto, con lo scopo di riunire in modo organico quanto era stato elaborato sull'argomento, al fine di salvaguardare il lavoro di oltre un decennio. Vi sono aggregati schede e appunti allegati ai libri, nonché note e schede bibliografiche realizzate nel corso degli anni '60-70. I materiali, gli appunti, le note e le schede sulla "questione nera" negli Stati Uniti si collocano sullo sfondo delle lotte del proletariato nero, che caratterizzarono il panorama nord americano della seconda metà degli anni '60. Una serie di articoli, pubblicati negli anni '60, raccolti ne "L'imperialismo unitario" nel capitolo "Marx non è superato a Detroit", sono il risultato di questo studio. Infine i materiali di studio sull'America Latina abbracciano un arco cronologico che va dalla fine degli anni '60 all'inizio degli anni '70; sul giornale fanno da riferimento alcuni documenti del gruppo venezuelano "Internacionalismo" (gennaio-febbraio 1968) e l'articolo "La lezione del Cile" (ottobre-novembre 1973).
Opere. Relazioni 1974-75. Volume Vol. 15
Arrigo Cervetto
Libro: Libro con legatura in pelle o di pregio
editore: Lotta Comunista
anno edizione: 2016
pagine: 684
Questo volume raccoglie i materiali preparatori, gli schemi, la documentazione, le elaborazioni, in alcuni casi i verbali, relativi a relazioni, attivi, riunioni e interventi pubblici del biennio 1974-1975. Nel biennio 1974-1975 dapprima si diffondono gli effetti della crisi energetica, con lo shock dell'impennata dei prezzi petroliferi, e poi prende avvio la "crisi di ristrutturazione", a partire dagli USA, dal Giappone e poi dalle potenze in Europa. La crisi di ristrutturazione confermava quanto i fattori esterni del ciclo mondiale fossero condizionanti per l'Italia; l'indebolimento relativo dell'imperialismo italiano apriva uno scontro tattico tra grandi gruppi privati e statali, e fra i gruppi del capitalismo di Stato tra loro; lo squilibrio italiano, col ruolo interclassista di DC e PCI, al dunque teneva al riparo la piccola borghesia e il parassitismo pubblico, per cui tutta la pressione per l'aggiustamento economico finiva per esser concentrata sui salariati. Era la "politica imperialista contro i salari"; il fatto che il PCI con la linea del "compromesso storico" scegliesse di fiancheggiarla apriva al nostro partito lo spazio politico della lotta di difesa salariale.
La Prima Internazionale in America. Un contributo alla storia del movimento operaio negli Stati Uniti
Hermann Schlüter
Libro: Libro in brossura
editore: Lotta Comunista
anno edizione: 2015
pagine: 344
La Prima Internazionale, fondata il 28 settembre 1864 a Londra, era giunta negli USA trasportata dall'immigrazione europea, in particolare tedesca, sovrapponendo così la propria storia a quella degli esordi del movimento operaio e socialista americano. È appunto di queste storie parallele che tratta l'opera. L'autore, Hermann Schlüter, fu protagonista di primo piano in tali vicende. Il libro le ricostruisce in modo molto dettagliato e talvolta particolarmente minuzioso, inevitabile a detta dello stesso autore "se si vogliono conservare per le generazioni future brani di atti ufficiali dispersi in lettere, appunti di ogni sorta e articoli di giornale, per la maggior parte inaccessibili". Ampie parti dell'opera forniscono spaccati di estremo interesse sulla vita e le lotte del movimento operaio e socialista americano ai suoi esordi, come pure non mancano alcuni spunti di carattere più generale. Il primo è ricordato dallo stesso Schlüter: "Il numero relativamente esiguo dei membri dell'AIL esercitò un'influenza politica che oltrepassò la sua reale forza organizzativa". Un'ulteriore conferma del ruolo storico che in determinate circostanze assumono piccole minoranze di uomini.
Terrorismo reazionario, europeismo imperialista, internazionalismo comunista
Libro: Copertina morbida
editore: Lotta Comunista
anno edizione: 2015
pagine: 250
La crisi in Medio Oriente ha messo all'opera gli spacciatori di paura. La paura costruita dal "terrorismo reazionario", strumento impazzito delle borghesie mediorientali, che non si fa scrupolo di trucidare lavoratori inermi e di rimestare fanatismo e odio razziale. E le paure agitate di rimando in Europa e in Occidente. Muta all'improvviso il senso comune distillato da giornali e televisioni, è il momento dei tribuni e demagoghi, degli intellettuali voltagabbana, del giornalista furbo in cerca di occasioni editoriali, e anche del prete. Eppure tutto ciò non è inevitabile, c'è un'alternativa alla guerra, al terrore, ai fanatismi, alle ideologie con cui si vogliono soggiogare le coscienze. Il proletariato, nei numeri, ha una forza colossale. In Nord Africa e in Medio Oriente avrebbe la forza per scrollarsi di dosso borghesie corrotte e fallimentari. E quale potenza sarebbe, unito ai salariati dell'Europa, dell'India, della Cina, al proletariato di tutto il mondo. Il proletariato potenza mondiale, contro le potenze del capitale e dell'imperialismo: è l'unica risposta a un mondo di paura.
La guerra civile in Francia-La forma politica finalmente scoperta
Karl Marx
Libro: Copertina morbida
editore: Lotta Comunista
anno edizione: 2007
pagine: 150
Le pagine indirizzate da Marx al proletariato parigino che nel marzo 1871 compie il suo "assalto al cielo" dando vita alla Comune. Pagine in cui troviamo dignità, energia, documentazione e, tracciate in una sintesi magistrale, le principali tendenze del secolo a venire. Nell'Introduzione Engels sottolineerà: "La Comune dovette riconoscere sin dal principio che la classe operaia una volta giunta al potere non può continuare ad amministrare con la vecchia macchina statale." Lo Stato era divenuto in secoli di storia un organo a sé, "al servizio dei propri interessi particolari" e ciò era evidente "non solo nella monarchia ereditaria, ma anche nella repubblica democratica". Marx aveva scritto: "La lotta della classe operaia contro la classe capitalistica e il suo Stato è entrata, grazie alla lotta di Parigi, in una nuova fase ... un nuovo punto di partenza di importanza storica universale è conquistato". Un punto di partenza perché, scrive Cervetto, "La Comune di Parigi è durata pochi giorni. Lenin lo sa bene quando restaura la scoperta di Marx, mezzo secolo dopo, e pochi mesi prima che il movimento reale in Russia la riproponga all'ordine del giorno".
L'estremismo malattia infantile del comunismo
Lenin
Libro: Copertina morbida
editore: Lotta Comunista
anno edizione: 2005
pagine: 154
Antidühring
Friedrich Engels
Libro: Copertina morbida
editore: Lotta Comunista
anno edizione: 2003
pagine: 402
Manifesto del Partito Comunista. In appendice: note sulle prime edizioni del Manifesto e sulla sua diffusione
Karl Marx, Friedrich Engels
Libro: Copertina rigida
editore: Lotta Comunista
anno edizione: 1998
pagine: 570
Spagna 1936. Le premesse storiche, l'insurrezione, Barcellona 1937
Gian Giacomo Cavicchioli
Libro
editore: Lotta Comunista
anno edizione: 2026
pagine: 234
La guerra civile fu una violentissima repressione di classe e terminò con il massacro dei rivoluzionari perpetrato dai due lat
L'origine della famiglia, della proprietà privata e dello Stato
Friedrich Engels
Libro
editore: Lotta Comunista
anno edizione: 2026
pagine: 234
A partire dagli appunti di Marx sull'opera di Lewis Morgan, Engels integra e sviluppa alla luce della concezione materialistic
La Bomba. Industrializzazione della scienza e sterminio atomico
Franco Palumberi
Libro: Libro in brossura
editore: Lotta Comunista
anno edizione: 2026
pagine: 372
Ciò che tiene assieme le due prospettive con cui è affrontata la questione della bomba – il ruolo strategico e politico dei deterrenti atomici nella contesa imperialista e l’industrializzazione della scienza che li ha resi possibili – è la dimostrazione di quanto questa società del capitale sia stretta in un’insolubile contraddizione. Scienza e forze produttive hanno trasformato il mondo, ma per l’intrinseca natura del capitale e dell’imperialismo lo hanno diviso nella lotta di potenza sino alla catastrofe della guerra e dell’olocausto atomico. Il capitale distrugge ciò che costruisce. Hiroshima e Nagasaki sancirono il culmine della rottura dell’ordine nella Seconda guerra mondiale imperialista. Si dice che, nell’ordine postbellico, nessuna potenza nucleare ha mai davvero inteso l’impiego della bomba; il suo uso è stato, appunto, quello della minaccia e della deterrenza. La crisi dell’ordine va però muovendo le forze tettoniche del confronto di potenza, e accumula anche le forze distruttive del riarmo. Chi può dire se nel moltiplicarsi delle tensioni e nella proliferazione degli attori nucleari, negli affrontamenti tra piccole, medie e grandi potenze, nelle piccole guerre della crisi dell’ordine o in una grande guerra della rottura dell’ordine la barbarie sarà trattenuta dai calcoli razionali della deterrenza? Solo la strategia rivoluzionaria può scongiurare la minaccia di altre Hiroshima e altre Nagasaki.
Sovranisti eurosolubili. Squilibrio italiano e vincolo europeo dalla pandemia al governo Meloni
Giulio Conti
Libro: Libro in brossura
editore: Lotta Comunista
anno edizione: 2025
pagine: 512
In questo libro analizziamo gli ultimi sette anni di politica italiana, che si aprono con il Conte I, il governo di avventurieri e dilettanti, e si chiudono con il governo Meloni, nel segno dell'eurosolubilità dei sovranisti all'italiana: la minaccia sovranista, giunta al governo a Roma, si è dunque sciolta nel campo di forze europeo. Nel mezzo, prima il Conte II, un parziale riequilibrio europeista, poi lo spartiacque rappresentato dall'esecutivo di Mario Draghi, un governo d'eccezione del partito europeo, chiamato a presidiare l'avvio del Next Generation EU e ad instradare l'Italia sulla via del riarmo europeo. Nelle scelte fondamentali, il governo Meloni non ha derogato dal quadro europeo ed euroatlantico. Con le scelte sull'Ucraina, sulla coalizione dei Volenterosi e sul riarmo europeo, incluse decisioni politiche sul terreno dell'industria della difesa, Roma ha risposto "presente" all'euromobilitazione. Le fragilità strutturali italiane non sono scomparse e l'inedita fase di stabilità politica italiana potrà rivelarsi una breve parentesi. Anche l’eurosolubilità non è un destino ineluttabile e la crisi politica rimane nel novero degli scenari futuri. Ma è un fatto che, finora, sul terreno decisivo del riarmo, il sovranismo all'italiana si è rivelato europeista. «Facilmente – scrivevamo nel gennaio del 2019 – il sovranismo diverrà il cane da guardia dell’europeismo, presidio delle frontiere dell’Europa potenza o avanguardista delle sue guerre nella nuova fase strategica».

